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  • Ciao Mino

    Pubblicato il 8 settembre 2011 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook
    Martedì pomeriggio, nel Duomo di Brescia, abbiamo dato l’ultimo saluto a Mino Martinazzoli, ultimo segretario della Democrazia Cristiana.
    Ci siamo stretti nel ricordo di un Cristiano sincero, che ha trovato la sua vocazione nell’impegno politico, come ha ricordato durante l’omelia il vescovo di Brescia  Luciano Monari.
    Martinazzoli era uomo di grande cultura, sempre attento e curioso; un’oratore abile, contraddistinto da uno stile pacato che però sapeva trasmettere tutto il suo carisma.

    E’stato protagonista di una fase storica e politica difficilissima: dallo scioglimento della Dc, travolta da Tangentopoli e dalla fine della Prima repubblica al tentativo di traghettare parte di quell’esperienza nel Ppi, per ridare slancio e prospettiva ai Cattolici impegnati in politica.
    Non voleva che venisse disperso un patrimonio di ideali e cultura politica.
    La Democrazia Cristiana non si esaurì certo per colpa di Martinazzoli: un ciclo della storia politica, non solo italiana, si era concluso con il finire degli anni ‘80 e gli scandali che coinvolsero parte della classe dirigente di allora diedero il colpo di grazia.
    I suoi sforzi non furono vani: dalle sue intuizioni siamo approdati ai Popolari, per poi proseguire verso la Margherita, con il successivo approdo nel Pd.
    Ricordiamo, in quei momenti drammatici, la sua pacatezza (da non confondersi con debolezza o titubanza), tratto caratteristico di una figura atipica, riflessiva, culturalmente profonda e vivace, a dispetto di una immagine a prima vista schiva ed oscura.

    La sua tenacia è ancora ad esempio per noi che crediamo nella centralità della persona e nell’ispirazione cristiana.
    Mino lottò perché i nostri valori e la parte più nobile della nostra cultura di Cattolici democratici impegnati in politica potessero sopravvivere al ciclone dei primi anni novanta.
    Non era stato lui a condurre la Dc al fallimento, ma si prese carico di guidarla nel momento più buio, sapendo guardare avanti e seminando affinché la presenza del popolarismo non si esaurisse insieme alla Prima repubblica.

    Mino, non potremmo dimenticare i tuoi insegnamenti e continueremo a lavorare per portare nel futuro i tuoi e nostri ideali.

    Giampaolo Fogliardi

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