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  • Testamento biologico, riparte il confronto alla Camera

    Pubblicato il 6 luglio 2011 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    Alla Camera è ripreso il dibattito sul testamento biologico, un tema delicatissimo sul quale un grande partito come il Pd non può che lasciare libertà di coscienza ai singoli deputati.
    Lo scorso marzo, quando si inizio’ a discutere di testamento biologico, io e molti colleghi, tra i quali Enrico Gasbarra, Rodolfo Viola, Benedetto Adragna, Daniele Bosone, Enrico Farinone e Antonio Rusconi avevamo infatti sostenuto che la liberta’ di coscienza sui temi etici e’ deve essere un valore aggiunto, un punto di forza di un partito moderno, democratico, che non ha paura di discutere, ma che ha il dovere di rispettare le diverse culture e sensibilita.

    Rimango convinto, come avevo dichiarato allora,  che il rischio principale è un “accanimento normativo” e una eccessiva burocratizzazione di una questione tanto delicata. A volte, nessuna legge è meglio di una cattiva legge.


    Il testo in discussione:
    L’ultima versione del ddl rispetto ai punti che riguardano l’alimentazione e l’idratazione artificiali, quelli piu’ controversi e dibattuti, prevede la loro sospensione nell’eventualita’ non dovessero piu’ essere utili al proprio scopo o se addirittura danneggiassero il paziente.
    Alimentazione e idratazione, in ogni caso, non possono essere subordinate alla volonta’ del paziente. Non sono infatti considerate terapie ma forme di sostegno vitale e quindi – secondo il testo in discussione – non possono essere oggetto di dichiarazioni anticipate, cioe’ inserite in un eventuale testamento biologico.
    In ogni caso, sempre secondo il testo in discussione alla Camera, le volonta’ espresse dal paziente nelle dichiarazioni anticipate di trattamento non sono vincolanti per il medico curante. Qualora vi fossero controversie tra il medico e il fiduciario del paziente, la questione verrebbe affidata a un collegio di medici.

     

     

    Una risposta a “Testamento biologico, riparte il confronto alla Camera”

    1. Ho un cognato che ha la SLA, da oltre un anno è ridotto ad una larva. Non defeca, non urina, non deglutisce quindi non riece ad alimentarsi e a bere. I muscoli degli arti si sono contratti e le articolazioni non si muovono più da tempo con dolori continui dovute a crampi muscolari e contrazione tendini, per questo é continuamente sottoposto a farmaci antidolorifici/infiammatori/morfina. Ovviamente non riesce ad esprimere parole, ti guarda con gli occhi sbarrati, quando in qualche modo riusciva a pronunciare parola chiedeva di morire.
      Per i flebo (vitamine liquidi ecc.) dai buchi che gli hanno fatto le vene sono ormai distrutte. Per il cibo viene alimentato con un buco nello stomaco (PEG) quando diceva di no lo alimentavano ugualmente. Da alcuni mesi gli hanno fatto un’ulteriore operazione con l’inserimento di una apparecchiatura che gli distribuisce l’antidolorifico con una cannuccia direttamente nella spina dorsale. Ha piaghe da decupito, la prossima operazione sarà un buco nella trachea per farlo respirare.

      Ora, posso pensare che se in un futuro questo capitasse a me, a decidere della mia sorte debba essere un partito con una legge, una persona estranea alla famiglia, e che la mia volontà non conti nulla, come io stesso fossi un estraneo della mia vita.

      Una ulteriore domanda che mi pongo come credente é questa : se uno crede in Dio, negli insegnamenti che ci hanno trasmessi fin da piccoli “che è Dio che decide della nostra vita dalla nascita alla morte”, per quale motivo dobbiamo oggi, con le tecnologie che abbiamo realizzato forzare questa decisione su malattie che siamo certi ci porteranno alla sicuramente alla morte, allungando questa esistenza a tutti i costi con un vita larvale.

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