Solo un altro blog targato WordPress
Icona RSS facebook
  • Verona alla fermata del bus che non passa

    Pubblicato il 14 giugno 2012 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Un tale blocco dei trasporti pubblici non è degno di una città dalle ambizioni europee come Verona.

    Ora non dicano: “non potevamo immaginare”. Non ci sono scuse: il cambio di orario non si improvvisa da un giorno all’altro, non è una calamità. Anche nella riduzione delle corse (politica comunque suicida) si possono informare i cittadini. Come mai la città ha assistito a queste scene da terzo mondo?
    La Lega Nord è il partito che controlla totalmente il sistema dei trasporti pubblici veronese. Esprime i vertici di Atv e gli assessori competenti in Provincia e Comune. Quindi le responsabilità sono chiare. E, se i tagli partono dalla regione, chiariscano con Zaia, ma per lo meno avvisino i cittadini.

    Quando parlavamo di città ferma, pensavamo di usare una “solo” una metafora per sottolineare le difficoltà dell’economia e di enti come l’aeroporto. Ma a pochi giorni dalla rielezione del sindaco i nodi vengono al pettine.

    Subito il comune corre ai ripari annunciando un rinforzo delle linee. Ben venga, ma significa che chi gestisce i trasporti pubblici della nostra città sta brancolando nel buio. Non c’è strategia.
    La domanda che poniamo è sempre quella, puntualmente inascoltata: perché hanno cassato il progetto della tramvia (funziona, basta fare un giro a Padova), che fine ha fatto il fantomantico filobus del quale discutono da cinque anni? I dati sull’inquinamento dell’aria sono sempre allarmanti e quindi, anche in questo caso, parlare di politiche suicide potrebbe non essere una metafora.

    Non oso pensare cosa racconteranno in patria i tanti turisti stranieri che visitano la nostra città. Che belle cartoline: gli autobus strapieni, gli anziani spaesati alle fermate dei bus, gli ospedali raggiungibili con ore di viaggio e cambi.

    Anche leggendo L’Arena (non certo un organo del centrosinistra) pare che l’idillio col primo cittadino sia terminato…La triste realtà inesorabilmente viene a galla?

    Ho sfogliato le pagine di cronaca di questa settimana, ecco i titoli che accompagnano i primi giorni del nuovo mandato di Tosi: “Fra buche e «rattoppi» il pericolo è sulla strada”, “Piazza Corrubbio, commercianti infuriati vendono agli asiatici e fuggono”, “Lavori a Ponte San Francesco, l´apertura completa slitta di due mesi”, Biglietti più cari e linee ridotti, «Saltano» 800mila chilometri, “Linee azzerate in estate, La Lessinia resta a piedi”, “«Niente bus? Caro Tosi, portaci tu con l´auto blu»”.

    Non è un elenco di calamità naturali o eventi inaspettati: è il frutto di anni di propaganda, politiche miopi, clientele negli enti. Cinque anni fa sembrava che l’unico problema della città fosse la sicurezza. Il mantra del sindaco sceriffo. Sembra passata un’era geologica. Nel frattempo, placatosi l’allarmismo, la sicurezza non è aumentata; in compenso Verona è peggiorata in tutto il resto.

    Le proposte del Pd sono sul tavolo, forse è ora che Tosi scenda dal piedistallo: pensi meno alle telecamere e più alla città.

    Lascia un commento