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  • Disciplina del mercato ortofrutticolo

    Pubblicato il 1 dicembre 2011 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Ho sottoscritto la proposta di legge “Nuove disposizioni per la disciplina del mercato ortofrutticolo” dei colleghi Zucchi, Brandolini e Fiorio.

    A livello comunitario la filiera alimentare (agricoltura, trasformazione e distribuzione)  rappresenta il 5% del Valore Aggiunto e il 7 % dell’occupazione.

    Una fluttuazione eccessiva dei prezzi al consumo, derivata da una potenziale destrutturazione dei valori, in un processo produttivo che già soffre la concorrenza internazionale (speculazione e domanda globale hanno alterato in modo permanente un quadro di poliennale stabilità), obbliga ad offrire alternative organizzative, di relazione e di programmazione oltre che di strumenti per affrontare i momenti di crisi acuta al livello della produzione.

    Vogliamo favorire il superamento delle difficoltà nella filiera, perseguendo una superiore integrazione e trasparenza, al fine di offrire condizioni di stabilità economica e di certezza di condizioni contrattuali e di rafforzare l’agricoltura nel suo rapporto con il mercato offrendo opportunità di organizzazione e sedi di confronto.

    a) ordinare la intera materia per predisporre un aggiornato riferimento legislativo di base, considerato che l’insieme delle strutture associative organizzate della agricoltura si sono storicamente organizzate con riferimento a disposizioni comunitarie e nazionali differenti.

    b) rivedere taluni qualificati istituti o definizioni in vigore, verificando criticamente le esperienze fin qui realizzate;

    c)trasferire moduli e procedure, che hanno consentito la realizzazione di utili esperienze in taluni settori, ad altri settori che potrebbero parimenti beneficiarne;

    d)riordinare, senza stravolgere, la intera materia delle relazioni a partire da quelle agroindustriali, anche attraverso una rinnovata e più fattiva presenza del governo della agricoltura, sia a livello nazionale che regionale. Il sistema agricolo italiano è infatti scarsamente organizzato: l’ortofrutta, il settore più avanzato, non raggiunge il 50% del prodotto commercializzato da Organizzazioni di Produttori. Questo limite rappresenta una delle principali cause dell’insufficiente competitività della nostra agricoltura e delle difficoltà reali ad implementare in molti settori e territori strategie di qualità e di competitività. Si tratta di un problema strutturale, che influisce pesantemente sui redditi degli agricoltori e sull’insieme del settore agroalimentare nazionale.

    “Nuove disposizioni per la disciplina del mercato ortofrutticolo” testo integrale

  • Sosteniamo le banche del tempo

    Pubblicato il 13 ottobre 2011 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook
    Banca del TempoHo sottoscritto la proposta di legge “Norme per il sostegno e la diffusione delle banche del tempo”, a prima firma della collega Marchioni.
    Le banche del tempo sono comunità di persone che  scambiano fra loro servizi utilizzando il tempo come moneta, secondo il principio che un’ora di un tipo di servizio è equivalente all’ora di qualsiasi altra tipologia di servizio scambiato: un’ora di stiratura vale quanto un’ora di lezioni di inglese. Le regole del sistema sviluppano l’abitudine alle pratiche di reciprocità solidale e di mutuo aiuto. 

    E’un modello di economia alternativa che tende a valorizzare le persone con tutte le loro differenze, le varie culture e le differenti etnie.
    Occorre vedere le banche del tempo come parte integrante all’interno di un modello di economia solidale.

    I servizi più scambiati nelle attuali banche del tempo sono l’accudimento di bambini, la preparazione di cibi, i lavori di cucito, i passaggi in automobile, le lezioni di lingue e di computer.

    Per sviluppare le banche del tempo c’è bisogno di una legislazione regionale più mirata che contenga norme specifiche.
    La nostra proposta di legge non impone una unica forma giuridica delle banche del tempo perché vanno valorizzate le diversità che si sono determinate nei vari territori.
    Prevediamo alcuni sostegni finanziari, come l’estensione alle banche del tempo del 5 per mille dell’imposta sul reddito, nonché un contributo di attivazione.
    Prevediamo anche che il Ministero del lavoro e delle politiche sociali pubblichi nel proprio sito l’elenco dell banche del tempo ed effettui campagne di informazione per promuoverne lo sviluppo.

  • I buoni vacanza

    Pubblicato il 29 settembre 2011 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Ho sottoscritto la proposta di legge “Disposizioni per favorire l’accesso alle vacanze”.

    Lo strumento che prendiamo in esame è il buono vancanza: un mezzo per accedere ai servizi turistici e del tempo libero nato per facilitare l’accesso al turismo per tutti (famiglie, giovani, anziani, disabili e quel 45% di italiani che non va in vacanza).

    Lo scopo della proposta è favorire lo sviluppo armonico del turismo nazionale, in termini di riequilibrio dei flussi tra nord e sud del Paese e tra alte e basse stagioni e contemporaneamente sostenere la domanda turistica per garantire il diritto alla vacanza a tutti i cittadini.

    Il buono è un titolo di pagamento nominativo proposto ai salariati, che possono così accantonare un budget per le vacanze mediante anche il contributo del datore di lavoro.

     

    Buoni vacanza, l’esempio francese

    In Francia il sistema è semplice: i lavoratori acquistano i buoni con i loro risparmi a cui si aggiungono contributi aziendali contrattualizzati e il risparmi o del lavoratore. I contributi aziendali sono detassati in misura differenziata in rapporto al reddito.

    Il Governo francese calcola che il mancato gettito per le detassazioni e per le decontribuzioni si abbondantemente compensato dai maggiori gettito fiscali e contributivi derivanti dall’incremento del fatturato turistico nazionale e dalle mancate evasioni fiscali.

     

  • Sfida a tutti i partiti: primarie regolate per legge

    Pubblicato il 15 luglio 2011 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Il Porcellum probabilmente resterà, purtroppo.

    Quindi lanciamo la sfida a tutti i partiti: i leader vorranno veramente rinunciare al potere di nomina che viene conferito loro dal«Porcellum», accogliendo le primarie?

    Ho sottoscritto una proposta di legge, promossa dall’on. Fioroni,  per la partecipazione de i cittadini alla individuazione dei candidati per Camera, Senato, Presidenza del Consiglio, di Regione, di Provincia, Sindaco e per la democrazia interna dei partiti.

    All’interno della proposta anche un comma che farà discutere: «Non possono essere candidati i cittadini che abbiano compiuto il sessantacinquesimo anno d’età alla data dell’elezione».

    Sarebbe, come le altre,  una norma facoltativa che dovrebbe essere recepita da ogni singolo partito che desideri attuarla, con apposito regolamento approvato a maggioranza dall’assemblea nazionale del partito stesso. In mancanza di recepimento della norma, la stessa non si applica al partito che non l’ha recepita .

    Tenere l’albo degli elettori sarebbe compito dei Comuni, perché, dice Fioroni, ”io mi fido piu’ del responsabile dell’anagrafe comunale che non di un funzionario di partito”.

    Leggi il testo della proposta

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  • Classi “pollaio” e insicure, il parlamento indaghi

    Pubblicato il 7 luglio 2011 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    La situazione dell’edilizia scolastica nel nostro Paese è talmente grave che il Governo si rifiuta di rendere disponibili i dati finora accertati nella costruzione della relativa anagrafe.

    Oltre il 50% dei 42 mila edifici in cui vivono milioni di studenti e di operatori scolastici non sarebbe a norma e diecimila di essi dovrebbero addirittura essere abbattuti.

    Per questo ho aderito alla proposta di istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul finanziamento e la realizzazione dei piani di intervento per l’edilizia scolastica e le modalità di funzionamento dell’anagrafe dell’edilizia scolastica.

    Le classi pollaio

    La situazione ha rilievi di vera emergenza, alla luce della politica scolastica assunta dal Governo in carica che, al fine di fare cassa ai danni del sistema di istruzione, ha previsto l’aumento del rapporto alunni/docenti. Tale disposizione, attuata nel quadro di un sistema nazionale di edifici scolastici vetusti, spesso non a norma in termini di sicurezza, ha determinato il sovraffollamento degli alunni in classi non idonee ad ospitarli, fenomeno recentemente stigmatizzato con l’espressione “classi pollaio”.
    Didattica penalizzata

    Se il profilo della sicurezza desta inquietudine e ci impone interventi urgenti, non va comunque ignorato il fatto che tutte le indagini internazionali sul rendimento degli studi confermano la centralità e la decisiva influenza positiva esercitata dalla confortevole e adeguata organizzazione degli spazi scolastici sull’efficacia dell’attività didattica e sui livelli di apprendimento. È nella consapevolezza della fragilità strutturale e dispositiva degli edifici scolastici e del disagio vissuto quotidianamente da chi studia e lavora in questi edifici, che nel corso della presente legislatura i componenti del gruppo Partito Democratico hanno costantemente esercitato la funzione di sindacato ispettivo per avere esatta contezza, in ordine alle risorse investite e agli esiti raggiunti, delle iniziative assunte dal Governo in materia di edilizia scolastica.
    Il silenzio dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica

    Purtroppo alle nostre circostanziate interrogazioni sono giunte risposte lacunose e reticenti che non chiariscono il quadro di riferimento. Un quadro offuscato, sul quale gettano una luce sinistra alcuni episodi nonché le recenti scelte del governo in carica. Tra i primi, ricordiamo che il CIPE, con propria delibera n.15 del 13 maggio 2010, ha chiesto a due ministri componenti del Comitato stesso – in analogia con l’interrogazione Mariani – lo stato di attuazione degli interventi in corso o da realizzare sulla base di finanziamenti già stanziati! Vale poi la pena di ribadire il silenzio imbarazzante che avvolge l’Anagrafe dell’edilizia scolastica, lo strumento principe di ogni iniziativa programmatoria, ma che a distanza di un quindicennio dal suo avvio non è ancora pienamente realizzata e non si conosco tempi certi per la sua piena funzionalità.
    Sicurezza?

    Altra circostanza drammaticamente occultata riguarda le norme sulla messa in sicurezza, che non più prorogate dal settembre 2009 collocano fuori legge tutti gli edifici che non le rispettano.

    Leggi tutta la proposta

  • Tutelare legame tra nonni e nipoti

    Pubblicato il 29 giugno 2011 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Ho sottoscritto uan proposta di Legge della collega Binetti per tenere vivo il legame tra nonni e nipoti, soprattutto nel caso di rottura di matrimonio o convivenza, inserendo nel diritto di famiglia un vero e proprio diritto di visita.

    Nel nostro Paese ogni anno 25mila nonni vedono pregiudicato o, talora, distrutto il rapporto con i nipoti e con questa proposta cerchiamo di mettere al centro dell’attenzione la famiglia intesa come patto intergenerazionale, portatore di diritti e doveri di reciprocità.

    In alcune fasi critiche della vita dei minori e in certe ore della giornata, i nonni sono le uniche persone che hanno tempo per occuparsi concretamente di loro, svolgendo un ruolo educativo paragonabile a quello dei genitori e divenendo, in questo modo, un importante punto di riferimento, non solo affettivo.

    Il divorzio dei genitori diventa quindi anche un divorzio dei figli dai genitori, o dal genitore che sarà meno presente, ma anche dai nonni: nei coniugi che si separano scatta spesso l’avversione, oltre che di uno verso l’altro, anche verso la stirpe dell’altro. I figli diventano, in questo caso, un’arma di combattimento.
    Nonni e nipoti hanno entrambi molto da perdere quando il loro legame si indebolisce fino a spezzarsi perché sono reciprocamente fondamentali nella costruzione e ricostruzione del loro equilibrio personale. Perdere il diritto di vedere i nipoti rappresenta una punizione nella vita dei nonni, un trauma immotivato ed immeritato.

    Nel nostro ordinamento, invece, mentre viene contemplato e tutelato il rapporto tra il minore ed i genitori (si pensi, tra gli altri, all’istituto del diritto di visita), non si fa altrettanto nel caso del rapporto tra il minore ed i nonni, che, allo stato, non vantano alcun diritto.

    Nasce cosi’ la proposta di inserire nel codice civile l’articolo 317 ter, prevedendo che “i genitori, o il genitore che ha l’esercizio della potestà sul minore, hanno il dovere di consentire e non ostacolare il rapporto tra i figli e i genitori del padre e della madre dei figli, ove ciò non sia in contrasto con l’interesse del minore. Viene poi proposta una modifica dell’articolo 155 sempre del codice civile, stabilendo che i nonni “possono assumere ogni iniziativa per far valere in concreto il diritto dei minori a conservare i rapporti rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale” in caso di separazione dei genitori.

    Valorizzare il ruolo svolto dai nonni, infatti, li vincola in una relazione di cura anche di tipo compensatorio e offre loro la speranza, tutt’altro che remota, di una azione di sostegno nei loro confronti svolta dai nipoti, una volta diventati adulti.

    Scarica testo integrale Proposta di Legge

  • Amianto, nuove proposte di legge

    Pubblicato il 3 maggio 2011 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    Ho firmato le due proposte di legge della collega Daniela Sbrollini riguardanti il problema dell’amianto:

     

     

    Questa proposta è stata presentata al fine di tenere sempre alta l’attenzione sui problemi causati dalla presenza dell’amianto nel nostro Paese e di offrire finalmente soluzioni alle drammatiche e a tutt’oggi irrisolte conseguenze derivanti dall’esposizione all’amianto.
    L’amianto (chiamato anche asbesto) è un minerale naturale a struttura fibrosa, presente anche in Italia, appartenente alla classe chimica dei silicati. Esso è potenzialmente indistruttibile in quanto resiste sia al fuoco che al calore, nonché agli agenti chimici e biologici, all’abrasione e all’usura. Per le sue caratteristiche di resistenza e di forte flessibilità è stato ampiamente usato nell’industria e nell’edilizia, benché – già negli anni ’40 del secolo scorso – fosse stato scientificamente dimostrato che si trattava di una sostanza altamente nociva per la salute, risultata poi avere anche effetti cancerogeni.
    Per quanto concerne l’Italia, per portare a compimento, nei tempi auspicati, l’ultima fase della lotta contro l’amianto, iniziata più di quaranta anni fa, occorre conseguire tre obiettivi prioritari: la bonifica del territorio, la realizzazione di forme adeguate di tutela sanitaria e l’efficiente funzionamento del «Fondo per le vittime dell’amianto», istituito con la legge finanziaria 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244), a seguito di emendamento sottoscritto dai firmatari del citato disegno di legge atto Senato n. 23.

     

     

  • Pensioni di reversibilità al 100%

    Pubblicato il 3 febbraio 2011 giampaolo 3 commenti Condividi su Facebook

    Ho sottoscritto la proposta di legge della collega Schirru per portare l’aliquota della pensione di reversibilità dall’attuale 70% al 100%.

    La proposta di modifica all’articolo 1, comma 41, della legge 8 agosto 1995, n. 335, concernente la misura del trattamento pensionistico di reversibilità in favore del coniuge superstite parte dalla considerazione che quando la pensione del coniuge deceduto è l’unico reddito della coppia, il passaggio al 60% del reddito disponibile crea un grave disagio, ancora più sentito in momenti di crisi come l’attuale.

    La maggioranza dell pensioni ai superstiti sono erogare in favore di donne, vista la loro maggiore longevità.

    La scheda della legge sul sito della Camera

  • Fratelli d’Italia

    Pubblicato il 15 ottobre 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook
    Ho aderito alla proposta di legge costituzionale per riconoscere ufficialmente l’inno di Mameli come inno nazionale.
    A tutt’oggi, infatti, è ritenuto tale per uso consuetudinario e per affetto popolare, ma non esiste alcun pronunciamento legislativo a riguardo.
    E’ una fase delicata e importante per la storia costituzionale della nostra Repubblica; ci apprestiamo a celebrare il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia affrontando problemi ben più gravi, ma ci sembrava giusto dare valore anche ai simboli del Paese.
    La proposta è semplicissima: proponiamo un unico articolo che prevede l’inserimento dopo l’art. 12 della Costituzione, primo comma, il seguente: «L’inno di Mameli “Fratelli d’Italia” è riconosciuto quale inno ufficiale della Repubblica»
  • Al bando le Cluster Bombs (bombe a grappolo) – Proposta di Legge

    Pubblicato il 23 settembre 2010 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook
    La proposta di legge ha l’obiettivo di bandire l’uso dei micidiali ordigni e di vietarne la produzione, lo stoccaggio, il trasferimento e la commercializzazione. Ho sottoscritto oggi questa iniziativa del collega on. Sarubbi.
    Le bombe a grappolo (cluster bomb) sono armi da guerra che uccidono e feriscono migliaia di civili innocenti. Sono armi di grandi dimensioni, lanciate da aerei, elicotteri o da sistemi d’artiglieria, lanciarazzi e lanciamissili, che si aprono a mezz’aria spargendo centinaia (o nel caso di quelle d’artiglieria decine) di sub-munizioni più piccole. Le munizioni cluster sono in grado di distruggere obiettivi estesi e di colpire bersagli in movimento. Le sub-munizioni sono progettate in modo da esplodere al momento dell’impatto al suolo e tuttavia, nel caso in cui il dispositivo non funzioni, rimangono attive e possono esplodere al minimo tocco o spostamento, diventando di fatto delle mine terrestri.
    In considerazione della loro natura di “armi d’area”, le munizioni cluster se utilizzate in prossimità di aree abitate da civili sono in grado di provocare effetti generalizzati e indifferenziati, sia immediati che a distanza di tempo a causa della contaminazione nel terreno degli ordigni inesplosi.
    Le munizioni cluster, dunque, per le loro caratteristiche intrinseche rendono difficile se non impossibile rispettare le norme di diritto internazionale umanitario, previste a protezione delle popolazioni civili.
    La Convenzione di Oslo mette al bando l’uso delle bombe a grappolo, prevedendo la proibizione dell’uso, produzione, commercio e stoccaggio delle bombe cluster; impegna i Governi a distruggere gli stock esistenti negli arsenali militari, entro un periodo di massimo 8 anni, a bonificare i territori contaminati e a fornire assistenza e riabilitazione delle vittime – includendo a pieno titolo in tale definizione non solo le persone che hanno sperimentato un diretto impatto con tali munizioni ma anche le loro famiglie e le comunità.
    Ad oggi, la Convenzione è stata firmata da 104 paesi, ratificata da 37. Il Governo Italiano è stato tra i primi Paesi a firmare questo importante Trattato. Tra gli Stati che hanno intrapreso l’iniziativa diplomatica del c.d. “Processo di Oslo”, dando vita alla suddetta Convenzione sono la Norvegia, l’Austria, la Santa Sede, l’Irlanda, il Messico e la Nuova Zelanda. Tra gli altri paesi che, fino ad oggi, l’hanno sottoscritta, pur avendo in dotazione stock di cluster bomb sono l’Albania, la Croazia, il Belgio, la Danimarca, la Francia, la Spagna, la Germania, il Giappone, la Moldova, il Montenegro, la Slovenia, l’Italia, ecc. Tra gli altri Stati che hanno ratificato: Burkina Faso, Burundi, Lussemburgo, Macedonia FYR, Malawi, Malta, Nicaragua, Niger, San Marino e Uruguay.
    Con le ultime ratifiche del trattato da parte di Burkina Faso e Moldavia la Convenzione Onu è finalmente entrata in vigore il 1° agosto 2010, avendo raggiunto il quorum di 30 stati ratificanti.
    L’Italia non è tra i 37 paesi che hanno ratificato la Convenzione di Oslo (ha firmato ma non ottemperato pienamente il suo impegno mediante la sua ratifica)
    Intendiamo con la presente proposta di legge provvedere alla ratifica della Convenzione di Oslo e, sulla scia di quanto già avvenuto con la legge sulla messa al bando delle mine antipersona, introdurre le necessarie norme di adattamento dell’ordinamento interno volte a disciplinare in modo organico la materia.

    Pdl Cluster Bombs

    Relazione Pdl Cluster Bombs