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  • Aeroporto Catullo, Monaco e Milano le ipotesi in campo

    Pubblicato il 8 febbraio 2011 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    Ieri sono intervenuto sulla questione aeroporto, sottolineando il bisogno di dialogare con l’estero. Ecco gli articoli apparsi su Il Corriere di Verona e su L’Arena.

    Il Corriere di Verona

    Mentre Fabio Bortolazzi, a Brescia, fa la sua scelta di campo dichiarandosi apertamente per l’alleanza con Malpensa, il deputato del Partito democratico Giampaolo Fogliardi rilancia in direzione opposta. «Non si può fare a meno di dialogare con l’estero -dice l’onorevole -Non si può perdere un’opportunità come quella di Monaco di Baviera, città con cui per altro siamo gemellati» . Qualche settimana fa, è uscita l’indiscrezione di un’offerta da 50 milioni di euro dello scalo tedesco per entrare nella società del Catullo, con quote di minoranza. Ieri, Bortolazzi da Brescia, si è detto non interessato. «Non si può chiudere la strada con Monaco -rilancia Fogliardi -purtroppo vedo molto pressapochismo in questo momento. Non si può fare un accordo con Brescia senza prima stabilire le strategie e le alleanze» . Fogliardi, pur convinto che la pace vada siglata, «perché è in gioco la concessione definitiva per Montichiari» , si dice sconcertato per la mancanza di stime certe sul valore della società che i bresciani valutano 108 milioni (così, i 20 milioni che sono pronti a versare li farebbero salire al 25 per cento), ma che secondo altre stime è molto maggiore. «Mi sarei aspettato che per un’operazione di questa entità venisse incaricato qualche professionista super partes, che stabilisse per lo meno una valutazione certa delle quote» , precisa il deputato.

    L’Arena
    Soci verso l’intesa, ma Milano cerca di frenare il decollo
    E Fogliardi: «Per lo sviluppo non va persa la chance di Monaco»

    Mentre si profila l’intesa fra Verona e Brescia per la «governance» della società aeroporti del Garda che gestice il Catullo di Villafranca e il D’Annunzio di Montichiari — una partita in cui entra anche Trento-Bolzano — non si spengono i tentativi di far entrare il D’Annunzio in orbita lombarda.
    I soci sono favorevoli al piano di una nuova società posseduta per il 50 per cento da Verona, per il 25 da Brescia e per il restante 25 da Trento-Bolzano. Ieri però negli ambienti del D’Annunzio, durante la seduta-audizione della quinta commissione del consiglio regionale lombardo con il presidente della Catullo spa Fabio Bortolazzi e della D’Annunzio Vigilio Bettinsoli, è riemersa la linea della Regione Lombardia, che tenta in extremis di rompere l’intesa. Questa consentirebbe, se firmata, di compiere infatti un passo decisivo per ottenere la concessione per gestire le strutture e creare un polo davvero competitivo e concorrenziale con quello milanocentrico. E questo ovviamente a Milano non piace.
    Nella commissione, di cui fa parte anche il consigliere regionale della Lega Renzo Bossi, figlio di Umberto, è uscita una linea condivisa nel sostenere che Montichiari deve entrare in un sistema aeroportuale «padano» o almeno «lombardo-veneto». E il presidente della commissione, Giorgio Pozzi, del Pdl ex Forza Italia, vorrebbe che la Sea (Linate-Malpensa), non mancasse al tavolo .
    Sul tema dello sviluppo della società interviene anche il deputato del Partito democratico, Giampaolo fogliardi, che fra l’altro ribadisce il contenuto di un’interrogazione a risposta scritta ai ministeri dell’economia e finanze, delle infrastrutture e dei trasporti e dell’ambiente e tutela del territorio e del mare. Vuole sapere per quale motivo «l’aeroporto Catullo», dice insieme al consigliere comunale del Pd Fabio Segattini, «non utilizza il milione ottenuto con la “tassa rumore” per misure di mitigazione dell’inquinamento acustico a favore dei Comuni limitrofi allo scalo. Spero che i sottosegretari Giorgetti e Martini e il capogruppo della Lega al Senato Bricolo si attivino per sbloccare i fondi». fogliardi sottolinea poi che «nell’accordo fra Verona e Brescia dovrebbero rientrare anche le strategie aziendali, per capire se la società vuole andare verso Milano o Brescia o Venezia, o se come credo io dovrebbe non perdere l’offerta di Monaco per entrare nella governance. La verità è che sul nostro aeroporto, strategico per il turismo a Verona e sul Garda, manca una strategia condivisa».E.G.

     

    Una risposta a “Aeroporto Catullo, Monaco e Milano le ipotesi in campo”

    1. sono perfettamente d’accordo

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