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  • Le prospettive di crescita economica del Garda

    Pubblicato il 10 maggio 2013 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Questa sera parteciperò a un convegno, organizzato con lo staff del mio studio,  sulle prospettive di crescita del Lago di Garda.

    In un momento di crisi e di rapidi cambiamenti bisogna che gli operatori economici e commerciali della zona siano ancora più attenti all’innovazione e a cogliere ogni occasione di rilancio.

    Nel futuro saranno le consocenze a fare la differenza tra un sistema che funziona e un sistema bloccato, quindi ho voluto lanciare una serie di incontri che aprissero il confronto tra gli operatori del territorio e personalità del mondo accademico e delle professioni per lanciare stimoli e riflessioni per far crescere quest’area meravigliosa che non deve mai sedersi sugli allori.

    Domani sarà protagonista dell’incontro Luca Zarri, professore Associato di Politica Economica presso l’Università di Verona, dove insegna Economia delle Aziende Non Profit ed è titolare dei corsi di Economia Comportamentale e di Politica dello Sviluppo Industriale e dell’Innovazione.

    Il convegno si terrà oggi, venerdì 10 maggio, alle ore 18.15,a Peschiera d/G, presso l’Hotel Ristorante al Fiore (Lungolago Giuseppe Garibaldi, 9 ). Per informazioni tel: 0456400440

  • Le Pmi tradite

    Pubblicato il 29 gennaio 2013 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Ho letto sulla stampa il grido di dolore delle piccole imprese: nel giorno di mobilitazione nazionale di Rete Imprese ( a Verona ospitata nella sede di Confcommercio) solo pochi candidati alle prossime elezioni hanno partecipato all’incontro con gli esponenti delle categorie. Un grave errore.

    Il Presidente Arena ha commentato: “alla politica non chiediamo favori o privilegi, ma di poter lavorare. La politica deve tornare al territorio”. Capisco perfettamente il punto di vista delle piccole imprese, sia come professionista, sia per il lavoro che ho svolto in questi anni in Commissione Finanze.

    Quante volte ho lottato contro l’eccessiva burocratizzazione, le scadenze insensate, la mole di documenti poco utili richiesti a chi deve lavorare. La politica deve mettersi in testa che le Pmi sono la spina dorsale del nostro sistema produttivo, sono creatici di ricchezza. Dovrebbero essere in cima ai pensieri dei futuri rappresentanti del nostro territorio.

    Leggi l’articolo del Corriere di Verona

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  • Economia territoriale e sviluppo

    Pubblicato il 31 ottobre 2012 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    In occasione della Conferenza programmatica del Pd Verona, ho avuto il piacere di coordinare il gruppo Economia territoriale e sviluppo. Durante l’incontro del gruppo abbiamo elaborato un documento che affronta i princiapali nodi dell’economia veronese.

    Colgo l’occasione per ringraziare, in ordine rigorosamente alfabetico, gli amici del gruppo per il loro prezioso contributo: Luciano Galeotti, Gaetano Greco, Giancarlo Montagnoli e Fausto Rossignoli.

    Affrontare il tema dello sviluppo economico del nostro territorio, specie in questa fase, è estremamente complesso per la dipendenza stretta che questo tema ha con scelte di politica nazionale di natura sia fiscale, relativamente all’impresa e al lavoro,  sia burocratico amministrativa.

    In questo contesto, la difficile e sfavorevole congiuntura internazionale rappresenta un ulteriore fattore critico e spesso un ostacolo insormontabile.

    Lo sviluppo si lega alle caratteristiche del nostro territorio, alle sue tante ricchezze, al governo della cosa pubblica, all’attenzione per l’ambiente ed alla necessità di guidare una trasformazione che è ormai in atto da tempo.

    Non possiamo permetterci il lusso di attendere o pensare che il sistema Verona vada avanti per inerzia, dormendo sugli allori di un passato vicino ma allo stesso tempo molto distante dal futuro che sarà. Interpretare il futuro, e non la mera gestione del potere, è l’obbiettivo che ci prefiggiamo.

    Le trasformazioni vanno guidate: la transazione in atto dal manifatturiero a realtà più orientate ai servizi, al terziario avanzato, così come la preservazione e lo sviluppo moderno del manifatturiero stesso patrimonio dell’industria agro alimentare, della logistica e del turismo vanno pensati e declinati raccordando, in rete, le potenzialità e gli attori che partecipano alla trasformazione stessa.

    Dobbiamo inserire lo sviluppo economico nell’ecosistema veronese, ecosistema inteso come insieme di caratteristiche sociali, culturali, geografiche e storiche.

    Scarica il documento integrale: Economia territoriale e sviluppo – Conferenza programmatica Pd Verona

  • Governo e crescita: rilanciare gli investimenti

    Pubblicato il 10 maggio 2012 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Mai come in questo momento è ora di passare ai fatti concreti. Dopo i primi interventi tampone in tema di entrate bisogna proceda verso il rilancio della crescita e  la salvaguardia dell’economia per il bene delle famiglie e delle imprese.

    L’argomento è ben trattato sul Sole 24 ore del 10 maggio in un articolo di Fabrizio Forquet .

    C’è nel Paese una situazione allarmante perché il senso di impossibilità e disperazione è arrivato al culmine e occorre agire immediatamente con provvedimenti altrettanto forti.

    E’ urgente che vengano attuate disposizioni che pongano le condizioni per il rilancio di investimenti e, se l’ Europa dovesse attardarsi in snervanti e inutili attese, sia il Governo Italiano a prendere l’iniziativa , cominciando dai più volte citati project-bond e dalla conseguente sterilizzazione degli investimenti pubblici ai fini dei vincoli del fiscal-compact.

    E’ urgente rilanciare gli investimenti altrimenti non usciremo da questa situazione. Un dato più di ogni altro ci fa comprendere la situazione: il flusso dei soldi in entrata nei Paesi UE. Dal 2000 ad oggi la quota dei fondi destinata al vecchio continente e’ scesa dal 47 al 32%, mentre perl’Asia e’ passata dal 21 al 27% e in SudAmerica dal 7 al 10%
    Il dato e’ chiaro: se non cominciamo a investire un po’ anche noi è difficile aspettarsi che gli aiuti arrivino sempre dall’esterno.

    Un secondo fondamentale aspetto è rappresentato dai tagli alla spesa pubblica (con riduzioni significative). Sarà così possibile alleggerire la pressione tributaria e una burocrazia elefantiaca che scoraggia qualsiasi intenzionato dal venire ad investire nel nostro Paese.

    E’ importante non perdere ulteriore tempo, nel mondo che è cambiato non possiamo affidarci solamente al destino, occorrono fatti concreti, non e’ più concesso perdere altro tempo.

  • Confartigianato, ecco quello che avrei voluto dire

    Pubblicato il 1 novembre 2011 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    L’Arena pubblica nelle lettere il mio intervento sull’assemblea di Confartigianato:

    Domenica ho partecipato all´assemblea provinciale di Confartigianato insieme a colleghi di diversi partiti. La relazione del presidente Bissoli ha toccato giustamente molti nervi scoperti della situazione economica e politica del Paese. Sarebbe stato un ottimo momento di confronto se avesse invitato a parlare i deputati presenti, relegati invece al ruolo di semplici comparse.
    Per quanto mi riguarda, da segretario della Commissione Finanze, sono quotidianamente alle prese con molti dei temi sollevati nella relazione. Avrei con piacere ricordato al Presidente la mia battaglia per la proroga del Sistri, l´impegno per la riforma degli studi di settore o gli appelli lanciati a Tremonti sull´eccesso di burocrazia e sulla difficoltà di accesso al credito per le piccole e medie imprese.
    So che il mondo imprenditoriale non ha ricevuto risposte da questo governo e che molte promesse non sono state mantenute, ma ciò non giustifica una chiusura preconcetta nei confronti dei deputati, se non della politica tout-court.
    È ora di distinguere tra chi si impegna, chi porta avanti le giuste battaglie e chi invece non se ne interessa; altrimenti si cade nel qualunquismo. Il confronto con i rappresentanti in Parlamento è nell´interesse di una grande associazione come Confartigianato e mi auguro che il Presidente voglia in futuro avere un atteggiamento più aperto nei nostri confronti: si accorgerebbe che conosciamo meglio di quanto creda i problemi della categoria e li seguiamo da vicino.
    Amareggiato per l´occasione sprecata rinnovo la mia disponibilità nei confronti delle piccole e medie imprese e degli artigiani, autentica spina dorsale della nostra economia.

     

  • Verona 2012, ultimo appello

    Pubblicato il 21 luglio 2011 giampaolo 3 commenti Condividi su Facebook

    L’inizio del dibattito in vista delle elezioni amministrative rappresenta una occasione irripetibile per spostare il dibattito da fazioni politiche, alleanze e candidati a programmi concreti e strategie che intendiamo proporre per il futuro di Verona.

    Il confronto avviene in un momenti in cui la difficile situazione economica nazionale ed internazionale impone anche per Verona analisi e riflessioni profonde per rilanciare l’economia e l’immagine della città.

    C’è il rischio per il turismo: minore turismo significa minori visitatori, minori spettatori in arena, minore commercio, meno consumi in bar e ristoranti, ridotte presenze negli alberghi, in definitiva minore indotto generale anche per le famiglie veronesi.
    Non meno sofferente è la situazione di molte altre imprese industriali che si ritrovano a concorrere in un mondo nuovo, cambiato ad una velocità impressionante, che impone capacità di essere all’altezza dei tempi nuovi.

    Si è detto spesso negli ultimi tempi che ad un mondo che cambia vorticosamente si oppone una politica ferma e piatta; un fatto grave senza ombra di dubbio, che diventa imperdonabile quando la politica è del tutto assente.
    Quali sono le strategia per la Verona di domani?
    E’sufficiente l’intervento superficiale e di maquillage al quale abbiamo assisitito in questi cinque anni o serve qualcosa di più e di diverso?

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  • Sviluppo, dieci anni di ritardo

    Pubblicato il 30 giugno 2011 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook
    Mai come quest’anno il presidente della Confindustria veronese, nella sua relazione all’assemblea annuale, è stato così chiaro nel denunciare i ritardi della politica, sia locale che nazionale, nei confronti delle scelte di natura strategica per il rilancio dell’economia.
    Il Presidente Bolla è stato educato e prudente e non ha calcato più di tanto la mano nei toni, ma non vi è ombra di dubbio che il messaggio sia arrivato, chiaro ed inequivocabile.

    A livello nazionale, ha sottolineato i dieci anni di ritardo del Paese che già la presidente nazionale Emma Marcegaglia aveva recentemente denunciato e che sono il simbolo della gravità della situazione e dell’immobilismo del Governo.

    Dieci anni non sono pochi da recuperare e del resto se compariamo i dati della Germania, +4,3 di crescita del PIL, rispetto al risultato italiano (0,…) il risultato è impietoso.


    E’un dato che fa riflettere e che mai vorremmo potesse determinare anche per il nostro paese una situazione simile a quella Greca.

    E si badi bene, l’allarme non viene lanciato né dai sindacati di sinistra, né dai partiti dell’opposizione, né dai giornali d’opposizione,  bensì dal presidente di Confindustria.
    Il silenzio sgomento degli oltre 1500 imprenditori presenti è stato più eloquente di qualsiasi altra ulteriore affermazione.

    Non meno grave la situazione a livello locale, dove i ritardi nelle scelte e nelle strategie confermano le parole di denuncia del Presidente Bolla
    Quanto tempo è servito per il parto del nuovo cda dell’aeroporto? E quanto ne servirà  per il nuovo cda della Zai?
    E’ancora tollerabile assistere alle lotte intestine tra Lega e Pdl nelle maggioranze che governano Comune e Provincia?
    E’da considerarsi buona amministrazione, da parte del Comune, vendere azioni della Fiera per sanare il bilancio comunale? E in quali condizioni versa la Fondazione Arena?


    Si potrebbe proseguire ancora per molto, ed il rammarico più pesante rimane quello della mancanza di luoghi e spazi, anche mediatici,  dove poter discutere di questi mali veronesi, dove poter riflettere per rilanciare il dibattito culturale attorno alle prospettive di una città che potrebbe essere europea, ma che proseguendo così non potrà che diventare una modesta provincia della Pianura Padana.

    Forse è questo, oggi, il male peggiore della città di Verona: prima ancora della crisi economica e strutturale, va affrontato con urgenza il clima di rassegnazione, di ovattato silenzio e di appiattito conformismo in cui versa la città. Una città che non viene aiutata a pensare in grande e di conseguenza tende a chiudersi su sé stessa.

    Ci sono invece energie e forze, dalla politica alle istituzioni economiche, che non si rassegnano e che hanno voglia di impegnarsi e di scommettere sul futuro di una città splendida, che amano e vogliono consegnare alle future generazioni ancora migliore rispetto a come l’hanno trovata.

    on. Giampaolo Fogliardi
  • Ritardo nei pagamenti della pubblica amministrazione: rischio per le imprese

    Pubblicato il 4 giugno 2011 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    I crediti delle imprese nei confronti della pubblica amministrazione ammontano a circa 60 miliardi di euro. I tempi della solvibilità dello Stato verso i suoi fornitori nel 2010 si sono allungati fino a 186 giorni lavorativi, cifre distanti dalla media degli altri Paesi dell’Unione Europea.

    Questi ritardi rappresentano un grave problema per le nostre imprese: sono all’origine di un fallimento su quattro e della perdita di 450.000 posti di lavoro all’anno.

    I ritardi compromettono il corretto funzionamento del mercato interno e costringono le piccole imprese a ricorrere a finanziamenti esterni che riducono le loro possibilità di investimento e quindi ne minano la competitività.

    In periodo di recessione economica le conseguenze possono anche essere più gravi a causa della difficoltà di accesso al finanziamento e possono provocare fallimenti di aziende creando un effetto domino lungo la catena di fornitura.

    Spesso la causa dei ritardi dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni sono i vincoli del patto di stabilità.

    Secondo le direttive comunitarie, le pubbliche amministrazioni devono pagare entro 30 giorni lavorativi, che potranno prolungarsi a 60 solo in circostanze eccezionali.

    Per una maggiore tutela delle piccole imprese ho sottoscritto una proposta di legge che verrà presentata a breve e che mira ad istituire un fondo temporaneo di intervento per la liquidità della imprese, con capitale sociale di almeno un miliardo di euro, allo scopo di intervenire tempestivamente a sostegno del sistema produttivo, per superare le difficoltà dei ritardati pagamenti delle pubbliche amministrazioni.

     

  • Stop per un anno agli studi di settore

    Pubblicato il 2 marzo 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Fa piacere che anche Casini porti avanti la proposta che avevo inserito nel “milleproproghe”. Oggi il leader UDC dichiara al Sole 24 Ore  «Gli studi di settore sono stati concepiti in un’epoca di espansione economica, ora bisogna pensare quanto meno a una sospensione di un anno».

    Di seguito la mia proposta del 18 febbraio, ripresa dall’ANSA.

    (ANSA) – ROMA, 18 FEB – ”Al fine di tener conto degli effetti della crisi economica e dei mercati, gli studi di settore non si applichino alle dichiarazioni dei redditi relativi al periodo di imposta 2009”.  E’ la proposta dei deputati Pd Giampaolo Fogliardi e Simonetta Rubinato, presentata con un emendamento al decreto milleproproghe in esame alla Commissione Bilancio della Camera. ”Il decreto del Governo – spiega Fogliardi – pone il 31 marzo 2010 come termine entro il quale gli studi di settore devono essere pubblicati nella Gazzetta Ufficiale. Ma e’ troppo tardi per chi deve chiudere i bilanci e si costringono i professionisti a un tour de force massacrante che non consente di operare bene”.

  • Artigiani in crisi

    Pubblicato il 23 febbraio 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook


    Ieri ho incontrato le associazioni veronesi degli artigiani insieme ai colleghi parlamentari. Il Corriere di Verona riassume così il mio intervento:

    Il deputato del Pd Giampaolo Fogliardi avanza alcune proposte: «Bisogna dare agli enti locali la possibilità di svincolarsi dal patto di stabilità per un anno. I soldi in cassa potranno così essere utilizzati per far partire le opere pubbliche. E bisogna sopprimere per un anno gli studi di settore»

    Qui gli articoli integrali apparsi sulla stampa locale

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