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  • Catullo sia perno del Garda, non succursale di Venezia

    Pubblicato il 28 marzo 2014 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    Sono da sempre scettico sull’alleanza con Venezia per il nostro aeroporto. Prendo atto delle scelte della dirigenza, so che era un momento di crisi, ma mi auguro allo stesso tempo che il Catullo rimanga il perno della macro-area del Garda e non diventi una succursale di Venezia.
    Per forza di cose, pur essendo il nostro aereoporto in Veneto, è collocato in una area strategica che si trova al crocevia tra tre regioni; un territorio con una vocazione unica, quella che definiamo la Regione del Garda.
    Ad esempio siamo molto legati, sia per la produzione industriale che per il turismo, all’area germanica e all’Europa continentale; saranno le priorità di chi ragiona in chiave adriatica?

    Non entro qui nel merito delle scelte del management, sono sicuro che sia chiaro il ruolo della nostra area, però, se certe decisioni strategiche dovessero essere prese a Venezia, è importante che chi tutela i nostri interessi vigili costantemente.
    Per il Garda il rapporto con l’estero è fondamentale e, nonostante la grande tradizione e la buona affluenza turistica, sono certo che ci siano ancora margini di miglioramento. Per questo un aeroporto “del Garda” è fondamentale.

    Auguro al Catullo di risollevarsi e spero che gli investimenti producano uno scalo finalmente efficiente e dinamico, il che avrebbe anche delle positive ricadute occupazionali. Quello che conta è non perdere di vista il proprio ruolo come perno del Garda e non secondo scalo veneziano.

  • La torre di controllo finalmente al Catullo

    Pubblicato il 8 novembre 2013 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Il direttore generale dell’Enav ha ufficilaizzato il passaggio della torre di controllo dell’aeroporto Catullo ai civili dal primo giugno 2014. Una notizia attesa da tempo e un passo avanti per il rilancio dello scalo, che potrà aumentare da 14 a 18 i movimenti all’ora.
    Lo scorso anno intervenni, insieme al collega Montagnoli, con una interpellanza urgente nella quale chiedevamo appunto al Ministro quali iniziative intendesse mettere in atto affinché venisse rispettato il passaggio della torre di Verona dall’aeronautica militare ad ENAV, secondo il programma concordato con decreto del 27 Luglio 2010 del Ministro della Difesa, di concerto con Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e il Ministro dell’Economia e delle Finanze.
    Finalmente il caso è stato risolto e la torre di controllo sarà a pieno servizio del Catullo.

  • Chi rappresenta il Garda?

    Pubblicato il 3 settembre 2013 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Tre campanelli d’allarme per il futuro del Garda: la questione della funivia di Prada, la richiesta della concessione edilizia per le roulotte e la spinosa trattativa sull’aeroporto.
    Tre diversi sintomi di uno stesso male: la mancanza di una forte rappresentanza politica dell’area del Benaco.

    Non condivido l’attacco ai sindaci di Brenzone e San Zeno lanciato dall’ex presidente della funivia Marco Bisagno. Ho lavorato a fianco dei sindaci due anni fa, quando ottenemmo dall’allora Ministro Passere la prima proroga. In quel momento riuscimmo a far arrivare con forza la nostra voce a Roma. So quanto tengono al bene del territorio che amministrano.
    Al momento, ventilati progetti di project financing appaiono troppo vaghi e, pur apprezzando l’ordine del giorno proposto da alcuni deputati veronesi, so che spesso gli ordini del giorno rimangono degli impegni vaghi che il Governo non prende in considerazione. Per questo ribadisco che serve un lavoro costante e una grande sinergia tra gli amministratori locali e i rappresentanti del territorio nella capitale.
    La funivia ha un grande potenziale, confemato dai numeri di questa annata. Una nuova proroga darebbe ossigeno; confidiamo anche nei fondi Fas, nell’impegno di qualche istituto di credito e auspichiamo un lavoro in sinergia con altre strutture simili del Baldo, in modo da lavorare in una moderna ottica di “distretto” per rinforzare l’offerta turistica del Gardo-Balda.

    Sulle roulotte sembra vi sia un accanimento burocratico: il turismo è il nostro petrolio e qualcuno si adopera per sabotare i pozzi con norme bizantine. Una norma del Decreto del fare assoggetta le roulotte, i camper e la case mobili all’interno dei campeggi a interventi di nuova costruzione. Non ha senso gravare i nostri campeggiatori di questo peso. In questo caso ha fatto bene il presidente della regione a intervenire duramente: dalle spiagge dell’Adriatico alle rive del Benaco dobbiamo sostenere i nostri operatori turistici.

    Rimango perplesso anche dalla trattativa “in escusiva” dell’Aeroporto Catullo con Venezia. In nostro bacino di utenza è da sempre un altro: la direttrice del Brennero. Abbiamo esigenze totalmente diverse dalla laguna, non possiamo illuderci che le nostre priorità saranno le loro. Sarebbe stato meglio, dopo anni bui, aprirsi veramente ai mercati internazionali. Invece si opera al contrario, creando una corsia preferenziale per il vicino di casa.

    L’area del Garda deve tornare ad avere una voce forte e dei rappresentanti legati a questo territorio unico al mondo che ne conoscano le reali esigenze, altrimenti rimarrà in balia di decisioni prese da altri che non hanno come priorità la nostra macroarea.

  • Catullo, ricominciamo a pensare in grande

    Pubblicato il 20 marzo 2013 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    Finalmente la concessione è arrivata, dopo mesi, anni di impegno. Quando la politica sa marciare unita per gli interessi della città i risultati arrivano. I complimenti, in questo caso sono bipartisan.

    La crisi morde ed è il momento di rimanere uniti per valorizzare l’area del Garda: il potenziale è altissimo, sia per il tessuto economico che ruota attorno alle due piste d’atterraggio che per la felice posizione geografica: esattamente al centro dell’Italia settentrionale, lungo la direttrice del Brennero. Un area che a tutti gli effetti ha bisogno di un sistema aeroportuale per svilupparsi, non per gratificare questo o quel campanile, come in altre parti del Paese.

    Non capisco in questo momento la polemica sterile del segretario provinciale del Pd  D’Arienzo, mi sembra volta a cercare lo scontro a tutti i costi. Se ogni occasione, anche una notizia positiva per la città, diventa pretesto per comunicati al vetriolo, come pensa di formulare credibili proposte di governo in futuro?

    Il tema su cui concentrarsi non è la scaramuccia con Tosi; il tema è la futura collocazione del sistema del Garda nello scacchiere aeroportuale nazionale e internazionale.

    Considerandoci perno di quattro province, alle quali aggiungerei anche Vicenza e Bolzano, propendo per uno sguardo verso nord, verso il Brennero. La Germania è storicamente il nostro primo partner commerciale ed i turisti tedeschi amano da generazione le rive del Benaco. Per questo sarei scettico, ad esempio, verso una strategia che vedesse il Catullo insieme al Marco Polo di Venezia, giusto per ricordare proposte circolate lo scorso anno.

    L’importante in questo momento, tirato il dovuto sospiro di sollievo per la concessione, è valutare le opzioni sul tavolo con spirito di servizio, evitando giochetti e polemiche politiche sul futuro di una infrastruttura fondamentale per chi sogna una macroarea del Garda rivolta al Brennero. Pensiamo a Verona nello scacchiere europeo, ricominciamo a pensare in grande, il potenziale c’è.

     

     

  • Crisi Catullo, serve lavoro di squadra

    Pubblicato il 5 dicembre 2012 giampaolo 2 commenti Condividi su Facebook

    I parlamentari veronesi sono in prima linea per il Catullo, come ribadito al recente incontro alla Camera di Commercio. Per questo, sapere che presidente e direttore dell´aeroporto si sono recati a Roma per incontri istituzionali e hanno convocato un incontro con alcuni parlamentari bresciani presso la Camera dei deputati ci ha lasciati perplessi.

    Di seguito l’articolo de L’Arena che affronta il caso:

    AEROPORTI. Documento critico dei deputati convocati in Camera di commercio: «E il lavoro di squadra?». La replica: «Ci ha chiamati Molgora»
    I parlamentari ai vertici del Catullo: «Coerenza»
    Enrico Giardini
    «Arena e Bassetti erano a Montecitorio per un incontro con i bresciani: e non ne sapevamo nulla»

    mercoledì 05 dicembre 2012 CRONACA, pagina 11
    Non l´hanno presa bene quattro deputati veronesi, quando hanno visto a Roma, ieri pomeriggio, il presidente dell´aeroporto Catullo Paolo Arena e il direttore Carmine Bassetti parlare a Montecitorio, sede della Camera dei deputati, con il deputato della Lega e presidente della Provincia di Brescia Daniele Molgora e con il deputato Stefano Saglia. Lunedì i vertici del Catullo erano stati convocati alla Camera di Commercio, socio di maggioranza dell´aeroporto, per esaminare il piano industriale di rilancio, il tema della concessione per l´aeroporto D´Annunzio di Montichiari e il passaggio della torre di controllo dall´aeroporto militare al civile. C´era anche il presidente della Provincia Miozzi.
    Così, i deputati Federico Testa e Giampaolo Fogliardi (Partito democratico), Alberto Giorgetti e Aldo Brancher (Popolo della libertà), dal Parlamento hanno inviato una nota al nostro giornale, stigmatizzando l´atteggiamento dei vertici. «Lunedì abbiamo partecipato alla riunione convocata dal presidente della Camera di Commercio Bianchi sulla grave situazione dell´aeroporto», dice la nota. «Abbiamo dato la nostra disponibilità ad attivarci per il bene del nostro territorio (come è nostro dovere), chiedendo: la trasparenza e coerenza dei comportamenti; la trasmissione tempestiva di ogni informazione utile a seguire la vicenda (per fare il famoso “lavoro di squadra”); in particolare l´invio della documentazione relativa alla torre di controllo, che necessita di una soluzione in tempi brevi». «Oggi (cioè ieri, ndr)», aggiungono i deputati, «abbiamo dovuto constatare che: presidente e direttore dell´aeroporto si sono recati a Roma per incontri istituzionali; presidente e direttore hanno convocato un incontro con alcuni parlamentari bresciani presso la Camera dei deputati. Di tutto questo», concludono, «lunedì non è stata fatta parola, né la documentazione urgente relativa alla torre di controllo ci è stata fatta pervenire. Finale: l´aeroporto è infrastruttura fondamentale per la città e il territorio e per questo meriterebbe comportamenti dei vertici seri, coerenti, trasparenti».
    Trasalisce Arena, che al telefono replica: «Io e il direttore Bassetti siamo stati a Roma, all´Enac e all´Enav», dice, «per affrontare tematiche di ordinaria amministrazione per l´aeroporto e per la nostra società. Da qualche giorno avevamo poi ricevuto una richiesta del presidente Molgora di incontrarci, insieme all´onorevole Saglia, perché voleva conoscere in modo approfondito le prospettive dello scalo di Montichiari e come sfruttarlo al meglio. Così, visto che io e Bassetti eravamo a Roma», aggiunge, «ci siamo dati appuntamento alle 17 alla Camera, prima di rientrare a Verona. E l´abbiamo fatto alla luce del sole. Quale mancanza di trasparenza?». Quanto al mancato invio di materiale, Arena precisa: «Visto che eravano impegnati a Roma, la documentazione sarebbe stata inviata entro il tardo pomeriggio, cosa che abbiamo fatto».

  • Catullo, a rischio 50% dei voli. Il nostro intervento

    Pubblicato il 5 dicembre 2012 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    Il nostro aeroporto non ha pace.  Rischiamo una riduzione del 50% dei voli nel passaggio della torre di controllo dai militari all’Enav.

    Infatti, il Ministero dell’economia e delle finanze non ha tuttora autorizzato il passaggio della torre di controllo dell’Aeroporto Valerio Catullo di Verona dall’aeronautica militare ad ENAV e questo immotivato ritardo comporta che, a partire dal 1 gennaio 2013, il servizio di torre di controllo sarà disponibile solamente per 12 ore giornaliere contro le 24 precedenti.

    Abbiamo presentato un’interpellanza urgente (a prima firma del collega Montagnoli) nella quale chiediamo al Ministro “quali iniziative intenda mettere in atto affinché venga rispettato il passaggio della torre di Verona dall’aeronautica militare ad ENAV, secondo il programma concordato con decreto del 27 Luglio 2010 del Ministro della Difesa, di concerto con Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e il Ministro dell’Economia e delle Finanze”

    Chiediamo inoltre “se non ritenga doveroso intervenire con azioni rapide ed efficaci volte a sbloccare le situazioni di stallo del trasporto aereo, anche attraverso il rilascio della concessione quarantennale all’aeroporto Montichiari di Brescia al fine di consentirne lo sviluppo e la crescita”.

    Leggi testo integrale

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  • Catullo, vertice in Camera di commercio

    Pubblicato il 4 dicembre 2012 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    Da L’Arena di oggi:

    AEROPORTI. In Camera di commercio vertice tra la società, deputati e senatori per le urgenze
    Catullo e concessione, appello ai parlamentari
    «Sarà difficile averla in tempi brevi». E c´è il nodo della Torre di controllo: Roma deve sbloccare i fondi o il servizio verrà ridotto

    martedì 04 dicembre 2012 CRONACA, pagina 10

    L´incontro in Camera di commercio
    Sbloccare i fondi a Roma per evitare che la Torre di controllo da gennaio diminuisca i voli giornalieri e fare lobby affinché venga rilasciata la concessione per lo scalo di Montichiari: queste sono le due urgenze a brevissimo termine per l´attività dell´aeroporto Catullo. Il punto sulla situazione è emerso nel vertice voluto dalla Camera di commercio con la società Catullo e i parlamentari ai quali è stato presentato il piano industriale ed è stato chiesto il loro intervento sulle risposte che la Catullo attende dal Governo.
    Dopo l´introduzione del presidente Alessandro Bianchi, e il saluto del presidente della Provincia Giovanni Miozzi, il presidente della Catullo Paolo Arena e il direttore generale Carmine Bassetti hanno descritto il percorso di ristrutturazione già avviato e indicato il programma di rilancio dei due aeroporti per i prossimi dieci anni.
    DUE TEMI in particolare sono stati portati all´attenzione per chiedere alle forze politiche di attivarsi per ottenere dal Governo risposte e azioni in tempi rapidi.
    Il primo tema è l´ottenimento della concessione definitiva per la gestione di Brescia Montichiari in capo alla Catullo: l´istanza è stata presentata il 26 ottobre del 1998 ma a tutt´oggi si è ancora in attesa di una concreta risoluzione. L´articolato iter approvativo è stato concluso dall´Enac e trasmesso ai ministeri competenti. La strategia di rilancio è quello di recuperare una parte consistente delle merci smistate da altri aeroporti e gestirle all´aeroporto di Montichiari. La concessione consentirebbe di chiudere contratti importanti con società cargo perché consentirebbe di avere una prospettiva di lungo medio periodo.
    Altro argomento altrettanto importante è il passaggio della torre di controllo dall´aeronautica militare ad Enav. Il Ministero dell´Economia e Finanze non ha ancora autorizzato il passaggio definitivo della gestione delle operazioni dall´aeronautica militare a Enav. La Catullo sta lavorando perché il servizio di torre di controllo non venga ridotto. E´ necessario intervenire affinché venga rispettato il passaggio della torre di Verona dall´aeronautica militare ad Enav – secondo il programma concordato con il Ministro della Difesa (decreto del 27 Luglio 2010) di concerto con Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e il Ministro dell´Economia e delle Finanze, che ha già stanziato i fondi necessari per gli interventi di ammodernamento dell´infrastruttura e dei sistemi. Data la complessità dei temi, verrà fissato un ulteriore approfondimento prima di Natale.
    ALBERTO GIORGETTI, deputato del Pdl: «Abbiamo appreso dal direttore generale Bassetti il piano industriale e la politica di forte riduzione dei costi che la società sta portando avanti ed è emerso in modo molto chiaro che l´aeroporto è in difficoltà nella competizione con gli scali vicini e può sostenerla soltanto se Montichiari verrà rilanciato. Ma per rilanciare quello scalo ci vuole la concessione ministeriale e non ho capito in base a quale principio la concessione ci debba essere rilasciata in automatico. Lavoreremo per creare le condizioni adeguate affinché si possa avere questa concessione perché la situazione è davvero critica e pesante, ma credo che sia impensabile ottenere l´autorizzazione in tempi brevi. Servirà qualche mese. l´urgenza in questo momento è risolvere il nodo della Torre di controllo, altrimenti da fine gennaio perderemo voli».
    ANCHE ALESSANDRO MONTAGNOLI si è allarmato per il nodo della Torre di controllo: «I vertici della Catullo ci hanno presentato un piano serio, con obiettivi chiari, numeri e progetti veri. Detto questo, ci siamo impegnati innanzi tutto per risolvere il nodo della Torre di controllo, altrimenti se non si sbloccano i fondi e non si attiva il personale civile (i militari lasceranno la struttura) noi perderemo i voli dalle 8 di sera alle 8 di mattina. Poi c´è il nodo della concessione per Montichiari: l´iter per il rilascio è molto complicato e l´accordo con i bresciani non c´è: non la vedo una partita facile».
    FEDERICO TESTA, deputato del Pd: «L´aeroporto è certamente strategico per la città e il territorio e quindi da parte nostra massimo impegno per farlo uscire dalla situazione in cui si trova, rispetto alla quale, però, spiace constatare come si fa fatica a individuare le responsabilità di una situazione che sta certamente negli organismi aziendali, ma non meno nei soci che tutto ciò hanno consentito». Detto questo, aggiunge Testa, «sulla concessione ho più volte sostenuto anche nel passato che la strada vincente non era quella del contenzioso legale, ma piuttosto quella dell´accordo con il territorio bresciano su cui insiste il sedime aeroportuale. Questa strada non è stata seguita con convinzione nel passato e qua ci troviamo. Per questa ragione», precisa Testa, «pur nella massima disponibilità, temo sia difficile arrivare a uno sblocco della concessione di Brescia senza un´ipotesi di accordo con il territorio bresciano». Per quanto riguarda il pasaggio della Torre di controllo dall´aeroporto militare di Villafranca a quello civile, Testa spiega di aver «chiesto alla società Catullo di farci avere in tempo brevi il materiale necessario per muoversi presso i ministeri. Vedrò il ministro Passera domani mercoledì e gli sottoporrò la questione. Ricordo che per la prima volta in questa riunione sono stato investito della questione. D´altra parte, se si preferiscono gli appuntamenti “clandestini” dalle parti di via Garibaldi alla mattina presto…», conclude Testa, con riferimento agli incontri fra il sindaco Tosi e Paolo Biasi il presidente della Fondazione Cariverona e l´ingenenre Gamberale, di F2I, società di investimento in infrastrutture.
    GIAMPAOLO fogliardi, deputato Pd, sottolinea che «si è rotta l´abitudine di non parlarsi e questo è positivo. La riunione è stata interlocutoria ma è trapelata tutta la preoccupazione per i problemi legati al passaggio dal personale militare del ministero della Difesa a quello civile di Enav della Torre di controllo e per il rilascio della concessione per l´aeroporto di Montichiari. Ci ritroveremo prima di Natale per un nuovo approfondimento e anche per capire la strategia complessiva del sistema aeroportuale e le possibili alleanze».

  • «Catullo, è il momento di far fronte comune»

    Pubblicato il 18 novembre 2012 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    Sono intervenuto oggi su L’Arena sulla delicata questione dell’aeroporto Catullo.

    «Catullo, è il momento di far fronte comune»
    ENTI E POLITICA. Prime adesioni al tavolo istituzionale convocato dalla Camera di Commercio
    Fogliardi (Pd): «Basta dispute, lavoriamo al rilancio dell’aeroporto» Corso (Cgil): «Ma i conti del risanamento non li paghino i lavoratori»
    18/11/2012

    «Come parlamentari dobbiamo far fronte comune a Roma, perché su questioni così importanti per il nostro territorio, come il futuro del sistema aeroportuale veronese e l’ottenimento della concessione per lo scalo di Montichiari, non si può più andare in ordine sparso». Giampaolo Fogliardi, deputato del Pd, accoglie con entusiasmo l’invito della Camera di commercio ai parlamentari veronesi affinché facciano quadrato attorno al Catullo. Il presidente dell’ente camerale, socio principale dell’aeroporto, Alessandro Bianchi, ha convocato deputati e senatori per lunedì 26. «Ben venga», continua Fogliardi, «l’iniziativa della Camera di Commercio di riunire attorno ad un tavolo le forze politiche e istituzionali della città perché, ripeto, la battaglia per il rilancio dell’aeroporto la dobbiamo combattere uniti, poi potremo tornare a dividerci per casacche politiche. Quindi, rimbocchiamoci le maniche e mettiamo la parola fine alle polemiche sulla passata gestione sulla quale sta già indagando la magistratura». Sulla situazione di «centinaia di lavoratori dell’aeroporto che risciano la perdita del posto di lavoro se non si trova una soluzione alla loro situazione» punta invece l’attenzione Michele Corso, segretario generale della Cgil di Verona. «Da giorni ormai tutti invocano tutto il contrario di tutto, segno che manca, a mio avviso, la consapevolezza della gravità della situazione che riguarda soprattutto centinaia di lavoratori e altrettante famiglie». Secondo Corso «non è più procrastinabile un confronto vero di merito, con i parlamentari che hanno la titolarità in quanto portatori di responsabilità, rappresentanza e ruolo». Questo confronto, sottolinea il segretario della Cgil, «deve partire dal piano industriale di rilancio strategico dell’aeroporto in relazione al territorio che veda un piano di rientro dell’esposizione debitoria, la ricapitalizzazione, la definizione di Montichiari attraverso la concessione necessaria, la ridefinizione delle prestazioni professionali e operative del personale, il ruolo del Catullo in ambito nazionale, la salvaguardia dei posti di lavoro sia della Catullo che di Avio Handling. Tutti fattori di cui si deve tener conto per trovare una soluzione unitaria». Gli unici a pagare per il risanamento del Catullo, ribadisce infine la Cgil, non devono essere i lavoratori. «Pensare di affrontare la vertenza aeroporto solamente ed esclusivamente dal versante del lavoro e dei lavoratori non è solamente sbagliato e non condivisibile ma significa non aver rispetto della dignità delle persone che lavorano e operano all’interno della strattura». E conclude: «Il sindacato, la Cgil, in quanto portatore degli interessi dei lavoratori, dei cittadini e delle persone, su questi aspetti vuole esercitare il proprio ruolo di responsabilità. La politica e i livelli istituzionali devono esercitare il proprio ruolo di governo e di indirizzo strategico».E.S.

  • Via la politica dal Catullo

    Pubblicato il 1 agosto 2012 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    «La politica adesso faccia un passo indietro dal Catullo: per risanarlo serve un tecnico con pieni poteri, come Bondi per la Parmalat. Può essere anche il direttore Bassetti, ma le procedure vanno snellite e i giochetti politici devono finire». Lo ho dichiarato ieri al quotidiano L’Arena.

    «Non c´è dubbio che la situazione economnica dell´aeroporto sia drammatica. Però adesso compito della politica non mi pare sia quello di chiedere azioni responsabilità sul passato, sulle quali dovranno decidere eventualmente i soci. La politica deve dare le strategie e in questa fase mi sembra assolutamente opportuno che vengano dati poteri straordinari a un tecnico di grande capacità. C´è un direttore molto bravo? Bene, non lo si lasci in pasto ai giochi e alle alchimie politiche. Serve una fase di amministrazione straordinaria con pieni poteri ai tecnici e accantonare tutto il resto con un passo indietro della politica se vogliamo salvare l´aeroporto».

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  • Catullo, perno della regione del Garda

    Pubblicato il 3 luglio 2012 giampaolo 2 commenti Condividi su Facebook

    Ventisette milioni di euro. L’aeroporto era la nostra finestra sul mondo e ora è una voragine che rischia di risucchiare Verona: gli enti della città dovranno mettere mano al portafogli e accollarsi la metà delle perdite; ricordiamo le “nostre” quote nel Catullo: Camera di Commercio 21,68%, Provincia 17,17% e Comune di Verona 6,87%.

    Rispuntano proposte di un asse con Venezia. Sarebbe il colpo di grazia per il nostro sistema. Venezia fa storia a sé, è parte di un altro sistema e ha esigenze diverse dalle nostre.
    Noi dobbiamo rappresentare il sistema del Garda, perno di quattro province, estendibile fino a Vicenza e Bolzano. La direttrice del Brennero è la nostra naturale porta di contatto con il mondo tedesco, da sempre primo partner commerciale e fedele cliente del nostro sistema turistico. Per questo dico no alla linea di Galan e ai suoi rappresentanti in terra scaligera.

    Possiamo ragionare con la Lombardia, ponendo fine all’agonia di Brescia e dobbiamo guardare a nord, oltre la Val d’Adige, ma non vedo prospettive sotto l’ala protettrice del leone di San Marco.

    Nelle società, come in politica, dopo batoste clamorose è buona cosa fare un passo indietro, ma non vedo una netta discontinuità con la passata gestione, quella che ha trascinato per anni il caso Montichiari, ha chiuso contratti capestro con i vettori low-cost, ha assistito alla perdita di fatturato dell’Avio Handling (la società che gestisce a Verona i servizi di assistenza a terra del passeggero e degli aeromobili) e non hanno mai prodotto la valutazione di impatto ambientale.

    Non c’è stata armonia tra i soci, la città ha perso un’occasione per fare squadra e il nostro sindaco, autentico “dominus” della politica cittadina, si è rivelato come sempre uno smaliziato gestore del potere ma uno scarso stratega, facendo così l’interesse della sua lista più che della città.

    Le quote versate in questi anni da Verona dovevano servire per gli investimenti, ma sono state utilizzate per coprire la voragine, che negli anni si è fatta sempre più ampia.

    Da quanto tempo denunciamo l’agonia del Catullo?

    Serve discontinuità, serve una strategia che guardi distante (e possibilmente non a est) e serve un colpo di reni delle istituzioni veronesi perché senza il nostro aeroporto sfuma l’idea della macroarea del Garda rivolta al Brennero. Possiamo permetterci il lusso di non sfruttare l’invidiabile posizione strategica della nostra città? Non penso proprio.

    on. Giampaolo Fogliardi