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  • Tobin Tax, Italia sia a favore

    Pubblicato il 3 ottobre 2012 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    Nel prossimo Consiglio Europeo del 18 e 19 ottobre l’Italia sarà chiamata ad esprimere una posizione in merito alla procedura di cooperazione rafforzata per l’introduzione della tassa sulle transazioni finanziarie (TTF) – la cosiddetta ‘Tobin Tax’ – richiesta da diversi Paesi (Germania e Francia in testa).

    Il governo Monti ha segnato una decisa inversione di tendenza rispetto alla posizione della passata maggioranza – decisamente avversa; attualmente però, a poco più di due settimane dal vertice europeo, non è ancora nota la posizione che l’Italia assumerà in quel contesto.

    Vista l’estrema importanza della questione, sollecitati anche dall’ampio network di associazioni che con la campagna 005 si batte per l’introduzione della TTF, ho sottoscritto questa interpellanza urgente con l’obiettivo che la posizione italiana sulle TTF sia resa esplicita e dibattuta in Parlamento.

     

    INTERPELLANZA URGENTE

    I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei Ministri

    – per sapere – premesso che:

    Il Parlamento italiano si è più volte, nel corso degli ultimi anni, occupato del tema della tassazione sulle transazioni finanziarie riconoscendo i numerosi vantaggi derivanti dall’introduzione di questa tassa così sintetizzabili: a) pur applicata con un coefficiente minimo, rappresenterebbe un concreto strumento a sostegno dei conti pubblici degli Stati che a causa della crisi hanno subito un forte aumento del loro debito; b) assicurerebbe il giusto contributo del settore finanziario alla copertura dei costi dei piani di salvataggio e dei programmi di stimolo e di rilancio delle economie, nonché una più giusta parità di trattamento con gli altri settori produttivi sempre soggetti a prelievi fiscali; c) garantirebbe la riscossione di un gettito prevedibile permettendo di stabilire politiche di medio-lungo periodo sia per far fronte alle conseguenze sociali della crisi sia per sostenere programmi di aiuto allo sviluppo dei Paesi poveri e di contrasto dei cambiamenti climatici; d) frenando la speculazione, diminuirebbe l’instabilità dei mercati con ricadute positive anche per le imprese, in termini di minor rischio valutario, minori incertezze sui prezzi delle materie prime e minor rischi degli investimenti esteri.
    Si annoverano a questo proposito, senza pretesa di esaustività, le risoluzioni n. 7-00333 a prima firma dell’On. Barbi, n. 7-00328 a prima firma dell’On. Zacchera, n. 7-00346 a prima firma dell’On. Evangelisti approvate nella seduta del 16/06/2010 della III Commissione della Camera; le mozioni n. 1-00817 a prima firma dell’On. Volonté e n. 1-00850 a prima firma dell’On. Tempestini approvate in Aula il 7/02/2012; le interrogazione n. 5-04529 presentata dall’On. Barbi a cui si è dato risposta nella seduta del 4/05/2011 della III Commissione della Camera; i DDL C-3740 a prima firma dell’On. Sarubbi presentato il 30/09/2010 e DDL C-4389 a prima firma dell’On. Bersani presentato il 27/05/2011;

    Il Consiglio dei Ministri delle Finanze (Ecofin) del 22 giugno u.s., constatata l’impossibilità di procedere unanimi all’adozione della proposta di direttiva della Commissione Europea [COM(2011)594] concernente un sistema comune d’imposta sulle transazioni finanziarie da applicare in tutti gli Stati Membri dell’UE a partire dal 1° gennaio 2014, alla luce del dibattito pubblico orientativo svoltosi in tale sede ha altresì accertato nelle sue conclusioni che vi fosse un “significativo numero” di delegazioni favorevoli a considerare l’introduzione della suddetta imposta attraverso la procedura della cooperazione rafforzata in ottemperanza a quanto stabilito dall’art. 20 del Trattato dell’Unione Europea e dagli art. 326-334 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea;

    Il Consiglio Europeo del 28 e 29 giugno u.s. ha recepito l’orientamento espresso dall’Ecofin e nelle sue conclusioni ha confermato la volontà da parte di alcuni Stati Membri di avviare la procedura della cooperazione rafforzata affinché la proposta relativa a una tassa sulle transazioni finanziarie sia adottata entro dicembre 2012;

    Il Governo ha più volte confermato l’apertura dell’Italia a considerare l’introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie, e su sollecitazione di un giornalista nella conferenza stampa a latere del Consiglio Europeo di giugno, il Presidente del Consiglio Mario Monti ha fatto intendere l’Italia tra i Paesi aderenti alla cooperazione rafforzata a condizione che altre misure di stabilità finanziaria proposte dall’Italia venissero accolte a livello europeo, condizione che si ritiene si possa considerare positivamente raggiunta alla luce del percorso intrapreso in Europa in questi mesi;

    I Paesi Membri che si sono dichiarati favorevoli all’avvio della cooperazione rafforzata dovranno sottoscrivere una lettera congiunta alla Commissione Europea in cui la richiesta di avvio della procedura venga formalizzata e si possa quindi procedere con le fasi successive previste dai trattati di autorizzazione, definizione normativa e adozione della tassa;

    In un articolo del 14 luglio u.s. del Sole24ore si rivelava che fosse già in circolazione una bozza di lettera redatta dal Governo tedesco ed inviata ai potenziali partner europei sottoscrittori della stessa. Inoltre, recenti contatti ufficiosi della Campagna Zero Zero Cinque e di altre Campagne europee per l’introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie con esponenti dei Governi europei confermano che i negoziati sono in corso e secondo quanto riportato da agenzie di stampa il Presidente Barroso, in occasione del discorso sullo stato dell’Unione, ha ribadito di voler procedere rapidamente per l’istituzione della suddetta imposta nei Paesi che aderiranno alla cooperazione rafforzata-:

    quale sia lo stato dell’arte dei negoziati in corso tra gli Stati Membri dell’UE che intendono aderire alla cooperazione rafforzata per l’introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie;

    quale posizionamento politico sta assumendo l’Italia sulla proposta di lettera, attualmente in circolazione, che un significativo numero di Stati Membri dell’UE intende inoltrare alla Commissione Europea, comunicando la propria disponibilità ad introdurre la tassa sulle transazioni finanziarie attraverso la cooperazione rafforzata e richiedendo pertanto l’avvio dell’iter previsto da tale procedura;

    tenuto conto che la proposta di direttiva che la Commissione Europea elaborata su indicazione dei paesi coinvolti nella procedura di cooperazione rafforzata può essere presentata per l’autorizzazione a procedere da parte del Consiglio Europeo solo se corredata di un parere positivo del Council Legal Service (che si pronuncia sull’assenza o meno di effetti distorsivi e di squilibrio del mercato unico da parte della TTF), quali sono ad oggi le eventuali riserve di carattere tecnico nutrite dal Governo Italiano sulla sottoscrizione della suddetta lettera per avviare tale procedura;

    quale tempistica si prevede di seguire tenuto conto dell’impegno assunto dal Consiglio Europeo di adottare la proposta entro dicembre 2012.

    Interpellanza Tobin Tax versione .doc

     

    Una risposta a “Tobin Tax, Italia sia a favore”

    1. Francesco Caldogno

      Condivido pienamente il contenuto del presente articolo, anche se però nella descrizione della parte tecnica ci capisco poco. Sono sempre stato favorevole alla Tobin Tax già da quando era stata proposta negli anni scorsi.
      Spero tanto che il Governo Monti sia ancora favorevole.

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