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  • Caso Parmalat, norma 180 giorni valga per tutte le aziende

    Pubblicato il 27 aprile 2011 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Oggi sono interevnuto in Aula sul caso Parmalat. Ecco il sunto del mio intervento riportato dall’ANSA:

    PARMALAT: FOGLIARDI (PD), BILANCI A 180 GG PER TUTTE AZIENDE(ANSA) – ROMA, 27 APR – ‘No agli interventi ‘ad aziendam’.E’ meglio cambiare la norma del codice civile per dare a tutte le aziende la facolta’ di convocare le assemblee societarie fino a 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio anziche’ a 120. Il decreto sul caso Parmalat e’ una piccola toppa con la quale il Governo cerca di coprire un buco enorme: la mancanza di una politica industriale. Il Governo la finisca di procedere a tentoni e garantisca regole chiare per tutti’. Lo ha dichiarato questa mattina in Aula GiampaoloFogliardi, segretario Pd della commissione Finanze della Camera, durante la discussione generale sulla conversione in legge del decreto recante misure urgenti per garantire l’ordinato svolgimento delle assemblee societarie annuali. (ANSA).

  • Processo breve, una amnistia mascherata

    Pubblicato il 13 aprile 2011 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Il ddl sul processo breve passa con 314 voti favorevoli e 296 contrari.

    La maggioranza alla Camera ha approvato anche il via libera all’articolo 3 del ddl, quello sulla prescrizione breve, il vero cuore del provvedimento: quello che accorcia i tempi di prescrizione per gli incensurati, cancellando di fatto il processo Mills che vede imputato il premier Silvio

    Bocciata la proposta del PD di evitare la prescrizione per gli accusati dei crolli dell’Aquila. L’Aula di Montecitorio ha approvato l’articolo con 306 voti favorevoli e 288 contrari. Il testo torna adesso al Senato.

    Il voto c’è stato dopo due giorni ad altissima tensione, con il Pd a fare ostruzionismo a tutto campo.

    Il ‘processo breve’ è una “amnistia mascherata” pensata solo per “evitare che il presidente del Consiglio sia sottoposto a giudizio”.  Lo ha detto Piero Fassino alla Camera, pronunciando la dichiarazione di voto a nome del Pd sul provvedimento voluto dal governo. “Tutto questo perché? – ha detto Fassino – per una semplice ragione che hanno capito tutti gli italiani: occorre evitare che il presidente del Consiglio sia sottoposto a giudizio.  E’ l’unica ratio di questo provvedimento. Vergogna voi, non a noi (dice replicando ai deputati del centrodestra, ndr).  E ci arrivate dopo che avete tentato in ogni modo di fare altre leggi ad personam”. Questo per Fassino è “un provvedimento che scassa la certezza del diritto”, una legge voluta da un “governo screditato nel Paese, sempre di più”.

    Leggi il resoconto sul sito nazionale del Pd

  • Prescrizione breve, Lega danneggia la piccola impresa

    Pubblicato il 7 aprile 2011 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Sono intervenuto oggi in Aula contro la prescrizione breve, ecco il testo del mio intervento:

    Con il provvedimento che state approvando, in modo particolare Lei, Ministro Alfano, lega il suo nome ad una delle pagine più scadenti, basse e brutte del diritto e della normativa italiana.

    Faccio un esempio: questa è di fatto una sanatoria per tanti reati gravi, come le frodi fiscali e i falsi in bilancio.

    Reati gravi che colpiscono non solo lo Stato, ma anche molti cittadini onesti che vengono truffati.

    Penso a molti piccoli imprenditori, piccoli fornitori che rimangono scoperti sui pagamenti da imprenditori senza scrupoli che grazie a falsi in balancio alla fine non pagano.

    Questi cittadini oggi sono doppiamente truffati, prima dall’imprenditore bandito che si avvale del falso in bilancio e poi da uno Stato che agevola i disonesti nel superare la legge.

    Mi rivolgo ai colleghi della Lega che so sensibili e attenti alle esigenze di questi mondi e che sostengono di rappresentarli e di esserne interpreti.

    Ebbene, se volete esserne autentici interpreti, dissociatevi, prendete le distanze, fate vostre le vere istanze di giustizia di questi cittadini, istanze diverse dagli interessi privati di Berlusconi che state tutelando.

    A voi la decisione, a noi l’impegno di portare a conoscenza del Paese,  fuori da quest’Aula, la coerenza o meno di determinate scelte.

  • Gelmini, la riforma passa al Senato

    Pubblicato il 3 dicembre 2010 giampaolo 3 commenti Condividi su Facebook

    Nonostante la nostra dura opposizione Il disegno di legge Gelmini è stato approvato dalla Camera.

    Ora, per diventare legge, deve tornare al Senato.

    Anche in quell’aula tenteranno di soffocare la discussione parlamentare.

    Il gruppo parlamentare del Partito democratico ha lottato compatto ed ha avanzato le sue proposte per una vera riforma.

    L’impegno di tutti i deputati è riassunto nel discorso del capogruppo Dario Franceschini per la dichiarazione di voto contrario in diretta televisiva.

    E’giunto forte il grido di dolore dei giovani, degli studenti e dei ricercatori. Le ragioni dell’università sono diventate più chiare di fronte all’opinione pubblica.

    Leggi l’intervento del Capogruppo Dario Franceschini

  • Alfano risponda del collasso della giustizia

    Pubblicato il 15 settembre 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook
    Oggi, Come promesso, con la ripresa dei lavori parlamentari, sono intervenuto in aula sul problema della giustizia, sollevato a Verona il mese scorso dal Procuratore Schinaia.
    Dopo le denunce del procuratore di Verona – che deve pagare di tasca propria codici e carta igienica –  sono ritornato a chiedere risposte al Ministro Alfano
    Ho preso la parola in aula per chiedere al Presidente di sollecitare il Governo ed il Ministro Alfano affinché rispondano alla mia interrogazione, presentata ancora nel giugno del 2009, sullo stato dell’annunciata informatizzazione della Giustizia.
    Già allora denunciavo la cronica mancanza di uomini e mezzi di fronte ad una sbandierata digitalizzazione che si sarebbe dovuta compiere, secondo il ministro, entro il 2010.  Il 2010 è arrivato e lo stato della giustizia è sotto gli occhi di tutti.
    La risposta all’’interrogazione, già  sollecitata nel febbraio di quest’anno, assume particolare  importanza alla luce della grave denuncia emersa durante l’estate, che ha messo in evidenza come per alcune spese fondamentali abbia dovuto provvedere di tasca propria il procuratore capo.
    La situazione è analoga in tutti gli altri tribunali d’Italia ed è grave è che il Ministro Alfano non abbia ancora dato risposte e sembri non preoccuparsene.
    Verona doveva essere una delle città pilota della digitalizzazione, ma la realtà  è ben distante dagli annunci passati del Ministro
    Il presidente di turno mi ha assicurato di riferire ai competenti uffici.
  • La Camera approva riforma enti lirici. Il Pd vota contro, ma ottiene alcuni miglioramenti

    Pubblicato il 25 giugno 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Dopo 37 ore filate di seduta la Camera ha approvato il decreto Bondi, che sara’ in aula al Senato martedi’ 29 giugno per il via libera definitivo.
    Abbiamo votato contro, ma senza cadere nel puro ostruzionismo.
    Alcune nostre modifiche sono state accolte: abbiamo ottenuto l’eliminazione del ministero nella fase di contrattazione; adesso saranno soltanto le parti interessate ad essere coinvolte nel rinnovo dei contratti. Portiamo a casa anche l’abolizione del taglio del 25% dello stipendio che, se teniamo conto che i salari sono di circa 1400 euro, si tratta di una grande risultato.
    Abbiamo anche evitato l’abolizione della legge n. 800, unica legge in materia di musica, come era previsto originariamente dal decreto Bondi. Il mio intervento in aula ha posto l’accento sulla Fondazione Arena di Verona.
    Rimane comunque un provvedimento inaccettabile nel complesso e per questo abbiamo votato no, dando comunque segno di responsabilità, più che di ricerca dei riflettori, durante la lunghissima seduta.

    Ecco i punti fondamentali modificati dalla Camera al testo del decreto di riforma delle Fondazioni lirico sinfoniche varato dall’Aula di Montecitorio e che lunedì tornerà in terza lettura a Palazzo Madama.
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  • Leggi e presenze, chi lavora di più a Roma

    Pubblicato il 26 maggio 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook
    Il Corriere di Verona analizza l’attività dei parlamentari veronesi dall’inzio della legislatura. Riguardo al sottoscritto: «Fogliardi cofirma 88 di progetti, ma 2e li presenta lui (in materia di edilizia e per l’ordine dei donatori di sangue) e registra il 97,26% di presenze».
    ROMA – La scure di Giulio Tremonti si abbatterà anche sugli stipendi dei parlamentari, che comunque restano tra i più alti nel mondo occidentale, per un orario di lavoro ridotto: su questo non ci piove, se anche il presidente della Camera ha avuto da ridire sulla produttività di suoi «dipendenti». Teoricamente i parlamentari dovrebbero lavorare anche fuori dalle aule parlamentari, sul territorio: attività imprescindibile quando le segreterie dei partiti non garantivano l’elezione. Va però aggiunto che, con il ricorso continuo al voto di fiducia sui decreti legge del governo e con l’impossibilità di legiferare a causa della scarsa copertura finanziaria, l’attività parlamentare si è oggettivamente ridotta. Ma quanto lavorano i parlamentari veronesi? Molto, davvero molto. Se non abbiamo errato spulciando tra i consuntivi forniti da palazzo Madama e da Montecitorio (da aprile 2008 ad aprile 2010), emerge che nella classifica gli scaligeri fanno davvero bella figura. Certo, è difficile uguagliare il record negativo di presenze in aula (il lavoro di commissione non è calcolato, perché non remunerato) di Antonio Gaglione, deputato pugliese ex Pd, il quale dichiarò più utile la sua professione di medico che l’aula, dove è stato presente per il 7,47%. Per restare nel Veneto è il deputato-avvocato Nicolò Ghedini in difetto con il 25,42% di presenze. Se c’è chi è poco presente, c’è anche chi invece non ha saltato una votazione: 100% di presenze per la deputata Rosy Bindi (Pd) e per il senatore Giancarlo Serafini (Pdl). E’ con loro che bisogna confrontarsi? Non solo; perché l’impegno va misurato anche sulla attività legislativa, cioè studio, ricerca, scrittura, vale a dire su quante e quali proposte di legge i parlamentari presentano con la propria firma al primo posto. Cofirmare significa solo sostenere il prodotto di un collega e «una firma non la si nega a nessuno». Gran lavoratori, dunque, i senatori veronesi: Bonfrisco, 97,86% di presenze ha all’attivo 13 proposte di legge, quasi tutte riguardanti temi fiscali, ma tra le altre c’è anche quella per la giornata del silenzio, cioè per i non udenti. Garavaglia 89,15% e 8 progetti, tra cui quelli per il diritto allo studio e l’università. Bricolo, che svolge anche il ruolo di capogruppo della Lega, 98,66% di presenze e 5 proposte, tra cui non passano inosservate quelle relative alla modifica della Costituzione a proposto della bandiera e dell’inno regionali e del ruolo nazionale in ambito Ue. Alla Camera eccelle Borghesi con 86,12% di presenze e 22 proposte, tra cui quelle per la riduzione dei costi della politica e la creazione della sede distaccata a Verona della Corte d’Appello. Dal Moro, invece, è a 0 proposte e 89,06% di presenze; mentre Montagnoli ha il record di proposte cofirmate, cioè 63, e 98,71% di presenze. Fogliardi cofirma 88 di progetti, ma 2e li presenta lui (in materia di edilizia e per l’ordine dei donatori di sangue) e registra il 97,26% di presenze. Bene Bragantini con il 98,19% di presenze (una sola proposta sulle pensioni), mentre Negro ha due progetti all’attivo (tra cui quella per il contributi per le macchine agricole) e il 93,40% di presenze.
    Fanalino di coda Mogherini, con 3 proposte di legge (una per la diffusione della cultura di pace) e il 68,90% di presenze. Inf i ne Test a : prese nt e per il 90,02%, ha presentato solo tre proposte di legge (tra cui una per il diritto allo studio) , ma la sua competenza in materie energetiche è alla base di tutta l’attività del Pd su questo settore.
  • Un serio federalismo fa parte delle nostre aspirazioni

    Pubblicato il 21 maggio 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook
    Ci siamo astenuti sul primo decreto attuativo del federalismo fiscale. L’opposizione ha contribuito al miglioramento dei testi durante l’iter parlamentare, anche se restano dei punti che non ci convincono e per questo non abbiamo votato a favore.
    Un serio federalismo fa parte delle nostre aspirazioni: la riforma del Titolo Quinto della nostra Costituzione in senso federalista è stata una scelta del centro sinistra, nel 2001, ed è stata confermata, con un referendum, da tutti gli italiani.
    Il federalismo demaniale è il primo dei decreti attuativi che dovremo valutare nei prossimi mesi e non vogliamo chiuderci in maniera preconcetta al dialogo su una riforma così delicata per il Paese.
    Valuteremo caso per caso i singoli decreti. Vigileremo e certamente non daremo carta bianca ad un Governo che è federalista a parole, ma ha dimostrato, anche con l’avvallo della Lega, una tendenza accentratrice: impossibilità per i Comuni di avviare opere pubbliche a causa della rigida interpretazione del patto di stabilità interno, taglio dell’Ici, interventi autoritari sui servizi pubblici locali, Spa che svolgono funzioni fin qui pubbliche (Protezione civile), saccheggio dei Fas (Fondi aree sottoutilizzate).
    Per questo, come ha ribadito in nostro capogruppo Dario Franceschini, Su scelte che riguardano il futuro assetto della Repubblica e che avranno effetti sulle prossime generazioni , un grande partito riformista non può sottrarsi al dovere di migliorare i testi.
    Non potevamo permetterci una sterile opposizione lasciando che la maggioranza approvasse da sola il testo iniziale con le sue opacità e distorsioni.
  • Commercialisti, assegnare l’esclusiva di alcuni compiti alla categoria

    Pubblicato il 4 maggio 2010 giampaolo 6 commenti Condividi su Facebook

    Ieri si discuteva in Aula la Conversione in legge del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, recante disposizioni urgenti tributarie e finanziarie in materia di contrasto alle frodi fiscali internazionali e nazionali. Nel mio intervento ho affrontato anche il tema della riforma delle professioni:

    […] Nei progetti di riforma degli ordini professionali si abbia il coraggio di assegnare finalmente l’esclusiva di alcuni compiti ai commercialisti e consulenti iscritti, così come esiste già per altri ordini, e si subordini l’effettuazione di operazioni alla certificazione e firma da parte di professionisti che ne garantiscano la regolarità e correttezza sanzionando pesantemente, sino alla radiazione dall’albo, le eventuali omissioni e scorrettezze.
    Oggi si ha una caratterizzazione di questa categoria professionale, che è chiamata ad essere magazziniere dell’Agenzia delle entrate (perché deve archiviare nei propri magazzini e garage le dichiarazioni dei redditi), che fa da classe impiegatizia perché trasmette via Internet le dichiarazioni dei redditi, mentre sotto altri aspetti non vi è nessuna responsabilità.
    Se una casa crolla, l’ingegnere che ha progettato quella casa viene colpito. Se un medico sbaglia l’operazione, viene colpito. Avvocati e notai sono pubblici ufficiali e solo loro possono rappresentare i clienti in determinate situazioni. Gli unici a non avere esclusive sono gli ordini professionali in materia tributaria, fiscale e contabile.
    Oggi basta l’acquisto di un personal computer e l’affissione di una targa «elaborazione dati» e tutti diventano fiscalisti. Questo non vuole essere un discorso corporativo, ma è una funzione fondamentale che i professionisti possono svolgere da ausilio alle strutture dello Stato. Ma – ahimè – la sensazione è che anche in questo settore il Governo, ancora una volta, sarà latitante, lasciando tutto così com’è. […]

    A questo link l’intera discussione, il mio intevento integrale è alla pagina 32

  • Il Centrodestra sta scardinando le regole della democrazia. Mio intervento in Aula

    Pubblicato il 11 marzo 2010 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    Ieri sono intervenuto in Aula durate la discussione sulla  conversione in legge del decreto-legge 25 gennaio 2010, n. 2, recante interventi urgenti concernenti enti locali e regioni. Ho denunciato l’ennesima misura spot del Governo e attaccato sul decreto salvaliste. Qui il comunicato stampa diffuso e l’intervento integrale.

    “Il Centrodestra sta scardinando le regole della democrazia: il principio secondo cui chi ha più voti può calpestare le regole è deleterio” ha dichiarato oggi alla Camera il deputato del Pd Giampaolo Fogliardi durante il dibattito sulla Conversione in legge del decreto-legge 25 gennaio 2010, n. 2, recante interventi urgenti concernenti enti locali e regioni.

    “Oggi si discute della riduzione del numero di Consiglieri provinciali; il Governo, ancora una volta, dopo i proclami spot, è in uno stato di impasse. E’ora che dica con chiarezza come intende operare, che entri nel merito. Le riforme non si fanno solo con la propaganda!”

    “Il Paese è paralizzato ed il pressapochismo della maggioranza non riguarda solo la presentazione delle liste, ma anche le riforme, tanto attese e mai attuate”

    Fogliardi ha concluso il proprio intervento citando Don Primo Mazzolari: “Non è vero che uno si abitui a stare male, è vero invece che quando la miseria è al colmo c’è sempre qualcosa che aiuta a non cadere in fondo”.

    Intervento integrale:

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