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  • Commissione Finanze, all’esame l’abuso di diritto

    Pubblicato il 1 marzo 2011 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook
    Prende finalmente il via in Commissione Finanze l’esame del provvedimento che ha per oggetto l’abuso di diritto. Ci sono tre proposte di intervento presentate, inclusa quella che ho sottoscritto, a prima firma dell’on. Strizzolo. Questo mese inizieranno le audizioni con il direttore dell’agenzia delle Entrate, i rappresentanti degli intermediari fiscali e di Assonime, le organizzazioni datoriali e l’Associazione bacncaria italiana al fine di elaborare un testo base per il seguito dell’esame.
    Il Sole 24 ore presenta oggi le proposte in questo articolo:
    L’abuso di diritto ricomincia da tre. Tante sono, infatti, le proposte di intervento legislativo presentate alla Camera dei deputati, all’esame della commissione Finanze, presieduta da Gianfranco Conte, per porre rimedio alla situazione di incertezza causata dall’introduzione per via giurisprudenziale di questo istituto. Su queste tre proposte è partito la settimana scorsa l’esame con la relazione svolta dal relatore Maurizio Leo (autore di una delle tre proposte) e con una serie di audizioni in programma da parte della commissione. Sul fronte delle garanzie per i contribuenti si apre una “finestra” sul contraddittorio.
    Oltre a quella di Leo, le altre due proposte sono state avanzate da esponenti del Pd (primo firmatario Ivano Strizzolo) e da un esponente del Pdl (Giorgio Jannone). La commissione – secondo la proposta di Leo – ascolterà nelle prossime settimane (prevedibilmente a metà marzo) «il direttore dell’agenzia delle Entrate, nonché i rappresentanti degli intermediari fiscali e dell’Assonime». Strizzolo, dal canto suo, ha suggerito di ascoltare anche i rappresentanti delle organizzazioni datoriali e dell’Abi e di elaborare un testo base per il seguito dell’esame al termine delle audizioni.
    Spiega Maurizio Leo (che è anche presidente della commissione bicamerale per l’Anagrafe tributaria): «Nelle cerimonie di apertura dell’anno giudiziario tributario in varie sedi d’Italia, come a Milano e Roma, è stata sottolineata la situazione di incertezza determinata dalla giurisprudenza sull’abuso e invocato l’intervento del legislatore. In effetti proprio in questi giorni ci stiamo attivando per dare risposta a questa esigenza molto sentita da professionisti e imprese».
    La proposta Leo prevede una riscrittura completa dell’articolo 37bis del Dpr 600 del 1973. Il disegno di legge prevede anche che l’«avviso di accertamento è emanato, a pena di nullità, previa richiesta al contribuente – anche per lettera raccomandata con avviso di ricevimento – di chiarimenti da inviare per iscritto entro 60 giorni dalla data di ricezione della richiesta medesima, che deve indicare i motivi per cui si reputano applicabili». Quindi rendendo anche in questo campo obbligatorio il contraddittorio, secondo il modello già affermato per gli studi di settore e per il redditometro. In questo caso, però, è detto esplicitamente che l’accertamento deve dare conto delle giustificazioni dei contribuenti. Per trattarsi di un’operazione tacciabile di abuso – secondo la proposta – occorre che il risparmio di imposta “indebito” sia realizzato aggirando obblighi o divieti previsti dall’ordinamento tributario. Sono escluse inoltre le sanzioni penali e i contenuti dell’articolo sono allargati anche a tributi locali e ad altri finora non rientranti nella previsione della norma.
    La proposta Strizzolo e quella Jannone fanno salva «la facoltà per il contribuente di scegliere le forme giuridiche negoziali o i modelli organizzativi che comportano l’applicazione del regime d’imposizione più favorevole». Una delle critiche più frequenti all’istituto dell’abuso di diritto, infatti, è quella di imporre ai contribuenti il comportamento fiscalmente più oneroso.
    La proposta Strizzolo, in ordine all’avviso di accertamento, non guarda alle giustificazioni del contribuente, ma alle circostanze di fatto per le quali si ritengono applicabili le disposizioni antielusive. Sono dettate disposizioni ad hoc anche per i casi di stabili organizzazioni e di usufrutto.
    Un altro punto d’accordo, anche se diversamente declinato, è quello della retroattività delle regole sull’abuso. In questo caso, infatti, le proposte legislative mirano a sterilizzare gli accertamenti su annualità pregresse, di modo che non viene applicato a comportamenti del passato un istituto che non era conosciuto ai contribuenti. Secondo Leo, prima dell’estate si potrebbe arrivare a una definizione alla Camera di una soluzione della questione dell’abuso di diritto.

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