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  • Popolari nel Pd: esclusi dai giochi?

    Pubblicato il 12 aprile 2013 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Un interessante spunto sul ruolo dei popolari nel Pd apparso sul Corriere della Sera di oggi:

    […] Ma il malessere è generalizzato. Anche gli ex ppi sono a disagio: si sentono esclusi dai giochi. Questo spiega il nervosismo di Franceschini, per esempio. Che si è acuito con l’avvicinarsi dell’elezione del Presidente. «Se non ci sarà un cattolico al Colle vuol dire che è finita una stagione», afferma Fioroni. Sì il Quirinale fa fibrillare ancora di più la situazione. Secondo il direttore di Europa Stefano Menichini il Pd si sta avviando alla partita del Colle come la Dc: «Diviso in correnti». E un autorevole esponente di Largo del Nazaremo aggiunge questa chiosa: «Come la Democrazia Cristiana del 92, che elesse Scalfaro e poi esplose».

    Continua a leggere sul sito del Corriere

  • Fioroni a Verona per Michele Bertucco

    Pubblicato il 30 aprile 2012 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    La stampa cittadina parla dell’incontro con l’on. Fioroni e il candidato sindaco Michele Bertucco:

    L’Arena
    II deputato ed ex ministro dell´Istruzione, in città per sostenere Bertucco, traccia i futuri scenari del centrosinistra
    fioroni: «Pd e Terzo Polo alleanza strategica»
    «Moderati e riformisti insieme per cambiare La Lega Nord? È il veleno della democrazia»

    Mettere, anzi, rimettere insieme i moderati di centro con i riformiti di sinistra. È l´unica strada per ottenere una maggioranza in grado di governare il Paese nel dopo Berlusconi e tanto più ora nel dopo Bossi. Giuseppe fioroni, deputato del Pd, ex ministro della Pubblica istruzione, dei cattolici democratici ex Popolari cofondatori del Pd, detta la linea. E lo fa margine dell´incontro a Porta Palio, promosso dal deputato veronese del Pd Giampaolo Fogliardi, per lanciare la candidatura a sindaco di Michele Bertucco.
    Ma come attuare quel progetto politico? «Bisogna fare come il segretario della Dc Aldo Moro 50 anni fa», dice fioroni, «che ebbe il coraggio di aprire ai socialisti. E oggi credo che il Pd e il Terzo Polo, quindi i riformisti e i moderati di centro, possano e anzi debbano mettersi insieme per scrivere la prima pagina di una nuova Repubblica. E le aperture di Pisanu per il Pdl e di Casini per il Terzo Polo mi sembra che vadano in questa direzione». Secondo fioroni non è tempo di esitare «per attuare una scelta di valori e di programmi condivisi». fioroni si ispira ai valori e alla dottrina di Giuseppe Toniolo, l´economista e sociologo trevigiano, scomparso nel 1918 (che oggi viene beatificato e a cui è intitolata la Fondazione Toniolo, nata a Verona) fra i grandi promotori l´attività dei cattolici all´interno della vita politica, sociale ed economica italiana. «Al primo congresso di Zurigo del 1894, sulla questione operaia, con socialisti e sindacalisti cristiani, disse che “marciamo separati, ma con obiettivi comuni, con il primato del lavoro”», ricorda fioroni, «e questa eredità è statata raccolta da Sturzo, Dossetti e da De Gasperi con la Dc, con l´obiettivo di costruire la politica del bene comune. E questa è la nostra identità all´interno del Pd».
    Ma fioroni crede in un Tosi «altra» rispetto alla Lega Nord? «La Lega è il veleno della democrazia, perché è per l´anti-Stato, è contro le politiche della comunità, lavora per dividere e per separare. E Tosi è in quel partito. Credo molto invece nel fatto che noi agli elettori leghisti mossi da giustizia sociale dobbiamo dare certezze e serenità». Secondo Fogliardi, presente con i segretari provinciale del Pd Vincenzo D´Arienzo e con quello cittadino Stefano Vallani, «Bertucco è la ventata d´aria fresca (e pulita) che può far tornare a respirare la nostra città. Le destre litigiose e inconcludenti hanno deluso i veronesi moderati».

    Corriere di Verona
    Fioroni «benedice» il candidato «Ma qui un Terzo Polo suicida»

    VERONA — «Questa Verona che va al voto c’ha due handicap: uno è Tosi, l’altro è la scelta suicida del Terzo Polo». Lo ribadisce con la sua cadenza romana il deputato Pd Giuseppe Fioroni, ex ministro all’Istruzione (dal 2006 al 2008, secondo governo Prodi), ieri in città per sostenere il candidato sindaco del centrosinistra Michele Bertucco.
    «Alfano apre alla Lega? Non è la mia principale preoccupazione – esordisce -. E poi, lo stesso Alfano, dopo il 7 maggio, sarà costretto a mettersi tante di quelle bende e di quei cerotti per le ferite elettorali!». Non mancano stilettate verso il Carroccio: «La Lega Nord, al di là delle vicende giudiziarie, è il veleno di questo sistema democratico – sottolinea l’ex ministro – che continua a vedere nello Stato il male assoluto». Fioroni sollecita il Pd «a liberarsi dall’ossessione di perdere qualche voto a sinistra», diventando autore di una nuova stagione politica («Bossi e Berlusconi sono un libro in soffitta. Sta a noi, ora, rimanere nell’ultima pagina di questo vecchio libro o scrivere la prima pagina di quello nuovo»), mettendosi in gioco.
    La terza frecciata non può, simultaneamente, non suonare ai presenti anche come piccolo rimpianto: «Verona laboratorio politico? Lo sarebbe stato se il Terzo Polo avesse scelto di allearsi con i riformisti del Pd – interviene il deputato -. Hanno perso un’occasione. E’ una pia illusione pensare ad una riforma centrista con questa destra spaccata». Quella fra il Terzo Polo e il Pd è comunque «un’alleanza che ancora può realizzarsi. Ma se Casini pensa di costituire il polo dei moderati, facendo le scelte che ha fatto a Verona, compie una follia».
    Ma Fioroni porta in città soprattutto la sua esperienza politica da cattolico. «Sono passato davanti alla fondazione dedicata a Giuseppe Toniolo, che domenica sarà beatificato – spiega -. Lui, molto meno prete di me, intuì che la politica doveva mettere al primo posto la dignità della persona». Un elemento etico che ora deve tornare centrale, e che forse non doveva mai essere perso. «Berlusconi ha creato degrado politico, ha detto agli elettori di credere in qualcuno e non più in qualcosa – sottolinea Fioroni -. Un qualcuno che, probabilmente, ti ha spesso promesso qualcosa in cambio. Si è affermato un relativismo che ha rimosso la bussola dei valori e che ora dobbiamo combattere. E non vuol dire portare tutti a messa. Ma lavorare insieme sui programmi, mettendoci in gioco, parlando al cuore degli elettori».
    Potrà, dunque, Bertucco intercettare i voti dei cattolici?
    «Un buon sindaco è colui che si occupa dei problemi della gente, non uno che rappresenta una parte – conclude il parlamentare Pd -. E qui la gente capisce che Bertucco è un candidato che può dare tante risposte positive, in tal senso».

  • Bertucco, la scelta dei cattolici democratici

    Pubblicato il 26 aprile 2012 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    Con la visita a Verona di Giuseppe Fioroni (prevista sabato, alle 16.00 a Porta Palio) ribadiamo come cattolici democratici il valore della scelta di cambiamento incarnata da Michele Bertucco.
    Offriamo una prospettiva concreta di rinnovamento, coerente e aperta al dialogo con tutte le forze moderate. Ci poniamo come forza di governo per ridare una prospettiva europea a Verona.
    Le proposte che mettiamo in campo con Michele Bertucco, dall’ambiente, al lavoro, all’assistenza alla persona, alla solidarietà, rispecchiano a pieno i nostri valori di cattolici democratici impegnati in politica.
    La crisi della politica per noi si supera con la coerenza, il rigore, con le proposte di governo serie: Michele Bertucco è la ventata d’aria fresca (e pulita) che può far tornare a respirare la nostra città.
    Le destre litigiose e inconcludenti hanno deluso i veronesi moderati. Hanno trascorso anni a fronteggiarsi in scontri interni e autoreferenziali e per questo siamo convinti che Michele Bertucco sia un ottimo interlocutore per i cittadini delusi dalle strategie e dai continui tattitcismi di chi ha seduto tra i banchi della maggioranza cittadina in questi ultimi anni.
    Bertucco è l’alternativa, il rinnovamento e la serietà. Per questo sarebbe un ottimo sindaco di tutti i veronesi.

  • Dimezzare il rimborso elettorale

    Pubblicato il 22 aprile 2012 giampaolo 2 commenti Condividi su Facebook

    Proponiamo di dimezzare l’importo attualmente erogato a titolo di rimborso elettorale (ovvero 0,50 euro l’anno contro 1 euro di oggi) e proponiamo la ‘commisurazione’ dell’importo non piu’ al numero degli aventi diritto al voto, ma solo ai voti validi ricevuti dalle diverse forze politiche.

    Lasciamo da parte la demagogia della politica “a gratis”, che metterebbe la politica alla mercé di tutte le lobbie, e facciamo una proposta seria ed equilibrata che mantiene il principio del finanziamento pubblico alla politica, ma lo rende compatibile con i sacrifici richiesti ai cittadini, prevedendo controlli molto piu’ severi e spese solo per le iniziative politiche e gli strumenti per realizzarle.

    Proponiamo inoltre che ciascun contribuente possa scegliere se destinare il 4 per mille dell’Irpef alle forze politiche indicandolo nella sua dichiarazione dei redditi, con un tetto massimo a livello nazionale di 30 milioni di euro nel 2013 e, a decorrere dal 2014, di 50 milioni. Rimangono possibili i contributi volontari da parte di persone fisiche, ma dimezzando il valore massimo che si portera’ in detrazione ai fini Irpef. Viene eliminata invece la possibilita’ per le societa’ private di portare in detrazione i finanziamenti versati ai partiti, a cui viene messo comunque un limite annuo di 50.000 euro, mentre e’ vietato ogni finanziamento alle forze politiche da parte di amministrazioni ed enti pubblici o societa’ a partecipazione pubblica.

    Prevediamo l’obbligo che ogni contributo superiore ai 5.000 euro sia dichiarato congiuntamente da parte di chi versa e di chi riceve al ministero dell’Interno. Inoltre sono rafforzate le regole per la pubblicita’ del bilancio, la sua certificazione da parte di società di revisione indicate dalla Consob, nonché per la rendicontazione anche alla Corte dei Conti e le sanzioni per eventuali violazioni.

    Questa è una proposta concreta, sobria ed equilibrata che ci colloca sotto il livello di Francia e Germania: il cittadino premia il proprio partito con mezzo euro votandolo. Se non lo fa, niente: schede bianche, voti nulli e astensionismo non portano un cent. Inoltre, è applicabile fin dalle elezioni del 2013.

    Per fare un esempio, nel 2008 gli aventi diritto al voto alla Camera erano circa 50 milioni, mentre gli elettori che sono andati effettivamente a votare sono stati circa 39 milioni. Sottraendo ai 39 milioni la quota di bianche e nulle, si arriva suppergiù a 35 milioni che moltiplicato 0,5 euro fanno 17,5 milioni.

    La nostra proposta non nega il principio che il costo della politica sia posto anche a carico della finanza pubblica, come accade anche in altri Paesi europei come Germania, Francia, Spagna e Inghilterra, ma mette nelle mani dei cittadini la scelta ed impone una forte stretta alle spese dell’attività dei partiti, all’insegna della sobrietà e in linea con i sacrifici imposti alla collettività. Infatti i rimborsi pubblici potranno essere utilizzati dai partiti solo per finanziare le spese elettorali e le attività di iniziativa politica.

    Scarica testo integrale: ddl finanziamento partiti

  • Sfida a tutti i partiti: primarie regolate per legge

    Pubblicato il 15 luglio 2011 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Il Porcellum probabilmente resterà, purtroppo.

    Quindi lanciamo la sfida a tutti i partiti: i leader vorranno veramente rinunciare al potere di nomina che viene conferito loro dal«Porcellum», accogliendo le primarie?

    Ho sottoscritto una proposta di legge, promossa dall’on. Fioroni,  per la partecipazione de i cittadini alla individuazione dei candidati per Camera, Senato, Presidenza del Consiglio, di Regione, di Provincia, Sindaco e per la democrazia interna dei partiti.

    All’interno della proposta anche un comma che farà discutere: «Non possono essere candidati i cittadini che abbiano compiuto il sessantacinquesimo anno d’età alla data dell’elezione».

    Sarebbe, come le altre,  una norma facoltativa che dovrebbe essere recepita da ogni singolo partito che desideri attuarla, con apposito regolamento approvato a maggioranza dall’assemblea nazionale del partito stesso. In mancanza di recepimento della norma, la stessa non si applica al partito che non l’ha recepita .

    Tenere l’albo degli elettori sarebbe compito dei Comuni, perché, dice Fioroni, ”io mi fido piu’ del responsabile dell’anagrafe comunale che non di un funzionario di partito”.

    Leggi il testo della proposta

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  • Giuseppe Fioroni alla Festa democratica di Verona Est

    Pubblicato il 31 maggio 2011 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Dall’1 al 6 giugno appuntamento al Castello di Montorio per la Festa democratica organizzata dalle circoscrizioni dei Verona Est.

    Venerdì 3 giugno alle 18.30 appuntamento con l’on. Giuseppe Fioroni, già Ministro della Pubblica Istruzione ed attuale responsabile welfare del Partito democratico.

    A questo link il programma integrale della festa, che vede ospiti anche Flavio Zanonato, Andrea Orlando e Vincenzo De Luca.

  • Testamento biologico, libertà di coscienza

    Pubblicato il 27 aprile 2011 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    Insieme ad altri 16 deputati non ho partecipato al voto sulle pregiudiziali di costituzionalità sul biotestamento. Una era stata presentata dai deputati di area radicale, l’altra dall’Idv.

    Sul tema rivendichiamo piena libertà di coscienza. Per noi la vita non è un bene negoziabile, non è come un appartamento cui puoi rinunciare . La nostra posizione è stata ben riassunta dall’on. Fioroni, che in una intervista a La Repubblica ha dichiarato:  “Questa legge ha molti punti da cambiare, ci sono duemila emendamenti da discutere e non so cosa deciderò alla fine. Ma al mio partito ho detto che scegierò in libertà di coscienza”.

    Entrando nel merito del provvedimento Fioroni ha ribadito: “da lucido ho il diritto di rifiutare le cure, ma per avere un consenso informato bisogna avere un’informazione completa. Se si estende il tutto a chi è privo di coscienza, la persona rischia di decidere in anticipo su malattie e terapie che non conosce. Sono convinto che era meglio nessuna legge su un tema così personale, perchè ogni malato ha una storia a sè e non si può burocratizzare tutto”.

    Inoltre, con la collega Pedoto, mi sono schierato contro l’anticipazione della discussione del ddl nell’ordine del giorno dei lavori della Camera perché il governo ha messo in piena emergenza economica il Paese prima con il fallimento delle politiche industriali, quindi non mettendo in campo politiche di crescita.  In giorni in cui la Camera deve affrontare il caso Parmalat, il Def e il decreto sulle società, anticipare il ddl e’ soltanto strumentale e dannoso.

     

  • Con l’on. Fioroni a Verona

    Pubblicato il 28 marzo 2011 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    La visita in Veneto dell’on. Fioroni sulla stampa regionale: LArena, Il Corriere di Verona, Il Mattino di Padova.

    L’Arena

    L’ex ministro della Pubblica istruzione di Prodi rilancia con il deputato Fogliardi la componente centrista.
    Cena veronese per recuperare «transfughi».
    Fioroni scuote il Pd: «Subito svolta e cambio dei vertici»
    Gli ex Popolari chiedono spazio rispetto agli ex Ds «Nemmeno nel Pcus si usavano certi metodi».
    L’«arido vero», di leopardiana memoria è che «in Veneto il Pd ha perso metà voti». Giuseppe fioroni è ex ministro della Pubblica istruzione, consapevole quindi della forza della tradizione letteraria, ma è prima di tutto medico, oltre che deputato del Pd. Quindi ritiene di avere titolo per prescrivere una cura, al suo partito. E lo fa da dentro il Pd, ma anche da dentro la componente cattolica centrista degli ex Popolari, poi Margherita, che non hanno intenzione di staccarsi dal Pd — come hanno fatto numerosi amministratori locali — ma nemmeno vogliono accettare una subalternità alla componente di sinistra ex Ds, come quella del segretario nazionale Pierluigi Bersani.
    «Io non me ne voglio andare dal Pd», spiega fioroni, ieri in città per incontrare i Popolari Democratici del Pd insieme al deputato veronese Giampaolo Fogliardi, al residence San Zeno, «ma voglio lavorare per cambiare il Pd, che però deve cambiare rotta. Come? Non dobbiamo più essere percepiti come il partito della spesa pubblica ma dobbiamo batterci per ridurre il debito pubblico». Quale strategia, allora? «Far dimagrire lo Stato», spiega, «ma al tempo stesso dobbiamo rappresentare anche gli interessi degli artigiani e dei piccoli imprenditori». Per fioroni però serve pure «un cambio di vertici. Berlusconi nel 2013 non si ricandiderà più e noi non potremo essere guidati ancora da chi lo ha fatto prima che venisse Berlusconi». Un chiaro segnale, che si aggiunge alla stoccata all’ala ex Ds della commissione di garanzia provinciale del Pd che ha convocato un’iscritta del Pd organizzatrice ieri sera a Castelnuovo di un dibattito a nome del movimento civico La Strada, con fioroni e altri relatori, sul tema della scuola. «Neanche nel Pcus si sarebbe fatta una cosa del genere verso un’iscritta che vuole ampliare il dibattito culturale». Intanto, Fogliardi e fioroni hanno cenato ieri con un gruppo di centristi fuoriusciti dal Pd. Missione: riportarli a casa.

  • Democratici, fuori dal novecento

    Pubblicato il 25 gennaio 2011 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Ritorno da Torino carico di entusiasmo.

    Ho respirato il clima dei momenti speciali: la fase che stiamo attraversando è difficile, ma noi democratici dobbiamo tracciare il cammino per rimettere in marcia il Paese ed essere perno dell’alternativa al premier.  Per questo, la convention organizzata dal Movimento democratico fondato da Veltroni, Fioroni e Gentiloni, è stata molto di più di un semplice  incontro del movimento stesso.
    Vletroni ha parlato da da leader, con tanta passione, ma senza mai mettere in discussione il senso di unità del Pd. Ha guardato al futuro, ha posto il cambiamento come motore della nostra azione, ha disegnato una prospettiva, affascinante e allo stesso tempo concreta.
    Bersani, nel suo intervento ha aggiunto: «vedo un partito pronto alla battaglia»; proprio quello che noi vogliamo: la battaglia per il cambiamento.

    Nel nostro partito, come ha ricordato Michele Salvati, c’è adesso una linea liberaldemocratica, non neoliberista, che si offre all’intero partito come proposta più efficace per tornare a conquistare consensi perduti o mai conquistati.

    Questo è il senso del Lingotto due, che unito al rilancio delle primarie ha restituito al Pd centralità nel dibattito politico.

    Tre punti centrali nel dibattito di Movimento democratico:

    Primo: liberarci dalla tentazione di opporre al populismo berlusconiano un altro populismo, uguale e contrario. Il populismo di destra non si batte col populismo di sinistra, ma con il riformismo, con la costruzione delle condizioni necessarie a dare nuova forma alla convivenza civile.

    Secondo: affrancarci dall’illusione frontista, dal costruire schieramenti eterogenei, accomunati solo dall’essere ”contro” l’ avversario, ma incapaci di reggere la prova del governo perché non si vince senza una credibile proposta di governo e non si governa senza coesione politica e programmatica.

    Terzo: il coraggio dell’innovazione. Il nostro motto non può essere “difendere”, ma “cambiare”.
    Il Lingotto ha rappresentato un momento positivo per il Partito democratico e mi ha fatto grande piacere che fosse presente tutto il gruppo dirigente, dal  segretario Pier Luigi Bersani al  capogruppo alla Camera Dario Franceschini.
    Voglio ricordare anche la nutrita delegazione veneta a Torino, molti hanno dovuto seguire gli interventi dal maxischermo nella seconda sala tanta era l’affluenza, ma sono sicuro che gli spunti della giornata abbiano dato vigore a tutti i presenti perché, come ha scritto Eugenio Scalfari su Repubblica, «Veltroni possiede un “in più” che nessuno degli altri ha: è capace di evocare un sogno. Non il sogno dell’utopia, ma quello che emerge dalla realtà».
    Ha chiuso i lavori Giuseppe Fioroni ricordando giustamente come Il berlusconismo sia stato il diserbante di ogni riferimento etico in questi venti anni. Per questo Fioroni ha chiesto di di mettere l’emergenza di valori ed educativa al primo posto degli impegni per il Pd. E’un punto fondamentale per ricostruire il Paese e sollevarlo dal degrado morale e materiale in cui il premier lo ha trascinato.

    Scarica il discorso integrale di Veltroni

  • Sabato 22 gennaio. Lingotto. Torino

    Pubblicato il 19 gennaio 2011 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook
    Sabato 22 gennaio ci attende a Torino una grande giornata.

    “Fuori dal Novecento. Giusta, aperta, forte: viva l’Italia”.

    Sarà questo il titolo della manifestazione che Movimento democratico organizzerà a nella Sala Gialla del Lingotto.

    L’iniziativa verrà aperta alle dieci e mezza dalla relazione di Walter Veltroni e proseguirà fino alle quattro di pomeriggio con gli interventi, tra gli altri, di Paolo Gentiloni, Beppe Fioroni, Sergio Chiamparino, Gary Hart, Anthony Giddens.

    Sarà una occasione per mettere al centro del dibattito politico l’Italia e le sue prospettive. Questo è un grande paese che ha le forze e le idee per guardare con speranza e fiducia al futuro. Movimento democratico vuole farlo sottolineando l’orgoglio e l’identita’ riformista del Pd.

    Il Pd deve puntare su un proprio progetto di innovazione più che sulla politica della tattica e delle alleanze.

    Vogliamo costruire il dopo Berlusconi e proporre al Paese una grande alternativa riformista, come in tutte le democrazie europee. Senza un grande partito riformista il rischio è di dover rincorrere alleanze molto difficili da realizzare.

    Al Lingotto cercheremo di rilanciare la sfida di un’innovazione che possa affermare l’orgoglio del Pd e la sua centralità.

    E’importante una grande partecipazione anche da Verona! Già molti amici hanno aderito.

    Per tutti gli aspetti organizzativi contattare la mia segreteria al 3351829749. Stiamo organizzando della auto che partiranno sabato mattina alla volta di Torino.