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  • Aprirsi, ripartire, essere alternativa

    Pubblicato il 17 maggio 2012 giampaolo 2 commenti Condividi su Facebook

    La vittoria di Tosi è stata schiacciante. Il Pd, a differenza di altri partiti, non si è “estinto”, ma deve iniziare a lavorare per essere concreta alternativa.
    L’intervento di Vanio Balzo su gericotv.it ha fornito molti spunti per analizzare il risultato e le strategie da adottare in futuro.

    Non possiamo ripartire così, facendo finta che nulla sia successo. Il fatto che la crisi dell’intero sistema politico abbia contagiato anche (e soprattutto) altri partiti che si ritenevano solidi non significa che noi siamo salvi.

    Il dato centrale, oltre all’affermazione personale del sindaco, è la grande quantita di delusi, astenuti e fuoriusciti dal vecchio centro-destra che il Pd non è riuscito a intercettare.

    Questo è un tema chiave soprattutto in una città tradizionalmente moderata come Verona, dove la foto di Vasto (che vedeva uniti Pd+Idv+Sel) appare alquanto sfuocata. Non è certo quella la ricetta per intercettare la fiducia del mondo moderato veronese in cerca di rappresentanza. Da questo punto di vista c’è il rammarico per una occasione perduta.

    Non significa che tutto sia perduto: abbiamo una squadra preparata in consiglio comunale (significativa in prospettiva futura l’affermazione della componente cattolico-democratica) e tanti giovani nelle circoscrizioni.
    Facciamo un passo indietro: per quale motivo è nato il Pd? Per essere eterna opposizione? No.

    Noi vogliamo essere forza di governo, andare oltre gli steccati tradizionali e intercettare anche i voti in uscita dalle vecchie coalizioni.

    Astutamente Tosi, quando la stampa lo ha definito “leghista-democristiano” ha risposto: “E’vero. Mica è un’offesa…” lanciando così un chiaro messaggio a parte dell’elettorato “orfano” del Pdl o perplesso dal Terzo polo. Anche se alla lunga richiamare certi esempi e poi lasciare la città in perenne stallo gli si ritorcerà contro.

    Se vogliamo essere veramente alternativa, perno dell’opposizione, riferimento per la Verona non strettamente Tosiana, dobbiamo aprirci, parlare con tutti. Dobbiamo far arrivare le nostre proposte anche fuori dalle nostre cerchie.

    Come ho già ribadito, i grandi temi di Verona non si esauriscono con la conferma dell’uomo forte al comando, anzi, presto molti nodi verranno al pettine. Per questo dobbiamo fare un ulteriore scalino, scrollarci di dosso lacci e lacciuoli e discussioni su tatticismi e alleanze e porci al centro del dibattito, pronti a cogliere il fermento di una città che presto avrà bisogno di un punto di vista alternativo al tosismo.

    Ma, per dare risposte alla città, dobbiamo conquistarci la sua fiducia, perché sono convinto che l’appiattimento su Tosi non sarà eterno.

    Verona è una città viva: penso alle categorie economiche, al volontariato, alle tante liste civiche e movimenti che sono nati in questi mesi. Ricordiamocelo prima di rimetterci in moto. Continuiamo ad aprirci, non è il momento di fermarsi.

     

    2 risposte a “Aprirsi, ripartire, essere alternativa”

    1. E cosa dobbiamo fare? Quali risposte dare? Anche il partito democratico esce molto ridimensionato e privo di una guida reale ed attenta alle esigenze della collettività e della cittadinanza. Forse occorrono maggiori proposte, magari dettate dal semplice buon senso, ormai smarrito… Occorre un ricambio di persone che finalmente pensino a un partito di alternativa governativa reale e non si rinchiudano in una sterile “rendita di minoranza” o nelle logiche interne personali o di gruppo. Occorre uno sguardo lungimirante, che oggi sembra perduto, capace di guardare al futuro ed agli altri …. è il caso di non fermarsi a slogan generalisti e privi di un contenuto vero e pensare ad un contenuto reale e tangibile che renda appetibile il contenitore …… sono ancora in attesa, in compagnia numerosa, di tutto questo, non so però se ci rimarrò tanto ….

    2. “Questo è un tema chiave soprattutto in una città tradizionalmente moderata come Verona, dove la foto di Vasto (che vedeva uniti Pd+Idv+Sel) appare alquanto sfuocata. Non è certo quella la ricetta per intercettare la fiducia del mondo moderato veronese in cerca di rappresentanza.”

      Caro Onorevole, ci sono le primarie, giusto? Chi le vince fa il candidato sindaco. Se volevano partecipare altre “forze moderate”, allora potevano farlo, no? Ma il pd aveva già espresso la sua scelta… non vedo perché rammaricarsi, quando sono stati gli elettori a scegliere.

      Di che ci si rammarica? Della scelta degli elettori?

      E poi, chi avrebbero votato, questi moderati?

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