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  • Venezia renda i tre milioni che deve al Garda

    Pubblicato il 21 marzo 2014 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Stato e Regione stanno abbandonando il nostro lago.

    Questa settimana lo schiaffo al Garda arriva da Venezia.
    La regione deve ai nostri comuni ben tre milioni di euro derivanti dalle concessioni extraportuali.
    Purtroppo le concessioni demaniali in Veneto sono regolate in maniera differente tra il lago e il mare. I comuni dell’Adriatico incassano i canoni demaniali e poi trasferisocno il 40% alla regione; al contrario, sul Garda, è la regione che incassa direttamente la totalità delle concessioni extraportuali e trasferisce, o meglio, dovrebbe trasferire, il 50% degli incassi ai comuni.

    Purtroppo sono tre anni che i comuni della nostra riviera attendono la somma dovuta, che ormai ha superato i tre milioni di euro. Quindi non rimane che la messa in mora della Regione e l’intervento della Corte dei Conti. Questi fondi devono arrivare per chiudere i bilanci dei nostri comuni: sono fondi attesi da anni e ci spettano.

    Dopo il danno della chiusura della Squadra Nautica di Peschiera da parte dello Stato, giunge la beffa della Regione che si tiene i soldi del Garda. Cosa sta succedendo?
    È chiaro che manca una forte rappresentanza politica perché non siamo tenuti in considerazione né da Roma, né da Venezia; eppure rappresentiamo una zona dinamica, produttiva e siamo il biglietto da visita del Paese per milioni e milioni di turisti. Abbiamo bisogno di quei fondi per mantenere la zona del lago al livello che merita e al livello che la ha fatta conoscere e apprezzare nel mondo. Questa situazione non è più tollerabile.

    Non possiamo accettare questa disparità di trattamento con i comuni marittimi.
    La settimana scorsa il Consiglio regionale ha bocciato l’emendamento presentato da Stefano Valdegamberi per parificare l’incasso delle concessioni demaniali tra i Comuni del Lago di Garda e quelli del mare Adriatico veneto.
    Putroppo alcuni consiglieri della zona erano assenti e altri hanno votato contro.

    (Mancavano infatti Davide Bendinelli (già sindaco di Garda…) Andrea Bassi e Giancarlo Conta, Remo Sernagiotto, Maurizio Conte, Renato Chisso, Marino Zorzato. Hanno espresso voto contrario Roberto Ciambetti, Marino Finozzi, Franco Manzato, Daniele Stival, Marialuisa Coppola, Elena Donazzan e Massimo Giorgetti).

  • Se lo Stato abbandona il Garda

    Pubblicato il 18 marzo 2014 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    L’arena oggi riprende il mio appello sul rischio di soppressione della Squadra nautica di Peschiera del Garda.

  • Squadra Nautica di Peschiera, scelta assurda

    Pubblicato il 10 marzo 2014 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    È prevista la soppressione di tutte le squadre nautiche della Polizia: per la nostra provincia significa chiudere la Squadra Nautica di Peschiera del Garda, all’interno della quale operano otto agenti.
    Sarebbe un duro colpo per il territorio del Garda, che durante il periodo estivo conta milioni di presenze; la situazione è ancora più grave perché è prevista anche chiusura della Polizia Nautica di Riva del Garda. A presidiare la superficie del più grande lago italiano rimarrebbero solamente, sulla sponda bresciana, la Guardia Costiera e la Guardia di Finanza di Salò.
    È tollerabile tutto ciò?
    La scelta di eliminare la Squadra di Peschiera è assurda, vista la grandezza del lago, il numero di presenze e l’indotto che genera nell’economia di tutta l’area. Bisogna considerare che le moto d’acqua sono state acquistate dai comuni e che le infrastrutture sono concesse in comodato gratuito dal Comune di Peschiera del Garda, così come gratuito è l’ormeggio delle imbarcazioni.
    Il risparmio sarebbe dunque minimo, ma il rischio di danneggiare l’area del Garda molto grande: non garantiremmo la sicurezza di milioni di turisti per un risparmio irrisorio! È una politica suicida, frutto di ragionamenti burocratici che non tengono minimamente conto delle specificità dell’area del Benaco e della sua importanza.
    Tutte le forze politiche, sociali e tutte le associazioni che operano nell’interesse del Garda devono mobilitarsi contro questa decisione assurda e autolesionista. Lo stato Italiano non può abbandonare il bacino del Garda a se stesso. È uno dei primi biglietti da visita della penisola per i tanti turisti stranieri che scendono dall’Europa continentale e settentrionale ogni anno e non può rimanere senza alcun controllo.

  • Lago di Garda d’inverno

    Pubblicato il 17 gennaio 2014 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Ieri un articolo del Corriere di Verona ha riacceso i riflettori sulle chiusure invernali nella zona del Garda. In parte è naturale un calo dei visitatori, tuttavia sono convinto che attraverso politiche mirate si possa stimolare il turismo anche quando le temperature si abbassano.
    Non abbiamo inverni così rigidi, possiamo offrire escursioni in montagna partendo dal Lago, basta pensare alla funivia di Malcesine. Si può incentivare il turismo congressuale o prevedere delle iniziative di qualità anche dopo il Natale. La crisi di certo non aiuta, però il lago ha molto da offrire anche d’inverno. È un peccato sentir parlare di “coprifuco” per questa stagione.

    Il «coprifuoco» invernale dei negozi sul lago di Garda «La crisi spinge a chiudere»
    VERONA — Centri storici dei paesi rivieraschi del lago di Garda «chiusi per ferie». Già dal giorno dopo l’Epifania, circa l’80 per cento dei pubblici esercizi e dei negozi hanno sospeso l’attività fino a primavera. Tutti gli inverni lo stesso scenario: serrande abbassate e vetrine oscurate, campeggiano solo i cartelli con scritto «si riapre a marzo». E i centri si desertificano. Quest’anno è pure peggio: l’8 gennaio, tutti i negozi hanno chiuso contemporaneamente, senza una turnazione di ferie. Se poi vi si aggiunge la crisi economica, il risultato è la desolazione. Son tanti i commercianti, infatti, che ormai fanno fatica a reggere le «spese vive» dell’esercizio, oppure quelli che chiudono proprio definitivamente l’attività. I sindaci hanno provato anche a ideare incentivi per l’apertura tutto l’anno, «ma è una battaglia persa – dice il presidente della Comunità del Garda e primo cittadino di Torri, Giorgio Passionelli- Abbiamo abbassato le tasse sui plateatici e messo l’Imu al minimo, però il problema non si risolve e d’inverno il lago muore». Bardolino è sempre stata la cittadina che manteneva un minimo vitale di esercizi aperti. Non quest’anno: «Purtroppo è così – commenta il sindaco bardolinese, Ivan De Beni -. Purtroppo d’inverno il turismo non c’è. Tanti esercenti mi hanno detto chiaramente che non ce la fanno a tenere aperto il negozio, con il personale da pagare. L’amministrazione comunale, da tre anni, ha emesso un piano locali, premiando i pubblici esercizi che tengono aperti d’inverno, concedendo loro in luglio ed agosto una fila di tavoli aggiuntivi nei plateatici. Ma per i negozi non si può far nulla». Non c’è legge, infatti, che obblighi all’apertura: fa testo la 114 del 1998, con cui si sancisce solo che un’attività non può stare chiusa per più di un anno, ma non indica il periodo massimo di chiusura per ferie.
    Annamaria Schiano

  • Chi rappresenta il Garda?

    Pubblicato il 3 settembre 2013 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Tre campanelli d’allarme per il futuro del Garda: la questione della funivia di Prada, la richiesta della concessione edilizia per le roulotte e la spinosa trattativa sull’aeroporto.
    Tre diversi sintomi di uno stesso male: la mancanza di una forte rappresentanza politica dell’area del Benaco.

    Non condivido l’attacco ai sindaci di Brenzone e San Zeno lanciato dall’ex presidente della funivia Marco Bisagno. Ho lavorato a fianco dei sindaci due anni fa, quando ottenemmo dall’allora Ministro Passere la prima proroga. In quel momento riuscimmo a far arrivare con forza la nostra voce a Roma. So quanto tengono al bene del territorio che amministrano.
    Al momento, ventilati progetti di project financing appaiono troppo vaghi e, pur apprezzando l’ordine del giorno proposto da alcuni deputati veronesi, so che spesso gli ordini del giorno rimangono degli impegni vaghi che il Governo non prende in considerazione. Per questo ribadisco che serve un lavoro costante e una grande sinergia tra gli amministratori locali e i rappresentanti del territorio nella capitale.
    La funivia ha un grande potenziale, confemato dai numeri di questa annata. Una nuova proroga darebbe ossigeno; confidiamo anche nei fondi Fas, nell’impegno di qualche istituto di credito e auspichiamo un lavoro in sinergia con altre strutture simili del Baldo, in modo da lavorare in una moderna ottica di “distretto” per rinforzare l’offerta turistica del Gardo-Balda.

    Sulle roulotte sembra vi sia un accanimento burocratico: il turismo è il nostro petrolio e qualcuno si adopera per sabotare i pozzi con norme bizantine. Una norma del Decreto del fare assoggetta le roulotte, i camper e la case mobili all’interno dei campeggi a interventi di nuova costruzione. Non ha senso gravare i nostri campeggiatori di questo peso. In questo caso ha fatto bene il presidente della regione a intervenire duramente: dalle spiagge dell’Adriatico alle rive del Benaco dobbiamo sostenere i nostri operatori turistici.

    Rimango perplesso anche dalla trattativa “in escusiva” dell’Aeroporto Catullo con Venezia. In nostro bacino di utenza è da sempre un altro: la direttrice del Brennero. Abbiamo esigenze totalmente diverse dalla laguna, non possiamo illuderci che le nostre priorità saranno le loro. Sarebbe stato meglio, dopo anni bui, aprirsi veramente ai mercati internazionali. Invece si opera al contrario, creando una corsia preferenziale per il vicino di casa.

    L’area del Garda deve tornare ad avere una voce forte e dei rappresentanti legati a questo territorio unico al mondo che ne conoscano le reali esigenze, altrimenti rimarrà in balia di decisioni prese da altri che non hanno come priorità la nostra macroarea.

  • Tav, scontro con la Lombardia sul tracciato

    Pubblicato il 21 novembre 2012 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    Sono intervenuto in Commissione Trasporti durante l’audizione in cui veniva discussa la nostra risoluzione che chiede la convocazione di un tavolo con tutti gli addetti ai lavori per valutare lo spostamento del progetto a sud dell’emiciclo morenico.

    Di seguito gli articoli del Corriere di Verona e de L’Arena

     

    Corriere di Verona 

    Scontro sulla Tav nel basso Garda Pd e Lega attaccano la Lombardia

    VERONA — Alleanza decisamente insolita, alla Camera, tra due parlamentari veronesi schierati su fronti opposti. Giampaolo Fogliardi, del Pd, e Alessandro Montagnoli, della Lega Nord, hanno invece fatto fronte comune, ieri, ingaggiando una dura battaglia in Commissione Trasporti contro l’assessore alla Mobilità della Regione Lombardia Gilardoni. In gioco, un tema delicatissimo: il tracciato della Tav nel basso Garda. Fogliardi aveva chiesto la convocazione di un tavolo con tutti gli addetti ai lavori per valutare lo spostamento del progetto a sud dell’emiciclo morenico. «L’assessore Gilardoni e il dirigente della Regione Lombardia Riccardo Ferrari – spiega Fogliardi – si sono opposti, ma noi restiamo contrari all’affiancamento della Tav all’autostrada A4 poiché comporterebbe il rifacimento di tutti i cavalcavia e porterebbe tre gallerie sotto i colli morenici e una galleria artificiale sotterranea. Avvertiamo pericoli per il santuario del Frassino, sia per la statica che per la conservazione degli affreschi, nonché la devastazione dell’ecosistema dell’omonimo laghetto. E Gilardoni sottovaluta anche i danni ai vigneti del Lugana doc che comprometterebbero la produzione di questo vino rinomato, cosa per la quale i produttori dell’intera zona sono molto, molto preoccupati». Pienamente d’accordo Montagnoli, secondo il quale «i lombardi si basano su pareri vecchi di 10 anni e negano un serio confronto con chi vive in quel territorio. Un modo di fare inaccettabile: se nascono tensioni come in Val di Susa è anche perché non si accetta di dialogare con le popolazioni dei territori interessati. Da Peschiera, da Castelnuovo e da Sona sono arrivati dei netti no a quel tracciato. E noi diciamo che bisogna riparlarne!». «Non siamo contro la Tav – conclude Fogliardi -, ma non vogliamo essere messi di fronte a giochi predefiniti, e non capiamo quale senso possa avere andare verso la distruzione di un ecosistema unico che porta ricchezza, bellezza e cultura quando spostando un po’ più a sud il tracciato si incontrerebbero meno ostacoli».
    L.A.

    L’Arena

    BASSO GARDA. Il deputato contro Gilardoni
    Fogliardi sulla Tav: «No alla vicinanza all´autostrada A4»
    E aggiunge: «L´affiancamento distrugge un ecosistema unico»

    L´ipotesi di spostare a sud delle colline moreniche il tracciato del tratto gardesano del treno ad Alta velocità è stato oggetto dello scontro che ieri, a Roma, ha avuto come protagonisti da un lato gli onorevoli veronesi Giampaolo Fogliardi (Pd) e Alessandro Montagnoli (Lega Nord) e dall´altro l´assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia Gilardoni.

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  • Basso lago, spostare la Tav

    Pubblicato il 24 luglio 2012 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Ne parlavo già a febbraio: la Tav nel basso lago sarebbe un rischio per il Lugana e per il turismo.

    Lunedì ho incontrato gli amministratori del basso lago e vi è la volontà unanime di chiedere lo spostamento del tracciato.  Dando merito al sindaco di Desenzano per l´avvio di un percorso importante, ho dichiarato al quotidiano L’Arena: «questa crisi impone di rivedere tutti i conti e qui parliamo di un progetto che, se spostato a sud, costerebbe molto meno e tutelerebbe ambiente e turismo. Nessuno mette in discussione l´Alta velocità, ma il come realizzarla. Mi permetto di dissentire dal sindaco di Peschiera riguardo la partecipazione delle associazioni: mai come oggi la società civile è vicina e può essere di supporto all´azione politica che è rappresentata da tanta gente che fa con coscienza il proprio dovere».

    Di seguito l’articolo integrale

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  • Decreto sviluppo, sei milioni per la navigazione sui nostri laghi

    Pubblicato il 5 luglio 2012 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    Grande soddisfazione per l’inserimento nel decreto sviluppo di sei milioni di euro per il servizio di navigazione sui laghi Maggiori, di Garda e di Como.

    Avevo ricordato ancora in gennaio al Ministro Passera, con una interrogazione, che per il Lago di Garda, zona che attira ogni anno milioni di turisti, la navigazione rappresenta una alternativa da incentivare al trasporto su gomma. I tagli al trasporto navale e la conseguente congestione delle strade avrebbero conseguenze pesanti per l’economia e per l’ambiente del Lago.

    Ero intervenuto anche in giugno sulla questione, firmando con altri colleghi una mozione che impegnava il Governo a reperire risorse economiche per garantire un servizio efficiente, sia per i turisti che per i residenti. Ricordo infatti che a causa dei tagli del precedente Governo, la società Navigarda aveva ridotto del 30% il servizio dei traghetti che attraversano il Lago di Garda; unica tratta aperta tutto l’anno.

    L’articolo 16 del Disegno di legge: “Conversione in legge del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, recante misure urgenti per la crescita del Paese” (5312) recita:

    “Le disposizioni proposte contengono misure finanziarie urgenti in materia di trasporto.
    In particolare, al comma 1, al fine di garantire la continuità del servizio pubblico di navigazione sui laghi Maggiore, di Garda e di Como, alla Gestione governativa navigazione laghi si attribuiscono, per l’anno 2012, risorse pari a euro 6.000.000, destinate al finanziamento delle spese di esercizio per la gestione dei servizi di navigazione lacuale. Al riguardo, va evidenziato che la Gestione governativa navigazione laghi ai sensi della legge 18 luglio 1957, n. 614, deve garantire, in nome e per conto dello Stato, le linee di navigazione in servizio pubblico sui laghi di Garda, Maggiore e di Como, nonché, in applicazione della Convenzione italo-svizzera per la disciplina della navigazione sul lago Maggiore e sul lago di Lugano, promossa e sottoscritta dai rispettivi Governi, anche il servizio di trasporto pubblico nel bacino svizzero del lago Maggiore”.

    Testo integrale Decreto Sviluppo

  • Lago di Garda, appoggio ai sindaci sulla fondazione

    Pubblicato il 17 febbraio 2012 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    La proposta di istituire una fondazione per gestire i proventi della tassa di soggiorno è una giusta e centrata idea da due punti di vista: in primis amministrativo e in secondo luogo giuridico-societario.

    Dal punto di vista amministrativo perché, essendo un’imposta che entra direttamente nelle casse degli enti locali, è bene che siano gli stessi a disporne e risponderne direttamente per quelli che devono essere i risultati e gli impieghi a beneficio delle comunità locali.

    I sindaci risponderanno in termini di efficienza dei servizi, di bellezza e manutenzione dei territori, di corrispondenza alle esigenze dei turisti che, sopportando questa imposta, hanno tutto il diritto di beneficiarne; quindi oneri, ma anche onori nel disporne direttamente senza delegare ulteriori carrozzoni.

    A questo punto, subentra l’esigenza di trovare il contenitore comune per questi introiti e per il loro utilizzo ed è proprio da tal punto di vista, ed in particolare del diritto, che la fondazione meglio risponde a queste esigenze rispetto alla struttura del consorzio, quale “Lago di Garda è”, che è un ente privato, al quale verrebbe data delega con storno delle imposte entrate a favore dello stesso e con il pericolo di una gestione non più rispondente alle reali esigenze manifestate dalle amministrazioni.

    La fondazione ha la sua ragion d’essere nel “patrimonio”, il consorzio è invece una aggregazione che coordina e aggrega. I soldi pubblici, quali le imposte di soggiorno introitate non possono essere gestiti da terzi, potrebbero solo essere in parte dati a contributo, ma a questo punto snaturerebbero il significato dell’imposta di soggiorno, che non dimentichiamo deve rappresentare una prima forma di applicazione di quel federalismo fiscale e di quella reale autonomia degli enti locali tanto auspicata e che ora deve essere applicata.

    Ben venga la proposta di Passionelli e De Beni e degli altri sindaci per la fondazione.

    Altre strade significherebbero aver chiuso la porta alle vecchie e cattive gestioni per poi farle rientrare dalla finestra.

  • Navigarda, Passera intervenga

    Pubblicato il 27 gennaio 2012 giampaolo 2 commenti Condividi su Facebook

    Il Ministo Passera intervenga per evitare la diminuzione delle corse sulla tratta Torri-Maderno. A causa dei tagli del precedente Governo, la società Navigarda ha ridotto del 30% il servizio dei traghetti che attraversano il Lago di Garda; unica tratta aperta tutto l’anno.

    Si è trattato di un taglio di oltre 10 milioni di euro, a fronte di 22 di trasferimenti, e c’è il rischio che in primavera, all’inizio della stagione turistica, ulteriori corse vengano soppresse”, è quanto afferma il deputato veronese del Pd in una interrogazione presentata oggi in Commissione Finanze.

    Lo Stato ha infatti tagliato del 50 per cento i trasferimenti alla «Gestione governativa navigazione laghi», l’azienda che sotto il comando del ministero dei Trasporti gestisce battelli e traghetti dei laghi più grandi d’Italia: Garda, Maggiore e Como; per il Lago di Garda, zona che attira ogni anno milioni di turisti, la navigazione rappresenta una alternativa da incentivare al trasporto su gomma, che ogni estate provoca grandi difficoltà viabilistiche”, prosegue Fogliardi.

    I tagli al trasporto navale e la conseguente congestione delle strade potrebbero avere anche conseguenze pesanti per l’economia, l’occupazione e per l’ambiente del Lago di Garda”, conclude il deputato.

    Testo integrale dell’interrogazione

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