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  • Mobilità e depurazione le priorità del Garda

    Pubblicato il 7 settembre 2012 giampaolo 4 commenti Condividi su Facebook

    Il Parlamento ha approvato oggi la Mozione bipartisan che impegna il Governo a reperire le risorse economiche necessarie a garantire un servizio efficiente di navigazione sui laghi.

    I contributi statali, infatti, sono stati dimezzati negli ultimi anni, passando da 26 a 13 milioni di euro.

    “Le minori risorse trasferite, sommate all’aumento delle imposte sui carburanti, in particolare sul gasolio, aggravano i costi di gestione e mettono a rischio la continuità del servizio pubblico di navigazione” si legge nella mozione. Abbiamo anche chiesto al Governo di valutare “la possibilità di intervenire con gli appositi strumenti, anche di carattere normativo, per modificare l’attuale gestione dei laghi prealpini, da una parte rendendo possibile l’ingresso ai privati nell’ente pubblico e, dall’altra, prevedendo una gestione organizzativa e finanziaria autonoma per ciascun lago”.

    Noi parlamentari della zona, insieme alle istituzioni e alla Comunità del Garda, abbiamo lavorato quest’anno per garantire la navigazione sul Lago di Garda ottenendo dei risultati soddisfacenti ma la questione, grazie ai nuovi finanziamenti, è stata solo rimandata, non risolta in maniera stabile. E i problemi del territorio, ovviamente, non si esauriscono in questo capitolo. L’attenzione va tenuta alta per preservare questa risorsa unica che è il Lago di Garda.

    Mentre attendiamo la conclusione della stagione estiva, ricordiamo come l’inizio del 2012, nonostante la crisi, si sia rivelato positivo per il turismo. I dati della Provincia stimano un +2,01% di arrivi e un +5,27 di presenze nei primi sei mesi dell’anno.
    Un inizio incoraggiante che però non ci ha mai fatto abbassare la guardia: la fiducia conquistata negli anni, anche all’estero, non è mai garantita.

    Nel 2011, Secondo i dati di Federalbergi, la permanenza media dei turisti è stata di quasi 5 giorni; la gran parte degli ospiti, più dell’80%, sono stranieri: il 53,75% tedeschi e austriaci, il 18,42% vengono dai Paesi Bassi e il 7,51% arrivano da altri paesi europei, tra cui spiccano Danimarca ed Irlanda.

    Il Lago di Garda conta 25 milioni di presenze annue, escludento seconde case e visitatori “mordi e fuggi” che affollano, ad esempio, i parchi tematici. Parlo di un sistema che vede 540 alberghi, più di 2000 affittacamere e oltre 60 campeggi. L’ Osservatorio domanda-offerta di lavoro Banca Dati Lavoro EBT Gardesano stima ben 7.000 addetti nel settore turistico gardesano tra hotel, campeggi e pubblici esercizi. Non sorprende quindi che l’offerta lacustre rappresenti ben il 17% del turismo del Veneto, prima regione turistica d’Italia.

    E’un patrimonio di valore inestimabile e per questo dobbiamo una volta per tutte trovare un assetto stabile alla navigazione (e di conseguenza trovare un modello di mobilità sostenibile) senza rimanere con l’acqua alla gola fino all’ultimo momento ad attendere di volta in volta i fondi del Governo.

    Altra questione fondamentale: la depurazione delle acque. La situazione non è ancora critica ma non dormiamo sonni tranquilli. Come ha dichiarato alla stampa il presidente della Comunità del Garda, Giorgio Passionelli, abbiamo tra le mani una «una bomba ad orologeria». Passionelli ha inoltre ricordato il «tronco di collettore sublacuale tra Maderno e Torri che è un pericolo evidente per l´intero ecosistema gardesano e che va perciò dismesso al più presto per prevenire sversamenti nocivi per l´ambiente e la nostra economia basata sul turismo».

    Lo stesso Ministro Clini, intervenuto lunedì 16 luglio a Gardone Riviera (Brescia) all´inaugurazione ufficiale del depuratore di Tremosine e Limone, dopo aver elogiato la nuova struttura, ha anche ricordato l´inadeguatezza dell´attuale impianto di collettamento dei reflui: «un´opera datata che richiede nuovi investimenti per consentire un uso delle acque sempre più efficiente». «Il rischio per il Garda», ha aggiunto Clini, «è reale poichè, in presenza di eventi meteo estremi, il sistema di depurazione esistente è destinato a non reggere a lungo».

    Legambiente ha messo infatti la “Maglia nera” anche quest’anno ai grandi laghi del nord, sui quali si riscontra la falla più grande nel sistema di depurazione. Sul lago di Garda sono stati prelevati 14 campioni di cui 8 sono risultati critici; di questi, cinque punti sono risultati fortemente inquinati e 3 inquinati.

    Dai trasporti alle acque, non possiamo ignorare le sfide che attendono il Garda. Non possiamo vivere sugli allori. Dobbiamo preservare e valorizzare un territorio che è grande fonte di ricchezza per tutto il Paese.

    In materia di navigazione insistiamo sui tre punti chiave:

    1) reperire risorse economiche per garantire un servizio efficiente, sia per i turisti che per i residenti
    2) trasferire a livello regionale la gestione della navigazione sul Lago di Garda, anche favorendo la stipula di accordi fra Lombardia, Veneto e Trentino
    3) valutare la possibilità di modificare l’attuale gestione dei laghi prealpini, da una parte rendendo
    possibile l’ingresso ai privati nell’ente pubblico, e dall’altra prevedendo una gestione

    Per quanto riguarda la salute delle acque, come abbiamo ricordato nella mozione, dobbiamo riqualificare il sistema di collettamento e depurazione anche attraverso la realizzazione del nuovo depuratore per la sponda bresciana e, in caso di necessità, il rifacimento delle condotte sub-lacuali esistenti con la loro conseguente dismissione.

    Giampaolo Fogliardi

  • Accesso al credito per PMI, Governo intervenga

    Pubblicato il 21 giugno 2012 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Nella dichiarazione di voto sulla mozione a favore delle PMI, a nome del gruppo Pd ho auspicato che questo settore trainante e fondamentale venga adeguatamente sostenuto dal Governo viste anche le sollecitazioni di Draghi e Visco.

    Molte PMI che potrebbero proseguire la loro attività in maniera normale sono oggi seriamente messe in difficoltà dai tagli delle linee di fido e dalla mancanza di finanziamenti e mutui (non concessi anche quando questi sarebbero ampiamente garantiti), nonché dai ritardi dei pagamenti della macchina pubblica.

    Mi auguro che sul piano interno il governo assuma tutte le iniziative necessarie affinché la liquidità ottenuta dalle banche italiane si traduca in un sostegno all’economia reale e in accesso al credito per le imprese e le famiglie.

    Chiediamo che in sede europea:

    a) le nuove regole siano coerenti con l’attuale fase ciclica dell’economia europea e italiana

    b) siano introdotti nelle normativa europea di recepimento dell’accordo di “Basilea 3” accorgimenti regolamentari che incentivino, riducendone il costo, i prestiti in favore delle PMI

    c) si provveda a chiarire che, nei casi in cui un finanziamento è supportato dalla garanzia di un consorzio di garanzia collettiva fidi, il criterio di assorbimento patrimoniale richiesto ai confidi non possa risultare superiore al risparmio di capitale ottenuto dalla banca in conseguenza dell’intervento del confidi stesso

     

    Testo integrale

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  • Navigarda, Governo sblocchi la situazione

    Pubblicato il 14 giugno 2012 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Ero già intervenuto in gennaio sui tagli alla Navigarda con una interrogazione al Ministro Passera. Ora ho presentato anche una mozione al Governo insieme a molti altri colleghi di tutti gli schieramenti.

    Il taglio del 50 per cento sul fondo di esercizio dell’azienda ha portato una drastica diminuzione delle corse e un notevole ridimensionamento del personale. Si prospetta una situazione difficile per la stagione estiva e un conseguente congestionamento del traffico su gomma. Questi i punti che vogliamo portare avanti:

    1) reperire risorse economiche per garantire un servizio efficiente, sia per i turisti che per i residenti

    2) trasferire a livello regionale la gestione della navigazione sul Lago di Garda, anche favorendo la stipula di accordi fra Lombardia, Veneto e Trentino

    3) valutare la possibilità di modificare l’attuale gestione dei laghi prealpini, da una parte rendendo possibile l’ingresso ai privati nell’ente pubblico, e dall’altra prevedendo una gestione organizzativa e finanziaria autonoma per ciascun lago.

    Scarica il testo integrale: Mozione Navigazione lago di Garda

  • Diamo credito all’economia reale

    Pubblicato il 31 maggio 2012 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Sto attendendo di discutere in aula questa mozione. Il sostegno alle piccole e medie imprese è fondamentale per uscire dalla crisi, come la loro possibilità di accedere al credito.

    La crisi finanziaria che ha preso avvio nel 2007 sta generando impatti rilevanti sia sui mercati finanziari sia sull’economia reale: in particolare, l’Italia, oltre a subire pressioni sul mercato del debito sovrano, presenta un tasso di crescita potenziale troppo contenuto ed è entrata in una fase recessiva;

    le cause di questa fase di forte instabilità sono riconducibili sia ad aspetti relativi all’economia reale sia a profili relativi all’economia finanziaria, a cui le autorità monetarie, di vigilanza e politiche hanno cercato di far fronte, nel corso dell’ultimo triennio, con un ampio spettro di normative;

    in particolare, la normativa europea di recepimento dell’accordo di «Basilea 3» prevede un generalizzato inasprimento dei requisiti patrimoniali per le banche, che se, per un verso, è necessario per ripristinare la fiducia nella solvibilità delle banche, rischia, tuttavia, di tradursi in maggiori costi e difficoltà di accesso al credito per il sistema produttivo, in particolare per le piccole e medie imprese;

    sebbene la piena applicazione dei nuovi requisiti entrerà a regime solo nel 2019, l’annuncio delle nuove regole ha generato pressioni da parte degli investitori e delle controparti affinché le banche si adeguino prima dei tempi previsti, accumulando riserve di capitale e di liquidità nonostante l’attuale difficile situazione di mercato e del sistema produttivo;

    il 9 dicembre 2011 l’Autorità bancaria europea (Eba) ha adottato una raccomandazione che prevede la creazione, in via eccezionale e temporanea, entro la fine di giugno 2012, di una riserva supplementare di fondi propri da parte delle banche;

    l’8 dicembre 2011, la Banca centrale europea ha lanciato due rifinanziamenti straordinari (ltro, long term refinancing operation) della durata di 36 mesi a favore delle banche, allo scopo di garantire l’accesso alle liquidità agli istituti di credito: le due aste, che si sono tenute il 21 dicembre 2011 e il 29 febbraio 2012, hanno assegnato alle banche, rispettivamente, 489,19 miliardi di euro e 529,53 miliardi di euro a tasso fisso, con l’opzione di ripagare, in tutto o in parte, l’ammontare dopo un anno e successivamente secondo scadenze prefissate; secondo una nota diffusa dalla Banca d’Italia, le banche italiane hanno partecipato alla seconda operazione ltro per una quota pari a 139 miliardi di euro lordi, pari a circa 80 miliardi di euro al netto del riassorbimento di operazioni di scadenza più breve;
    è stato il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi ad invitare gli istituti di credito ad approfittare dell’offerta, senza alcun timore di suscitare sospetto, per evitare il credit crunch in atto e riparare i bilanci e i mercati, abbreviando i tempi della ripresa;

    anche il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nel suo intervento al 18o congresso Assiom Forex del 18 febbraio 2012, ha affermato che: «a distanza di pochi anni le imprese si trovano nuovamente a fronteggiare un inasprimento delle condizioni creditizie; anche in questa occasione sarà essenziale la capacità delle banche di valutare attentamente il merito di credito, senza far mancare il sostegno finanziario ai clienti solvibili e meritevoli. Un adeguato e stabile volume di finanziamenti è essenziale per l’attività delle stesse banche»;
    l’analisi annuale per la crescita 2012, presentata dalla Commissione europea il 23 novembre 2011 (COM(2011)815 def.), prevede espressamente, nell’ambito dell’obiettivo «ripristinare la normale erogazione di prestiti all’economia», l’esigenza di «garantire che le banche rafforzino i propri coefficienti patrimoniali consolidando le proprie posizioni patrimoniali e non limitando indebitamente l’erogazione di prestiti all’economia reale» e di «rivedere le norme prudenziali per evitare che penalizzino indebitamente l’erogazione di prestiti alle piccole e medie imprese»,
    impegna il Governo:
    ad assumere, per quanto di competenza, tutte le iniziative necessarie affinché la liquidità ottenuta dalle banche italiane nelle operazioni long term refinancing operation si traduca effettivamente in un sostegno all’economia reale e all’accesso al credito delle imprese e delle famiglie;
    ad adoperarsi in sede europea affinché:

    a) le nuove regole siano coerenti con l’attuale fase ciclica dell’economia europea e italiana, facendo sì che le nuove regole sui requisiti di capitale siano un fattore di stabilizzazione dei mercati di lungo periodo e non un freno per le banche nel sostegno alle imprese e alle famiglie, evitando che le proposte, le loro modalità di attuazione ed i relativi tempi determinino indesiderati effetti prociclici;

    b) siano introdotti nella normativa europea di recepimento dell’accordo di «Basilea 3» accorgimenti regolamentari che incentivino, riducendone il costo, i prestiti in favore delle piccole e medie imprese, in particolare prevedendo misure che, di fatto, sterilizzino gli incrementi di capitale, a fronte dei prestiti erogati alle piccole e medie imprese, che si determinerebbero nel caso di applicazione indifferenziata delle nuove regole sul capitale;

    c) si provveda a chiarire che, nei casi in cui un finanziamento è supportato dalla garanzia di un consorzio di garanzia collettiva fidi, il criterio di assorbimento patrimoniale relativo all’accantonamento richiesto al confidi non possa risultare superiore al risparmio di capitale ottenuto dalla banca in conseguenza dell’intervento del confidi stesso;
    a proseguire nell’impegno, già assunto in sede di approvazione alla Camera dei deputati della risoluzione n. 6-00097, sottoscritta da esponenti di tutti i gruppi parlamentari, a far sì che l’attuazione delle misure che dovrebbero essere adottate dalle banche europee per colmare il deficit di capitale eventualmente emerso a seguito dell’esercizio dell’Autorità bancaria europea sia dilazionata nel tempo, in maniera da ridurne gli effetti prociclici e metterle in fase con la congiuntura economica.

    (1-00910) «Fluvi, Causi, Albini, Carella, D’Antoni, Fogliardi, Graziano, Marchignoli, Piccolo, Pizzetti, Sposetti, Strizzolo, Vaccaro, Verini, Vico».

  • Più poteri ai comuni contro il gioco d’azzardo

    Pubblicato il 29 marzo 2012 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    Ho sottoscritto la mozione del collega Bobba che mira a permettere anche ai comuni, in accordo con la Provincia e la Regione loro afferenti, di disciplinare l’ubicazione dei locali e delle sale da gioco.

    I pericoli del gioco
    Il gioco d’azzardo è ormai un’emergenza sociale, capace di generare dipendenza per circa 1 milione di persone; inoltre le nuove strategie di marketing dell’industria del gioco fanno aumentare il numero dei giocatori saltuari ed elevare quello dei giocatori patologici.

    E’ormai noto che l’unica azione in grado di contenere il fenomeno delle ludopatie deve riguardare la limitazione degli spot pubblicitari, il riconoscimento del gioco d’azzardo patologico quale malattia e il conseguente inserimento nei livelli essenziali di assistenza.
    Serve anche una corretta informazione sui rischi da gioco, anche a livello scolastico, e la gestione più rigorosa di locali e sale adibite al gioco.

    I limiti all’intervento dei comuni
    Nonostante i comuni si siano dotati nel tempo di strumenti normativi per disciplinare le sale giochi, come regolamenti ed ordinanze, spesso hanno visto decadere questi strumenti a causa di un’azione giurisprudenziale che ha rilevato una mancanza di giusta motivazione nel porre divieti troppo generalizzati alla libertà di iniziativa economica.

    L’esempio di Bolzano
    Con la sentenza n. 300 del 10 novembre 2011, la stessa Corte nel pronunciarsi sul ricorso promosso dalla Provincia di Bolzano, la quale con proprio regolamento vieta ex lege e, quindi in modo generale, l’apertura di sale giochi e la messa a disposizione di giochi nei luoghi in prossimità di zone ritenute sensibili come scuole e centri giovani o altri istituti frequentati principalmente da giovani, ha ritenuto che dettare limiti all’esercizio dell’attività di gioco basati sulla distanza sui luoghi cosiddetti sensibili, manifesti una volontà atta a tutelare “soggetti ritenuti maggiormente vulnerabili, o per la giovane età o perché bisognosi di cure di tipo sanitario o socio assistenziale e a prevenire forme cosiddette compulsive, nonché volte ad evitare.

    Riteniamo questa sentenza significativa e auspichiamo che anche l’azione del Governo vada in questa direzione.

  • Mozione per un codice etico

    Pubblicato il 23 febbraio 2012 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    Ho sottoscritto, insieme a 60 colleghi appartenenti a tutti gli schieramenti la mozione con la proposta di un Codice etico.

    Il Paese attende riforme istituzionali urgenti, come quella che riguarda la legge elettorale e la democrazia dei partiti, ma tutte queste riforme richiedono a monte un rinnovato impegno da parte nostra per recuperare l’anima della buona politica in un clima di ethos diffuso e condiviso.

    L’allarmante “crisi morale” della politica italiana si ripercuote negativamente anche sul piano istituzionale ed economico: non vi è dubbio, infatti, che lo smarrimento di saldi valori etici accresca il distacco tra cittadini e Istituzioni, renda queste ultime meno credibili ed affidabili ed alimenti la sfiducia degli operatori economici nella capacità del Paese e dei suoi governanti di reagire efficacemente alla crisi in atto.

    L’Italia non si è mai trovata tanto chiaramente dinanzi alla verità della propria situazione, che le impone di correggere abitudini e stili di vita. Cosa facile da dire, ma estremamente difficile da applicare;

    I firmatari di questo atto d’indirizzo ritengono che un simile compito non possa essere lasciato solo all’iniziativa spontanea, – pur necessaria –, perché il solo ricorso all’autodisciplina delle forze politiche si è dimostrata non sufficiente per prevenire e sanzionare l’illegalità ed il malcostume; né un simile compito può essere affidato all’iniziativa spontanea delle singole Istituzioni, ma deve rientrare in un quadro chiaro e coerente di regole comuni – tenuto conto dell’esigenza di assicurare a tutti i livelli di governo – nazionale e locale – standard uniformi di correttezza e moralità nella condotta specialmente di chi è chiamato a ricoprire cariche elettive o di nomina politica.

    Mozione codice etico

  • Ciechi e ipovedenti, Governo promuova nuove linee guida

    Pubblicato il 3 febbraio 2012 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Secondo l’Istat solo in Italia vivono 362.000 ciechi mentre si stima che gli ipovedenti siano oltre un milione e mezzo; per una migliore qualità della vita e per una migliore autonomia è necessario dotare queste persone di una sempre maggiore accessibilità alle nuove tecnologie impiegate in tutti i settori quali: lo studio; il lavoro, l’autonomia e il tempo libero e ogni altra situazione della vita quotidiana, senza dover sempre ricorrere all’aiuto di altre persone.
    E’ necessario ormai pervenire al pieno e completo abbattimento delle barriere architettoniche e percettive in particolar modo tenendo conto anche dei problemi specifici che incontrano le persone cieche ed ipovedenti.
    Per questo ho sottoscritto la mozione dei colleghi Carra e Miotto nella quale chiediamo al Governo di individuare, sviluppare e promuovere linee guida per le politiche dell’handicap, attraverso tutti gli elementi ritenuti necessari, affinché all’interno della nostra società si sviluppi una reale e concreta cultura volta al superamento delle problematiche dell’integrazione delle persone disabili anche mediante l’emanazione di norme che impongano alle imprese produttrici standard qualitativi ed universali tali che tutti gli utenti, anche quelli disabili ed in particolare quelli che presentino un deficit visivo possano, in tutta sicurezza e tranquillità, poter accedere a tali strumenti.

    Mozione ciechi e ipovedenti

  • Comuni sono in difficoltà, modificare federalismo municipale

    Pubblicato il 13 luglio 2011 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    La manovra grava pesantemente sugli enti locali: su circa 40 miliardi di euro complessivi di riduzione delle spese correnti ben 22,4 miliardi di euro, pari al 56%, siano a carico di comuni (1,5 miliardi di euro nel 2011, 2,5 miliardi di euro nel 2012 e nel 2013), province (300 milioni di euro nel 2011, 500 milioni di euro nel 2012 e nel 2013) e regioni (4,5 miliardi di euro nel 2011,  5,5 miliardi di euro nel 2012 e nel 2013), quando la spesa di regioni ed enti locali rappresenta solo il 35% della spesa pubblica italiana, al netto degli interessi sul debito;

    I gruppi del Pd di Camera e Senato hanno presentato una mozione sul tema della finanza locale per chiedere che la manovra economica sia coerente con i principi del federalismo fiscale.

    Serve una profonda modifica del decreto legislativo sul federalismo fiscale municipale (che per ora ha solo dato facoltà ai comuni di aumentare le tasse), l’insediamento immediato di una Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica, sottoponendo al suo esame la manovra 2012-2014.

    L’iniziativa parlamentare, sottoscritta dai presidenti dei gruppi Dario Franceschini e Anna Finocchiaro, nasce dalla gravissima difficolta’ finanziaria delle autonomie territoriali, e in modo particolare i comuni, con le conseguenti e pesanti ripercussioni sui servizi forniti ai cittadini (nidi e scuole dell’infanzia, assistenza agli anziani e ai disabili, manutenzione strade, edifici e verde pubblico, polizia urbana), proprio mentre altre forti difficolta’ si annunciano per il 2012 visti i tagli gia’ previsti dalle leggi approvate.

    Il Governo deve chiarire  urgentemente come intenda procedere affinchè la legge sul federalismo fiscale trovi piena attuazione e le finanze locali siano sostenibili nei prossimi anni.

    Leggi Mozione Pd finanza locale

  • Energie rinnovabili, approvata la nostra mozione

    Pubblicato il 17 marzo 2011 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook
    L’approvazione della mozione sulle energie rinnovabili che ci eravamo impegnati a presentare in aula con le imprese del settore, è una vittoria perchè vincola il Governo ad adottare gli atti di propria competenza in linea con il mandato ricevuto dal Parlamento.  Ora vigileremo perche’ questo accada.
    Il decreto del Governo sulle energie rinnovabili va cambiato; chiediamo con questa mozione, a prima firma Dario Franceschini,   che siano fatti salvi gli investimenti avviati sulla base del precedente quadro normativo di incentivazione e che non si lasci nell’incertezza tutto il settore delle energie rinnovabili.
    Infatti il settore delle rinnovabili contribuisce in misura significativa all’obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2, e, in particolare, ogni GW di fotovoltaico implica 740 mila tonnellate in meno di CO2 all’anno.
    Leggi il testo integrale
  • Riforma fiscale, il 20-20-20

    Pubblicato il 3 marzo 2011 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook
    Verrà distribuito a breve questo volantino riguardante la nostra mozione sul fisco.
    La mozione dei Deputati del PD, approvata il 22 dicembre 2010, impegna il Governo a realizzare una riforma fiscale equa, per far pagare meno le famiglie, sostenere le imprese e far crescere l’economia. Tre princìpi su tutti:
    1. UN EURO DI REDDITO DA LAVORO NON DEVE ESSERE TASSATO PIÙ DI UN EURO TRATTO DALLA RENDITA
    2. OGNI EURO RECUPERATO DALLA LOTTA ALL’EVASIONE DEVE SERVIRE A RIDURRE LE TASSE
    3. UNA RIFORMA A COSTO ZERO CHE NON TOCCA I CONTI PUBBLICI