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  • I gioielli del Garda: Malcesine

    Pubblicato il 18 aprile 2014 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Che il Lago di Garda fosse meraviglioso già lo sapevamo. Tuttavia fa sempre piacere quando anche sulla stampa viene celebrata la bellezza del Benaco.
    Secondo la società tedesca di mediazione turistica Atraveo, Malcesine sarebbe per il 2014 la miglior località turistica italiana.

    La società da alcuni anni raccoglie le recensioni dei clienti.Oltre che sulla casa vacanza i clienti hanno la facoltà di rilasciare la loro recensione e relativo punteggio, anche sulla località scelta. Le recensioni vengono analizzate una volta all’anno e permettono quindi di assegnare il premio alla località che ha ottenuto il punteggio più alto.

    Una ulteriore conferma del grande potenziale che ha il nostro meraviglioso territorio: il Garda deve essere sempre di più un marchio conosciuto nel mondo e per questo deve svilupparsi nell’ottica “regione del Garda”.

    Sul sito del comune di Malcesine alcune informazioni sulla società tedesca.

    Atraveo è un’importante società tedesca che affitta case vacanza tramite Internet www.atraveo.it Dispone di oltre 250.000 case vacanza in Europa e in tutto il mondo.
    Opera a livello internazionale con il proprio marchio così come in cooperazione con alcuni dei più importanti portali di viaggi — e gestisce un servizio clienti in dieci diverse lingue.
    Atraveo GmbH ha sede a Düsseldorf ed appartiene all’importantissimo gruppo tedesco TUI Travel plc, uno dei più grandi tour operators a livello mondiale.

  • Catullo sia perno del Garda, non succursale di Venezia

    Pubblicato il 28 marzo 2014 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    Sono da sempre scettico sull’alleanza con Venezia per il nostro aeroporto. Prendo atto delle scelte della dirigenza, so che era un momento di crisi, ma mi auguro allo stesso tempo che il Catullo rimanga il perno della macro-area del Garda e non diventi una succursale di Venezia.
    Per forza di cose, pur essendo il nostro aereoporto in Veneto, è collocato in una area strategica che si trova al crocevia tra tre regioni; un territorio con una vocazione unica, quella che definiamo la Regione del Garda.
    Ad esempio siamo molto legati, sia per la produzione industriale che per il turismo, all’area germanica e all’Europa continentale; saranno le priorità di chi ragiona in chiave adriatica?

    Non entro qui nel merito delle scelte del management, sono sicuro che sia chiaro il ruolo della nostra area, però, se certe decisioni strategiche dovessero essere prese a Venezia, è importante che chi tutela i nostri interessi vigili costantemente.
    Per il Garda il rapporto con l’estero è fondamentale e, nonostante la grande tradizione e la buona affluenza turistica, sono certo che ci siano ancora margini di miglioramento. Per questo un aeroporto “del Garda” è fondamentale.

    Auguro al Catullo di risollevarsi e spero che gli investimenti producano uno scalo finalmente efficiente e dinamico, il che avrebbe anche delle positive ricadute occupazionali. Quello che conta è non perdere di vista il proprio ruolo come perno del Garda e non secondo scalo veneziano.

  • Venezia renda i tre milioni che deve al Garda

    Pubblicato il 21 marzo 2014 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Stato e Regione stanno abbandonando il nostro lago.

    Questa settimana lo schiaffo al Garda arriva da Venezia.
    La regione deve ai nostri comuni ben tre milioni di euro derivanti dalle concessioni extraportuali.
    Purtroppo le concessioni demaniali in Veneto sono regolate in maniera differente tra il lago e il mare. I comuni dell’Adriatico incassano i canoni demaniali e poi trasferisocno il 40% alla regione; al contrario, sul Garda, è la regione che incassa direttamente la totalità delle concessioni extraportuali e trasferisce, o meglio, dovrebbe trasferire, il 50% degli incassi ai comuni.

    Purtroppo sono tre anni che i comuni della nostra riviera attendono la somma dovuta, che ormai ha superato i tre milioni di euro. Quindi non rimane che la messa in mora della Regione e l’intervento della Corte dei Conti. Questi fondi devono arrivare per chiudere i bilanci dei nostri comuni: sono fondi attesi da anni e ci spettano.

    Dopo il danno della chiusura della Squadra Nautica di Peschiera da parte dello Stato, giunge la beffa della Regione che si tiene i soldi del Garda. Cosa sta succedendo?
    È chiaro che manca una forte rappresentanza politica perché non siamo tenuti in considerazione né da Roma, né da Venezia; eppure rappresentiamo una zona dinamica, produttiva e siamo il biglietto da visita del Paese per milioni e milioni di turisti. Abbiamo bisogno di quei fondi per mantenere la zona del lago al livello che merita e al livello che la ha fatta conoscere e apprezzare nel mondo. Questa situazione non è più tollerabile.

    Non possiamo accettare questa disparità di trattamento con i comuni marittimi.
    La settimana scorsa il Consiglio regionale ha bocciato l’emendamento presentato da Stefano Valdegamberi per parificare l’incasso delle concessioni demaniali tra i Comuni del Lago di Garda e quelli del mare Adriatico veneto.
    Putroppo alcuni consiglieri della zona erano assenti e altri hanno votato contro.

    (Mancavano infatti Davide Bendinelli (già sindaco di Garda…) Andrea Bassi e Giancarlo Conta, Remo Sernagiotto, Maurizio Conte, Renato Chisso, Marino Zorzato. Hanno espresso voto contrario Roberto Ciambetti, Marino Finozzi, Franco Manzato, Daniele Stival, Marialuisa Coppola, Elena Donazzan e Massimo Giorgetti).

  • Squadra Nautica di Peschiera, scelta assurda

    Pubblicato il 10 marzo 2014 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    È prevista la soppressione di tutte le squadre nautiche della Polizia: per la nostra provincia significa chiudere la Squadra Nautica di Peschiera del Garda, all’interno della quale operano otto agenti.
    Sarebbe un duro colpo per il territorio del Garda, che durante il periodo estivo conta milioni di presenze; la situazione è ancora più grave perché è prevista anche chiusura della Polizia Nautica di Riva del Garda. A presidiare la superficie del più grande lago italiano rimarrebbero solamente, sulla sponda bresciana, la Guardia Costiera e la Guardia di Finanza di Salò.
    È tollerabile tutto ciò?
    La scelta di eliminare la Squadra di Peschiera è assurda, vista la grandezza del lago, il numero di presenze e l’indotto che genera nell’economia di tutta l’area. Bisogna considerare che le moto d’acqua sono state acquistate dai comuni e che le infrastrutture sono concesse in comodato gratuito dal Comune di Peschiera del Garda, così come gratuito è l’ormeggio delle imbarcazioni.
    Il risparmio sarebbe dunque minimo, ma il rischio di danneggiare l’area del Garda molto grande: non garantiremmo la sicurezza di milioni di turisti per un risparmio irrisorio! È una politica suicida, frutto di ragionamenti burocratici che non tengono minimamente conto delle specificità dell’area del Benaco e della sua importanza.
    Tutte le forze politiche, sociali e tutte le associazioni che operano nell’interesse del Garda devono mobilitarsi contro questa decisione assurda e autolesionista. Lo stato Italiano non può abbandonare il bacino del Garda a se stesso. È uno dei primi biglietti da visita della penisola per i tanti turisti stranieri che scendono dall’Europa continentale e settentrionale ogni anno e non può rimanere senza alcun controllo.

  • Lago di Garda d’inverno

    Pubblicato il 17 gennaio 2014 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Ieri un articolo del Corriere di Verona ha riacceso i riflettori sulle chiusure invernali nella zona del Garda. In parte è naturale un calo dei visitatori, tuttavia sono convinto che attraverso politiche mirate si possa stimolare il turismo anche quando le temperature si abbassano.
    Non abbiamo inverni così rigidi, possiamo offrire escursioni in montagna partendo dal Lago, basta pensare alla funivia di Malcesine. Si può incentivare il turismo congressuale o prevedere delle iniziative di qualità anche dopo il Natale. La crisi di certo non aiuta, però il lago ha molto da offrire anche d’inverno. È un peccato sentir parlare di “coprifuco” per questa stagione.

    Il «coprifuoco» invernale dei negozi sul lago di Garda «La crisi spinge a chiudere»
    VERONA — Centri storici dei paesi rivieraschi del lago di Garda «chiusi per ferie». Già dal giorno dopo l’Epifania, circa l’80 per cento dei pubblici esercizi e dei negozi hanno sospeso l’attività fino a primavera. Tutti gli inverni lo stesso scenario: serrande abbassate e vetrine oscurate, campeggiano solo i cartelli con scritto «si riapre a marzo». E i centri si desertificano. Quest’anno è pure peggio: l’8 gennaio, tutti i negozi hanno chiuso contemporaneamente, senza una turnazione di ferie. Se poi vi si aggiunge la crisi economica, il risultato è la desolazione. Son tanti i commercianti, infatti, che ormai fanno fatica a reggere le «spese vive» dell’esercizio, oppure quelli che chiudono proprio definitivamente l’attività. I sindaci hanno provato anche a ideare incentivi per l’apertura tutto l’anno, «ma è una battaglia persa – dice il presidente della Comunità del Garda e primo cittadino di Torri, Giorgio Passionelli- Abbiamo abbassato le tasse sui plateatici e messo l’Imu al minimo, però il problema non si risolve e d’inverno il lago muore». Bardolino è sempre stata la cittadina che manteneva un minimo vitale di esercizi aperti. Non quest’anno: «Purtroppo è così – commenta il sindaco bardolinese, Ivan De Beni -. Purtroppo d’inverno il turismo non c’è. Tanti esercenti mi hanno detto chiaramente che non ce la fanno a tenere aperto il negozio, con il personale da pagare. L’amministrazione comunale, da tre anni, ha emesso un piano locali, premiando i pubblici esercizi che tengono aperti d’inverno, concedendo loro in luglio ed agosto una fila di tavoli aggiuntivi nei plateatici. Ma per i negozi non si può far nulla». Non c’è legge, infatti, che obblighi all’apertura: fa testo la 114 del 1998, con cui si sancisce solo che un’attività non può stare chiusa per più di un anno, ma non indica il periodo massimo di chiusura per ferie.
    Annamaria Schiano

  • Depurazione del Garda

    Pubblicato il 10 gennaio 2014 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    La depurazione della acque del Garda è un tema di cui parliamo da anni e fa piacere che finalmente le istituzioni se ne interessino.
    Facevo notare nel 2012 come non fosse possibile dormire sonni tranquilli per il pericolo di sversamenti nocivi causati da un impianto ormai datato. Un disastro ecologico metterebbe k.o. l’economia di tutta la regione del Garda: sarebbe una tragedia per un territorio bellissimo e per tutto l’indotto che il turismo genera.
    L’attuale collettore venne realizzato 35 anni fa e necessita di essere riammodernato. Nel 2012 anche l’allora ministro della salute, Corrado Clini, denunciava la situazione.
    Finalmente il Governo pare muoversi per mettere in cantiere un’opera importante:

    l’intero progetto è stata stimata in 202 milioni e 500 mila euro: 82 milioni sono quelli previsti per gli interventi sulla sponda veronese del lago ovvero la realizzazione di una nuova condotta non più sublacuale ma posizionata in fregio alla strada Gardesana per la raccolta delle acque nere (e il conseguente utilizzo delle vecchie tubazioni sublacuali, realizzate tra gli anni ’70 e ’80, per il convogliamento delle acque bianche) e l’adeguamento della capacità di trattamento del depuratore arilicense; 120 milioni e 500mila è invece il costo preventivato per la sponda bresciana con la nuova condotta sublacuale destinata a confluire non più nel depuratore di Peschiera (ad eccezione di quella che raccoglie le acque nere di Desenzano e Sirmione che rimarrebbe collegata) ma in un nuovo impianto che sarà realizzato a Visano. (L’Arena)

    Speriamo che giungano risultati concreti: quando le istituzioni, dal Governo alla Provincia si interessano al Garda e sottineano la sua centralità nell’economia e nell’immagine di questa regione nel mondo non possiamo che concordare.
    Ora attendiamo che il progetto prenda piede.

  • San Zeno, la bellezza del Garda tutto l’anno

    Pubblicato il 31 ottobre 2013 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    La settimana scorsa sono stato invitato a Sana Zeno di Montagna per la festa delle castagne.
    Ringrazio per la calorosa accoglienza l’amministrazione e la sindaca Graziella Finotti, con la quale ho collaborato due anni fa per la proroga della “vita tecnica” della funivia di Prada.
    Dopo il convegno sulla Regione del Garda, ogni appuntamento che valorizza la bellezza e l’eccellenza del nostro territorio mi conferma che abbiamo grandi risorse da sfruttare tutto l’anno. Proprio per questo voglio mettere in evidenza un appuntamento che fa emergere la bellezza del Garda anche al di fuori della “classica” stagione estiva.
    E’ la più importante festa tradizionale di San Zeno di Montagna, legata al frutto che costituiva un tempo uno degli alimenti base della gente di montagna. Questo è il periodo delle castagne e in queste tre settimane di festa si assiste al Palio delle Contrade, una sfida tra i ristoranti del paese.
    Oltre che a degustare pietanze a base di castagne, si possono acquistare i prodotti direttamente dai produttori (facenti parte del Consorzio Tutela del Marrone di San Zeno D.O.P.).
    La montagna è un altro aspetto del Garda che se valorizzato può rafforzare l’offerta turistica e enogastronomica anche per i mesi autunnali e invernali.

  • La regione del Garda. Utopia o progetto possibile?

    Pubblicato il 16 ottobre 2013 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    "La regione del Garda. Utopia o progetto concreto?" Convegno di Scelta civica Verona. Castelnuovo del Garda, 19 ottobre 2013

  • Turismo e innovazione

    Pubblicato il 28 giugno 2013 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    A livello nazionale, ma anche locale, sappiamo che il turismo è una delle nostre maggiori risorse, tuttavia alcuni competitor, come la Spagna, attirano più turisti di noi. Perché?

    Oggi su “Corriere innovazione” (supplemento del Corriere del Veneto) si parla di Turismo e innovazione. Argomento che ho affrontato due mesi fa con alcuni operatori economici del Lago di Garda nel corso di un convegno.
    Negli anni settanta l’Italia era al top, ma ora è scesa fino al sesto posto.
    Ci sono dei ritardi infrastrutturali del sistema paese, una comunicazione all’estero dell’offerta frastagliata e disomogenea e c’è la cronica difficoltà ad investire per la dimensione ridotta di molte strutture ricettive.
    L’offerta del nostro Paese è di alto livello, lo sappiamo, ma si fatica a venderla sui mercati internazionali.

    Rispetto al passato la clientela è sempre più esigente e si muove con priorità differenti. Non cerca il singolo luogo da visitare, ma una vera e propria esperienza; che si tratti di turismo culturale, religioso, sportivo, naturalistico, congressuale, sanitario, cinematografico, gastronomico o enologico…

    La concorrenza è molto agguerrita: spesso può essere più economico andare all’estero che muoversi in Italia. Quindi, non possiamo più puntare sulla leva del prezzo, ma solo sulla qualità.

    Molti piccoli imprenditori fanno fatica, il web è lo specchio di un mercato sempre più competitivo (il tedesco può valutare con un click se scendere sul Garda, volare a Maiorca o puntare sulla Croazia…), ma allo stesso tempo offre tante opportunità se usato opportunamente: booking, promozione, passaparola, social network, trpadvisor… L’informazione condivisa fornisce grandi opportunità per chi lavora bene, ma elimina ogni possibilità di sopravvivenza per chi non innova.

    Ciò non toglie che si deve comunque fare squadra, sia nella promozione a livello di sistema che nel booking; si veda l’esempio di visitTrentino.it che cerca di competere con giganti internazionali delle prenotazioni online come booking.com puntando sulla conoscenza del territorio e su tutta la gamma di offerte che si affiancano al solo pernottamento.

    Il settore turistico è in grande sviluppo; le dinamiche che ho accennato vanno prese in considerazione anche sul Lago di Garda, abbiamo grandi margini di sviluppo se sapremo vendere bene la nostra meravigliosa terra.

  • Il Garda in giro

    Pubblicato il 31 maggio 2013 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Ho visto le immagini del Giro d’Italia quando la carovana è passata nelle nostre zone. Che meraviglia!
    In un’area a vocazione turistica come il Garda la promozione del Giro d’Italia è un toccasana. Le immagini catturate dalle moto e dall’elicottero e diffuse in Italia e all’estero sono un’ottima cartolina per “vendere” la nostra offerta turistica.
    Le manifestazioni di rilievo rappresentano un ottimo veicolo di promozione, non possiamo certo sederci sugli allori e pensare che la bellezza delle nostre colline, dei nostri comuni e delle sponde del lago ci garantiscano in eterno afflusso di visitatori.
    I comuni gardesani dovrebbero operare insieme e invitare gli organizzatori del Giro a passare sempre per le meravigliose sponde del Benaco.