Solo un altro blog targato WordPress
Icona RSS facebook
  • Poteva essere il nostro petrolio…

    Pubblicato il 14 giugno 2013 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    L’estate non sembra iniziare nel migliore dei modi per la nostra Verona: pare che per l’Aida del centenario non avremo nemmeno ospite il Presidente del Consiglio.
    Il nome di grido all’ombra del balcone di Giulietta in questi giorni è un altro: Patrizia D’Addario, ospite d’onore al Gran Ballo della città. Non sappiamo quali siano le sue doti artistiche, a meno di avere un concetto molto ampio di “arte”; ma tant’è: questo è quello che ci ritroviamo nei giorni in cui dovremmo celebrare il tempio della lirica.
    Temo che il centenario sarà una celebrazione sottotono, o per lo meno distante dal sapore del grande evento, del momento che avrebbe potuto alzare i riflettori sul tesoro della città, andando oltre la serata della Clerici.

    La città non sembra connessa con l’evento; forse non è stato pensato a dovere.
    Come parlare d “cultura” e di “marketing territoriale” quando tiene banco Patrizia D’Addario?
    D’Altronde questa amministrazione non ha mai avuto un grande feeling con la promozione della cultura: dalla “mostra fantasma” sui capolavori del Louvre, annunciata e mai realizzata, alle polemiche sul biglietto esorbitante per la mostra “Amo Pavarotti” tenuta nel controverso museo della lirica.

    Il declino del sistema di potere tosiano passa anche da una città amministrata senza slancio e senza inventiva. Nel momento in cui la crisi morde la lirica poteva essere il nostro petrolio e invece…

  • Crisi Catullo, serve lavoro di squadra

    Pubblicato il 5 dicembre 2012 giampaolo 2 commenti Condividi su Facebook

    I parlamentari veronesi sono in prima linea per il Catullo, come ribadito al recente incontro alla Camera di Commercio. Per questo, sapere che presidente e direttore dell´aeroporto si sono recati a Roma per incontri istituzionali e hanno convocato un incontro con alcuni parlamentari bresciani presso la Camera dei deputati ci ha lasciati perplessi.

    Di seguito l’articolo de L’Arena che affronta il caso:

    AEROPORTI. Documento critico dei deputati convocati in Camera di commercio: «E il lavoro di squadra?». La replica: «Ci ha chiamati Molgora»
    I parlamentari ai vertici del Catullo: «Coerenza»
    Enrico Giardini
    «Arena e Bassetti erano a Montecitorio per un incontro con i bresciani: e non ne sapevamo nulla»

    mercoledì 05 dicembre 2012 CRONACA, pagina 11
    Non l´hanno presa bene quattro deputati veronesi, quando hanno visto a Roma, ieri pomeriggio, il presidente dell´aeroporto Catullo Paolo Arena e il direttore Carmine Bassetti parlare a Montecitorio, sede della Camera dei deputati, con il deputato della Lega e presidente della Provincia di Brescia Daniele Molgora e con il deputato Stefano Saglia. Lunedì i vertici del Catullo erano stati convocati alla Camera di Commercio, socio di maggioranza dell´aeroporto, per esaminare il piano industriale di rilancio, il tema della concessione per l´aeroporto D´Annunzio di Montichiari e il passaggio della torre di controllo dall´aeroporto militare al civile. C´era anche il presidente della Provincia Miozzi.
    Così, i deputati Federico Testa e Giampaolo Fogliardi (Partito democratico), Alberto Giorgetti e Aldo Brancher (Popolo della libertà), dal Parlamento hanno inviato una nota al nostro giornale, stigmatizzando l´atteggiamento dei vertici. «Lunedì abbiamo partecipato alla riunione convocata dal presidente della Camera di Commercio Bianchi sulla grave situazione dell´aeroporto», dice la nota. «Abbiamo dato la nostra disponibilità ad attivarci per il bene del nostro territorio (come è nostro dovere), chiedendo: la trasparenza e coerenza dei comportamenti; la trasmissione tempestiva di ogni informazione utile a seguire la vicenda (per fare il famoso “lavoro di squadra”); in particolare l´invio della documentazione relativa alla torre di controllo, che necessita di una soluzione in tempi brevi». «Oggi (cioè ieri, ndr)», aggiungono i deputati, «abbiamo dovuto constatare che: presidente e direttore dell´aeroporto si sono recati a Roma per incontri istituzionali; presidente e direttore hanno convocato un incontro con alcuni parlamentari bresciani presso la Camera dei deputati. Di tutto questo», concludono, «lunedì non è stata fatta parola, né la documentazione urgente relativa alla torre di controllo ci è stata fatta pervenire. Finale: l´aeroporto è infrastruttura fondamentale per la città e il territorio e per questo meriterebbe comportamenti dei vertici seri, coerenti, trasparenti».
    Trasalisce Arena, che al telefono replica: «Io e il direttore Bassetti siamo stati a Roma, all´Enac e all´Enav», dice, «per affrontare tematiche di ordinaria amministrazione per l´aeroporto e per la nostra società. Da qualche giorno avevamo poi ricevuto una richiesta del presidente Molgora di incontrarci, insieme all´onorevole Saglia, perché voleva conoscere in modo approfondito le prospettive dello scalo di Montichiari e come sfruttarlo al meglio. Così, visto che io e Bassetti eravamo a Roma», aggiunge, «ci siamo dati appuntamento alle 17 alla Camera, prima di rientrare a Verona. E l´abbiamo fatto alla luce del sole. Quale mancanza di trasparenza?». Quanto al mancato invio di materiale, Arena precisa: «Visto che eravano impegnati a Roma, la documentazione sarebbe stata inviata entro il tardo pomeriggio, cosa che abbiamo fatto».

  • Tosi vs Confcommercio. L’amministrazione non lavora per fare squadra.

    Pubblicato il 28 novembre 2012 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Tosi non riesce a fare gioco di squadra, né all’interno della sua coalizione (vedi le continue liti con Miozzi), né con le categorie, come dimostra l’ultimo scontro con Confcommercio sul progetto Ikea. E non dimentichiamo le condizioni del Catullo: dopo anni siamo ancora davanti all’assoluta incertezza di proposte e di vedute sul futuro del nostro scalo. Sono solo alcuni esempi della dissonanza tra i rappresentanti delle Istituzioni cittadine. Dissonanza che non aiuta a sviluppare il sistema-Verona.

    Tosi si conferma abile nella gestione del potere e nel marketing di se stesso, ma insufficiente nel far squadra e nel disegnare strategie di lungo respiro. Non ha sciolto nessun nodo cruciale durante la sua era: Tramvia? Traforo? Cà del Bue? Catullo? Tanti punti di domanda per una città ferma.

    Il Pd ha espresso più volte perplessità sul progetto “mostruoso” dell’area ex-Biasi; è infatti erroneo chiamare solo “Ikea” una tale colata di cemento, un progetto che va ben al di là del colosso scandinavo del mobile. Ikea infatti avrà una potenzialità edificatoria di soli 141 mila mq e rientra nella fase 1 del progetto. Con le fasi 2 e 3 arriveranno altri 190 mila metri quadri di commerciale (50mila mq più di Ikea), più altri 75 mila mq di nuove residenze. Abbiamo realmente bisogno di nuovi centri commerciali per la nostra città? O costruiamo cattedrali nel deserto? Soprattutto: perché ci ritroviamo a costruire se non ne abbiamo bisogno…?

    L’amministrazione pensa alle ripercussioni di queste scelte sulla Verona del futuro o si accontenta di pensare a dopodomani?
    Manca una politica per il commercio e le continue improvvisazioni sul piano di mobilità cittadina non aiutano, come ha giustamente ricordato il Presidente Arena.
    Se avessimo un efficiente sistema di parcheggi scambiatori, la compianta tramvia e una capillare rete di bus, il centro sarebbe più vivo e più sicuro, anche per fare acquisti. Invece la città è off-limits e rischia di morire o diventare un museo a cielo aperto mentre si costruiscono anonime cattedrali di cemento nella periferia.

    Non chiediamoci allora perché Verona non decolla e non riesce ad avere quel ruolo che la sua strategica posizione geografica, il suo potenziale economico, la sua eccezionale bellezza e ricchezza culturale dovrebbero riconoscergli.

    Se gli uomini che hanno le maggiori responsabilità continueranno a non comprendersi e a giocare le prorprie personali partite, sarà una rinnovata “Torre di Babele” anche per noi, per la nostra città e per il nostro futuro.

  • «Fondazione Arena, la Lega la farà fallire»

    Pubblicato il 6 gennaio 2011 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook
    Il Pd attacca la gestione della Fondazione. Ho dichiarato a L’Arena: «Girondini, prima loda e poi si lamenta dei tagli del suo Governo, e si aspetta soldi dai privati. Ma gli imprenditori veronesi investono quando vedono un progetto, che qui non c’è!»
    Ecco l’articolo integrale:
    «Se la Lega continua a governarla, il fallimento della Fondazione Arena è prossimo! Girondini ha ricevuto molti più soldi del predecessore eppure non ha risolto nulla. Cosa deve ancora accadere?».
    Lo dice Vincenzo D’Arienzo, segretario provinciale del Pd, aprendo un fuoco di fila di critiche da esponenti dello stesso partito. D’Arienzo prosegue: «Il fatto è che la città non investe perché la Lega non è affidabile: i numeri e la qualità degli spettacoli, nonostante gli sforzi e i sacrifici dei lavoratori, lo dimostrano. Dopo tre anni, ancora una volta presentano il solito piano: recupero dei tagli del Fus e sgravi fiscali a potenziali privati. Come se tutto il resto funzionasse. Quasi una presa in giro. I tagli del ministro Bondi hanno fatto esplodere i danni prodotti da chi governa la Fondazione Arena».
    Giampaolo fogliardi, deputato, aggiunge: «Girondini, prima loda e poi si lamenta dei tagli del suo Governo, e si aspetta soldi dai privati. Ma gli imprenditori veronesi investono quando vedono un progetto, che qui non c’è!». La senatrice Maria Pia Garavaglia dice: «È brutto vedere che a Verona dicono una cosa e a Roma fanno il contrario. Bondi aveva promesso almeno di salvare gli stagionali, bloccare il turn over, defiscalizzare donazioni privati e ottenere l’integrazione del Fus. Mai avvenuto. Ricordo i nostri interventi e i colleghi del centrodestra che votavano contro, anche i leghisti veronesi».
    Il deputato Gianni Dal Moro ricorda che «quando c’è stato da votare, anche i parlamentari veronesi della Lega hanno dato ragione a Bondi. Si istituisca una tavolo a Verona con tutti e il Partito democratico farà la propria parte per salvare la Fondazione».
  • Fondazione Arena, più risorse dall’economia e possibilità di defiscalizzare contributi

    Pubblicato il 5 gennaio 2011 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    Sono intervenuto, dalle pagine del quotidiano L’Arena, sulla crisi della Fondazione lirica con una proposta:

    […] E tra tagli di fondi statali, emergenze di bilancio e programmai, si profilano proposte. Come quella del deputato del Pd Giampaolo Fogliardi. «È inutile farsi tante illusioni. I soldi per la cultura saranno sempre di meno e quindi bisogna fare in modo che nelle fondazioni liriche arrivino soldi di privati. Ma questi devono poter defiscalizzare i loro contributi oltre il 19 per cento fissato dalla legge».

    La riforma delle fondazioni però è ferma, aggiunge Fogliardi, «e perciò lancio un appello a tutti i parlamentari veronesi: già dalla prossima settimana, quando si voterà il decreto mille proroghe, impegnamoci per presentare un emendamento proprio per dare sgravi fiscali a privati che volessero contribuire. Si possono coinvolgere poi aziende locali, come nel settore agroalimentare e vinicolo, per proporre i loro prodotti durante il festival estivo o per sponsorizzare tournée all’estero. Ma bisogna agire poi con mentalità manageriale e non con persone non prestate dalla politica alla lirica, per rinnovare la programmazione».

    Leggi l’articolo integrale

    Prosegui la lettura »

  • La crisi della Fondazione Arena è solo la punta dell’iceberg

    Pubblicato il 13 ottobre 2010 giampaolo 2 commenti Condividi su Facebook
    Girondini non si nasconda dietro ai sentimentalismi: Verona ama ancora la lirica, quello che le manca è una strategia.
    Se l’Arena è il simbolo del sistema Verona, la crisi della lirica è solo la punta dell’iceberg.
    Girondini si lamenta per i tagli del  ministro Bondi (del Pdl), piange con la Regione (amministrata dalla lega) per il mancato finanziamento e si aspetta che gli imprenditori scaligeri investano; così, giusto per dare una mano.
    Ma gli imprenditori investono quando vedono un progetto, non quando si naviga  a vista.
    E la nostra città naviga a vista.
    La crisi della Fondazione è l’emblema di una città bloccata.
    Nemmeno la sicurezza, parola ripetuta negli ultimi anni come un mantra dalla propaganda tosiana non funziona più: le ronde sono fallite, Borgo Roma ormai è come il Bronx e nemmeno gli uffici del Presidente della Provincia sono al sicuro.
    Rimangono solo le panchine anti-barbone, magra e discutibile consolazione per uno “sceriffo” del calibro di Tosi.
    Sullo sfondo il pasticcio di Cà del Bue, la grana del traforo ed i trasporti pubblici al palo; per non parlare del mancato Polo finanziario e della tramvia che non vedremo mai.
    A metà mandato facciamo un bilancio dell’amministrazione Tosi, cosa ha portato di concreto alla città?
    Un moltiplicarsi di “careghe” leghiste, e poi?
    Concordo con il presidente della Camera di Commercio: bisogna promuovere la lirica all’estero e creare sinergie fra tutti gli enti che hanno a che fare con i flussi turistici attraverso iniziative promozionali, incentivi, sconti sui biglietti e così via.
    E mi rallegro che il sindaco Tosi, con qualche mese di ritardo, riconosca che la normativa non incentiva nuovi soci ad entrare nella Fondazione perché un privato che da un’offerta non può detrarla dalle tasse. Lo dissi in Aula alla Camera alla fine di giugno, durante il dibattito sulla riforma Bondi, ma il centrodestra proseguì spedito come un treno e delle proposte dell’opposizione non si interessò molto. Il sostegno del Sindaco allora sarebbe stato più utile, ormai i giochi sono chiusi.
    Comunque, al di là degli aspetti fiscali, il vero nodo da sciogliere è la direzione che si vuole dare alla città. Se continuiamo a rimanere fermi, l’unica sicurezza che avremo è quella di affondare.
  • Fondazione Arena, il mio intervento su L’Arena e Il Verona

    Pubblicato il 29 giugno 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook
    Dopo la conferenza stampa a Palazzo Barbieri, L’Arena (testo sotto) ed Il Verona (ritaglio) riportano il mio intervento
    L’Arena
    PD E ARENA. Decreto Bondi e interrogazione su Guido Violati
    «Fondazioni liriche, qui serve il federalismo»
    Riforma delle Fondazioni liriche e quindi anche Fondazione Arena, il Pd rivendica il suo ruolo nell’aver portato positivi correttivi al decreto del ministro Bondi. E quindi: responsabilità dei bilanci tutta in mano al Sovrintendente e al Consiglio di amministrazione. Fuori il ministero dei Beni culturali nelle trattative sui contratti di musicisti, tecnici e scenografi, che vedranno protagonisti solo le Fondazioni e Rsu e sindacati dei singoli territori. «Il Governo parla tanto di federalismo, ma continua ad accentrare poteri nello Stato». Sono alcuni dei risultati che il deputato del Pd Giampaolo fogliardi sottolinea dopo la seduta di 40 ore in Parlamento per discutere e modificare il decreto. fogliardi cita anche l’aver eliminato quel punto che prevedeva di ridurre del 25% lo stipendio nel contratto integrativo dei musicisti. «Sono professionisti che hanno stipendi fra i più bassi in Europa».
    Il Pd, inoltre, con i consiglieri comunali Fabio Segattini e Carlo Pozzerle, presenta un’interrogazione al sindaco per sapere se è a conoscenza di vicende giudiziare che riguardano Guido Violati, consigliere di amministrazione della Fondazione Arena su nomina di Bondi, e marito dell’attrice Maria Grazia Cucinotta. «Il 12 marzo 2010 “Repubblica” pubblica un articolo secondo cui la “cricca” che gestiva gli appalti del G8 gestiva anche il fondo dell’Ente cinema del ministero dei Beni culturali. E per un film coprodotto da una sua società Violati ha ricevuto un finanziamento di 1,8 milioni», dice Segattini. «Il Giornale e Il Sole-24 Ore hanno scritto poi che Violati tra imprese e ambienti istituzionali è in mezzo ad appalti, società e soldi. La Gdf ha perquisito la sua casa romana e nel suo pc spunta il nome di Giuseppe Guastalla, fiduciario svizzero arrestato nell’inchiesta Italease. Siamo preoccupati nell’eventualità che queste notizie su Violati, mai smentite, corrispondano al vero e perciò chiediamo al sindaco di dare una risposta sollecita e completa per dissolvere ogni affermazione della stampa».E.G.

    PD E ARENA. Decreto Bondi e interrogazione su Guido Violati«Fondazioni liriche, quiserve il federalismo»Martedì 29 Giugno 2010CRONACA,pagina 11giornalee-mailprintRiforma delle Fondazioni liriche e quindi anche Fondazione Arena, il Pd rivendica il suo ruolo nell’aver portato positivi correttivi al decreto del ministro Bondi. E quindi: responsabilità dei bilanci tutta in mano al Sovrintendente e al Consiglio di amministrazione. Fuori il ministero dei Beni culturali nelle trattative sui contratti di musicisti, tecnici e scenografi, che vedranno protagonisti solo le Fondazioni e Rsu e sindacati dei singoli territori. «Il Governo parla tanto di federalismo, ma continua ad accentrare poteri nello Stato». Sono alcuni dei risultati che il deputato del Pd Giampaolo fogliardi sottolinea dopo la seduta di 40 ore in Parlamento per discutere e modificare il decreto. fogliardi cita anche l’aver eliminato quel punto che prevedeva di ridurre del 25% lo stipendio nel contratto integrativo dei musicisti. «Sono professionisti che hanno stipendi fra i più bassi in Europa».Il Pd, inoltre, con i consiglieri comunali Fabio Segattini e Carlo Pozzerle, presenta un’interrogazione al sindaco per sapere se è a conoscenza di vicende giudiziare che riguardano Guido Violati, consigliere di amministrazione della Fondazione Arena su nomina di Bondi, e marito dell’attrice Maria Grazia Cucinotta. «Il 12 marzo 2010 “Repubblica” pubblica un articolo secondo cui la “cricca” che gestiva gli appalti del G8 gestiva anche il fondo dell’Ente cinema del ministero dei Beni culturali. E per un film coprodotto da una sua società Violati ha ricevuto un finanziamento di 1,8 milioni», dice Segattini. «Il Giornale e Il Sole-24 Ore hanno scritto poi che Violati tra imprese e ambienti istituzionali è in mezzo ad appalti, società e soldi. La Gdf ha perquisito la sua casa romana e nel suo pc spunta il nome di Giuseppe Guastalla, fiduciario svizzero arrestato nell’inchiesta Italease. Siamo preoccupati nell’eventualità che queste notizie su Violati, mai smentite, corrispondano al vero e perciò chiediamo al sindaco di dare una risposta sollecita e completa per dissolvere ogni affermazione della stampa».E.G.

  • Fondazione Arena, Fogliardi a Bondi: «non ci sono garanzie per mantenere il teatro tutto l’anno»

    Pubblicato il 23 giugno 2010 giampaolo 2 commenti Condividi su Facebook
    Intervento alla Camera ieri sera del deputato Veronese sulla Fondazione Arena.
    «Solidarietà e vicinanza ai lavoratori della Fondazione Arena: il decreto Bondi colpisce centinaia di persone tra orchestrali, coro, tecnici e maestranze varie, che con il cuore e l’orgoglio concorrono ogni sera e ogni notte all’allestimento di spettacoli unici al mondo», ha affermato in aula il deputato del Pd, puntando anche il dito sulla struttura della Fondazione: «Caso unico in Italia, non ha a disposizione un teatro al chiuso tutto suo. Ciò comporta enormi costi e novantadue giornate di attività perse a favore dell’accademia filarmonica. Stessa sorte per gli uffici amministrativi, che costano in spese di affitto e ampliamento, e per i laboratori scenografici, fatiscenti e poco adatti allo sviluppo».
    Il deputatoo ha espresso a Montecitorio i propri timori per il futuro della lirica veronese:
    «Il decreto Bondi non offre alcuna garanzia per mantenere il teatro tutto l’anno. Infatti, si cita il festival estivo quale eccezione per le assunzioni di aggiunti oltre i limiti fissati. Non si può accettare la possibilità di assumere figure temporanee: la qualità dello spettacolo è proporzionale all’affiatamento degli artisti che ne fanno parte integralmente. Sarebbe come, per un calciatore, chiamarlo a giocare solo per la partita domenicale!».
    «Il decreto Bondi – prosegue – stabilisce la costante diminuzione del personale stabile per pensionamento, il blocco delle assunzioni stabili e il blocco al 15 per cento delle assunzioni di personale a termine. Con questi paletti è già difficile immaginare una normale attività di un teatro lirico, figuriamoci l’aumento di produzioni invocato dal Ministro».
    Fogliardi ha proposto anche di ragionare su agevolazioni fiscali per favorire l’ingresso dei privati nelle fondazioni liriche. «La portata innovativa della rifrorma del 1998 conteneva forse un limite: non aver modificato la disciplina delle agevolazioni fiscali per dare quelle dotazioni dai privati che, come abbiamo visto, sarebbero state essenziali. Una maggiore detrazione di natura fiscale ai privati darà sicuramente la possibilità di una maggiore partecipazione».
    Il deputato ha concluso con una stoccata alla Lega: «135 anni fa, nell’Aula del Senato, sedeva Giuseppe Verdi, il quale, scrivendo al Ministro dell’istruzione di allora, Guido Baccelli, a proposito dei teatri, se ne uscì con questa espressione: “Dote ai teatri. Dote ai teatri e non imposte”. «Dote» è la parola appropriata: evoca un’eredità da trasmettere per il futuro. Senza i teatri non ci sarebbe stata l’Italia unita, quella che anche Verdi aveva costruito perché non rimanesse – come disse – “povera, debole, senza libertà e semibarbara”. Altro che Va pensiero inno della Lega! Sarebbe bene che alcune pagine della storia venissero rilette».
  • «Dopo il filobus, anche la Fondazione Arena è a rischio». Da L’Arena di oggi

    Pubblicato il 6 giugno 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook
    CRITICA. «Dopo il filobus, anche la Fondazione Arena è a rischio». Lo dicono i parlamentari e i consiglieri comunali del Pd. «Se Verona verrà risparmiata lo sapremo solo quando vedremo il testo definitivo», dice la Senatrice Maria Pia Garavaglia. «È impensabile tagliare l’Arena, che porta un indotto di 225 milioni di euro alla città». Per Giampaolo Fogliardi, deputato, è «incredibile che Girondini si sia accontentato della risposta del Ministero che sui tagli dice di aver commesso un errore di copia-incolla. Tanto più che si parla ancora di dimezzare i contributi alle fondazioni».
    Per Giancarlo Montagnoli, consigliere comunale, quella dei tagli alla Fondazione Arena sarebbe «la seconda tegola che cade su Verona grazie al Governo».

    CRITICA. «Dopo il filobus, anche la Fondazione Arena è a rischio». Lo dicono i parlamDomenica 06 Giugno 2010CRONACA,pagina 12e-mailprintCRITICA. «Dopo il filobus, anche la Fondazione Arena è a rischio». Lo dicono i parlamentari e i consiglieri comunali del Pd. «Se Verona verrà risparmiata lo sapremo solo quando vedremo il testo definitivo», dice la Senatrice Maria Pia Garavaglia. «È impensabile tagliare l’Arena, che porta un indotto di 225 milioni di euro alla città». Per Giampaolo Fogliardi, deputato, è «incredibile che Girondini si sia accontentato della risposta del Ministero che sui tagli dice di aver commesso un errore di copia-incolla. Tanto più che si parla ancora di dimezzare i contributi alle fondazioni».Per Giancarlo Montagnoli, consigliere comunale, quella dei tagli alla Fondazione Arena sarebbe «la seconda tegola che cade su Verona grazie al Governo».

  • Fondazioni liriche: «Agevolazioni fiscali per attirare capitali privati»

    Pubblicato il 19 maggio 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Verona deve mantenere e potenziare la propria vocazione per l’opera lirica: è l’immagine della città nel mondo e garantisce un indotto notevole perché rappresenta una offerta unica e di grande qualità nel panorama internazionale.

    Proposte per spettacoli di diversa natura hanno preso piede negli ultimi anni. Da appassionato di musica leggera comprendo che altri generi cerchino spazi, ma credo che si dovrebbero riservare solo ad eventi di assoluto valore, senza nulla togliere alla centralità dell’opera, che rappresenta sul mercato internazionale un’ offerta unica.

    La riforma Bondi sulle Fondazioni liriche presenta molti aspetti contraddittori, a partire dal metodo: ancora una volta l’uso inappropriato del decreto anzichè una costruttiva discussione in parlamento.

    Se da un lato vanno combattuti sprechi e situazioni clientelari, dall’altro è limitativo ragionare solo in termini di profitto e ricavi quando si parla di cultura . La lirica per Verona ha un valore sociale e culturale che si lega anche ad un ritorno economico per il territorio e ad una grande notorietà internazionale, difficilmente quantificabile a bilancio.
    La lirica, in sostanza, anche a livello economico, è per Verona un bene di interesse pubblico.

    Tra le strade percorribili per affrontare la crisi delle fondazioni vi è sicuramente la maggiore presenza in esse dei privati. Era tra gli obiettivi, non concretizzati, delle precedenti riforme.
    Mancano adeguati vantaggi per le aziende che volessero contribuire finanziariamente alle fondazioni per la scarsità delle agevolazioni fiscali connesse. Si prevede infatti, per le persone fisiche, le imprese e le società, una detrazione d’imposta o la deducibilità del 19% della somma erogata, ma solo entro il limite del 2% del reddito complessivo dichiarato; una sovvenzione che ritengo limitata e che dovrebbe essere elevata, con conseguente possibilità di sgravi per i privati che si avvicinassero alle fondazioni.

    Una riforma sensata dovrebbe intervenire non solo sui tagli ma anche su aspetti di natura squisitamente fiscale.
    Se poi il Governo ritiene che la cultura e la lirica siano un peso e non abbiano alcun valore, né sociale né economico, lo dica chiaramente e chiuda le fondazioni risparmiando una loro la lenta agonia…
    Per la nostra città, come ho ribadito, il valore c’è; è unico, è grande e va preservato.