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  • Investire nel turismo sul Lago di Garda. No ai tagli

    Pubblicato il 10 febbraio 2011 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook
    Il Turismo è la grande risorsa del Garda e bisogna continuare ad investire su di esso per uscire dalla crisi anziché tagliare i fondi.
    Le attrattive culturali e paesaggistiche uniche che possediamo vanno valorizzate affinché possano competere a livello internazionale.
    Per questo, nonostante la crisi,  è una scelta miope tagliare i fondi per gli uffici di informazione e assistenza turistica, così come è lo è stato con la chiusura delle sedi Enit (Agenzia nazionale del turismo) in Germania e in Olanda.
    Bisogna fare chiarezza sulle strategie che si vogliono adottare perché questo gioco al ribasso non ci aiuterà a superare la crisi economica. Il turismo è un settore fondamentale, assolutamente strategico, e bisogna puntare ancora di più su di esso. Non possiamo aspettarci che in futuro l’afflusso continui per inerzia.
    Anche la tassa sul turista, ipotizzata dal federalismo municipale di Calderoli è un idea suicida.
    Riguardo all’aeroporto Catullo, ribadisco che il rapporto con la Germania e il sistema tedesco deve essere tenuto in primaria considerazione.
     

    Una risposta a “Investire nel turismo sul Lago di Garda. No ai tagli”

    1. manuela granaiola

      Condividol’articoloe aggiungo che la Lega ha fretta di chiudere sul federalismo municipale ed invece che una proposta organica e seria si inventa una serie di provvedimenti a dir poco fantasiosi, slegati tra di loro e che niente hanno a che vedere con quella semplificazione tanto decantata da Calderoli. Un esempio per tutti quella della tassa di scopo che sembra essere la soluzione di tutti i problemi economici dei comuni. In particolare si prevede che la nuova tassa “sul turismo” dovrebbe essere gestita autonomamente solo dai comuni capoluogo mentre gli altri Comuni potrebbero istituirla ma concordandola con le Province che ne gestirebbero gettito e quote. Comuni come Viareggio, Riccione o Portofino si vedrebbero le attività turistiche più tassate e quindi meno competitive mentre i relativi introiti sarebbero destinati alle rispettive province senza nemmeno la garanzia che tali entrate siano finalizzate al sostegno del proprio sistema turistico.

      Sen. Manuela Granaiola

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