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  • Scelta civica Verona contro il Porcellum

    Pubblicato il 16 ottobre 2013 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    I coordinatori politici veneti di Scelta civica hanno aderito al digiuno di protesta contro il porcellum a sostegno della riforma elettorale proposta da Monti e Balduzzi.

    Si allarga anche in Veneto la mobilitazione contro il porcellum, i coordinatori di Scelta Civica delle province Venete, De Zordo, Mariangela Fogliardi, Pellizzari, Riolfatto, Rosato, Scattaretico, Viaro, il coordinatore Regionale Toldo e il consigliere regionale Bottacin hanno aderito all’appello sottoscritto da numerosi deputati del movimento montiano e che prevede il digiuno a staffetta.

    La mobilitazione si pone l’obiettivo di attirare l’attenzione dell’opinione pubblica affinché il Parlamento proceda senza più indugi alla abolizione dell’infausta legge elettorale in vigore, il Porcellum, causa di ingovernabilità (le maggioranze variabili al Senato e alla Camera) e distacco ulteriore della politica dai cittadini (parlamentari di fatto nominati dai vertici dei loro partiti e non scelti sulla base del reale consenso).

    Sul perché mobilitarsi su questa e non su altre questioni la risposta è secca: “su molti temi cruciali per il futuro del paese il dibattito tra i partiti esiste e dunque il governo potrà e dovrà fare sintesi tra le diverse posizioni, sul tema della riforma elettorale invece, nei fatti, nulla si muove. Il nostro auspicio è che questa forma civica di protesta si estenda in modo da rendere ineludibile la questione”, prosegue la coordinatrice veronese.

    La proposta di Scelta civica

    A differenza di altri movimenti, alla protesta corrisponde anche una proposta.
    Il progetto di legge proposto da Monti e Balduzzi mira a favorire il ripristino del rapporto di fiducia tra rappresentanti e rappresentati, un effettivo collegamento tra il parlamentare e il territorio nel quale risulta eletto, la governabilità e la riduzione della frammentazione delle forze politiche.

    Si tratta di un sistema elettorale misto: la metà dei seggi viene assegnata con formula proporzionale, l’altra metà con formula maggioritaria all’interno di collegi uninominali.

    In entrambe le Camere viene assegnato un premio di governabilità per la coalizione che supera il 42% del totale dei voti validi espressi in tutto il Paese.
    Se nessuno raggiunge questa soglia si procede ad un secondo turno a cui partecipano le due coalizioni che hanno ottenuto al primo turno il maggior numero di seggi parlamentari.
    La soglia di sbarramento per l’accesso al riparto dei seggi è pari al 4% dei voti validi espressi; tale soglia, diversamente rispetto al sistema attuale, è stabilita in misura eguale sia alla Camera sia al Senato, in modo da evitare distorsioni nell’assetto delle forze politiche.

    Sul sito nazionale di Scelta civica i dettagli della proposta cui verranno dedicati incontri di approfondimento sul territorio.

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