Solo un altro blog targato WordPress
Icona RSS facebook
  • Popolari nel Pd: esclusi dai giochi?

    Pubblicato il 12 aprile 2013 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Un interessante spunto sul ruolo dei popolari nel Pd apparso sul Corriere della Sera di oggi:

    […] Ma il malessere è generalizzato. Anche gli ex ppi sono a disagio: si sentono esclusi dai giochi. Questo spiega il nervosismo di Franceschini, per esempio. Che si è acuito con l’avvicinarsi dell’elezione del Presidente. «Se non ci sarà un cattolico al Colle vuol dire che è finita una stagione», afferma Fioroni. Sì il Quirinale fa fibrillare ancora di più la situazione. Secondo il direttore di Europa Stefano Menichini il Pd si sta avviando alla partita del Colle come la Dc: «Diviso in correnti». E un autorevole esponente di Largo del Nazaremo aggiunge questa chiosa: «Come la Democrazia Cristiana del 92, che elesse Scalfaro e poi esplose».

    Continua a leggere sul sito del Corriere

  • Gelmini, la riforma passa al Senato

    Pubblicato il 3 dicembre 2010 giampaolo 3 commenti Condividi su Facebook

    Nonostante la nostra dura opposizione Il disegno di legge Gelmini è stato approvato dalla Camera.

    Ora, per diventare legge, deve tornare al Senato.

    Anche in quell’aula tenteranno di soffocare la discussione parlamentare.

    Il gruppo parlamentare del Partito democratico ha lottato compatto ed ha avanzato le sue proposte per una vera riforma.

    L’impegno di tutti i deputati è riassunto nel discorso del capogruppo Dario Franceschini per la dichiarazione di voto contrario in diretta televisiva.

    E’giunto forte il grido di dolore dei giovani, degli studenti e dei ricercatori. Le ragioni dell’università sono diventate più chiare di fronte all’opinione pubblica.

    Leggi l’intervento del Capogruppo Dario Franceschini

  • Riforma Gelmini, ci opporremo con forza

    Pubblicato il 23 novembre 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Tantissimi cittadini preoccupati per questa sciagurata riforma  ci stanno scrivendo. Il nostro capogruppo alla Camera, Dario Franceschini, risponde a nome di tutti noi.

    Ci stiamo battendo in aula contro il ddl Gelmini

    Caro

    comprendiamo e condividiamo le sue preoccupazioni e il suo dissenso verso il provvedimento del Governo sull’Università.

    Confermiamo la nostra netta contrarietà al ddl Gelmini perché si tratta di una legge iniqua, centralista, affetta da ipernormativismo, inadeguata a valorizzare la maturità scientifica e didattica del personale docente e dei ricercatori, di ruolo e precari.

    Noi siamo contrari perché stiamo dalla parte dell’Università pubblica, di coloro che vogliono esserci come studenti ma non ne hanno i mezzi, di chi è ricco di competenze e talento ma viene invece sfruttato come precario privo di prospettive e spinto a lasciare il Paese per l’estero, di chi é già nei ruoli dell’Università ma alla sua progressione di carriera si preferisce lo sfruttamento gratuito delle sue capacità didattiche.

    Il Gruppo del Pd alla Camera si é opposto in ogni modo alla calendarizzazione affrettata di questo provvedimento dannoso, che interviene solo fittiziamente sui problemi dei nostri atenei. Per la discussione in Aula  il gruppo PD ha deciso di nominare un relatore di minoranza, come è consuetudine fare per i provvedimenti di particolare rilevanza politica, e i deputati presenteranno i nostri emendamenti, perchè riformare l’Università è necessario e lo si può fare attuando i principi dell’autonomia responsabile basata sulla valutazione, del diritto allo studio e delle pari opportunità, delle valorizzazione della maturità scientifica e didattica di chi già opera nel sistema e di chi vi aspira ad entrarvi perchè ha titoli e talento, dell’investimento di risorse adeguate e in linea con i parametri OCSE.

    Prosegui la lettura »

  • Visita all’Aquila: città paralizzata e senza speranza

    Pubblicato il 29 luglio 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook


    Martedì, dopo che il Governo ha posto l’ennesimo voto di ficucia, insieme ad altri 150 deputati del Pd sono andato in visita all’Aquila. E’ancora una città morta, sulla quale si sono spenti i riflettori. Era metà pomeriggio, ma tutto era fermo, nessun cantiere all’opera,  cani randagi in giro.

    Ho scattato qualche foto, come potete vedere, per testimoniare la gravità della situazione.

    Bisognava discutere di una legge speciale per L’Aquila, prevedere  una tassa di scopo per la ricostruzione. Ma nessuno ha potuto proporre nulla nella manovra economica. Ancora una volta il parlamento è stato scavalcato.

    Passeggiando per lo scheletro di quello che era il capoluogo abruzzese ho fatto delle riflessioni con l’amico e collega Pierluigi Castagnetti che oggi è interevnuto su Europa con un articolo molto interessante.  Ne consiglio a tutti la lettura

    L’Aquila e il silenzio Rai
    Rimuovere una colossale rimozione: questa la sfida raccolta dai 150 deputati del Pd che due giorni fa, insieme a Bersani e Franceschini, hanno visitato il centro storico dell’Aquila.
    Dell’Aquila non si parla più infatti, non si vede più un’immagine, non c’è alcuna traccia di impegno nella manovra finanziaria che sarà approvata proprio oggi alla Camera.
    Eppure L’Aquila, quindici mesi dopo il terremoto, è lì, paralizzata, senza vita e senza speranza. Prigioniera di una selva di decine o centinaia di migliaia di ferrotubi “Marcegaglia”, con macerie nascoste (come nel caso del palazzo del governo, in cui sono state semplicemente spostate dalla strada al cortile interno), con serrande e finestre chiuse come erano alle 3,32 di quella terribile notte, i fiori seccati nei vasi sui terrazzi, oltre 10mila attività commerciali e terziarie che animavano il centro storico morte, definitivamente morte, 15mila edifici gravemente danneggiati, 90 ettari della zona rossa off-limits per il pericolo crolli. Perché è bene sapere che L’Aquila era e viveva nel e del centro storico. Il centro storico non era semplicemente un quartiere, era il cuore della città e della provincia e quando il cuore si ferma tutto il corpo muore. E negli occhi dei pochi giovani e vecchi che vivono altrove e continuano a vegliare la loro città si legge la assenza di speranza, si legge la disperazione che «con qualche ragione» come ha detto Bersani, è stata urlata in faccia anche a noi non certo malcapitati, ma intenzionalmente capitati lì, a raccogliere rabbia e suggerimenti.
    Prosegui la lettura »

  • La nostra sfida al Governo: 6 proposte di liberalizzazione a costo zero

    Pubblicato il 18 giugno 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook
    Mentre il Governo naviga a vista, il Partito democratico propone delle misure concrete  per ridare slancio al Paese.
    A costo zero!
    Ora i signori della maggioranza  non ci vengano a dire “non c’è la copertura finanziaria” e ci rispondano nel merito.
    Meno barriere di accesso alle professioni, più concorrenza nei servizi, autorità realmente indipendenti, liberalizzazione della vendita di tutti i medicinali a carico dei cittadini, abolizione della clausola di massimo scoperto e di altre commissioni analoghe nei conto correnti bancari, separazione proprietaria rete trasporto gas e avvio immediato delle attività produttive con autocertificazione.
    Una ricetta semplice  e concreta (non c’è bisogno di inutili “ritocchi” alla costituzione) per modificare la manovra finanziaria senza alcun onere per lo Stato, con l’effetto immediato di risparmiare svariati miliardi di euro.
    I dettagli della proposta in questo documento: Liberalizzazioni.pdf
    Questa è la risposat ad una manovra fatta di tagli indiscriminati, senza riforme strutturali e fortemente centralista mentre si propaganda a gran voce il federalismo fiscale che è ancora una scatola vuota.
    La sfida del Pd al Governo è lanciata.
  • Un serio federalismo fa parte delle nostre aspirazioni

    Pubblicato il 21 maggio 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook
    Ci siamo astenuti sul primo decreto attuativo del federalismo fiscale. L’opposizione ha contribuito al miglioramento dei testi durante l’iter parlamentare, anche se restano dei punti che non ci convincono e per questo non abbiamo votato a favore.
    Un serio federalismo fa parte delle nostre aspirazioni: la riforma del Titolo Quinto della nostra Costituzione in senso federalista è stata una scelta del centro sinistra, nel 2001, ed è stata confermata, con un referendum, da tutti gli italiani.
    Il federalismo demaniale è il primo dei decreti attuativi che dovremo valutare nei prossimi mesi e non vogliamo chiuderci in maniera preconcetta al dialogo su una riforma così delicata per il Paese.
    Valuteremo caso per caso i singoli decreti. Vigileremo e certamente non daremo carta bianca ad un Governo che è federalista a parole, ma ha dimostrato, anche con l’avvallo della Lega, una tendenza accentratrice: impossibilità per i Comuni di avviare opere pubbliche a causa della rigida interpretazione del patto di stabilità interno, taglio dell’Ici, interventi autoritari sui servizi pubblici locali, Spa che svolgono funzioni fin qui pubbliche (Protezione civile), saccheggio dei Fas (Fondi aree sottoutilizzate).
    Per questo, come ha ribadito in nostro capogruppo Dario Franceschini, Su scelte che riguardano il futuro assetto della Repubblica e che avranno effetti sulle prossime generazioni , un grande partito riformista non può sottrarsi al dovere di migliorare i testi.
    Non potevamo permetterci una sterile opposizione lasciando che la maggioranza approvasse da sola il testo iniziale con le sue opacità e distorsioni.
  • Pd sia il partito del terzo millennio. Appunti dall’incontro di Area democratica

    Pubblicato il 11 maggio 2010 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook
    Care democratiche e cari democratici,
    torno dall’incontro di Area democratica di Cortona rivitalizzato.
    Entusiasmo e orgoglio di appartenenza al Pd sono la linfa di Area democratica.
    Innovazione: la parola chiave dei tre giorni. E’ciò che chiediamo. Ciò che pretendiamo. La ragion d’essere del Pd.
    C’è bisogno, ora più che mai, di un progetto politico nuovo, adatto al terzo millennio.
    La crisi finanziaria, la crisi politica dell’Europa, gli scandali italiani, il travaglio del mondo cattolico, le difficoltà delle famiglie, richiedono risposte adeguate e coraggiose. Risposte del terzo millennio ai problemi del terzo millennio.
    Guai a rifugiarsi nella memoria di quello che eravamo, guai a porsi come fotocopia di altri.
    Noi non siamo nati solo per difendere l’esistente, ma per riformare il Paese, e su questa linea dobbiamo continuare, come ha ricordato Franceschini. Non basta rifarsi ad una identità confortevole, ma destinata al declino. Il Pd sia laboratorio. Idee giovani, ma non solo d’anagrafe. Niente giovanilismo, ma avanti per merito; diamo l’esempio per primi in casa nostra.
    Riguardo al Partito: Bersani non getti al vento l’esperienza delle primarie, non crei un partito di funzionari. Questa è la direzione verso cui stanno procedendo per l’Assemblea nazionale del 22 maggio. E non la condivido per niente.
    Al centro mettiamo i temi concreti, non solo astratti schemi politici “alla francese” o “alla tedesca”, fondamentali sì, ma che rischiano di farci apparire come il partito dell’accademia.
    «La Lega intercetta l’agenda  dell’opinione pubblica, problemi che il centro sinistra non sa intercettare» ha detto il prof. Feltrin, difficile dargli torto.
    Il lavoro: serve una riforma. Bisogna semplificare e rendere il sistema più giusto. Non è possibile che i contratti flessibili siano meno costosi dei contratti stabili, come ha ricordato Cesare Damiano. Discutiamo pure del contratto unico. Ma il “partito del lavoro” del terzo millennio non è quello di un tempo, tantomeno al nord: dobbiamo parlare anche al mondo degli artigiani, dei commercianti, delle piccole imprese, non mostrargli semplice “simpatia”. Fioroni su questo punto è stato incisivo e sottoscrivo anche la sua fermezza sulla scuola: «impedire che la scuola da opportunità diventi privilegio» e sulla riforma del fisco «semplice e chiara, che coinvolga anche artigiani e piccole imprese»
    Riprendiamoci lo spirito originario del Lingotto, la nostra identità si deve definire sui temi, non sui tatticismi e le alchimie.
    «La mozione Bersani era fondata sull’alleanza con l’Udc – ha detto Veltroni – ma l’Udc ha  perso consensi laddove si è alleato con il Pd». Perchè, ha proseguito l’ex segretario, «se a fronte della frantumazione del centrodestra noi proponiamo la costituzione di una coalizione puramente antiberlusconiana sbagliamo di nuovo. Dobbiamo avere il coraggio di un respiro lungo, di un pensiero lungo, come avrebbe detto Enrico Berlinguer».
    Ed è proprio la voglia di politica che ha animato l’incontro di Cortona. Al bando i tatticismi, le operazioni di piccolo cabotaggio; noi vogliamo fare politica, superare gli steccati ed avere una identità forte per proporci in modo credibile alla guida del paese. Per questo combatteremo, perché come diceva Aldo Moro: «Questo Paese non si salverà, la stagione dei diritti e della libertà si rivelerà effimera, se non nascerà in noi un nuovo senso del dovere».
  • Incontro Nazionale Area democratica. Cortona, 7-9 maggio

    Pubblicato il 27 aprile 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Care democratiche e cari democratici, dal 7 al 9 maggio si terrà a Cortona l’incontro nazionale  di Area democratica. Tutti i principali esponenti dell’Area saranno presenti oltre ad ospiti di grande fama. Sarà un momento importantissimo per capire l’evolversi della situazione politica. Per chi fosse interessato a partecipare allego una nota logistica:  Nota Logistica Cortona Adem

    Il quotidiano Europa parla dell’incontro in questo articolo:

    Cortona 2 e un nuovo sito, AreaDem si attrezza in difesa del bipolarismo

    Assemblea della minoranza dal 7 al 9 maggio su riforme e welfare. Presto la rivista on line

    La minoranza del Pd sta mettendo a punto il proprio secondo incontro nazionale, che si svolgerà a Cortona, nel centro convegni sant’Agostino, dal 7 al 9 maggio prossimi. A quasi cinque mesi dal primo appuntamento, Area democratica torna in Val di Chiana per dare prova di compattezza e raccogliere le idee in vista dell’assemblea programmatica del partito (prevista per il 22).
    L’obiettivo di AreaDem resta quello di preservare il bipolarismo. Per questo, i componenti della minoranza continuano ad appellarsi al segretario per evitare di inseguire le eventuali defezioni dal Pdl.
    «Non bisogna trascinare Fini in scenari confusi – ammonisce Franceschini – prendiamo atto che è un nostro avversario, un uomo di destra». Gli fa eco Marina Sereni: «In questo momento nel centrodestra c’è uno scontro politico e noi dobbiamo rispettarlo, non partecipare».

    Prosegui la lettura »

  • Protezione Civile Spa, vittoria delle opposizioni

    Pubblicato il 25 febbraio 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Editoriale di Dario Franceschini sulla Newsletter dei deputati Pd

    Sul decreto Protezione civile il Partito democratico, insieme alle altre forze di opposizione, ha ottenuto una vittoria molto importante. Maggioranza e governo hanno dovuto fare più passi indietro. Prima hanno dovuto rinunciare alla creazione della Protezione civile Spa. Poi accettare di misurarsi in aula sui contenuti delle norme, approvando alcune nostre fondamentali proposte: è stato cancellato lo scudo giudiziario per la gestione delle emergenze in Campania ed è stata accolta una modifica che ha ristabilito l’autonomia del ministero dei Beni culturali dal dipartimento della Protezione civile. Abbiamo dimostrato che l’unità delle forze che si oppongono al governo Berlusconi può portare a risultati significativi.
    Il nostro voto finale al decreto è stato comunque contrario perché non si fa distinzione fra calamità naturali e grandi eventi. Una soluzione insensata che serve solo a sfuggire regole e controlli.
    Anche questa settimana, infine, abbiamo battuto tre volte il governo in aula su ordini del giorno per una maggiore trasparenza sull’emergenza carceri.

    Scarica la Newsletter

  • Una vittoria di tutto il Pd

    Pubblicato il 27 ottobre 2009 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Queste primarie sono state un’ esperienza straordinaria e una grande prova di democrazia. Non è il momento della delusione perché il nostro contributo è stato fondamentale per l’esistenza stessa del progetto. Dario Franceschini ha preso in mano il partito nel momento più difficile e lo ha condotto, insieme a tutti noi, ad un grande risultato, che va ben oltre la semplice sopravvivenza. Chi, solo 6 mesi fa, avrebbe immaginato una simile mobilitazione?
    Ora è il turno di Pierluigi Bersani, al quale facciamo i migliori auguri di buon lavoro.

    Abbiamo portato avanti in questi mesi una prospettiva politica e culturale di grande valore nella quale si è riconosciuto più un terzo del nostro elettorato. Ora abbiamo il dovere di continuare a dare il nostro contributo al Partito democratico, perché le nostre idee lo arricchiscano e contribuiscano a creare un serio e moderno profilo riformista.

    Non eravamo un cartello elettorale: ci siamo incontrati nei circoli, abbiamo discusso nelle riunioni, lavorato sul web, abbiamo votato, abbiamo convinto tanti amici a sostenere il nostro progetto. Per questo, nonostante la mancata affermazione, la nostra voglia di fare politica è tanta; quello che si è messo in moto in queste primarie deve essere l’inizio di un nuovo cammino perchè il Pd ha bisogno del nostro contributo e dovremo continuare ad elaborare una proposta politica, con serietà e assoulta lealtà nel partito.

    In questi giorni stiamo tutti leggendo i risultati e riflettendo ancora a caldo sull’esito delle primarie; quanto prima, però, dovremo trovarci a discuterne tutti insieme per valutare come impostare il nostro percorso e continuare, sempre più determinati, a fare politica. Politica con la P maiuscola, fatta di contenuti, approfondimento, proposta culturale su tutti i grandi temi che il Paese dovrà affrontare: economia, lavoro, riforme, welfare, scuola…Noi vogliamo che il Pd diventi un autentica alternativa di Governo e lavoreremo per questo obiettivo.

    Quindi, grazie di cuore a tutti quelli che hanno condiviso questa avventura, non è stata una sconfitta, ma una vittoria di tutto il Pd.
    Non disperdiamo le nostre energie, continuiamo a lavorare insieme per il bene del Pd e del Paese.