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  • Una sfida vera. Perché voterò Bersani

    Pubblicato il 16 novembre 2012 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Le primarie saranno una grande festa di democrazia, un orgoglio e un vanto del nostro schieramento.
    Le primarie non sono un congresso, e non vanno confuse con un congresso.
    Dobbiamo scegliere una persona: la persona che candideremo al governo del paese, il futuro Presidente del Consiglio. E’stata una campagna vera, vissuta, reale. Lo scontro, a tratti aspro, ha messo in luce un Pd vivo, perno del futuro schieramento che guiderà l’Italia.
    Voterò Bersani, perché è l’uomo giusto per Palazzo Chigi.
    Ha tenuto la barra dritta quando l’Italia, nel dopo Berlusconi, in un momento delicatissimo, rischiava la bancarotta. Invece di correre a elezioni per capitalizzare il vantaggio elettorale, ha dimostrato un profilo istituzionale e una responsabilità che non possiamo dimenticare, dialogando con il Capo dello Stato e con le altre forze politiche.
    Ha messo l’Italia davanti a tutto.
    Allo stesso modo ha tenuto unito il Pd in questi mesi difficili di crisi, mantenedendo aperto il confronto interno. Ricordiamoci che Bersani ha promosso la modifica dello statuto proprio per permettere le primarie in questo momento.
    Inoltre, Bersani ha concretezza ed esperienza di governo: chi non ricorda le sue “lenzuolate”? La sua attitudine a unire, la sua pacatezza, e la sua determinazione ne fanno il candidato premier ideale per il centrosinistra.

    Tra i cinque candidati ho apprezzato anche l’entusiasmo di Renzi, il suo porre in agenda alcune istanze liberal-democratiche, la sua spinta al rinnovamento. Ha la stoffa del leader ed è già uno dei protagonisti assoluti del centrosinistra, anche se preferisco i contenuti proposti ad alcune intemperanze, su tutte il concetto di “rottamazione” che, applicato alle persone, per quanto mediaticamente efficace, ritengo distante dalla mia sensibilità e dalla cultura dalla quale provengo che ha sempre messo la dignità della persona al centro.
    Comunque sia, Renzi si è meritato lo spazio che ha ottenuto e la sua partecipazione ha reso visibile a tutti che si è trattato di primarie vere, che il Pd è un partito aperto, plurale, e che la leadership è contendibile.
    In quale altro partito italiano Renzi avrebbe potuto fare la scalata che ha fatto? Forse, qualche merito i “rottamandi” fondatori del Pd lo hanno avuto…

    Anche Bruno Tabacci è una persona che stimo molto e che ha sempre dato prova di competenza e di equilibrio; lo ritengo, a prescindere dal risultato che otterrà, una grande risorsa per il centrosinistra.

    Il 25 novembre andrò a votare con grande soddisfazione, convinto che il cammino intrapreso cinque anni fa abbia dato dei frutti. Abbiamo messo in campo candidati validi, proposte concrete in una competizione autentica che ha attirato giustamente l’attenzione degli elettori.

    Sceglierò Bersani, come ribadito, per il suo profilo: capacità di unire ed esperienza di governo. Sono sicuro che dal 26 novembre tutti lavoreremo per riportare il nostro schieramento alla guida del Paese.

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