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  • Fondazioni liriche, convegno Pd a Verona

    Pubblicato il 29 aprile 2011 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Oggi ho partecipato al convegno organizzato dal Partito democratico sulle Fondazioni liriche presso la sala Giovanni Paolo II (Loggia di Fra Giocondo, piazza dei Signori).

    Ho voluto ringraziare il Pd di Verona per lo sforzo organizzativo ed il Pd nazionale per aver compreso la centralità della nostra città nel dibattito sulla riforma delle fondazioni.

    Ho sottolineato che i tagli alla cultura che sono stati presentati come riforma non sono una riforma, non sono una politica. L’arte, la musica, la cultura in Italia non sono un settore tra i tanti, sono invece una questione vitale per la nazione, hanno a che fare con la sua libertà come nutrimento della coscienza civile.

    Per questo ho ribadito che tra le strade percorribili per affrontare la crisi delle fondazioni vi è sicuramente la maggiore presenza in esse dei privati. Era tra gli obiettivi, non concretizzati, delle precedenti riforme.

    Mancano adeguati vantaggi per le aziende che volessero contribuire finanziariamente alle fondazioni per la scarsità delle agevolazioni fiscali connesse.  Si prevede infatti, per le persone fisiche, le imprese e le società, una detrazione d’imposta o la deducibilità del 19% della somma erogata, ma solo entro il limite del 2% del reddito complessivo dichiarato; una sovvenzione che ritengo limitata e che dovrebbe essere elevata, con conseguente possibilità di sgravi per i privati che si avvicinassero alle fondazioni.

    Una riforma sensata dovrebbe intervenire non solo sui tagli ma anche su aspetti di natura squisitamente fiscale

    Per la nostra città, come ho ribadito, il valore della lirica c’è; è unico, è grande e va preservato: l’apertura della stagione lirica dovrebbe avere lo stesso impatto del Vinitaly.

    Ho concluso ricordando Giuseppe Verdi, il quale scrivendo nel 1883, già senatore a vita, al Ministro dell’istruzione di allora Guido Baccelli, a proposito dei teatri, se ne usciva con questa espressione: «Dote ai teatri. Dote ai teatri e non imposte». «Dote» è la parola appropriata, quella che evoca un’eredità da trasmettere per il futuro, in quanto senza i teatri non ci sarebbe stata l’Italia unita, quella che anche Verdi aveva costruito perché non rimanesse – come disse – «povera, debole, senza libertà e semibarbara.

  • «Fondazione Arena, la Lega la farà fallire»

    Pubblicato il 6 gennaio 2011 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook
    Il Pd attacca la gestione della Fondazione. Ho dichiarato a L’Arena: «Girondini, prima loda e poi si lamenta dei tagli del suo Governo, e si aspetta soldi dai privati. Ma gli imprenditori veronesi investono quando vedono un progetto, che qui non c’è!»
    Ecco l’articolo integrale:
    «Se la Lega continua a governarla, il fallimento della Fondazione Arena è prossimo! Girondini ha ricevuto molti più soldi del predecessore eppure non ha risolto nulla. Cosa deve ancora accadere?».
    Lo dice Vincenzo D’Arienzo, segretario provinciale del Pd, aprendo un fuoco di fila di critiche da esponenti dello stesso partito. D’Arienzo prosegue: «Il fatto è che la città non investe perché la Lega non è affidabile: i numeri e la qualità degli spettacoli, nonostante gli sforzi e i sacrifici dei lavoratori, lo dimostrano. Dopo tre anni, ancora una volta presentano il solito piano: recupero dei tagli del Fus e sgravi fiscali a potenziali privati. Come se tutto il resto funzionasse. Quasi una presa in giro. I tagli del ministro Bondi hanno fatto esplodere i danni prodotti da chi governa la Fondazione Arena».
    Giampaolo fogliardi, deputato, aggiunge: «Girondini, prima loda e poi si lamenta dei tagli del suo Governo, e si aspetta soldi dai privati. Ma gli imprenditori veronesi investono quando vedono un progetto, che qui non c’è!». La senatrice Maria Pia Garavaglia dice: «È brutto vedere che a Verona dicono una cosa e a Roma fanno il contrario. Bondi aveva promesso almeno di salvare gli stagionali, bloccare il turn over, defiscalizzare donazioni privati e ottenere l’integrazione del Fus. Mai avvenuto. Ricordo i nostri interventi e i colleghi del centrodestra che votavano contro, anche i leghisti veronesi».
    Il deputato Gianni Dal Moro ricorda che «quando c’è stato da votare, anche i parlamentari veronesi della Lega hanno dato ragione a Bondi. Si istituisca una tavolo a Verona con tutti e il Partito democratico farà la propria parte per salvare la Fondazione».
  • Fondazione Arena, più risorse dall’economia e possibilità di defiscalizzare contributi

    Pubblicato il 5 gennaio 2011 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    Sono intervenuto, dalle pagine del quotidiano L’Arena, sulla crisi della Fondazione lirica con una proposta:

    […] E tra tagli di fondi statali, emergenze di bilancio e programmai, si profilano proposte. Come quella del deputato del Pd Giampaolo Fogliardi. «È inutile farsi tante illusioni. I soldi per la cultura saranno sempre di meno e quindi bisogna fare in modo che nelle fondazioni liriche arrivino soldi di privati. Ma questi devono poter defiscalizzare i loro contributi oltre il 19 per cento fissato dalla legge».

    La riforma delle fondazioni però è ferma, aggiunge Fogliardi, «e perciò lancio un appello a tutti i parlamentari veronesi: già dalla prossima settimana, quando si voterà il decreto mille proroghe, impegnamoci per presentare un emendamento proprio per dare sgravi fiscali a privati che volessero contribuire. Si possono coinvolgere poi aziende locali, come nel settore agroalimentare e vinicolo, per proporre i loro prodotti durante il festival estivo o per sponsorizzare tournée all’estero. Ma bisogna agire poi con mentalità manageriale e non con persone non prestate dalla politica alla lirica, per rinnovare la programmazione».

    Leggi l’articolo integrale

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  • La crisi della Fondazione Arena è solo la punta dell’iceberg

    Pubblicato il 13 ottobre 2010 giampaolo 2 commenti Condividi su Facebook
    Girondini non si nasconda dietro ai sentimentalismi: Verona ama ancora la lirica, quello che le manca è una strategia.
    Se l’Arena è il simbolo del sistema Verona, la crisi della lirica è solo la punta dell’iceberg.
    Girondini si lamenta per i tagli del  ministro Bondi (del Pdl), piange con la Regione (amministrata dalla lega) per il mancato finanziamento e si aspetta che gli imprenditori scaligeri investano; così, giusto per dare una mano.
    Ma gli imprenditori investono quando vedono un progetto, non quando si naviga  a vista.
    E la nostra città naviga a vista.
    La crisi della Fondazione è l’emblema di una città bloccata.
    Nemmeno la sicurezza, parola ripetuta negli ultimi anni come un mantra dalla propaganda tosiana non funziona più: le ronde sono fallite, Borgo Roma ormai è come il Bronx e nemmeno gli uffici del Presidente della Provincia sono al sicuro.
    Rimangono solo le panchine anti-barbone, magra e discutibile consolazione per uno “sceriffo” del calibro di Tosi.
    Sullo sfondo il pasticcio di Cà del Bue, la grana del traforo ed i trasporti pubblici al palo; per non parlare del mancato Polo finanziario e della tramvia che non vedremo mai.
    A metà mandato facciamo un bilancio dell’amministrazione Tosi, cosa ha portato di concreto alla città?
    Un moltiplicarsi di “careghe” leghiste, e poi?
    Concordo con il presidente della Camera di Commercio: bisogna promuovere la lirica all’estero e creare sinergie fra tutti gli enti che hanno a che fare con i flussi turistici attraverso iniziative promozionali, incentivi, sconti sui biglietti e così via.
    E mi rallegro che il sindaco Tosi, con qualche mese di ritardo, riconosca che la normativa non incentiva nuovi soci ad entrare nella Fondazione perché un privato che da un’offerta non può detrarla dalle tasse. Lo dissi in Aula alla Camera alla fine di giugno, durante il dibattito sulla riforma Bondi, ma il centrodestra proseguì spedito come un treno e delle proposte dell’opposizione non si interessò molto. Il sostegno del Sindaco allora sarebbe stato più utile, ormai i giochi sono chiusi.
    Comunque, al di là degli aspetti fiscali, il vero nodo da sciogliere è la direzione che si vuole dare alla città. Se continuiamo a rimanere fermi, l’unica sicurezza che avremo è quella di affondare.
  • Lirica, Verona non può vivere di rendita

    Pubblicato il 10 settembre 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook
    Un mio comunicato sul futuro della lirica in città ripreso oggi in parte dal Il Corriere di Verona.
    Il deputato del Pd concorda con il consigliere Benati e rilancia su sgravi per investimenti privati.
    «Il futuro della lirica è in pericolo e la città deve reagire, non minimizzare», dichiara l’on. Fogliardi riguardo alla situazione dell’Ente Lirico.
    «Se Girondini si dice “più che soddifatto” e dichiara di aver “fatto bingo” io non dormo sonni tranquilli pensando al futuro della lirica in città. E se il sindaco Tosi considera il taglio del Fus una minaccia da scongiurare benissimo, ma lo ricordi al Ministro Bondi ed al suo Governo, dove siedono Pdl e Lega»
    «Cosa devono pensare i cittadini quando il sovrintendente della Fondazione dice che va tutto bene mentre un suo consigliere vede il baratro avvicinarsi?»
    «I dati della stagione, nonostante Zeffirelli ed il galà con la Clerici, sono in calo, ma non ancora drammatici – rileva Fogliardi – però in prospettiva la situazione è difficile».
    «Il trend è negativo da troppi anni – prosegue il deputato – e le scelte, anche artistiche non convincono a pieno. Perché, ad esempio,  riproporre per la prossima stagione la Boheme, con lo stesso allestimento ha riscontrato scarso successo in passato? Perché non si riesce ad avere i nomi dei cantanti e dei registi in anticipo, in modo da promuovere adeguatamente, anche all’estero, il programma areniano? Perché si è deciso puntare sull’amplificazione, con grandi costi e risultati incerti?»
    «Non si può navigare a vista, né vivere di rendita sul buon nome del nostro anfiteatro», prosegue il deputato, che conclude ricordando il suo recente intervento in aula durante il dibattito sulla riforma Bondi: «in una riforma sensata delle fondazioni si dovrebbe prevedere la maggiore presenza in esse dei privati. Era tra gli obiettivi, non concretizzati, delle precedenti riforme. Mancano adeguati vantaggi per le aziende che volessero contribuire finanziariamente alle fondazioni per la scarsità delle agevolazioni fiscali connesse. Una riforma dovrebbe intervenire non solo sui tagli ma anche su aspetti di natura squisitamente fiscale»
  • Fondazione Arena, il mio intervento su L’Arena e Il Verona

    Pubblicato il 29 giugno 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook
    Dopo la conferenza stampa a Palazzo Barbieri, L’Arena (testo sotto) ed Il Verona (ritaglio) riportano il mio intervento
    L’Arena
    PD E ARENA. Decreto Bondi e interrogazione su Guido Violati
    «Fondazioni liriche, qui serve il federalismo»
    Riforma delle Fondazioni liriche e quindi anche Fondazione Arena, il Pd rivendica il suo ruolo nell’aver portato positivi correttivi al decreto del ministro Bondi. E quindi: responsabilità dei bilanci tutta in mano al Sovrintendente e al Consiglio di amministrazione. Fuori il ministero dei Beni culturali nelle trattative sui contratti di musicisti, tecnici e scenografi, che vedranno protagonisti solo le Fondazioni e Rsu e sindacati dei singoli territori. «Il Governo parla tanto di federalismo, ma continua ad accentrare poteri nello Stato». Sono alcuni dei risultati che il deputato del Pd Giampaolo fogliardi sottolinea dopo la seduta di 40 ore in Parlamento per discutere e modificare il decreto. fogliardi cita anche l’aver eliminato quel punto che prevedeva di ridurre del 25% lo stipendio nel contratto integrativo dei musicisti. «Sono professionisti che hanno stipendi fra i più bassi in Europa».
    Il Pd, inoltre, con i consiglieri comunali Fabio Segattini e Carlo Pozzerle, presenta un’interrogazione al sindaco per sapere se è a conoscenza di vicende giudiziare che riguardano Guido Violati, consigliere di amministrazione della Fondazione Arena su nomina di Bondi, e marito dell’attrice Maria Grazia Cucinotta. «Il 12 marzo 2010 “Repubblica” pubblica un articolo secondo cui la “cricca” che gestiva gli appalti del G8 gestiva anche il fondo dell’Ente cinema del ministero dei Beni culturali. E per un film coprodotto da una sua società Violati ha ricevuto un finanziamento di 1,8 milioni», dice Segattini. «Il Giornale e Il Sole-24 Ore hanno scritto poi che Violati tra imprese e ambienti istituzionali è in mezzo ad appalti, società e soldi. La Gdf ha perquisito la sua casa romana e nel suo pc spunta il nome di Giuseppe Guastalla, fiduciario svizzero arrestato nell’inchiesta Italease. Siamo preoccupati nell’eventualità che queste notizie su Violati, mai smentite, corrispondano al vero e perciò chiediamo al sindaco di dare una risposta sollecita e completa per dissolvere ogni affermazione della stampa».E.G.

    PD E ARENA. Decreto Bondi e interrogazione su Guido Violati«Fondazioni liriche, quiserve il federalismo»Martedì 29 Giugno 2010CRONACA,pagina 11giornalee-mailprintRiforma delle Fondazioni liriche e quindi anche Fondazione Arena, il Pd rivendica il suo ruolo nell’aver portato positivi correttivi al decreto del ministro Bondi. E quindi: responsabilità dei bilanci tutta in mano al Sovrintendente e al Consiglio di amministrazione. Fuori il ministero dei Beni culturali nelle trattative sui contratti di musicisti, tecnici e scenografi, che vedranno protagonisti solo le Fondazioni e Rsu e sindacati dei singoli territori. «Il Governo parla tanto di federalismo, ma continua ad accentrare poteri nello Stato». Sono alcuni dei risultati che il deputato del Pd Giampaolo fogliardi sottolinea dopo la seduta di 40 ore in Parlamento per discutere e modificare il decreto. fogliardi cita anche l’aver eliminato quel punto che prevedeva di ridurre del 25% lo stipendio nel contratto integrativo dei musicisti. «Sono professionisti che hanno stipendi fra i più bassi in Europa».Il Pd, inoltre, con i consiglieri comunali Fabio Segattini e Carlo Pozzerle, presenta un’interrogazione al sindaco per sapere se è a conoscenza di vicende giudiziare che riguardano Guido Violati, consigliere di amministrazione della Fondazione Arena su nomina di Bondi, e marito dell’attrice Maria Grazia Cucinotta. «Il 12 marzo 2010 “Repubblica” pubblica un articolo secondo cui la “cricca” che gestiva gli appalti del G8 gestiva anche il fondo dell’Ente cinema del ministero dei Beni culturali. E per un film coprodotto da una sua società Violati ha ricevuto un finanziamento di 1,8 milioni», dice Segattini. «Il Giornale e Il Sole-24 Ore hanno scritto poi che Violati tra imprese e ambienti istituzionali è in mezzo ad appalti, società e soldi. La Gdf ha perquisito la sua casa romana e nel suo pc spunta il nome di Giuseppe Guastalla, fiduciario svizzero arrestato nell’inchiesta Italease. Siamo preoccupati nell’eventualità che queste notizie su Violati, mai smentite, corrispondano al vero e perciò chiediamo al sindaco di dare una risposta sollecita e completa per dissolvere ogni affermazione della stampa».E.G.

  • La Camera approva riforma enti lirici. Il Pd vota contro, ma ottiene alcuni miglioramenti

    Pubblicato il 25 giugno 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Dopo 37 ore filate di seduta la Camera ha approvato il decreto Bondi, che sara’ in aula al Senato martedi’ 29 giugno per il via libera definitivo.
    Abbiamo votato contro, ma senza cadere nel puro ostruzionismo.
    Alcune nostre modifiche sono state accolte: abbiamo ottenuto l’eliminazione del ministero nella fase di contrattazione; adesso saranno soltanto le parti interessate ad essere coinvolte nel rinnovo dei contratti. Portiamo a casa anche l’abolizione del taglio del 25% dello stipendio che, se teniamo conto che i salari sono di circa 1400 euro, si tratta di una grande risultato.
    Abbiamo anche evitato l’abolizione della legge n. 800, unica legge in materia di musica, come era previsto originariamente dal decreto Bondi. Il mio intervento in aula ha posto l’accento sulla Fondazione Arena di Verona.
    Rimane comunque un provvedimento inaccettabile nel complesso e per questo abbiamo votato no, dando comunque segno di responsabilità, più che di ricerca dei riflettori, durante la lunghissima seduta.

    Ecco i punti fondamentali modificati dalla Camera al testo del decreto di riforma delle Fondazioni lirico sinfoniche varato dall’Aula di Montecitorio e che lunedì tornerà in terza lettura a Palazzo Madama.
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  • Fondazione Arena, Fogliardi a Bondi: «non ci sono garanzie per mantenere il teatro tutto l’anno»

    Pubblicato il 23 giugno 2010 giampaolo 2 commenti Condividi su Facebook
    Intervento alla Camera ieri sera del deputato Veronese sulla Fondazione Arena.
    «Solidarietà e vicinanza ai lavoratori della Fondazione Arena: il decreto Bondi colpisce centinaia di persone tra orchestrali, coro, tecnici e maestranze varie, che con il cuore e l’orgoglio concorrono ogni sera e ogni notte all’allestimento di spettacoli unici al mondo», ha affermato in aula il deputato del Pd, puntando anche il dito sulla struttura della Fondazione: «Caso unico in Italia, non ha a disposizione un teatro al chiuso tutto suo. Ciò comporta enormi costi e novantadue giornate di attività perse a favore dell’accademia filarmonica. Stessa sorte per gli uffici amministrativi, che costano in spese di affitto e ampliamento, e per i laboratori scenografici, fatiscenti e poco adatti allo sviluppo».
    Il deputatoo ha espresso a Montecitorio i propri timori per il futuro della lirica veronese:
    «Il decreto Bondi non offre alcuna garanzia per mantenere il teatro tutto l’anno. Infatti, si cita il festival estivo quale eccezione per le assunzioni di aggiunti oltre i limiti fissati. Non si può accettare la possibilità di assumere figure temporanee: la qualità dello spettacolo è proporzionale all’affiatamento degli artisti che ne fanno parte integralmente. Sarebbe come, per un calciatore, chiamarlo a giocare solo per la partita domenicale!».
    «Il decreto Bondi – prosegue – stabilisce la costante diminuzione del personale stabile per pensionamento, il blocco delle assunzioni stabili e il blocco al 15 per cento delle assunzioni di personale a termine. Con questi paletti è già difficile immaginare una normale attività di un teatro lirico, figuriamoci l’aumento di produzioni invocato dal Ministro».
    Fogliardi ha proposto anche di ragionare su agevolazioni fiscali per favorire l’ingresso dei privati nelle fondazioni liriche. «La portata innovativa della rifrorma del 1998 conteneva forse un limite: non aver modificato la disciplina delle agevolazioni fiscali per dare quelle dotazioni dai privati che, come abbiamo visto, sarebbero state essenziali. Una maggiore detrazione di natura fiscale ai privati darà sicuramente la possibilità di una maggiore partecipazione».
    Il deputato ha concluso con una stoccata alla Lega: «135 anni fa, nell’Aula del Senato, sedeva Giuseppe Verdi, il quale, scrivendo al Ministro dell’istruzione di allora, Guido Baccelli, a proposito dei teatri, se ne uscì con questa espressione: “Dote ai teatri. Dote ai teatri e non imposte”. «Dote» è la parola appropriata: evoca un’eredità da trasmettere per il futuro. Senza i teatri non ci sarebbe stata l’Italia unita, quella che anche Verdi aveva costruito perché non rimanesse – come disse – “povera, debole, senza libertà e semibarbara”. Altro che Va pensiero inno della Lega! Sarebbe bene che alcune pagine della storia venissero rilette».
  • Fondazioni liriche, il decreto arriva alla Camera

    Pubblicato il 18 giugno 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    La settima prossima saremo chiamati ad intervenire sul decreto Bondi appena approvato dal Senato. Dovrei intervenire in aula martedì. Al momento la situazione è la seguente. I ballerini in pensione a 45 anni, possibilita’ di autonomia, drastici ridimensionamenti per le future assunzioni, blocco del turn over e razionalizzazione del sistema di finanziamento statale. Questi i punti qualificanti del decreto sulle Fondazioni liriche , approvato in prima lettura dal Senato. Il provvedimento, che e’ stato modificato dai senatori, aveva ottenuto la firma del Presidente della Repubblica il 30 aprile solo dopo che era stati chiariti alcuni aspetti. La riforma degli enti lirici e sinfonici messa a punto dal ministro della Cultura Sandro Bondi, contestata dai lavoratori del settore che hanno inscenato manifestazioni di protesta nei teatri e davanti al Parlamento con un improvvisato concerto, mira a razionalizzare le spese in un settore, che come ha ricordato Bondi ”costa allo Stato 240 milioni l’anno”. Ecco le principali novita’:ù

    – AUTONOMIA: vale per tutte le Fondazioni e non solo piu’ per il Teatro alla Scala di Milano e l’Accademia di Santa Cecilia a Roma come era nella prima versione del decreto. L’autonomia deve garantire efficienza, corretta gestione, economicita’ e imprenditorialita’. Lo statuto di ciascuna Fondazione deve esser approvato dai ministri dei Beni Culturali e dell’ Economia.
    – PENSIONE A 45 ANNI: l’eta’ pensionabile per i ballerini, uomini e donne, e’ fissata a 45 anni. Ma chi ha raggiunto o superato questa soglia , per i due anni successivi all’ entrata in vigore della legge, puo’ esercitare l’opzione, rinnovabile annualmente, di restare in servizio fino al vecchio limite dei 52 anni per gli uomini e in 47 anni per le donne.
    – CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE: il decreto annulla parte delle norme dei contratti integrativi aziendali. Regole nuove per le assunzioni e per le graduatorie di accesso. Blocco del turn over.
    – DEROGA PER IL PETRUZZELLI: cono voto bipartisan passa un emendamento che consente alla Fondazione Petruzzelli di derogare al blocco delle assunzioni stabilito dal decreto, perche’ deve ancora completare l’organico e avere i finanziamenti, avendo ripreso l’attivita’ da poco
    – STRETTA SU LAVORO AUTONOMO: si puo’ svolgere lavoro autonomo solo nei limiti previsti dal contratto nazionale e su autorizzazione del sovrintendente. Inoltre passati due anni dall’ entrata in vigore della legge e fino alla stipulazione del nuovo contratto di lavoro, il trattamento economico aggiuntivo, dovuto alla contrattazione integrativa aziendale, e’ ridotto del 25% .
    – EROGAZIONE CONTRIBUTI: I fondi dello Stato saranno assegnati in base a una serie di fattori: importanza culturale della produzione svolta, regolarita’ gestionale , affluenza del pubblico.
    – CASSATO L’ARTICOLO SU CINECITTA’ HOLDING: con un accordo bipartisan l’Aula del Senato ha soppresso la parte che inseriva norme sul cinema e che ridefiniva i compiti di Cinecitta’.
    – RIFORMA IMAIE: l’istituto mutualistico del settore, pur restando privato,operera’ sotto la vigilanza congiunta della Presidenza del Consiglio e dei ministri dei Beni Culturali e del Lavoro per evitare i ”gravi dissesti” dovuti alla gestione degli ultimi anni. Salvi dunque i posti di lavoro dei dipendenti e le prestazioni mutualistiche che fanno capo all’Istituto.
    (Agenzia ANSA)
  • Girotondo attorno all’Arena e buone novità dal Senato

    Pubblicato il 9 giugno 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Sabato 5 giugno ho partecipato al girotondo dei lavoratori della Fondazione Arena.  E’stato un bel gesto simbolico per dimostrare le nostre preoccupazioni per la lirica. Oggi dalla Commissione Cultura del Senato sono arrivate buone notizie: sarà  possibile superare il limite che bloccava qualsiasi assunzione a tempo determinato oltre il 15% dell’organico. Questo consentirà di assumere personale tecnico, artistico ed amministrativo addetto alla preparazione e allo svolgimento delle manifestazioni estive. La proposta bipartisan è partita da tre senatori veronesi, per il Pd la senatrice Garavaglia. Il testo sarà definitivamente votato dall’Aula la prossima settimana, ma il voto della Commissione lo rende già certo. Un bell’esempio di impegno su più fronti a tutela dei gioelli cittadini. Qui l’articolo del quotidiano L’Arena che parla del girotondo.

    «FURI…BONDI». In 200 hanno formato una catena umana e appeso nella parte più alta dell’anfiteatro uno striscione: «Palazzo Barbieri: nessun dorma!»
    girotondo per proteggere l’Arena dai tagli
    Giuseppe Mazzei
    «Sollecitiamo un incontro con Tosi, siamo preoccupati e agitati così come lo sarà la stagione lirica alle porte»
    La catena umana costituita dai lavoratori della Fondazione Arena per proteggere l’Arena dai …
    «Noi siamo portatori sani di cultura». «Verona attenta siamo furi…Bondi». «Palazzo Barbieri: nessun dorma! Louvre perso, tranvia andata, Fondazione Arena???».
    Questi gli slogan e gli striscioni esposti sull’Arena e gridati, anzi cantati, in piazza Bra ieri pomeriggio alle 17 da circa 200 lavoratori della Fondazione Arena che con una catena umana hanno abbracciato l’anfiteatro per proteggerlo dal decreto Bondi.
    Maestri d’orchestra, ballerini, tecnici e impiegati si sono tenuti per mano facendo un virtuale girotondo intorno al vallo del monumento per protestare contro i tagli previsti per le Fondazioni Liriche.
    «È un simbolico abbraccio all’Arena per difenderla dall’assalto della politica», dice Dario Carbone delle Rsu e segretario Fials. «Siamo preoccupati dal silenzio della città, dalla mancanza di risposte da parte del sindaco Tosi che è presidente della Fondazione e dallo snobbismo dei rappresentati economici. Meno di una settimana fa eravamo stati inseriti in un elenco di enti inutili: è solo grazie all’intervento del presidente Napolitano che la nostra posizione è stata stracciata e rispedita al ministro Bondi».
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