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  • Renzi? Bersani? Non è la mia priorità

    Pubblicato il 19 settembre 2012 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    E’iniziata la settimana scorsa la corsa per le primarie del Partito democratico.
    Le primarie sono una grande prova di democrazia, uno dei tratti distintivi del nostro partito e ne vado fiero.
    Ma la democrazia ha bisogno di regole, a tutti i livelli. Mettiamo da parte per un istante l’entusiasmo per la nuova sfida e poniamoci tre domande cruciali: quando si terranno le primarie? Con che legge elettorale andremo a votare? Saranno primarie di partito o di coalizione?
    Lo statuto del Pd prevede che il candidato premier sia il segretario in carica e quindi Bersani, durante la prossima assemblea, dovrà proporre un cambiamento di statuto.
    Mentre scrivo, quindi, nemmeno esistono le primarie.
    Inoltre, ci auguriamo che nelle prossime settimane si sciolga finalmente la matassa della legge elettorale, sciagurata eredità del governo Pdl-Lega. Non sarà un parametro indifferente per capire il senso della consultazione interna.

    Renzi o Bersani? Non è questa la mia priorità al momento. Ho seguito il dibattito interno, l’evento della Gran Guardia, le reazioni, le successive candidature di altri esponenti del Pd, ma non ho avvertito l’esigenza di alimentare ulteriore dibattito.
    Sembrerà strano in un momento storico così frenetico, ma vorrei capire i tempi, i modi e lo scenario politico che avremo davanti quando consulteremo gli elettori del Pd. E vorrei che si scendesse più nel dettaglio dei programmi in campo.
    Ho apprezzato l’impegno di Bersani nel guidare il partito durante la delicatissima fase del governo Monti e accolgo con piacere lo spirito di Renzi che sembra abbracciare molte delle tematiche “del Lingotto” di Veltroni (2007), quel profilo liberale e riformista che invochiamo da allora.
    Attendo che “la lista della spesa” (come definisce il programma il sindaco di Firenze) sia più delineata. L’energia che emana è positiva ma dovrebbe ricordare che questo è probabilmente l’unico partito in Italia che consente a lui e agli altri sfidanti una tale “contendibilità della leadership”. Questo non succede per caso, c’è un lavoro a monte.

    Sono stati mesi difficili, il Paese è stato sull’orlo della bancarotta e con grandi sacrifici stiamo ritrovando il ruolo che ci compete in Europa. Il Governo Monti ha ridato dignità all’Italia dopo le macerie e il fallimento della politica berlusconiana. Per questo, temi come lavoro, fisco, sviluppo economico, equità sociale mi preoccupano ben di più degli artifici retorici e del lessico immaginifico da campagna elettorale.
    Non ho avuto fretta di gettarmi nella mischia delle primarie e continuo il mio lavoro quotidiano in aula e in Commissione Finanze; diamo tempo al tempo, l’autunno che ci attende sarà lungo, molto lungo.

    Giampaolo Fogliardi

     

    Una risposta a “Renzi? Bersani? Non è la mia priorità”

    1. La ringrazio per aver accolto l’invito a fornirci una sua valutazione sulle primarie Apprezzo le sue considerazioni e ancor più le motivazioni. Non ho dirigenti del PD con la stessa sua attenzione sul mio territorio. Non le nascondi che personalmente mi sto impegnando per Renzi, non per me stesso, ho 55 anni, ma perché penso possa rappresentare un futuro migliore per i miei figli. Un futuro fatto di Europa e di Merito oltre che di Speranza. Cordialmente Alessio Pacchin

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