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  • Decreto fiscale, occasione persa

    Pubblicato il 16 giugno 2011 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    Ieri sera sono intervenuto in aula nel dibattito sul Decreto fiscale.

    Il Governo ha perso l’ennesima occasione per dare un segnale alle piccole e medie imprese, categorie portanti del nostro sistema, che attendono da tempo una concreta semplificazione della burocrazia che le opprime.

    Si poteva intervenire su tantissimi aspetti, senza intaccare le casse dell’erario, vincolate ai parametri europei. Avevamo proposto la dilazione di sanzioni, l’allungamento di tempi per permettere il pagamento delle stesse, l’abbattimento di alcune norme per facilitare il lavoro degli imprenditori, sempre più burocratizzati è sempre meno imprenditori, la semplificazione degli studi di settore, ma abbiamo ricevuto il no della maggioranza su tutto.

    Si sono rifiutati di perfino di semplificare la vidimazione e la bollatura dei registri contabili. Non hanno valutato l’ipotesi di estromissione di beni immobili dalle società, la possibilità di estendere la rivalutazione anche agli immobili, la possibilità di agevolare le liquidazioni di chiusura di società di persone.

    Inserire norme straordinarie per la liquidazione delle società di persone e l’assegnazione dei beni ai soci permetterebbe, a chi lo ritenesse opportuno, la possibilità di portare beni strumentali nei propri beni personali, senza  essere dissanguato dalla tassazione oggi prevista.

    Facciamo l’esempio di artigiani che hanno una piccola società di persone con un capannone intestato. Se volessero farlo uscire dalla società, non potrebbero, perché la fuoriuscita comporterebbe una plusvalenza patrimoniale tassabile mostruosa, con una tassazione dell’IVA altrettanto alta. Di conseguenza, sono imprigionati e, pur magari potendolo fare con dei sacrifici, non si possono permettere di chiudere nemmeno l’attività!

    Gli unici a gioire sono coloro che nel passato hanno avuto il condono per l’importazione e il rientro dei capitali dall’estero, che hanno potuto sanare pagando il 5 per mille.

    È un metodo, usato da questo Governo, per cui i grandi cantano e i piccoli continueranno a soffrire.

    Oggi come oggi il Paese è pieno di artigiani e di piccoli commercianti che per poter avere linee di credito per proseguire devono ipotecare i beni personali.

    Sono costretti a porre l’ennesima fiducia per mascherare una maggioranza che non esiste più e che ha perso contatto con quei tanti cittadini onesti e laboriosi che quanto prima scriveranno per loro la parola fine»

     

    Una risposta a “Decreto fiscale, occasione persa”

    1. questo governo pensa solo ai fatti suoi.
      vedi il film …….qualuquemente…saluti a tutti questo è quello che ci meritiamo quando si dà fiducia a chi sa parlare troppo e agire ??????????

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