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  • Serve un piano per rilanciare la lirica

    Pubblicato il 22 novembre 2013 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    È strano che il museo della lirica chiuda e non indichi una data di riapertura. Si tratta di una chiusura “stagionale” o  di una chiusura definitiva mascherata?

    Verona si aspettava di più da “Amo”, ma i risultati non sono arrivati. L’opera dovrebbe essere il fiore all’occhiello della nostra offerta turistica e culturale invece, ancora una volta, non si riesce a sfruttarla a pieno. Viviamo di rendita, abbiamo un anfiteatro meraviglioso e un cartellone collaudato, ma gli sforzi per andare oltre sono sfuocati. La cultura potrebbe essere il nostro petrolio, ma assistiamo ad un museo chiuso senza una data certa di riapertura. Un segnale di debolezza che fa temere per la prossima stagione.
    È un peccato, il museo poteva essere il modo di sfruttare l’onda lunga della stagione areniana anche durante i mesi invernali.

    Ora l’amministrazione, oltre a chiudere Amo, dovrebbe dire come intende rilanciare “Verona capitale della lirica” e se intende cambiare strategia – dalla promozione al biglietto d’ingresso – per il museo ad essa dedicato.

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