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  • Scelta civica torna ad essere Scelta civica

    Pubblicato il 22 novembre 2013 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    La scorsa settimana, prima dell’assemblea di Scelta civica, ribadivo il valore della nostra autonomia, sostenendo che il movimento non era nato per essere il trampolino di lancio di qualcuno o la stampella per le operazioni di altri soggetti politici. Mi preoccupavo che fosse chiara la nostra missione originaria e si evitassero ulteriori giochi di posizionamento sullo scacchiere politico.
    Per questo mi hanno fatto piacere le parole del vicepresidente Bombassei:

    Da domani Scelta Civica recupera in pieno la propria autonomia politica, la facoltà di decidere del proprio futuro, la propria libertà progettuale.
    Se questo è quello che ci circonda, l’Italia ha sempre più bisogno di un movimento come Scelta civica, perché ad oggi, è l’unico soggetto politico in grado di offrire agli italiani un programma coerente ed alternativo, incarnato dai contenuti dell’Agenda Monti.

    Avvicinare l’Italia all’Europa, ridurre la pressione fiscale su lavoro e imprese, riformare il welfare per penalizzare le rendite di posizione e aiutare chi ha davvero bisogno di essere aiutato, abolire l’apartheid tra lavoratori tutelati e precari, premiare il merito, moltiplicare le opportunità di crescita e di sviluppo.

    Anche l’elezione della nuova segretaria politica è stato un ottimo passo avanti nel rinforzo della “nuova” Scelta civica. Stefania Gannini ha ribadito le parole d’ordine che tanti simpatizzanti attendevano, ha fatto chiarezza su quello che ci attende:

    L’Assemblea ha confermato il progetto politico autonomo, autenticamente riformatore e veramente plurale di Scelta Civica, che deve più che mai in questo momento dare seguito all’Agenda Monti, il nostro progetto politico alle scorse elezioni, lo stesso che ci ha portato in Parlamento.

    Il nostro ruolo in questa fase sarà, quindi, sempre più quello di una valutazione di merito sui singoli provvedimenti, a volte intransigente – a partire della legge di stabilità – e di declinazione concreta del nostro spirito riformatore.

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