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  • Semplificazioni tributarie per la crescita

    Pubblicato il 20 aprile 2012 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    La situazione economica è molto difficile. Occorre che le banche rilascino linee di credito per far respirare le imprese e che il Governo vari con tempestività provvedimenti per la crescita.

    Lunedì ho incontrato, presso la sede di Confcommercio le categorie dell’artigianato e del commercio su invito di Paolo Arena, presidente di Confcommercio per discutere di questa fase pericolosa, a tratti drammatica.

    Giovedì sono quindi intervenuto durante il dibattito in aula alla camera sul decreto semplificazioni, provvedimento che va incontro a molte esigenze concrete e quotidiane di imprese e famiglie. Il Governo ha fatto un passo nella giusta direzione, ma ora bisogna passare al rilancio effettivo dell’economia operando sul contenimento delle imposte, sulla facilitazione dell’accesso al credito e su incentivi di varia natura che stimolino la ripresa e diano ossigeno al sistema produttivo.

    Come ho ribadito in aula, le semplificazioni contenute nella nuova legge rappresentano una buona azione del Governo nell’affrontare la difficilissima e delicata situazione economica che il Paese sta attraversando.
    Sono provvedimenti concreti che vanno incontro a determinate richieste. La burocrazia superflua è un costo, un danno tangibile per le imprese e un freno alla ripresa.

    Si affrontano temi come la rateizzazione dei debiti tributari, la sanatoria determinate situazioni nel momento della dichiarazione; vi sono modifiche apportate in materia di consolidato nella cessione delle eccedenze, troviamo la modifica della disciplina dello spesometro, la deroga all’utilizzo del contante per gli stranieri e la possibilità di non procedere all’accertamento e alla riscossione per i debiti tributari inferiori a 30 euro. E’stata anche riformulata la disciplina fiscale del leasing.

    Di seguito il mio intervento integrale:

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  • Posta gettata a Castelnuovo, intollerabile

    Pubblicato il 27 ottobre 2011 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook
    E’di una gravità inaudita che decine di lettere, già divise per zone di consegna, siano state rinvenute casualmente da un cittadino tra i rovi in campagna a Castelnuovo.
    Si tratta dell’ennesimo esempio dei disservizi delle Poste nella provincia di Verona.
    E’ un grave disagio per i cittadini, un fatto non degno di un Paese moderno e civile. Anche lo scaricabarile tra uffici postali e l’attesa di giorni per recuperare la corrispondenza sono intollerabili.
    Sono  intervenuto alla Camera appellandomi al Presidente  affinché solleciti il Ministero a compiere le dovute verifiche.
    Bisogna innanzitutto individuare i responsabili, ma anche rimediare ai tanti disservizi che riguardano la consegna della corrispondenza.
    Anche lettere inviate dal sottoscritto dalla Camera dei Deputati non sono mai giunte a destinazione. Il funzionamento dell Poste è essenziale e alla base di uno Stato efficiente.
  • Caso Parmalat, norma 180 giorni valga per tutte le aziende

    Pubblicato il 27 aprile 2011 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Oggi sono interevnuto in Aula sul caso Parmalat. Ecco il sunto del mio intervento riportato dall’ANSA:

    PARMALAT: FOGLIARDI (PD), BILANCI A 180 GG PER TUTTE AZIENDE(ANSA) – ROMA, 27 APR – ‘No agli interventi ‘ad aziendam’.E’ meglio cambiare la norma del codice civile per dare a tutte le aziende la facolta’ di convocare le assemblee societarie fino a 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio anziche’ a 120. Il decreto sul caso Parmalat e’ una piccola toppa con la quale il Governo cerca di coprire un buco enorme: la mancanza di una politica industriale. Il Governo la finisca di procedere a tentoni e garantisca regole chiare per tutti’. Lo ha dichiarato questa mattina in Aula GiampaoloFogliardi, segretario Pd della commissione Finanze della Camera, durante la discussione generale sulla conversione in legge del decreto recante misure urgenti per garantire l’ordinato svolgimento delle assemblee societarie annuali. (ANSA).

  • Prescrizione breve, Lega danneggia la piccola impresa

    Pubblicato il 7 aprile 2011 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Sono intervenuto oggi in Aula contro la prescrizione breve, ecco il testo del mio intervento:

    Con il provvedimento che state approvando, in modo particolare Lei, Ministro Alfano, lega il suo nome ad una delle pagine più scadenti, basse e brutte del diritto e della normativa italiana.

    Faccio un esempio: questa è di fatto una sanatoria per tanti reati gravi, come le frodi fiscali e i falsi in bilancio.

    Reati gravi che colpiscono non solo lo Stato, ma anche molti cittadini onesti che vengono truffati.

    Penso a molti piccoli imprenditori, piccoli fornitori che rimangono scoperti sui pagamenti da imprenditori senza scrupoli che grazie a falsi in balancio alla fine non pagano.

    Questi cittadini oggi sono doppiamente truffati, prima dall’imprenditore bandito che si avvale del falso in bilancio e poi da uno Stato che agevola i disonesti nel superare la legge.

    Mi rivolgo ai colleghi della Lega che so sensibili e attenti alle esigenze di questi mondi e che sostengono di rappresentarli e di esserne interpreti.

    Ebbene, se volete esserne autentici interpreti, dissociatevi, prendete le distanze, fate vostre le vere istanze di giustizia di questi cittadini, istanze diverse dagli interessi privati di Berlusconi che state tutelando.

    A voi la decisione, a noi l’impegno di portare a conoscenza del Paese,  fuori da quest’Aula, la coerenza o meno di determinate scelte.

  • Libia, decisioni difficili

    Pubblicato il 25 marzo 2011 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    La situazione drammatica in Libia ci ha messi di fronte a decisioni difficili.

    Mentre i mercenari del Rais si scagliavano sulla popolazione civile e lo stesso Gheddafi ordinava di non avere pietà, la comunità internazionale ha deciso di muoversi per impedire il massacro degli oppositori libici.

    Non possiamo certo fare finta che non esistano interessi economici che spingono le potenze occidentali a prestare particolare attenzioni al paese nordafricano, ma dobbiamo anche chiederci cosa sarebbe successo se non avessimo fermato i carri armati a Bengasi o i cannoni a Misurata.

    L’intervento dell’Italia si inserisce nel solco della risoluzione Onu e mira alla cessazione delle violenze, degli attacchi e degli abusi ai danni dei civili e degli oppositori politici.

    Oppositori politici e non fazioni ribelli come è scritto nella risoluzione Pdl-Lega.

    La nostra posizione è stata fin dall’inizio chiara, coerente e lineare ed abbiamo insistito, senza successo, affinché ci fosse Berlusconi in Parlamento di fronte a un passaggio tanto delicato per la politica estera del Paese

    Purtroppo nella prima fase della crisi libica è emersa una mancanza di leadership europea. La Francia, approfittando delle titubanze degli alleati, ha cercato di assumere una leadership politica e militare, probabilmente Sarkozy ha pensato al tornaconto personale in vista delle prossime elezioni. E’ necessario d’ora in poi un’ azione collegiale sotto il comando Nato e l’utilizzo di tutti gli strumenti non militari, dalle sanzioni internazionali al congelamento dei beni della famiglia Gheddafi a qualsiasi pressione diplomatica.  Sappiamo che da sola la forza non basta per la soluzione della crisi; servono sempre percorsi politici e l’Europa dovrebbe essere protagonista. Ma senza politica estera e di difesa comuni, senza istituzioni forti non sarà sufficiente la moneta unica a reggere le nuove tensioni del mondo globalizzato.

    Alla Camera abbiamo discusso diverse risoluzioni e l’unica che ha ottenuto il consenso unanime dell’emiciclo è stata quella delle opposizioni: 200 voti in più del documento della maggioranza, passato solo per pochi voti di scarto.
    Infatti, la risoluzione del Pd è in linea con le decisioni dell’Onu, mentre  la risoluzione della maggioranza comprende anche indicazioni imposte dalla Lega e che nulla hanno a che vedere con la risoluzione 1973 dell’Onu.

    Non è il momento di rinchiudersi nel localismo padano. Non possiamo ignorare quello che succede nel Mediterraneo e dobbiamo avere una politica estera responsabile. Stupisce che se ne faccia carico l’opposizione mentre il Governo, prigioniero del ricatto leghista e dei baciamano del suo primo ministro, tentenna.

  • Alfano risponda del collasso della giustizia

    Pubblicato il 15 settembre 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook
    Oggi, Come promesso, con la ripresa dei lavori parlamentari, sono intervenuto in aula sul problema della giustizia, sollevato a Verona il mese scorso dal Procuratore Schinaia.
    Dopo le denunce del procuratore di Verona – che deve pagare di tasca propria codici e carta igienica –  sono ritornato a chiedere risposte al Ministro Alfano
    Ho preso la parola in aula per chiedere al Presidente di sollecitare il Governo ed il Ministro Alfano affinché rispondano alla mia interrogazione, presentata ancora nel giugno del 2009, sullo stato dell’annunciata informatizzazione della Giustizia.
    Già allora denunciavo la cronica mancanza di uomini e mezzi di fronte ad una sbandierata digitalizzazione che si sarebbe dovuta compiere, secondo il ministro, entro il 2010.  Il 2010 è arrivato e lo stato della giustizia è sotto gli occhi di tutti.
    La risposta all’’interrogazione, già  sollecitata nel febbraio di quest’anno, assume particolare  importanza alla luce della grave denuncia emersa durante l’estate, che ha messo in evidenza come per alcune spese fondamentali abbia dovuto provvedere di tasca propria il procuratore capo.
    La situazione è analoga in tutti gli altri tribunali d’Italia ed è grave è che il Ministro Alfano non abbia ancora dato risposte e sembri non preoccuparsene.
    Verona doveva essere una delle città pilota della digitalizzazione, ma la realtà  è ben distante dagli annunci passati del Ministro
    Il presidente di turno mi ha assicurato di riferire ai competenti uffici.
  • Festa Democratica di Borgo Nuovo (VR) – Video del mio intervento

    Pubblicato il 7 settembre 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Alcuni passaggi del mio intervento alla Festa dDemocratica di Borgo Nuovo (VR).Un sentito  ringraziamento agli organizzatori

  • La Camera approva riforma enti lirici. Il Pd vota contro, ma ottiene alcuni miglioramenti

    Pubblicato il 25 giugno 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Dopo 37 ore filate di seduta la Camera ha approvato il decreto Bondi, che sara’ in aula al Senato martedi’ 29 giugno per il via libera definitivo.
    Abbiamo votato contro, ma senza cadere nel puro ostruzionismo.
    Alcune nostre modifiche sono state accolte: abbiamo ottenuto l’eliminazione del ministero nella fase di contrattazione; adesso saranno soltanto le parti interessate ad essere coinvolte nel rinnovo dei contratti. Portiamo a casa anche l’abolizione del taglio del 25% dello stipendio che, se teniamo conto che i salari sono di circa 1400 euro, si tratta di una grande risultato.
    Abbiamo anche evitato l’abolizione della legge n. 800, unica legge in materia di musica, come era previsto originariamente dal decreto Bondi. Il mio intervento in aula ha posto l’accento sulla Fondazione Arena di Verona.
    Rimane comunque un provvedimento inaccettabile nel complesso e per questo abbiamo votato no, dando comunque segno di responsabilità, più che di ricerca dei riflettori, durante la lunghissima seduta.

    Ecco i punti fondamentali modificati dalla Camera al testo del decreto di riforma delle Fondazioni lirico sinfoniche varato dall’Aula di Montecitorio e che lunedì tornerà in terza lettura a Palazzo Madama.
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  • Commercialisti, assegnare l’esclusiva di alcuni compiti alla categoria

    Pubblicato il 4 maggio 2010 giampaolo 6 commenti Condividi su Facebook

    Ieri si discuteva in Aula la Conversione in legge del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, recante disposizioni urgenti tributarie e finanziarie in materia di contrasto alle frodi fiscali internazionali e nazionali. Nel mio intervento ho affrontato anche il tema della riforma delle professioni:

    […] Nei progetti di riforma degli ordini professionali si abbia il coraggio di assegnare finalmente l’esclusiva di alcuni compiti ai commercialisti e consulenti iscritti, così come esiste già per altri ordini, e si subordini l’effettuazione di operazioni alla certificazione e firma da parte di professionisti che ne garantiscano la regolarità e correttezza sanzionando pesantemente, sino alla radiazione dall’albo, le eventuali omissioni e scorrettezze.
    Oggi si ha una caratterizzazione di questa categoria professionale, che è chiamata ad essere magazziniere dell’Agenzia delle entrate (perché deve archiviare nei propri magazzini e garage le dichiarazioni dei redditi), che fa da classe impiegatizia perché trasmette via Internet le dichiarazioni dei redditi, mentre sotto altri aspetti non vi è nessuna responsabilità.
    Se una casa crolla, l’ingegnere che ha progettato quella casa viene colpito. Se un medico sbaglia l’operazione, viene colpito. Avvocati e notai sono pubblici ufficiali e solo loro possono rappresentare i clienti in determinate situazioni. Gli unici a non avere esclusive sono gli ordini professionali in materia tributaria, fiscale e contabile.
    Oggi basta l’acquisto di un personal computer e l’affissione di una targa «elaborazione dati» e tutti diventano fiscalisti. Questo non vuole essere un discorso corporativo, ma è una funzione fondamentale che i professionisti possono svolgere da ausilio alle strutture dello Stato. Ma – ahimè – la sensazione è che anche in questo settore il Governo, ancora una volta, sarà latitante, lasciando tutto così com’è. […]

    A questo link l’intera discussione, il mio intevento integrale è alla pagina 32

  • Contrasto alle frodi fiscali, il mio intervento in aula sul “Decreto Incentivi”

    Pubblicato il 3 maggio 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook
    Oggi sono intervenuto  in aula  sul “Decreto Incentivi” mettendo in luce due questioni:
    1) Tremonti, contraddicendosi,  dopo aver incentivato politiche fiscalmente  permissive, ora che  “i buoi sono scappati” , decide  di  fare marcia indietro e “chiudere i cancelli”.
    2) Per contrastare le frodi fiscali propongo di attribuire ai professionisti esclusive su determinate operazioni  affinché ne  garantiscano la regolarità, sanzionando pesantemente, sino alla radiazione dall’albo, le eventuali omissioni. Infatti, nelle operazioni illecite  si uniscono la volontà di chi vuole evadere ma anche l’opera di consulenti senza scrupoli, spesso abusivi della professione, che prestano la propria assistenza.
    GIAMPAOLO FOGLIARDI. Signor Presidente, onorevole rappresentante del Governo, onorevoli colleghi, il disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 40 del 2010 oggi al nostro esame reca, tra l’altro, disposizioni urgenti tributarie e finanziarie in materia di contrasto alle frodi fiscali, di potenziamento e razionalizzazione della riscossione tributaria, di destinazione dei gettiti recuperati al finanziamento di un Fondo per incentivi e sostegno della domanda in particolari settori.
    Gli articoli 1, 2 e 3 riguardano le disposizioni rientranti negli ambiti di competenza del Ministero dell’economia e delle finanze; mi soffermerò in particolare sull’articolo 1, recante norme contro le cosiddette frodi fiscali.
    In sede di Commissioni riunite, il relatore per la VI Commissione, onorevole Milanese, evidenziava come «il provvedimento (…) si ponga in continuità con i precedenti provvedimenti anticrisi adottati dal Governo nell’ambito della propria politica economico-finanziaria. In particolare»,