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  • Scelta europea anche per Verona

    Pubblicato il 2 maggio 2014 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Non possiamo superare la crisi chiudendoci all’Europa, ma pretendendo un’Europa più vicina a cittadini e imprese, meno burocratica, che favorisca la mobilità dei suoi cittadini. Vogliamo un’Europa di opportunità, e il nostro paese, se si presenta con serietà e determinazione ha molto da guadagnare in una prospettiva continentale: pensiamo a rafforzare la competitività del settore turistico e culturale, a puntare sull’enogastronomia, sulla moda, sull’export di tanti prodotti di qualità. L’isolamento non ci favorirebbe. Noi veronesi lo sappiamo benissimo, avendo negli anni stretto grandi rapporti commerciali con i nostri vicini dell’area germanica.
    Dobbiamo mettere in comune tutte le buone pratiche, anche in tema di welfare e istruzione presenti nel nostro continente.
    Dare la colpa all’Europa dei nostri problemi è una semplificazione populista.

    Come scrive il leader dell’Alde e candidato liberal democratico alla presidenza della Commissione europea, Guy Verhofstadt (sostenuto nel nostro paese da Scelta Europea):

    È certo che dobbiamo cambiare l’Europa. L’Europa deve nuovamente essere messa al servizio dei suoi cittadini per affrontare le sfide, che i singoli stati, non sono in grado di fare individualmente, come la sicurezza delle frontiere, la migrazione di massa o ancora il cambiamento climatico. L’Europa non è una camicia di forza, come molti continuano a ripetere. L’Europa è piuttosto l’opportunità di crescita e sviluppo per ogni sua realtà locale, regionale, nazionale ed europea, a patto che la facciamo agire come una vera Unione.

    Dobbiamo guardare all’Europa per rilanciare la nostra economia, soffocata da anni e anni di rigidità e corporativismi. Se l’Italia è rimasta bloccata, accumulando un debito pubblico enorme e un grande ritardo nelle infrastrutture e nell’innovazione non è certo colpa di Bruxelles. Dobbiamo agganciarci ai partner più virtuosi e far tesoro delle opportunità che la comunità ci offre.

    Sempre Guy Verhofstadt:

    L’Europa deve dare l’esempio abbattendo l’eccesiva pesantezza della burocrazia e della regolamentazione, liberando le potenzialità delle sue industrie e delle piccole medie imprese. Deve essere orgogliosa portatrice del Made in, quale marchio di alta qualità, elevatissimi standard e genuina creatività. Ci sono ancora molti mercati chiave, come quelli delle telecomunicazioni, dei trasporti e dell’energia che necessitano maggiore liberalizzazione. Ciò creerà nuovi posti di lavori, imprese più robuste e innovative e abbasserà i prezzi per i consumatori. Inoltre, deve essere prevista l’introduzione di Eurobond per incoraggiare gli investimenti produttivi e la crescita economica nella zona euro.

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