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  • Investire nella ricerca

    Pubblicato il 1 marzo 2014 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Rilanciare l’istruzione nel nostro Paese significa gettare le basi per la ripresa. Senza investimenti in questo ambito non c’è futuro per l’Italia nel mondo globalizzato.
    Le parole chiave delle riforme necessarie le ribadiamo da tempo: inclusione, merito, flessibilità, personalizzazione dei percorsi, respiro internazionale e raccordo con il mondo del lavoro e dell’università.
    Altro tema caldo rimane quello dell’edilizia scolastica: nel 2011 presentai la proposta di istituire una commissione parlamentare di inchiesta sul finanziamento e sulla realizzazione del piano di intervento per l’edilizia scolastica. Ne parlavo nell’articolo “Classi pollaio e insicure”.
    Non posso che augurare buon lavoro a Stefania Giannini che è stata nominata ministro. In questa intervista rilasciata a La Stampa mette subito in chiaro le cose: ricerca ed edilizia scolastica sono priorità.
    Vi anticipo che presto il neo ministro di Scelta civica verrà in visita nella nostra città.

    Ne ha parlato molto spesso. Arriva alla guida del miur con le idee chiare.
    Sì, ho le idee molto chiare su quello che serve ma anche sulla complessità del settore. Sono profondamente grata al presidente del Consiglio per la fiducia che mi ha assegnato e molto soddisfatta per il riconoscimento politico al mio partito.

    Da che cosa partirà?
    Come ha detto Renzi questo è il governo che vuole dare speranza. Bisogna tornare ad investire nella ricerca, settore abbandonato negli ultimi anni per mancanza di sensibilità strategica. Ci sono 80 miliardi di finanziamenti Ue in arrivo nei prossimi 7anni, non possiamo perdere quest’occasione.

    E per la scuola?
    L’edilizia scolastica è un’emergenza che va affrontata senza attendere oltre.

    Renzi aveva parlato un mese fa di 5 miliardi da recuperare.
    I numeri in genere li tratto con delicatezza ma si tratta di sicuro di cifre importanti, dell’ordine di alcuni miliardi.

    Ci sono novità in arrivo per i professori?
    Bisognerà agire sulla valutazione perché si possa finalmente valorizzare e riconoscere il merito degli insegnanti finora penalizzati.

    E quindi anche rivedere il loro lavoro, il contratto e l’orario?
    Non è il momento di scendere in dettagli ma non c’è dubbio: sono voci collegate fra loro.

    Sulla valutazione proseguirete lungo la strada già segnata o ci saranno cambiamenti?
    La strada segnata è stata introdotta di recente ed è molto discussa, di sicuro i test Invalsi andranno perfezionati ma non rifiutati.

    Nei giorni scorsi si sono levate molte proteste. Il mondo degli insegnanti si è sentito abbandonato da Renzi e gettato in pasto ad un partito che con il governo Monti aveva lasciato un pessimo ricordo.
    Non credo che dovremo parametrarci al governo Monti da cui pure il nostro partito ha origine. Credo che il nostro obiettivo sia la possibilità di dare un segno riformista all’interno di questo governo facendo capire che l’istruzione è una priorità indiscutibile.

  • Priorità

    Pubblicato il 19 dicembre 2013 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Queste sono le priorità che Scelta civica ha proposto al governo. Le riteniamo condizioni essenziali per l’azione dell’esecutivo. Le materie all’ordine del giorno sono lavoro, fisco, scuola, concorrenza e carceri.
    (Scarica il documento integrale: Elementi per un patto di governo)

    Lavoro

    • Emanazione della legge-delega per il Codice semplificato del lavoro, entro il
      31 marzo 2014
       ed esercizio della delega legislativa entro il 30 giugno;
    • attivazione immediata della sperimentazione regionale di un nuovo modello di cooperazione tra servizi pubblici e privati per l’impiego, finalizzata alla massima diffusione del contratto di ricollocazione come strumento per il collegamento tra politiche passive e politiche attive del lavoro, per il sostegno del reddito, per l’incentivo alla mobilità della manodopera dai settori e aziende
      in fase di contrazione occupazionale a quelli in fase di espansione;
    • promozione dell’occupazione femminile mediante uno sgravio selettivo
      dell’Irpef
       sui redditi di lavoro delle donne;
    • sperimentazione per un biennio, in funzione dell’uscita dalla recessione e delle
      esigenze connesse con Expo 2015, di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato più snello e flessibile, con costi contributivi e fiscali opportunamente ridotti;
    • trasformazione dei punti precedenti in contenuti di contractual arrangement con l’Unione Europea, con i relativi solidarity mechanism: le risorse così ottenute andranno interamente finalizzate alla riduzione del cuneo fiscale e contributivo, per avvicinarlo ai livelli dei maggiori partner europei.

    Fisco e disciplina di bilancio  

    • Creazione di un meccanismo automatico di destinazione, a copertura della riduzione del cuneo fiscale e dell’IRAP, degli spazi finanziari ottenuti mediante la ripresa per il triennio 2014-2016 del processo di spending review avviato dal Governo Monti e di fatto congelato nel corso del 2013;
    • significativo incremento del programma di dismissioni del patrimonio pubblicomobiliare e immobiliare dello Stato e avvio di un analogo processo per quello degli enti locali;
    • implementazione di una vera anagrafe telematica della spesa e di un’Agenzia delle uscite, mediante la previsione di specifici obblighi di dichiarazione annuale telematica per le pubbliche amministrazioni;
    • ridisegno complessivo della fiscalità locale sugli immobili.

    Concorrenza e liberalizzazioni

    • Immediata presentazione del disegno di legge annuale sulla concorrenza, per
      recepire e dare attuazione alle segnalazioni dell’Antitrust (AGCOM – AS659, anno 2010; AS901, anno 2012; AS988, anno 2013) sugli ostacoli di carattere normativo e amministrativo alla trasparenza e concorrenzialità del mercato di beni e servizi, in particolare nei seguenti settori: energia elettrica e gas; distribuzione carburanti; comunicazioni; servizi postali; banche e assicurazioni; servizi pubblici locali; trasporti; autostrade; sistema aeroportuale; rete ferroviaria; farmacie; servizi professionali; sanità; pubblica amministrazione.

    Scuola e università

    • Conversione del sistema organizzativo in base ai principi di autonomia e
      responsabilità, flessibilità
       nei modelli contrattuali e di reclutamento degli
      insegnanti;
    • prosecuzione e intensificazione del programma Invalsi per il controllo di
      efficacia dell’istruzione mediante test standardizzati, nella prospettiva dell’effettiva responsabilizzazione dei dirigenti scolastici riguardo ai risultati conseguiti;
    • promozione delle eccellenze nella didattica e ricerca universitaria e introduzione di una nuova disciplina dell’autofinanziamento degli atenei che consenta investimenti straordinari su corsi di laurea e di dottorato, mediante aumenti delle tasse universitarie coperti interamente da prestiti d’onore garantiti dalla Fondazione per il Merito, secondo il modello degli income contingent loans.
    Accanto alle priorità indicate in precedenza, Scelta Civica, aderendo al drammatico appello del Capo dello Stato, ritiene urgenti e non più differibili provvedimenti concretamente atti amigliorare le condizioni di detenzione e la sicurezza degli istituti di pena, in coerenza con i principi costituzionali. A questo fine Scelta Civica chiede:

    Carceri

    • una sessione parlamentare dedicata a discutere i contenuti del messaggio alle Camere del Presidente Napolitano dello scorso 8 ottobre e le possibili soluzioni al problema del sovraffollamento carcerario: la riduzione del numero complessivo dei detenuti, l’aumento della capienza complessiva dei penitenziari e l’adozione di rimedi straordinari, attraverso il ricorso ai provvedimenti di clemenza dell’indulto e dell’amnistia;
    • l’inderogabile rispetto della scadenza del prossimo maggio, imposta dalla sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo e la presentazione da parte del Governo entro la fine di gennaio del programma dettagliato per il conseguimento di tale obiettivo.

     

  • Si può salvare la scuola italiana?

    Pubblicato il 17 maggio 2013 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Lunedì 13 maggio, alla Società Letteraria di Verona, ho partecipato alla presentazione del libro “Si può salvare la scuola italiana?” di Ugo Cardinale. Erano presenti l’autore, Daniela Brunelli, Presidente della Società Letteraria di Verona, Giovanni Pontara, Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Verona, Augusta Celada, Dirigente dell’Educandato Agli Angeli di Verona. Ha moderato l’incontro Riccardo Mauroner, Docente di Storia e Filosofia – Educandato Agli Angeli di Verona.

    Nel mio intervento ho citato le priorità per rilanciare l’istruzione nel nostro Paese: inclusione, merito, flessibilità, personalizzazione dei percorsi, respiro internazionale e raccordo con il mondo del lavoro e dell’università.

    Altro tema caldo rimane quello dell’edilizia scolastica: nel 2011 presentai la proposta di istituire una commissione parlamentare di inchiesta sul finanziamento e sulla realizzazione del piano di intervento per l’edilizia scolastica. Ne parlavo nell’articolo “Classi pollaio e insicure”.

    La scuola rimane uno dei temi cruciali per lo sviluppo dell’Italia, come ben sintetizza Ugo Cardinale nel suo libro:

    “Un paese che vuole crescere deve scommettere sulle proprie risorse più feconde, e fra queste la scuola e i giovani giocano un ruolo fondamentale. Cosa si è fatto in questi anni, e cosa ancora si può e si deve fare, per far sì che la scuola italiana compia un passo in avanti e diventi a pieno titolo il luogo di formazione degli italiani del futuro? In un’ottica propositiva, ma anche lucidamente critica, questo volume analizza il nostro sistema scolastico, evidenziandone punti di forza e punti deboli e invitando chi si occupa di scuola a trovare le soluzioni più adatte a valorizzare i primi e rafforzare i secondi”.

    (Tratto dalla presentazione dell’opera. Vedi scheda completa)

  • Paritarie: un servizio di welfare alla famiglia

    Pubblicato il 28 novembre 2012 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Ho firmato l’interrogazione del collega Luigi Bobba ,vicepresidente della Commissione Lavoro della Camera, per far luce sul tema dell’IMU del Terzo settore ed in particolare del mondo della scuola paritaria. Nell’interrogazione chiediamo di sapere se non si ritenga urgente e doveroso modificare il decreto al fine di garantire la sopravvivenza delle scuole paritarie e la libertà della persona nella scelta della propria istruzione ed educazione senza discriminazioni rispetto agli altri soggetti.

    Le scuole paritarie offrono un servizio non solo di welfare alle famiglie, ma anche di contrazione delle spese per il bilancio dello Stato (MIUR, Ministero della Sanità, Ministero dei Trasporti, Ministero dei Beni culturali, Province, Regioni, fondi europei) costituendo un risparmio di circa dieci miliardi di euro, servizio che rischia di essere soppresso, comportando un aggravio fiscale per la collettività.

    In particolare relativamente alle scuole paritarie senza finalità di lucro, soprattutto quelle presenti nelle piccole comunità, il decreto così come formulato rischia di far venire meno un servizio essenziale per le famiglie, con ripercussioni sia di ordine economico che sociale.

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  • Scuola veneta, situazione esplosiva

    Pubblicato il 28 luglio 2011 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook
    Ho presentato, insieme alla collega Rubinato, una interpellanza urgente sulla situazione scolastica veneta.
    Infatti, per il prossimo anno scolastico, il Governo ha dato attuazione alla terza tranche di riduzioni di organico previste; anche nella nostra regione questo comporterà un aumento degli alunni per classe, una riduzione delle ore di lezione e la mancata attivazione di specifici corsi di studio.

    La situazione è particolarmente esplosiva in tutte le province venete per le scuole dell’infanzia e per la scuola secondaria di primo grado, a causa del consistente aumento della popolazione scolastica nelle rispettive fasce d’età. Quanto alla scuola dell’infanzia, a fronte dell’esigenza di 40 sezioni in più rispetto all’organico del 2010-2011, ne sono state autorizzate solo 17 sezioni in più; quanto agli altri ordini e  gradi, e in particolare alla scuola secondaria di primo grado, rispetto alla richieste/esigenze di 150 posti in più, ne sono stati assegnati solo 74;

    Vogliamo che siano garantiti quei livelli educativi che fanno della scuola pubblica veneta un modello di alta qualità e per questo abbiamo chiesto al Ministro Gelmini di intervenire affinché siano attivate – a fronte dell’incremento della popolazione studentesca – tutte le necessarie nuove classi (in particolare le prime) nella scuola secondaria di primo grado, al fine di garantire un equilibrato rapporto alunni-classe e quindi adeguati livelli di apprendimento oltre che il rispetto delle norme di sicurezza.

    Leggi testo interpellanza

     

  • Scuola, no alle graduatorie a pettine

    Pubblicato il 5 maggio 2011 giampaolo 3 commenti Condividi su Facebook

    Insieme ad un gruppo di colleghi ho scritto al Segretario Bersani chiedendo di prendere posizione contro la possibilità di riapertura a pettine delle graduatorie ad esaurimento del 2007.

    Oggetto: Posizione del Pd in ordine alla tutela dei diritti dei docenti inseriti nelle Graduatorie a Esaurimento del 2007.

    Caro Segretario, da circa due mesi molti insegnanti precari stanno continuando a scrivere a noi ed ai Colleghi parlamentari chiedendo un impegno contro la possibilità di riapertura a pettine delle Graduatorie a Esaurimento (GE) introdotte dalla Finanziaria 2007.

    Il Governo da tempo sta, infatti, tergiversando sulla questione, anziché dare soluzione normativa alla posizione di tanti insegnanti precari dopo la sentenza della Corte Costituzionale n. 41 del 9 febbraio 2011, che ha cassato le code alle graduatorie introdotte dal Ministro Gelmini.

    Da ultimo è stato annunciato l’arrivo di un Decreto Ministeriale che disporrebbe l’aggiornamento delle Graduatorie ad Esaurimento concedendo lo spostamento di provincia. Ciò avrebbe come conseguenza un rilevante cambiamento della classe docente soprattutto nel Centro Nord del Paese (ma non solo), con l’effetto, da un lato, di interrompere la continuità didattica a danno degli studenti e delle famiglie e, dall’altro, di sconvolgere la condizione personale, familiare, economica e sociale di migliaia di docenti, di ogni parte del Paese, che nel 2007 scegliendo una provincia per l’insegnamento fecero una vera e propria scelta di vita (ad esempio assumendo un mutuo per comprare casa) e che ora, per questo, sono nella disperazione.

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  • La scuola che vogliamo. 4 febbraio, San Pietro in Cariano.

    Pubblicato il 31 gennaio 2011 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook
    Incertezza e precarietà sono le due parole che sintetizzano l’attuale situazione della scuola: famiglie, alunni e operatori della scuola pagano il prezzo dei tagli e di scelte fatte a livello nazionale, regionale e provinciale”. Per il Partito Democratico la conoscenza è il principale fattore di crescita e determina la qualità della democrazia e delle relazioni sociali.  La cultura e la conoscenza costituiscono le risorse più importanti delle persone e di un paese.
    Ne discutiamo con:
    – On. Giampaolo Fogliardi, segretario commissione finanze della Camera
    – Roberto Fasoli, Consigliere Regionale PD
    – Davide Bendinelli, Consigliere Regionale PdL
    – Giovanni Pontara, Dirigente Scolastico Provinciale
    – Bianca Pellegrini, Dirigente Istituto Comprensivo di San Pietro In Cariano
    Modera la serata il prof. Pietro Mirabella
    San Pietro in cariano, Sala Lonardi, via Beethoven. Dalle ore 20.30
  • Da Adro a San Pietro in Cariano, il Sole delle Alpi che scotta.

    Pubblicato il 23 settembre 2010 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook
    E’ il primo giorno d’autunno, ma il Sole delle Alpi splende ancora forte.
    I leghisti non hanno mai avuto come faro il senso delle istituzioni, ma quest’estate hanno preso proprio un abbaglio e per l’Italia sono tempi sempre più bui.
    La scuola di Adro è un episodio grottesco, volgare ed allucinante.
    Se non avessi letto le dichiarazioni deliranti del sindaco, avrei pensato si trattasse di una esilarante parodia del leghismo o di un set per il remake de Grande Dittatore di Charlie Chaplin in salsa padana.
    Ma ormai la realtà supera la fantasia, non c’è più vergogna, ed ogni giorno si sposta un metro più in la il confine della decenza.
    Il Ministro della pubblica istruzione inizialmente dichiarò:  «Il sindaco di Adro ha specificato che il simbolo è stato scelto non perché simbolo della Lega Nord ma perché appartenente all’iconografia del Comune.  E poi aggiungo che mi piacerebbe che tutti coloro che hanno polemizzato in queste ore con il sindaco di Adro lo facessero per coerenza anche le molte volte in cui sono simboli della sinistra a entrare in classe».
    Non so a quali simboli “di sinistra” si riferisse.
    Comunque è una risposta che rivela il vuoto assoluto che si cela dietro alla Gelmini. Nemmeno una briciola di senso dello Stato, di abc costituzionale, di decenza.
    E, se riscaldiamo il vuoto assoluto al caldo Sole delle Alpi otteniamo l’aria fritta, ovvero  il pensiero del Sindaco di Adro, secondo il quale:  «Il sole delle Alpi non è un simbolo di partito» e «Se il capo me lo dice tolgo i ’solì non domani, ma ieri».
    Il capo in questione non è quello dello Stato, ma Bossi, l’unica istituzione riconosciuta dal primo cittadino di Adro.  Ogni commento è superfluo
    A San Pietro in Cariano invece il sindaco ha “solo” issato il vessillo padano nel suo ufficio. Un timidone, se paragonato all’indomito collega bresciano.  Il municipio però è un luogo istituzionale, dove le bandiere di partito non vanno sventolate.
    Senso delle istituzioni? Buon gusto? Rispetto per i cittadini di diverso orientamento? Un minimo di decenza? Fate voi.
    Ho portato la questione sul tavolo del prefetto di Verona insieme agli amici di San Pietro.
    Era luglio; ad oggi non abbiamo ancora ottenuto risposta.
    Ho scritto ancora al prefetto sollecitandola ad intervenire. In caso contrario solleverò il caso in parlamento.
    Ogni cittadino, ogni sincero democratico deve impegnarsi affinchè la linea della decenza istituzionale non venga spinta ogni giorno un metro avanti.
    In democrazia la forma è sostanza.
    Il rispetto degli altri inizia nei luoghi condivisi, come la scuola ed il municipio.
    Dispiace nel 2010 non poter dare tutto ciò come scontato.
    Quindi, se serve ribadirlo lo ribadiremo, ad Adrio come a San Pietro, come in ogni altro comune, senza transigere.
    Il sole, anche quello delle alpi, quando batte troppo forte fa venire le allucinazioni.  Forse un bel panama converrebbe anche a certi leghisti.  Si facciano consigliare, una volta tanto, dal Presidente Napolitano.
  • Visita al liceo Galileo Galilei di Verona.

    Pubblicato il 4 giugno 2010 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook
    Il 31 maggio i parlamentari del Pd sono stati in decine di scuole in tutta Italia per raccogliere indicazioni e dati sulle conseguenze dei tagli del Governo ai danni della qualita’ della scuola pubblica italiana.
    Al Liceo Scientifico Statale Galileo Galilei ho incontrato il Preside, Luciano Carazzolo, i rappresentanti di genitori e studenti ed i docenti.
    «Chiarezza» è stata la parola chiave dell’incontro: sono tutti stanchi di navigare a vista in questa riforma, non si capisce cosa succeda.
    La scuola dovrebbe essere un percorso, una «scuola di vita», dovrebbe formare i cittadini di domani.
    Come ha ricordato il Preside: «manca una idea di scuola nel profondo».
    Alla fine di maggio non si sa nemmeno l’organico per il prossimo anno, per questo la ripartenza a settembre a volte ha il sapore del miracolo.
    C’è bisogno di chiarezza.
    Un rappresentante della Consulta giovanile ha espresso la necessità di una legge quadro sul diritto allo studio: agevolazioni per l’acquisto di libri di testo, migliore accesso agli stage ecc…Lamentando anche uno scarso ascolto da parte del Ministro verso le Consulte.
    I tagli si fanno sentire e comincia a diventare faticoso garantire la quotidianità.
    Un docente mi ha ricordato come sia impossibile la didattica di qualità in classi da 32 studenti; allo stesso modo il Preside ricordava il bisogno di investimenti in formazione per i docenti.
    E’stato un incontro proficuo ed ho avuto la conferma “sul campo” che questa manovra sia ingiusta e che faccia pagare l’inettitudine e i disastri economici della destra a chi serve lo Stato con dignità e sacrificio, in primo luogo alle lavoratrici e ai lavoratori della scuola che già soffrono di salari al lumicino, di precariato pluriennale, di tagli che rendono difficile persino aprire le porte delle scuole ogni mattina.
    Sulla formazione ci giochiamo il futuro del Paese, la scuola non è un peso, ma una risorsa da valorizzare.
  • 31 maggio: il Pd incontra la scuola

    Pubblicato il 25 maggio 2010 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Lunedì 31 incontreremo il mondo della scuola! Abbiamo inviato una lettera ai dirigenti scolastici di Verona e provincia. Vogliamo ascoltare dalla voce dei protagoniti le osservazioni e le proposte per migliorare la qualità della scuola. Su questo tema ci giochiamo il futuro del Paese!

    Nell’ambito dell’iniziativa  nazionale “Tutti devono sapere. I Parlamentari nelle scuole italiane”, promossa dal Partito Democratico per il 31 maggio 2010, i Parlamentari veronesi del PD,  chiedono di incontrare, assieme ad alcuni esponenti del partito, oltre ai dirigenti scolastici, anche rappresentanti degli insegnanti, dei genitori, degli studenti e del personale ATA, per ascoltare dalla viva voce dei diretti protagonisti problemi, proposte, osservazioni finalizzati a favorire il miglioramento della qualità della scuola, a partire dalla realtà dei singoli istituti.

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