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  • Né Renzi né Grillo

    Pubblicato il 23 maggio 2014 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Viviamo da mesi in campagna elettorale: Renzi ha bisogno di rafforzare e legittimare la propria posizione, Grillo cerca di dargli la spallata e Berlusconi, ormai relegato in seconda fila, prova ad emergere come può. Una situazione utile più alle pagine di cronaca politica e ai talk show che all’Italia.
    In pratica la sfida Renzi-Grillo lascia un grande vuoto nell’area moderata del Paese; se l’ex comico è il populismo fatto a persona, anche il premier sa come difendersi su quel fronte.
    Rimangono due figure non sovrapponibili, ma nessuno mi pare adatto a raccogliere il voto moderato. Tantomeno mi sembrano spendibili Alfano, Berlusconi o Casini, figure logore e in perenne lotta intestina.
    Per questo ci sono ampi spazi di manovra al centro; partiamo dall’esperienza di Scelta Europea, ma potremmo allargarci a quanti non si vogliono arrendere alla “guerra dei populismi”, a questo stato di campagna elettorale permanente a cui cui potrebbero condannarci Renzi e Grillo.
    Ho letto con interesse l’intervista che Corrado Passera ha rilasciato al Corriere della Sera, ha delineato una ricetta molto pragmatica:

    Siamo per uno Stato che stia fuori dagli affari, più magro e più tonico, più leale e più digitale. Si occupi di regole, controllo e programmazione e non di gestione. Al Sud non si arriva senza le ferrovie… e allora facciamole, invece di sprecare i fondi strutturali in mille rivoli. Ma voglio uno Stato verificabile, che risponda ai cittadini e che riconosca la loro autonomia. Devono avere più libertà di scelta, ad esempio, se incassare anticipatamente il Tfr o no. E poi ci vuole rispetto delle capacità e del merito in tutto, dalla scuola alla sanità.

    Inoltre ha fatto riferimento a una ispirazione “popolare”

    Il carattere del mio progetto è popolare nell’accezione europea del termine con forte iniezione liberale. Siamo per l’economia di mercato combinata ad una grande sensibilità sociale. Non lasceremo alla sinistra la rappresentanza del ceto medio produttivo e del terzo settore e la sfideremo sulla lotta alla povertà.

    L’anlisi della situazione attuale è molto lucida e condivisibile, attendiamo gli sviluppi di questa proposta.

    Leggi l’intervista sul sito del Corriere della Sera

  • La scelta europea

    Pubblicato il 16 maggio 2014 giampaolo 2 commenti Condividi su Facebook


    Oggi abbiamo incontrato il senatore Gianluca Susta, capogruppo al senato di Scelta civica e già europarlamentare, che ha presentato a Verona il progetto di Scelta europea, lista che sostiene la candidatura di Guy Verhofstadt alla presidenza della commissione europea.
    Susta ha ribadito come in Europa noi liberaldemocratici vogliamo batterci contro questo consociativismo tra PPE e PSE, questo asse Parigi-Berlino che non ha prodotto nulla di buono. Dobbiamo rivedere i trattati e andare verso una Europa veramente federale.

    Mariangela Fogliardi, coordinatrice di scelta civica Verona ha introdotto così lo spirito dell’incontro:

    L’Europa è il futuro della nostra città. Serve un’Unione migliore e per questo diciamo no all’isolamento del nostro paese e al populismo i quali rappresenterebbero un danno gravissimo anche per una città dalla vocazione internazionale come Verona: pensiamo all’export della nostra industria, dell’agroalimentare o ai milioni di turisti che arrivano ogni anno. L’Europa è il futuro e dobbiamo agganciarci agli standard dei partner migliori; guai usare l’Europa come capro espiatorio di ogni malanno: siamo fermi da vent’anni perché nel nostro Paese non siamo riusciti a fare quelle riforme che ora proponiamo e sosteniamo. Le sfide che ci attendono nel mondo globalizzato, dall’istruzione, all’immigrazione, al cambiamento climatico, non sono affrontabili dai singoli stati: rischiamo di perdere tutti nel confronto con i colossi emergenti. L’Europa è una grande opportunità e dobbiamo mandare a Bruxelles i nostri migliori uomini per costruire un continente libero, dinamico e prospero. Per questo sosteniamo Guy Verhofstadt: per riformare anche l’Europa.

    All’incontro era presente anche il candidato di Scelta europea per la circoscrizione Nord Est Giovanni Battista Scaroni

  • Scelta europea anche per Verona

    Pubblicato il 2 maggio 2014 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Non possiamo superare la crisi chiudendoci all’Europa, ma pretendendo un’Europa più vicina a cittadini e imprese, meno burocratica, che favorisca la mobilità dei suoi cittadini. Vogliamo un’Europa di opportunità, e il nostro paese, se si presenta con serietà e determinazione ha molto da guadagnare in una prospettiva continentale: pensiamo a rafforzare la competitività del settore turistico e culturale, a puntare sull’enogastronomia, sulla moda, sull’export di tanti prodotti di qualità. L’isolamento non ci favorirebbe. Noi veronesi lo sappiamo benissimo, avendo negli anni stretto grandi rapporti commerciali con i nostri vicini dell’area germanica.
    Dobbiamo mettere in comune tutte le buone pratiche, anche in tema di welfare e istruzione presenti nel nostro continente.
    Dare la colpa all’Europa dei nostri problemi è una semplificazione populista.

    Come scrive il leader dell’Alde e candidato liberal democratico alla presidenza della Commissione europea, Guy Verhofstadt (sostenuto nel nostro paese da Scelta Europea):

    È certo che dobbiamo cambiare l’Europa. L’Europa deve nuovamente essere messa al servizio dei suoi cittadini per affrontare le sfide, che i singoli stati, non sono in grado di fare individualmente, come la sicurezza delle frontiere, la migrazione di massa o ancora il cambiamento climatico. L’Europa non è una camicia di forza, come molti continuano a ripetere. L’Europa è piuttosto l’opportunità di crescita e sviluppo per ogni sua realtà locale, regionale, nazionale ed europea, a patto che la facciamo agire come una vera Unione.

    Dobbiamo guardare all’Europa per rilanciare la nostra economia, soffocata da anni e anni di rigidità e corporativismi. Se l’Italia è rimasta bloccata, accumulando un debito pubblico enorme e un grande ritardo nelle infrastrutture e nell’innovazione non è certo colpa di Bruxelles. Dobbiamo agganciarci ai partner più virtuosi e far tesoro delle opportunità che la comunità ci offre.

    Sempre Guy Verhofstadt:

    L’Europa deve dare l’esempio abbattendo l’eccesiva pesantezza della burocrazia e della regolamentazione, liberando le potenzialità delle sue industrie e delle piccole medie imprese. Deve essere orgogliosa portatrice del Made in, quale marchio di alta qualità, elevatissimi standard e genuina creatività. Ci sono ancora molti mercati chiave, come quelli delle telecomunicazioni, dei trasporti e dell’energia che necessitano maggiore liberalizzazione. Ciò creerà nuovi posti di lavori, imprese più robuste e innovative e abbasserà i prezzi per i consumatori. Inoltre, deve essere prevista l’introduzione di Eurobond per incoraggiare gli investimenti produttivi e la crescita economica nella zona euro.

  • La carità sarà sempre una virtù, mai un illecito

    Pubblicato il 25 aprile 2014 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook
    Ronda della carità Verona

    Ronda della carità Verona

    La nostra città non sta passando un bel periodo, ci aspettavamo dall’amministrazione uno scatto dal punto di vista politico e programmatico, invece si ritorna al passato. La soluzione dei problemi sociali è considerata nei termini di “sicurezza” o “decoro” da affrontare quindi unicamente con metodi repressivi.
    Sono sempre più perplesso e non penso che multare la Ronda della carità farà tornare a splendere Verona dopo questi tristi mesi di scandali, arresti e indagini della procura. Magari si sposta l’attenzione per qualche giorno dai macigni che ci stanno schiacciando, ma la vecchia tattica dello “sceriffo” ormai è ben nota e nessuno abbocca. I nodi della città restano tutti irrisolti, questo è il vero dramma, questo è il problema di fondo, altro che la Ronda della carità.
    Pubblico l’intervento che mia figlia Mariangela, coordinatrice di Scelta civica Verona, ha diffuso sul caso

     

    La carità sarà sempre una virtù, mai un illecito

    Rappresento l’area moderata, ma oggi di moderato non ho proprio nulla.

    Ho letto l’ultima ordinanza del sindaco Tosi: multe per chi offre qualcosa da mangiare ai senza tetto. Eh già signor Sindaco, perché ora essere povero è un reato, è una pena da espiare.
    Ma non si vergogna? Vuole gettare altro fango sulla nostra città? Crede che non ne abbiamo abbastanza? Crede che non siamo stufi? Lei conosce la storia di Verona? Lo sa che questa città diede i natali a grandi figure della carità cristiana? Se la sera girasse per la città vedrebbe le Ronde della Carità e la Caritas, il banco alimentare e tanti altri che nonostante sforzi incredibili non riescono ad aiutare tutti. Come si permette?
    La carità ora è vietata per Legge. Invece di cercare soluzioni si parla sempre e solo di repressione.
    Non credevo si arrivasse a tanto. Mi multi, mi multi da subito perché glielo dico, io sono una di quelle che lascia volentieri tante cose a chi non ne ha e questo mi fa sentire benissimo.
    A casa mia abbiamo sempre avuto la “cattiva abitudine”, direbbe lei, di destinare, dopo ogni spesa, pacchi di viveri a lunga scadenza alle associazioni che aiutano i senzatetto o le persone rimaste senza niente.

    Le dirò di più, quando suonano al campanello a chiedere le elemosina, nessuno va via senza qualcosa. Mi multi perché ho imparato dai miei genitori che nessuno deve morire di fame e la carità è la cosa più importante e nobile del mondo. Mi multi perché lo insegnerò anche ai miei figli… E sarà una catena infinita. Ci multi tutti.

    Chiedo a Sua Eccellenza il Vescovo di Verona se quel passo che mi insegnava Suor Carla al catechismo “…avevo fame e mi avete dato da mangiare..” valga ancora. Se ancora una volta noi credenti dovremo tacere e applaudire al pugno di ferro del sindaco, sempre forte con i deboli e debole con i forti. Le chiedo per quanto ancora dovremo sopportare; non bastavano le panchine “anti-barbone”, quelle con il bracciolo di metallo in mezzo?

    Mio nonno fece la guerra e mi raccontava che i nemici approfittavano dei momenti di umana debolezza per usare violenza. Approfittavano del sonno, del dolore, della fame. Credevo che approfittare della miseria facesse parte di una storia passata o non nostra, quelle storie di barbarie e inciviltà che non dovrebbe conoscere un mondo evoluto. Credevo.

    Sin dall’inizio della mia segreteria politica ho tenuti toni pacati, ma adesso alzo la voce e faccio appello a tutte le forze politiche, ai cittadini, alla Chiesa, a chiunque abbia una coscienza: protestiamo, protestiamo in ogni luogo. Dare un pasto a chiunque ne abbia bisogno sarà la più bella protesta che Verona porterà agli occhi di tutto il Paese. Non possiamo “vietare la povertà” e quindi far finta che non esista semplicemente scacciandola dal centro della città.

    Mariangela Fogliardi
    Coordinatrice Scelta civica Verona

  • Scelta civica a San Bonifacio

    Pubblicato il 25 aprile 2014 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    È stata presentata la squadra di Scelta civica di San Bonifacio e siamo felici di avere tante persone preparate che hanno creato un gran gruppo per le amministrative a sostegno del candidato Giampaolo Provoli.

    Il gruppo, tra le altre tematiche condivise nella coalizione, porterà avanti alcuni temi di interesse collettivo in ambito amministrativo, economico e sociale come ha illustrato il coordinatore Matteo Fiorio in un comunicato:

    Progetto Comune Unico dell’Est Veronese
    Scelta Civica crede sia arrivato il momento di concretizzare quello che può essere il futuro amministrativo dei Comuni/Enti Locali: San Bonifacio come realtà amministrativa importante dell’est veronese deve farsi promotore di un progetto che sia sufficientemente lungimirante ed ambizioso da condurre le realtà locali limitrofe ad una fusione di comuni che siano in grado di erogare ai cittadini servizi adeguati e soprattutto con lo scopo principale di ridurre gli sprechi di gestione e di risorse, per un controllo adeguato ed efficace delle spese. L’obiettivo è creare un tavolo di lavoro e ragionare insieme alle amministrazioni e ai cittadini dei Comuni confinanti (Soave, Monteforte d’Alpone, Arcole e Belfiore) sui benefici e i vantaggi che deriverebbero dalla fusione dei Comuni dell’Est veronese, che porterebbe a un unico grande ente di più di 50mila abitanti. Tutto in un’ottica nazionale ed europea di ripensamento delle autonomie locali, tema fortemente attuale anche in considerazione della recente soppressione delle realtà provinciali. Per Scelta Civica San Bonifacio il Comune unico è un argomento centrale non solo per la campagna elettorale: l’obiettivo è sensibilizzare amministratori e cittadini per capire insieme i sicuri vantaggi e gli eventuali svantaggi e/o difficoltà, sfatare i luoghi comuni, porre l’accento sui benefici. Un solo comune di più di 50mila abitanti avrà sicuramente una più forte capacità di razionalizzazione e gestione della cosa pubblica, migliorando efficienza e trasparenza nei servizi e questo a sicuro vantaggio di tutta la popolazione residente, anche su tematiche calde come la problematica idrogeologica e la T.A.V.

    Azzardopatia: un problema da arginare
    Si calcola in mille euro la spesa media annua che i veronesi sostengono per tentare la fortuna con le slot machine, i videopoker e i gratta e vinci. Scelta Civica per San Bonifacio crede fortemente che l’Amministrazione Comunale debba prendere un impegno forte e chiaro in merito ad un problema patologico e sociale come quello del gioco d’azzardo che è sempre più presente e troppo sottovalutato. E’ necessario incentivare incontri sul territorio per sensibilizzare la popolazione sulla problematica, che porta persone e intere famiglie sul lastrico con chiare conseguenze negative. L’azzardopatia o ludopatia è una nuova malattia e l’obiettivo di Scelta Civica per San Bonifacio è tenere alta la guardia sull’uso responsabile del denaro: da qui la necessità d’incontri sul territorio in modo congiunto con associazioni del settore per incentivare e stimolare atteggiamenti e mentalità diverse nell’approccio al gioco d’azzardo e i rischi che ne derivano. Ma non solo. E’ fondamentale mappare il territorio sambonifacese per conoscere la dislocazione e i numeri delle sale slot e dei videopoker, aumentare i controlli della Polizia Locale e dei Pubblici Ufficiali sull’uso delle macchinette mangiasoldi da parte di minori di anni 18 (anche con denuncia, come prevede la Legge). Bisogna pensare ad agevolazioni fiscali per i locali che non espongono slot machine e premiare gli esercizi commerciali virtuosi e sensibili verso questa piaga sociale. Fondamentale riuscire a fare in modo che venga dato mandato ai Sindaci affinchè siano autonomi in merito alla regolamentazione degli orari d’apertura delle sale gioco e decidere anche la misura massima delle macchinette presenti nel proprio territorio.

    Il 5 per mille dell’IRPEF per fini sociali
    Scelta Civica per San Bonifacio propone a tutti i sambonifacesi impegnati in questo periodo a presentare la denuncia dei redditi relativi all’anno 2013 di valutare la possibilità di destinare il 5 per mille al Comune per fini sociali: Scelta Civica si impegna tramite la coalizione e il candidato Sindaco Giampaolo Provoli a destinare i contributi ricevuti con questa modalità al territorio e in particolare alle famiglie sambonifacesi in difficoltà colpite dalla crisi economica e alle problematiche legate alla scuola. Come si fa e chi lo può fare? In sede di dichiarazione dei redditi è possibile destinare il 5 per mille delle trattenute IRPEF a favore del Comune. Lo si può fare apponendo la propria firma nel riquadro denominato “Sostegno delle attività sociali svolte dal Comune di Residenza”, presente nel modello 730 o Unico. Anche chi è esonerato dall’obbligo di presentare la dichiarazione (lavoratori dipendenti e pensionati) può aderire, firmando nell’apposito spazio sul CUD 2014.

    Questi saranno i candidati di Scelta civica San Bonifacio a cui va un grandissimo in bocca al lupo:
    FIORIO Matteo, praticante avvocato, classe 1982, ZAMBOTTO Davide, geometra, classe 1975, AKPA Afiba Rebecca, operatrice tecnica, classe 1973, BALLARINI Luca, architetto, classe 1972, DALLI CANI Marco, impiegato di banca, classe 1974, FERRON Alberto, imprenditore, classe 1970, GODI Rita, geometra, classe 1965, MAGAGNA Laura, imprenditrice, classe 1960, MENINI Anna, terapista dell’età evolutiva, classe 1963, REGAZZIN Matteo, studente, classe 1990, SARTORI Valeria, educatrice, 1983.

  • Liberal-democratici dall’Italia all’Europa

    Pubblicato il 18 aprile 2014 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    L’appuntamento con le europee diventa cruciale: mai avevamo assistito a tanto scetticismo nei confronti dell’unione. La crisi ha accentuato i toni aspiri e molti soggetti politici hanno trovato nell’Europa una semplice scorciatoia per dare una valvola di sfogo al malcontento.
    Un atteggiamento rischioso: nel mondo globalizzato la migliore risposta è una Europa più forte, guidata da persone di valore, e non il ritorno a tante piccole patrie.

    I populismi cercano sempre il capro espiatorio al di fuori del proprio “gruppo” di appartenenza: è una strategia comoda, che prescinde dall’analisi della complessità della situazione. Il nostro Paese deve rimanere agganciato agli standard europei e non rifugiarsi nel consolatorio “torniamo alla lira” (ragioniamoci: con questo debito pubblico? Da grandi importatori di materie prime? Con questo sistema produttivo da riformare?).

    È il momento del rilancio del sistema europeo e per fare questo servono uomini competenti, preparati e determinati: niente “figurine” né politicanti in prepensionamento.

    Come ha spiegato il capogruppo di Scelta civica alla Camera Andrea Romano:

    Nella prima elezione che vede l’europeismo messo in discussione, diciamo con chiarezza che serve piu’ Europa. Finora regnava un europeismo di maniera, Bruxelles come una mamma a cui non si poteva non voler bene. Oggi sono esplosi anti-europeismi diversi: Grillo, Lega, Forza Italia, la lista Tsipras. Avremo l’onere di spiegare che dire si’ all’Europa significa servizi pubblici di qualita’, universita’ e riforma del lavoro adeguate. Mentre uscire dall’euro sarebbe catastrofico per la quotidianita’ degli italiani, dai mutui ai servizi. Siamo il partito piu’ europeista.

    L’ideale di un polo liberal democratico vale in Europa quanto in Italia; non sono due prospettive diverse, ma due fasi dello stesso grande progetto.

    Così il senatore Gianluca Susta sull’obiettivo di Scelta Europea:

    Costruire in Italia l’alleanza dei liberali democratici tra il polo socialista definitivamente scelto dal Pd e quello popolare-conservatore che Forza Italia ha rappresentato in questi anni. Alle Europee, chi vuole votare pro Europa ha davanti un’unica scelta, Scelta Europea.

  • Credibilità di Verona ai minimi storici

    Pubblicato il 4 aprile 2014 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    La nostra città non vive un bel momento, si succedono scandali e dimissioni e la politica sembra ferma. Non posso che condividere le parole di mia figlia Mariangela sulle ultime tristi vicende veronesi.

    Le dimissioni dell’assessore Giorlo scuotono Verona, minano la credibilità della politica, indeboliscono ancora una volta l’immagine della nostra città nel mondo. Cosa ci attende ora? Chi altro se ne andrà? Tosi vuole continuare come nulla fosse?
    Giacino e Giorlo sono i due amministratori che in assoluto hanno ottenuto più preferenze alle ultime elezioni comunali e quindi il dato politico è allarmante: in pochi mesi è come se la la giunta avesse perso migliaia di preferenze. Oggi siamo certi che Verona sia realmente rappresentata a Palazzo Barbieri? Di che maggioranza stiamo parlando?

    Gli eventi di questi ultimi mesi impongono anche una riflessione di più ampio respiro: la politica smetta di candidare i “raccatta voti” e si preoccupi anche delle competenze e del merito.
    In questa fase elettorale vediamo purtroppo tante realtà nelle quali, pur di ottenere una poltrona, si candidano personaggi improbabili dalle dubbie competenze…“Purché portino voti”.

    Se poi i volti noti, a Roma o a Bruxelles, passano più tempo su facebook o a farsi gli autoscatti in aula, poco importa. Come poco importa che fino al giorno prima quel candidato e quella candidata facessero tutt’altro, la cosa importante è che in tanti si ricordino il suo nome.

    Alla lunga questa mancanza di prospettiva rischia di distruggere la politica stessa. Per questo invochiamo competenza, meritocrazia e impegno nel pubblico; basta politica da televoto, basta spot pubblicitari: stiamo dando la colpa alla crisi economica, all’Europa, all’Euro, a chi più ne ha più ne metta… Ma la crisi di valori e principi è probabilmente la maggiore causa del vuoto in cui la politica tutta sta sprofondando.

    Mariangela Fogliardi
    Coordinatrice Scelta civica Verona

  • Fisco più equo anche per partite IVA

    Pubblicato il 21 marzo 2014 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    La settimana scorsa riflettevo sul fatto che le interessanti riforme proposte da Renzi non tenevano purtroppo in considerazione i lavoratori autonomi.
    Sappiamo che al giorno d’oggi ci sono molti autonomi che soffrono la crisi, quanto e più dei dipendenti e molti altri che hanno aperto la partita IVA più per necessità che per scelta. Quindi fare una distinzione tra i lavoratori in certi casi non ha molto senso: si rischia di guardare alla “forma” dell’impiego più che alla “sostanza” del lavoro.
    Una interessante proposta di Scelta civica prevede che per le partite IVA con fatturato fino a 25mila euro sviluppato tutto nei confronti di un unico committente, trovino applicazione tali e quali le maggiori detrazioni IRPEF previste per i lavoratori dipendenti in luogo di quelle minori previste per i “veri” lavoratori autonomi.

    Mi sembra una proposta equa per le partite IVA con monocommittenza che forse potremmo definire “finte partite IVA”, cioè lavoratori sostanzialmente dipendenti, ma teoricamente autonomi.
    Questa distorsione è frutto di un sistema contorto che va comunque riformato nella totalità. L’importante è che le riforme tengano conto del valore del lavoro nel suo complesso senza creare situazioni paradossali come quelle che troppo spesso abbiamo incontrato.

  • Squadra Nautica di Peschiera, scelta assurda

    Pubblicato il 10 marzo 2014 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    È prevista la soppressione di tutte le squadre nautiche della Polizia: per la nostra provincia significa chiudere la Squadra Nautica di Peschiera del Garda, all’interno della quale operano otto agenti.
    Sarebbe un duro colpo per il territorio del Garda, che durante il periodo estivo conta milioni di presenze; la situazione è ancora più grave perché è prevista anche chiusura della Polizia Nautica di Riva del Garda. A presidiare la superficie del più grande lago italiano rimarrebbero solamente, sulla sponda bresciana, la Guardia Costiera e la Guardia di Finanza di Salò.
    È tollerabile tutto ciò?
    La scelta di eliminare la Squadra di Peschiera è assurda, vista la grandezza del lago, il numero di presenze e l’indotto che genera nell’economia di tutta l’area. Bisogna considerare che le moto d’acqua sono state acquistate dai comuni e che le infrastrutture sono concesse in comodato gratuito dal Comune di Peschiera del Garda, così come gratuito è l’ormeggio delle imbarcazioni.
    Il risparmio sarebbe dunque minimo, ma il rischio di danneggiare l’area del Garda molto grande: non garantiremmo la sicurezza di milioni di turisti per un risparmio irrisorio! È una politica suicida, frutto di ragionamenti burocratici che non tengono minimamente conto delle specificità dell’area del Benaco e della sua importanza.
    Tutte le forze politiche, sociali e tutte le associazioni che operano nell’interesse del Garda devono mobilitarsi contro questa decisione assurda e autolesionista. Lo stato Italiano non può abbandonare il bacino del Garda a se stesso. È uno dei primi biglietti da visita della penisola per i tanti turisti stranieri che scendono dall’Europa continentale e settentrionale ogni anno e non può rimanere senza alcun controllo.

  • Non per l’Europa, ma per noi stessi

    Pubblicato il 7 marzo 2014 giampaolo 2 commenti Condividi su Facebook

    L’Europa interviene ancora duramente sullo stato del nostro paese: lo stivale è uno dei paesi più squilibrati, secondo la Commissione, ed entro aprile servono nuove misure.
    Un monito che non rappresenta una novità, ma si inserisce nel coro di chi chiede urgentemente riforme. I “mali” storici del paese li conosciamo tutti e se vogliamo invertire la rotta non possiamo usare palliativi, servono riforme radicali.
    La Commissione europea ci ricorda i punti dolenti:

    • mancanza di allineamento fra salari e produttività;
    • elevato cuneo fiscale sul lavoro;
    • inefficienze di vecchia data nella pubblica amministrazione e nel sistema giudiziario;
    • debole “governance” delle imprese;
    • alti livelli di corruzione e di evasione fiscale;
    • debolezze strutturali nel sistema d’istruzione;

    Il Governo deve passare all’azione e alleggerire il costo del lavoro, rendere la tassazione più orientata verso la crescita – spostandola dai fattori produttivi – e semplificare le procedure fiscali.

    Questo, sia ben chiaro, non perché “lo dice l’Europa”, ma perché da italiani consapevoli sappiamo che è nell’interesse del Paese e del futuro dei nostri figli. Il debito pubblico rischia di strangolarci e l’unica soluzione è tornare a crescere e costruire un paese dinamico e moderno in linea con i partner europei. Chi si illude di proseguire nella conservazione di tanti piccoli privilegi e nell’immobilismo, soffocherà il paese e alla lunga soffocherà pure il futuro dei suoi figli.
    Nonostante anni di crisi, rimangono energie e competenze nel nostro territorio, dobbiamo mettere in condizione imprese e cittadini di lavorare per guidare l’Italia sulla via della crescita e della speranza.