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  • Scommesse, una piaga anche quando c’è dietro lo Stato

    Pubblicato il 9 giugno 2011 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    Lo scandalo del calcio ha riportato l’attenzione sulla piaga delle scommesse e del gioco d’azzardo, un mondo verso il quale ho sempre lottato.

    Il gioco d’azzardo è un rischio per le famiglie. Già lo scorso inverno ero intervenuto in Commissione Finanze per sottolineare che rappresenta un pericolo, anche quando a gestirlo è lo Stato.

    Non possiamo tollerare, da un punto di vista etico e morale l’intervento dello Stato che cerca di rendere sempre più  competitivo il sistema legale dei giochi. Ricordiamo che nel 2010  il volume dei soldi raccolti ammontava a 60 miliardi di euro, contro i 55 dell’anno precendente.

    Oggi, rispondendo al quotidiano Finanze e Mercati, riguardo alla proposta del leghista Fugatti di una stretta sulle scommesse (ponendo un tetto o sospendendo le partite in caso di anomalie), ho dichiarato:

    “L’emendamento è una risposta alla piaga delle scommesse. Da parte mia, sono dell’idea che bisogna ridimensionare il mondo del gioco d’azzardo, anche da parte dello Stato perché rappresenta una minaccia per la stabilità delle famiglie”.

    Non convince l’esponente dell’opposizione la tesi per cui se dietro scommesse come il videopoker c’è lo Stato, è questa già una garanzia contro le scommesse clandestine: “si dà comunque un messaggio sbagliato, perché dare la possibilità di tentare la fortuna già dalle prime ore della mattina al bar, significa aprire una porta verso il mondo delle scommesse”.

     

    Una risposta a “Scommesse, una piaga anche quando c’è dietro lo Stato”

    1. E’ una tassa immorale, perchè si abbatte sui ceti più deboli della società e dà l’ illusione di poter diventare ricchi senza far niente.
      Francesco

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