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  • Scuola veneta, situazione esplosiva

    Pubblicato il 28 luglio 2011 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook
    Ho presentato, insieme alla collega Rubinato, una interpellanza urgente sulla situazione scolastica veneta.
    Infatti, per il prossimo anno scolastico, il Governo ha dato attuazione alla terza tranche di riduzioni di organico previste; anche nella nostra regione questo comporterà un aumento degli alunni per classe, una riduzione delle ore di lezione e la mancata attivazione di specifici corsi di studio.

    La situazione è particolarmente esplosiva in tutte le province venete per le scuole dell’infanzia e per la scuola secondaria di primo grado, a causa del consistente aumento della popolazione scolastica nelle rispettive fasce d’età. Quanto alla scuola dell’infanzia, a fronte dell’esigenza di 40 sezioni in più rispetto all’organico del 2010-2011, ne sono state autorizzate solo 17 sezioni in più; quanto agli altri ordini e  gradi, e in particolare alla scuola secondaria di primo grado, rispetto alla richieste/esigenze di 150 posti in più, ne sono stati assegnati solo 74;

    Vogliamo che siano garantiti quei livelli educativi che fanno della scuola pubblica veneta un modello di alta qualità e per questo abbiamo chiesto al Ministro Gelmini di intervenire affinché siano attivate – a fronte dell’incremento della popolazione studentesca – tutte le necessarie nuove classi (in particolare le prime) nella scuola secondaria di primo grado, al fine di garantire un equilibrato rapporto alunni-classe e quindi adeguati livelli di apprendimento oltre che il rispetto delle norme di sicurezza.

    Leggi testo interpellanza

     

  • Classi “pollaio” e insicure, il parlamento indaghi

    Pubblicato il 7 luglio 2011 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    La situazione dell’edilizia scolastica nel nostro Paese è talmente grave che il Governo si rifiuta di rendere disponibili i dati finora accertati nella costruzione della relativa anagrafe.

    Oltre il 50% dei 42 mila edifici in cui vivono milioni di studenti e di operatori scolastici non sarebbe a norma e diecimila di essi dovrebbero addirittura essere abbattuti.

    Per questo ho aderito alla proposta di istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul finanziamento e la realizzazione dei piani di intervento per l’edilizia scolastica e le modalità di funzionamento dell’anagrafe dell’edilizia scolastica.

    Le classi pollaio

    La situazione ha rilievi di vera emergenza, alla luce della politica scolastica assunta dal Governo in carica che, al fine di fare cassa ai danni del sistema di istruzione, ha previsto l’aumento del rapporto alunni/docenti. Tale disposizione, attuata nel quadro di un sistema nazionale di edifici scolastici vetusti, spesso non a norma in termini di sicurezza, ha determinato il sovraffollamento degli alunni in classi non idonee ad ospitarli, fenomeno recentemente stigmatizzato con l’espressione “classi pollaio”.
    Didattica penalizzata

    Se il profilo della sicurezza desta inquietudine e ci impone interventi urgenti, non va comunque ignorato il fatto che tutte le indagini internazionali sul rendimento degli studi confermano la centralità e la decisiva influenza positiva esercitata dalla confortevole e adeguata organizzazione degli spazi scolastici sull’efficacia dell’attività didattica e sui livelli di apprendimento. È nella consapevolezza della fragilità strutturale e dispositiva degli edifici scolastici e del disagio vissuto quotidianamente da chi studia e lavora in questi edifici, che nel corso della presente legislatura i componenti del gruppo Partito Democratico hanno costantemente esercitato la funzione di sindacato ispettivo per avere esatta contezza, in ordine alle risorse investite e agli esiti raggiunti, delle iniziative assunte dal Governo in materia di edilizia scolastica.
    Il silenzio dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica

    Purtroppo alle nostre circostanziate interrogazioni sono giunte risposte lacunose e reticenti che non chiariscono il quadro di riferimento. Un quadro offuscato, sul quale gettano una luce sinistra alcuni episodi nonché le recenti scelte del governo in carica. Tra i primi, ricordiamo che il CIPE, con propria delibera n.15 del 13 maggio 2010, ha chiesto a due ministri componenti del Comitato stesso – in analogia con l’interrogazione Mariani – lo stato di attuazione degli interventi in corso o da realizzare sulla base di finanziamenti già stanziati! Vale poi la pena di ribadire il silenzio imbarazzante che avvolge l’Anagrafe dell’edilizia scolastica, lo strumento principe di ogni iniziativa programmatoria, ma che a distanza di un quindicennio dal suo avvio non è ancora pienamente realizzata e non si conosco tempi certi per la sua piena funzionalità.
    Sicurezza?

    Altra circostanza drammaticamente occultata riguarda le norme sulla messa in sicurezza, che non più prorogate dal settembre 2009 collocano fuori legge tutti gli edifici che non le rispettano.

    Leggi tutta la proposta

  • Gelmini, la riforma passa al Senato

    Pubblicato il 3 dicembre 2010 giampaolo 3 commenti Condividi su Facebook

    Nonostante la nostra dura opposizione Il disegno di legge Gelmini è stato approvato dalla Camera.

    Ora, per diventare legge, deve tornare al Senato.

    Anche in quell’aula tenteranno di soffocare la discussione parlamentare.

    Il gruppo parlamentare del Partito democratico ha lottato compatto ed ha avanzato le sue proposte per una vera riforma.

    L’impegno di tutti i deputati è riassunto nel discorso del capogruppo Dario Franceschini per la dichiarazione di voto contrario in diretta televisiva.

    E’giunto forte il grido di dolore dei giovani, degli studenti e dei ricercatori. Le ragioni dell’università sono diventate più chiare di fronte all’opinione pubblica.

    Leggi l’intervento del Capogruppo Dario Franceschini

  • Battaglia in aula contro la Gelmini, cronaca della giornata

    Pubblicato il 25 novembre 2010 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    Come già accaduto ieri, questa mattina è passato un emendamento (questa volta di Fli) votato da finiani, Pd e dal resto delle opposizioni.  Nel primo pomeriggio, dopo la riunione dei capigruppo,  si è preferito rinviare il voto finale al  prossimo martedì. Il rinvio è già un risultato.

    La maggioranza, nella discussione della mattinata, ha cercato di occultare la mancanza di reale copertura finanziaria del provvedimento. Ma, nonostante la evidente inosservanza dell’art. 81 della Costituzione, si va avanti.

    Bene ha detto il Segretario Bersani nel suo intervento: «La Gelmini ritiri subito il ddl e iniziamo a discutere come correggere alcune distorsioni di questa legge e come trovare risorse per sostenere diritto allo studio e alla ricerca».

    La situazione politica è estremamente precaria mentre si attende la fiducia del 14 dicembre.  Se stiamo ai numeri espressi in queste votazioni, Berlusconi potrebbe  non avere la fiducia alla Camera.

    La maggioranza, comunque, è nel pallone. Tant’è che oggi, seppur per errore, i ministri Mariastella Gelmini e Angelino Alfano hanno votato con noi!

    E pensare che in Aula era in corso l’esame degli emendamenti alla riforma dell’Università che prende il nome proprio dal ministro dell’Istruzione…Un errore da loro stesso subito denunciato: «abbiamo sbagliato a premere il pulsante» hanno detto, con richiesta di correzione del risultato della votazione.

    La Gelmini, dopo essere andata sotto, ha dichiarato: «Mi auguro che non accada che vengano votati emendamenti il cui contenuto stravolga il senso della riforma, non sarebbe accettabile, se così fosse come ministro mi vedrei costretta a ritirarla». Ci auguriamo proprio che ciò accada e che alcuni settori della maggiornaza prendano le distanze da questa manovra.

    La manovra ritorna in aula martedì.

  • Riforma Gelmini, ci opporremo con forza

    Pubblicato il 23 novembre 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Tantissimi cittadini preoccupati per questa sciagurata riforma  ci stanno scrivendo. Il nostro capogruppo alla Camera, Dario Franceschini, risponde a nome di tutti noi.

    Ci stiamo battendo in aula contro il ddl Gelmini

    Caro

    comprendiamo e condividiamo le sue preoccupazioni e il suo dissenso verso il provvedimento del Governo sull’Università.

    Confermiamo la nostra netta contrarietà al ddl Gelmini perché si tratta di una legge iniqua, centralista, affetta da ipernormativismo, inadeguata a valorizzare la maturità scientifica e didattica del personale docente e dei ricercatori, di ruolo e precari.

    Noi siamo contrari perché stiamo dalla parte dell’Università pubblica, di coloro che vogliono esserci come studenti ma non ne hanno i mezzi, di chi è ricco di competenze e talento ma viene invece sfruttato come precario privo di prospettive e spinto a lasciare il Paese per l’estero, di chi é già nei ruoli dell’Università ma alla sua progressione di carriera si preferisce lo sfruttamento gratuito delle sue capacità didattiche.

    Il Gruppo del Pd alla Camera si é opposto in ogni modo alla calendarizzazione affrettata di questo provvedimento dannoso, che interviene solo fittiziamente sui problemi dei nostri atenei. Per la discussione in Aula  il gruppo PD ha deciso di nominare un relatore di minoranza, come è consuetudine fare per i provvedimenti di particolare rilevanza politica, e i deputati presenteranno i nostri emendamenti, perchè riformare l’Università è necessario e lo si può fare attuando i principi dell’autonomia responsabile basata sulla valutazione, del diritto allo studio e delle pari opportunità, delle valorizzazione della maturità scientifica e didattica di chi già opera nel sistema e di chi vi aspira ad entrarvi perchè ha titoli e talento, dell’investimento di risorse adeguate e in linea con i parametri OCSE.

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  • Da Adro a San Pietro in Cariano, il Sole delle Alpi che scotta.

    Pubblicato il 23 settembre 2010 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook
    E’ il primo giorno d’autunno, ma il Sole delle Alpi splende ancora forte.
    I leghisti non hanno mai avuto come faro il senso delle istituzioni, ma quest’estate hanno preso proprio un abbaglio e per l’Italia sono tempi sempre più bui.
    La scuola di Adro è un episodio grottesco, volgare ed allucinante.
    Se non avessi letto le dichiarazioni deliranti del sindaco, avrei pensato si trattasse di una esilarante parodia del leghismo o di un set per il remake de Grande Dittatore di Charlie Chaplin in salsa padana.
    Ma ormai la realtà supera la fantasia, non c’è più vergogna, ed ogni giorno si sposta un metro più in la il confine della decenza.
    Il Ministro della pubblica istruzione inizialmente dichiarò:  «Il sindaco di Adro ha specificato che il simbolo è stato scelto non perché simbolo della Lega Nord ma perché appartenente all’iconografia del Comune.  E poi aggiungo che mi piacerebbe che tutti coloro che hanno polemizzato in queste ore con il sindaco di Adro lo facessero per coerenza anche le molte volte in cui sono simboli della sinistra a entrare in classe».
    Non so a quali simboli “di sinistra” si riferisse.
    Comunque è una risposta che rivela il vuoto assoluto che si cela dietro alla Gelmini. Nemmeno una briciola di senso dello Stato, di abc costituzionale, di decenza.
    E, se riscaldiamo il vuoto assoluto al caldo Sole delle Alpi otteniamo l’aria fritta, ovvero  il pensiero del Sindaco di Adro, secondo il quale:  «Il sole delle Alpi non è un simbolo di partito» e «Se il capo me lo dice tolgo i ’solì non domani, ma ieri».
    Il capo in questione non è quello dello Stato, ma Bossi, l’unica istituzione riconosciuta dal primo cittadino di Adro.  Ogni commento è superfluo
    A San Pietro in Cariano invece il sindaco ha “solo” issato il vessillo padano nel suo ufficio. Un timidone, se paragonato all’indomito collega bresciano.  Il municipio però è un luogo istituzionale, dove le bandiere di partito non vanno sventolate.
    Senso delle istituzioni? Buon gusto? Rispetto per i cittadini di diverso orientamento? Un minimo di decenza? Fate voi.
    Ho portato la questione sul tavolo del prefetto di Verona insieme agli amici di San Pietro.
    Era luglio; ad oggi non abbiamo ancora ottenuto risposta.
    Ho scritto ancora al prefetto sollecitandola ad intervenire. In caso contrario solleverò il caso in parlamento.
    Ogni cittadino, ogni sincero democratico deve impegnarsi affinchè la linea della decenza istituzionale non venga spinta ogni giorno un metro avanti.
    In democrazia la forma è sostanza.
    Il rispetto degli altri inizia nei luoghi condivisi, come la scuola ed il municipio.
    Dispiace nel 2010 non poter dare tutto ciò come scontato.
    Quindi, se serve ribadirlo lo ribadiremo, ad Adrio come a San Pietro, come in ogni altro comune, senza transigere.
    Il sole, anche quello delle alpi, quando batte troppo forte fa venire le allucinazioni.  Forse un bel panama converrebbe anche a certi leghisti.  Si facciano consigliare, una volta tanto, dal Presidente Napolitano.
  • Visita al liceo Galileo Galilei di Verona.

    Pubblicato il 4 giugno 2010 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook
    Il 31 maggio i parlamentari del Pd sono stati in decine di scuole in tutta Italia per raccogliere indicazioni e dati sulle conseguenze dei tagli del Governo ai danni della qualita’ della scuola pubblica italiana.
    Al Liceo Scientifico Statale Galileo Galilei ho incontrato il Preside, Luciano Carazzolo, i rappresentanti di genitori e studenti ed i docenti.
    «Chiarezza» è stata la parola chiave dell’incontro: sono tutti stanchi di navigare a vista in questa riforma, non si capisce cosa succeda.
    La scuola dovrebbe essere un percorso, una «scuola di vita», dovrebbe formare i cittadini di domani.
    Come ha ricordato il Preside: «manca una idea di scuola nel profondo».
    Alla fine di maggio non si sa nemmeno l’organico per il prossimo anno, per questo la ripartenza a settembre a volte ha il sapore del miracolo.
    C’è bisogno di chiarezza.
    Un rappresentante della Consulta giovanile ha espresso la necessità di una legge quadro sul diritto allo studio: agevolazioni per l’acquisto di libri di testo, migliore accesso agli stage ecc…Lamentando anche uno scarso ascolto da parte del Ministro verso le Consulte.
    I tagli si fanno sentire e comincia a diventare faticoso garantire la quotidianità.
    Un docente mi ha ricordato come sia impossibile la didattica di qualità in classi da 32 studenti; allo stesso modo il Preside ricordava il bisogno di investimenti in formazione per i docenti.
    E’stato un incontro proficuo ed ho avuto la conferma “sul campo” che questa manovra sia ingiusta e che faccia pagare l’inettitudine e i disastri economici della destra a chi serve lo Stato con dignità e sacrificio, in primo luogo alle lavoratrici e ai lavoratori della scuola che già soffrono di salari al lumicino, di precariato pluriennale, di tagli che rendono difficile persino aprire le porte delle scuole ogni mattina.
    Sulla formazione ci giochiamo il futuro del Paese, la scuola non è un peso, ma una risorsa da valorizzare.
  • Crisi della scuola

    Pubblicato il 5 marzo 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Oggi L’Arena parla della mia interpellanza al Ministro Gelmini sulla sicurezza degli edifici scolastici.

  • Sicurezza edifici scolastici: «dalla Gelmini solo promesse»

    Pubblicato il 4 marzo 2010 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    «Che fine hanno fatto il progetto di monitoraggio dell’Anagrafe nazionale dell’Edilizia scolastica e perché ad oggi non sia ancora stato reso noto lo stato di attuazione del Piano di messa in sicurezza degli edifici scolastici annunciato dal Governo». A chiederlo il deputato Pd Giampaolo Fogliardi in una interpellanza urgente rivolta al Ministro dell’istruzione firmata insieme altri colleghi deputati.

    «Ancora nel gennaio 2009 – spiega Fogliardi –  è stata prevista la costituzione, in ogni regione, di appositi Gruppi di lavoro, composti da rappresentanze degli Uffici Scolastici Regionali, dei Provveditorati Interregionali alle Opere Pubbliche, dell’ANCI, dell’UPI e dell’UNCEM, con il compito di costituire apposite squadre tecniche incaricate dell’effettuazione di sopralluoghi sugli edifici scolastici del rispettivo territorio e della compilazione di apposite schede, il cui contenuto era destinato a confluire successivamente nell’Anagrafe nazionale dell’edilizia scolastica. Il Presidente del Consiglio aveva annunciato, in una delle conferenze stampa tenute in tandem con il ministro Gelmini, che la suddetta iniziativa avrebbe dovuto essere  completata, come  scritto nell’Intesa, entro il 6 agosto 2009!»

    «Gli amministratori locali hanno bisogno del supporto dello Stato -conclude Fogliardi -, per questo attendiamo dall’Esecutivo risposte chiare ed esaustive e in tempi rapidi su quando e come verrà data attuazione all’assegnazione dei fondi già stanziati per l’edilizia scolastica».
    Testo integrale dell’interpellanza: Prosegui la lettura »

  • La Gelmini mina l’autonomia scolastica. Intervista a Roberto Uboldi

    Pubblicato il 11 gennaio 2010 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    Riporto una interessante intervista a Roberto Uboldi apparsa sul quotidiano L’Arena domenica 10 gennaio riguardo le ultime proposte del Ministro

    «Se questa è una norma nazionale mi sembra abbastanza sciocca perchè incide sull’autonomia scolastica. Sarebbe più saggio utilizzare ciò che giuridicamente esiste, vale a dire proprio le opportunità offerte dall’autonomia. Ogni istituto scolastico deve poter fare le proprie scelte in base alle proprie necessità e alle proprie possibilità».
    La pensa così Roberto Uboldi, dirigente scolastico dell’istituto Einaudi e consigliere comunale del Pd, che non condivide per niente la scelta delle quote di stranieri nella formazione delle classi. E adottare un criterio generico in una realtà con infinite variazioni Uboldi la trova una scelta quanto meno discutibile. «Dovremmo anche capire cosa s’intende per straniero, visto che molti stranieri sono nati in Italia e arrivano alle elementari parlando perfettamente l’italiano. Cosa facciamo? Li mandiamo in altre scuole, magari lontane dal loro quartiere, creando disagi alle loro famiglie, solo perchè hanno la pelle scura o gli occhi a mandorla? Mi sembra una scelta discriminante, non una garanzia per la didattica. Credo che questo criterio delle quote vada soppesato attentamente».
    Comunque, continua Uboldi aggiungendo una nota polemica, «non mi risulta che in Italia siano state composte delle classi ghetto», anche perchè la composizione delle classi viene valutata dai docenti e dal Consiglio d’istituto. Se fosse vero che esistono situazioni del genere, vorrei vederne un elenco. Ma non mi risulta che il ministro Gelmini abbia compiuto un’operazione del genere. E se mai si accertassero casi di classi composte esclusivamente da stranieri, andrebbero denunciati».
    Una posizione in linea con quanto espresso da Francesca Puglisi, responsabile Scuola della segreteria del Pd secondo la quale «chi ha frequentato un percorso di scolarizzazione dalla scuola dell’infanzia o è nato nel nostro Paese ha le stesse competenze linguistiche dei bambini italiani».E.C.