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  • Scuole d’infanzia, siamo all’emergenza.

    Pubblicato il 7 luglio 2011 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Alla faccia delle politiche per la famiglia sbandierate da questa destra negli anni.

    Quando ci sono da fare delle scelte bisogna essere coerenti: le scuole materno sono una priorità. Ricevevano fino allo scorso anno di contributi in arrivo dallo Stato e dalla Regione. I finanziamenti statali, però, sono calati fino a risultare azzerati

    Nella nostra regione, come riporta il Corriere del Veneto, la situazione è critica:  «secondo le stime della Fism (la Federazione che le raggruppa) sono circa duemila i bambini che da settembre non troveranno più posto nelle materne parrocchiali. Le prime due scuole hanno già annunciato chiusura nel Trevigiano, ma diverse altre sarebbero prossime alla serrata in tutto il Veneto. Fine delle attività, per ora, al patronato Don Bosco di San Polo di Piave al nido dell’Istituto Zanotti di Treviso».

    In Veneto le materne paritarie forniscono un servizio diffuso e la loro crisi rischia di essere un problema gravissimo per le famiglie. «Un paio di scuole chiuderanno nel Vicentino -ha dichiarato Ugo Lessio, presidente veneto della Fism – altrettante nel Padovano e nel Veronese, ancora di più nel Polesine, provincia che soffre parecchio a causa di un’organizzazione su singole sezioni. A differenza di tutte le altre regioni, in Veneto e in particolare nelle province di Treviso e di Padova tre bambini su quattro vanno all’asilo parrocchiale, siamo cioè di fronte a un caso unico nel suo genere a livello nazionale. Martedì prossimo faremo punto della situazione nel direttivo regionale, siamo molto preoccupati perché alla crisi di risorse rischia di far seguito una crisi di motivazioni»

    Andare avanti così è praticamente impossibile e rischiamo di giungere alla chiusura delle scuole. Sarebbe un colpo durissimo per le famiglie giovani e i genitori che lavorano. Come ha giustemente ricordato il vescovo di Treviso: «il pedaggio da pagare sarebbe davvero pesantissimo».

    I tagli indiscriminati non costituiscono una politica, qui si mina il tessuto sociale alla base. Le scuole d’infanzia non devono chiudere, Tremonti faccia marcia indietro.

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