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  • Venezia città aperta, il Papa e l’appello a non temere l’estraneo

    Pubblicato il 12 maggio 2011 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    «Unità, solidarietà e condivisione» sono state le parole chiave del discorso del Santo Padre in visita a Venezia.

    In un passaggio molto significativo del suo intervento ha ricordato la Serenissima che, secondo Benedetto XIV, «ci parla di una civiltà della pace, fondata sul mutuo rispetto, sulla reciproca conoscenza, sulle relazioni di amicizia. Serenissima – ha proseguito – è un titolo davvero stupendo, si direbbe utopico, rispetto alla realtà terrena, e tuttavia capace di suscitare non solo memorie di glorie passate, ma anche ideali trainanti nella progettazione dell’oggi e del domani, in questa grande regione».

    Il discorso del Papa non va certo analizzato in chiave strettamente politica e trascinato nelle polemiche regionali, però le sue bellissime parole evocano un certo modello di società per il Veneto che mi sembra molto distante da ciò che abbiamo sotto gli occhi.

    La rievocazione storica del ruolo di Venezia, crocevia di persone, luogo di incontro per gli uomini di tutti i continenti e il ricordo della vocazione delle nostre terre come ponte tra Occidente ed Oriente bastano per segnare la prospettiva nella quale tutti noi vogliamo camminare.

    Ci auguriamo che concordia e speranza, rinvigorite del messaggio evangelico e unite dall’appello al Nordest a non avere paura, guidino le nostre terre al di fuori di questa crisi.

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