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  • Dalle dimissioni di Monti al futuro di Scelta civica

    Pubblicato il 24 ottobre 2013 giampaolo 3 commenti Condividi su Facebook

    La scelta di Mario Monti ci rattrista, ci priva di una guida prestigiosa e competente.
    Il problema “politico” è esploso in un modo che non ci aspettavamo, ma penso possa essere lo spunto per un chiarimento sulla prospettiva di Scelta civica.

    Non voglio ripassare qui le fasi della rottura né la polemica che ne è nata. La mia stima in Mario Monti rimane immutata; parte del contributo che ha dato alla vita politica del Paese deriva anche dal suo non essere un “politico” in senso stretto come alcuni dei suoi attuali avversari.
    L’Agenda Monti, attorno alla quale ci siamo riuniti, si proponeva di riportare merito e competenza nell’affrontare i problemi del Paese. Immagino che l’ex-premier non sia avvezzo a certe dinamiche di posizionamento che ricordano molto la Prima repubblica. Penso che certe logiche gli siano proprio aliene e sia montata così nel tempo una certa insofferenza.

    Abbiamo chiuso il capitolo con Casini e ora è il momento di fare un passo avanti. Rispettiamo la scelta di Monti e proseguiamo portando avanti l’ispirazione originaria di Scelta civica, auspicando di ricondurre le future perplessità dentro una naturale discussione tra persone che credono nel progetto: questa sarà la vera gestione “politica” nella quale l’esperienza maturata sarà messa in gioco per il bene del movimento.

    Alcuni punti fermi vanno comunque ribaditi: Scelta civica non è nata per fare da stampella a Berlusconi, non è nata per essere un trampolino di lancio per nessuno né per sciogliersi automaticamente in contenitori più grandi.

    Rivendichiamo il nostro percoso e la ricerca di un popolarismo riformista ed europeista, alternativo sì alla sinistra, ma che non ha né culturalmente né politicamente una prospettiva comune alla deriva populista del berlusconismo.

    Come squadra dobbiamo rafforzarci, confrontarci e proseguire. Rifiutare logiche da vecchia politica, ma allo stesso tempo cercare un punto di incontro.
    Il Presidente Monti ha compiuto un atto che rimane fuori dall’ordinario, forse per spronarci a fare un salto in avanti, superare alcuni nodi e rafforzarci.
    “Evolvete, rafforzatevi, unitevi. Ma non lasciatevi ‘superare’. – ha detto – Chi vuole ‘superare’ Scelta Civica, svendendola dopo essersene servito, merita una vostra reazione”.

    Non c’è nessuna caccia alle streghe, serve solo un chiarimento e sono sicuro che tutti coloro che credono nel progetto originario di Scelta civica e vogliono camminare nel solco tracciato dal professore, quindi la gran parte dei sostenitori di Scelta civica, non potranno che trarre nuova linfa da questa fase. Monti rimarrà per noi un padre nobile, gli dobbiamo molto e lo ringraziamo. Il nostro cammino comunque non si ferma qui.

     

    3 risposte a “Dalle dimissioni di Monti al futuro di Scelta civica”

    1. Francesco Liparulo

      Scelta Civica è un partito appena nato, un partito serio “di grande forza” politica. Il leader di un partito ha il compito di indicare la strada da percorrere e spetta agli aderenti animare il complesso di forze che costituisce la struttura dinamica del movimento politico, cioè costituire lo spirito, l’anima che fa vivere il movimento politico chiamato “Scelta Civica”. Non basta un logo, un inno, una bandiera, ma occorre unità di intenti per testimoniare i valori del popolo italiano. Si tratta di essere “Una Acies”, uno schieramento compatto di cittadini seri che aderiscono con slancio e verità alle istanze del popolo che sa distinguere ciò che è giusto e ciò che è deleterio per la società civile. Lo spirito di un partito vive se tutti gli aderenti aderiscono al credo democratico del popolo italiano, cioè se sanno ascoltare e promuovere risposte concrete per le istanze del popolo. Francesco Liparulo – Venezia

    2. Un po’ poco per quanto è successo. Noi siamo rimasti tagliati fuori! Nessuna assemblea, nessun confronto aperto, ma ancora camarille e decisioni di vertice.Autocritica zero!
      Eppure anche i neofiti ultrasessantenni dovrebbero sapere che l’immobilismo politico non comporta lo stop per tutti, ma crea le condizioni per le fughe in avanti o in dietro come meglio credi. L’invito è a respingere questo metodo verticistico e rimettiamoci in gioco, non testimoni, ma attori.
      Cordialità

    3. Francesco Caldogno

      Le scissioni e le dimissioni mi pare che siano sempre poco convenienti, anche se pur ragionevoli e motivate siano le ragioni. Anche se vanno rispettate le decisioni personali.
      In generale, a me sembra che necessiti uno scambio e un confronto continuo tra eletti ed elettori.

      Grazie per le tue informazioni e un saluto

      Francesco Caldogno

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