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  • Addio Presidente Scalfaro

    Pubblicato il 1 febbraio 2012 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Questa settimana abbiamo dato l’addio a un grande uomo della nostra Repubblica.

    Molti lo hanno giustamente ricordato e celebrato; tra le parole più belle ritrovo quelle di Pierluigi Castagnetti su Europa che  ricorda come “Nella Dc, anche nel suo tempo, Scalfaro era rispettato come un “uomo di un altro tempo”, per la sua integrità morale che a volte mostrava il volto della rigidità, per l’ostentazione dell’ ispirazione cristiana e per l’oratoria calda, rotonda e raffinata. In effetti questo suo apparire ed essere un “uomo di un altro tempo” è stata la sua virtù, la forza che gli ha consentito di resistere e sfidare i venti a volte anche impetuosi di cambiamenti tanto effimeri quanto inutilmente fragorosi”.

    Scalfaro ha sempre difeso la costituzione, e Castagnetti spiega bene il valore della carta agli occhi del Presidente: “è stata ed è vissuta come il punto di convergenza fra l’umanesimo cristiano e l’umanesimo laico, e la sua sacralità consiste appunto in questa miracolosa convergenza, che doveva e deve essere difesa da ogni insidia”.

    Federico Orlando, in un altro bell’articolo, ne esalta ancora l’integrità: “Quel “Non ci sto” aveva smascherato e chiuso la connection criminalità-politica, emersa volta a volta come Gladio, Piano Solo, terrorismo, mafie, stragismo, P2, tangentopoli, Mani pulite, bombe a Roma, Firenze e Milano ultimo tentativo dell’eversione di dirottare la morente prima repubblica in un governo criminale, sudamericano, fatto di complicità e di interessi malavitosi.
    Scalfaro rovesciava il tavolo, dando un’interpretazione creativa e non più solo difensiva del ruolo garantista del capo dello stato”.

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