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  • Tagli al welfare e tasse, la ricetta di Tremonti

    Pubblicato il 7 luglio 2011 giampaolo 2 commenti Condividi su Facebook

    La stangata di Tremonti va a colpire soprattutto i ceti più deboli e il sociale. Le persone in difficoltà economica, i disabili, gli anziani non autosufficienti, le giovani famiglie con figli: saranno tutti abbandonati a loro stessi.E’un disegno che nella pratica si farà sentire tra due anni, e quindi sarà di fatto caricato sulle spalle del prossimo Governo.

    Riassumendo: da un lato si aumentano le tasse e dall’altro si taglia il Welfare.

    Alla nostra denuncia si unisce anche il grido di dolore degli enti locali. Anche secondo  i rappresentanti di Regioni, Comuni e Province, le istituzioni fisicamente più vicine ai cittadini,   la manovra economica ha due grandi demeriti: blocca lo sviluppo del territorio e azzera i progetti sul federalismo fiscale. Tutta colpa della scure di Tremonti, che non garantirebbe più la normale erogazione dei servizi: dall’assistenza sociale al trasporto pubblico locale, dalle imprese alla sanità. I cittadini stanno già sperimentando gli effetti dei tagli: asili che chiudono, autobus e treni tagliati, tariffe aumentate.

    In una situazione tanto difficile per l’economia europea, il nostro Paese non ha un progetto di rilancio. Basti vedere il percorso politico che ci ha portato a questa manovra. Il tentativo di Berlusconi di inserire, “pare” ad insaputa degli altri ministri, la norma salva-Fininvest è stato un gesto vergognoso e l’ennesimo segnale di assoluto menfreghismo per le sorti dell’Italia. Una doppia figuraccia che si somma alle liti tra Tremonti e Brunetta, definito “un cretino” in conferenza stampa e al disappunto del Ministro Galan che ammette sconsolato: “Nel nostro programma si promette di tagliare i privilegi e invece ci siamo ritrovati una manovra che aumentava il bollo alle auto”.

    Giorgio Napolitano alla fine ha controfirma il decreto annotando gelido che “finalmente è stato ricondotto a norme attinenti” e ora dovrà esserci “un confronto aperto in Parlamento”. E subito Tremonti si è smarcato dal premier sul salva-Fininvest: “Chiedete a Palazzo Chigi”, ha detto in conferenza stampa, imbarazzato dal fuoco di fila di domande sul Lodo Mondadori.

    Siamo al Circo, alla farsa di un Governo ormai arrivato al capolinea che tra battute, sgambetti e scaramucce presenta una manovra fatta di tagli e tasse; una stangata a scoppio ritardato che farà sentire i suoi effetti più duri nel 2014, quando questo Governo non sarà più in carica.

     

    2 risposte a “Tagli al welfare e tasse, la ricetta di Tremonti”

    1. La Vostra battaglia l’avete persa ancora una volta ASTENENDOVI dalla richiesta di ABOLIRE le PROVINCE!!!

      Basta parole, lavorate uniti preventivamente con tutti i partiti di centro-sinistra: altrimenti NON RIUSCIRETE MAI a sconfiggere BERLUSCONI….

      Elìa
      Villafranca (VR)

    2. Claudio Mattiolo

      Dopo l’astensione del PD, e quindi anche sua, sulla cancellazione delle Provincie penso che veramente abbiate la vocazione della politica come dice Max Weber, cioè “non importa, andiamo avanti” tanti quei co***oni che ci hanno votato ci voteranno sempre.
      Ma per me è stata l’ultima volta, lo riferisca anche al suo amico Stefano Martinelli da Albaredo d’Adige.
      Forza Di Pietro!!!!!

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