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  • Catullo, è l’ora della verità

    Pubblicato il 17 febbraio 2012 giampaolo 2 commenti Condividi su Facebook

    La norma inserita nel maxi emendamento al decreto milleproroghe, approvata ieri dal Senato, suona la campanella dell’ultimo giro per tutti quegli aeroporti che, non avendo la concessione ed essendo in perdita, devono, entro il 31 dicembre 2012, presentare un piano di riequilibrio, pena la loro chiusura.

    Tale situazione non esclude l’aeroporto di Montichiari, controllato dalla Catullo S.p.a, società concessionaria anche del nostro aeroporto di Villafranca, che dovrà pertanto mettere mano alla nuova situazione alquanto modificata rispetto agli accordi fino a qui intercorsi con i soci bresciani.

    La determinazione con la quale si sta muovendo il Governo Monti, su tutti i fronti, non concederà ulteriori dilazioni, rinvii o proroghe varie, ponendo pertanto i destinatari di fronte a scelte non più rinviabili.

    Questa situazione, se da un lato pone la nostra società aeroportuale in una delicatissima e difficile situazione, dall’altro, la pone inderogabilmente di fronte alla prova del nove con i suoi soci per una risolutiva e definitiva decisione.
    In particolare per Verona, alla vigilia di una delicata tornata elettorale, è il momento di chiarire le posizioni, assumere le responsabilità e, se possibile, cercare una volta tanto di “volare alto” nel vero senso della parola, affrontando uno dei grandi problemi della città, sul quale ci giochiamo il nostro futuro.

    Sono capaci i soci attuali e quindi gli enti principali istituzionali di affrontare la situazione con scelte adeguate, finanziamenti appropriati, tagli inevitabili, oppure, come da più parti si vocifera (e la stampa in questi giorni lo ha messo in risalto) servono privati che arrivino in soccorso?

    Al di la dell’imprenditore Gamberale, esistono anche cordate veronesi? Ci sono reali interessi in gioco?
    Se così fosse, mai come adesso è l’ora della verità, della trasparenza, dei fatti alla luce del sole, di modo che tutti possano farsene un’idea corretta ed esprimere una giusta valutazione.

    Lungi da me in questo momento indicare se sia giusto o sbagliato passare la mano ai privati, tuttavia non può essere taciuta la profonda amarezza per l’incapacità della politica nel trovare soluzioni per una realtà fino a qualche anno fa fiore all’occhiello della nostra città e di larga parte del nord Italia.

    on. Giampaolo Fogliardi

     

    2 risposte a “Catullo, è l’ora della verità”

    1. On. Fogliardi
      ritorno sul tema aeropoporto.
      Penso che Montichiari debba essere chiuso domani mattina. Si faccia conto di aver perso molto denaro per strada e chiudiamo il discorso. L’alternativa è cederlo ai bresciani che tanto, finchè non ne verranno in possesso, non lascieranno la presa. Verona non avrà mai la leale collaborazione bresciana proprio per questo motivo. La strategia della leonessa era chiara fin dal 1999, anno dell’apertura sciagurata del D’annunzio e fino a che l’obiettivo non sarà raggiunto,Brescia continuerà nella melina. E’ un suo diritto. Verona sia meno ingenua con i vicini e tanto meno con i cugini; i quali sono davvero come le scarpe strette o come il pesce.Verona non ha nulla da temere dalla concorrenza bresciana, la quale dovrà comunque combattere con Bergamo, Linate e Malpensa: figuriamoci. Davvero non capisco tutte ste manfrine. Chi ha interesse a tenere in piedi Montichiari? I latifondisti forse? Saranno mica loro i veri colpevoli del disastro? Saluti. Aldo Vantini

    2. On. Fogliardi
      ritorno sul tema aeroporto.
      Penso che Montichiari debba essere chiuso domani mattina. Si faccia conto di aver perso molto denaro per strada e chiudiamo il discorso. L’alternativa è cederlo ai bresciani che tanto, finchè non ne verranno in possesso, non lascieranno la presa. Verona non avrà mai la leale collaborazione bresciana proprio per questo motivo. La strategia della leonessa era chiara fin dal 1999, anno dell’apertura sciagurata del D’Annunzio e fino a che l’obiettivo non sarà raggiunto,Brescia continuerà nella melina. E’ un suo diritto. Verona sia meno ingenua con i vicini e tanto meno con i cugini; i quali sono davvero come le scarpe strette o come il pesce.Verona non ha nulla da temere dalla concorrenza bresciana, la quale dovrà comunque combattere con Bergamo, Linate e Malpensa: figuriamoci. Davvero non capisco tutte ste manfrine. Chi ha interesse a tenere in piedi Montichiari? I latifondisti forse? Saranno mica loro i veri colpevoli del disastro? Saluti.

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