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  • Finanza e funzionamento degli enti territoriali

    Pubblicato il 25 ottobre 2012 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Sono stato relatore, in Commissione finanze, sul decreto legge n. 174 del 2012, recante disposizioni in materia di enti locali, nonché in favore dei soggetti colpiti dal sisma del maggio 2012.

    Le norme di interesse della nostra commissione sono contenute per lo più negli articoli 9 e 11. Qui una panoramica degli aspetti affrontati.

    Articolo 9
    L’articolo 9, comma 1, differisce dal 30 settembre al 30 novembre 2012 il termine entro il quale il Consiglio dell’ente locale provvede, con propria deliberazione, ad effettuare la ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi, dando atto del permanere degli equilibri generali di bilancio. Tale deliberazione è allegata al rendiconto del relativo esercizio finanziario.
    Per quanto riguarda le disposizioni rientranti negli ambiti di competenza della Commissione Finanze si segnalano i commi da 2 a 6.
    Il comma 2, modificando l’articolo 56 del decreto legislativo n. 446 del 1997, stabilisce, alla lettera a), che il gettito dell’imposta provinciale di trascrizione (IPT) sia destinato alla Provincia ove ha sede legale o residenza il soggetto avente causa o intestatario del veicolo, e non più alla Provincia presso il cui PRA siano state espletate le formalità di trascrizione, iscrizione e annotazione dei veicoli.


    Inoltre la lettera b) novella il comma 4 del predetto articolo 56, disponendo che il concessionario del pubblico registro automobilistico riversa le somme riscosse alla tesoreria della provincia titolare del tributo, in luogo della “provincia nel cui territorio sono state eseguite le relative formalità”, come precedentemente previsto.
    Il comma 3, attraverso modifiche all’articolo 13 del decreto – legge n. 201 del 2011, posticipa alcuni termini in materia di Imposta municipale unica (IMU).
    In particolare, la lettera a) posticipa dal 30 settembre al 31 ottobre 2012 il termine a disposizione dei comuni per l’approvazione o la modifica del regolamento e delle delibere in materia di aliquote e detrazione IMU, mentre la lettera b) proroga dal 30 settembre al 30 novembre 2012 i termini per la presentazione della dichiarazione IMU relativa agli immobili posseduti al 1° gennaio 2012.
    Il comma 4 proroga dal 31 dicembre 2012 al 30 giugno 2013 il termine, fissato dall’articolo 7, comma 2, lettera gg-ter), del decreto – legge n. 70 del 2011, a partire dal quale Equitalia e le società partecipate cesseranno di effettuare le attività di accertamento, liquidazione e riscossione – spontanea e coattiva – delle entrate, tributarie o patrimoniali, dei comuni e delle società da essi partecipate. Conseguentemente, viene prorogata dal 31 dicembre 2012 al 30 giugno 2013 l’operatività delle vigenti disposizioni in materia di gestione delle entrate locali, contenute nell’articolo 3, commi 24, 25 e 25-bis del decreto-legge n. 203 del 2005. Tali proroghe sono esplicitamente connesse al riordino della disciplina delle attività di gestione e riscossione delle entrate degli enti appartenenti ai livelli di governo sub statale, che potrebbe avvenire ai sensi della delega al Governo in materia prevista articolo 3, comma 14, lettera c), del disegno di legge C. 5291, recante la delega al Governo recante disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita, approvato dalla Camera dei deputati e in corso di esame al Senato.
    In tale contesto la norma prescrive il divieto di procedere a nuovi affidamenti delle attività di gestione e riscossione delle entrate, prorogando, alle medesime condizioni vigenti, anche patrimoniali, i contratti in corso.
    Il comma 5 prevede che il Ministero del lavoro e delle politiche sociali stipuli convenzioni a titolo gratuito con l’Agenzia delle entrate per agevolare la procedura di erogazione dei contributi del 5 per mille alle associazioni del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale, nonché alle organizzazioni di promozione sociale e alle associazioni e fondazioni riconosciute come ONLUS. La norma estende la gratuità alle convenzioni già stipulate per gli anni finanziari 2010, 2011 e 2012.
    Il comma 6 interviene sulla disciplina dell’IMU applicabile agli immobili degli enti non commerciali recata dall’articolo 91-bis, comma 3, del decreto – legge n. 1 del 2012, in particolare per quanto riguarda l’ambito di applicazione dell’esenzione prevista in favore degli immobili di proprietà di enti non commerciali che abbiano un’utilizzazione “mista” (cioè sia commerciale sia non commerciale).
    Al riguardo si ricorda che, in forza del rinvio, contenuto nella disciplina generale sull’IMU (recata dall’articolo 13, comma 13, del decreto – legge n. 201 del 2011) alle esenzioni in precedenza vigenti per l’ICI (regolate in particolare all’articolo 7, comma 1, lettera i), del decreto legislativo n. 504 del 1992), sono esenti da imposta municipale gli immobili utilizzati dagli enti non commerciali e destinati esclusivamente allo svolgimento di determinate attività: attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché di attività di religione o di culto, ovvero dirette all’esercizio del culto e alla cura delle anime, alla formazione del clero e dei religiosi, a scopi missionari, alla catechesi, all’educazione cristiana.
    In tale contesto l’articolo 91-bis del decreto – legge n. 1 del 2012 ha specificato che l’esenzione opera solo ove le predette attività – pur dando luogo, in astratto, a esenzione – siano svolte con modalità non commerciali. In caso contrario, esse saranno assoggettate, dal 2013, all’IMU. Da tale data, dunque, nel caso in cui le attività siano svolte con modalità commerciali, gli immobili degli enti non commerciali in cui sono effettuate saranno assoggettate, in tutto o in parte, a imposta IMU
    Ai sensi del comma 2 del predetto articolo 91-bis, quando è possibile individuare gli immobili o le porzioni di immobili adibiti esclusivamente a attività di natura non commerciale, l’esenzione si applica solo alla frazione di unità in cui tale attività si svolge.
    Qualora, invece, tale individuazione non risulti possibile, a decorrere dal 1° gennaio 2013 l’esenzione si applica, in base al comma 3 del medesimo articolo 91-bis, in proporzione all’utilizzazione non commerciale dell’immobile, come risultante da apposita dichiarazione. La definizione delle modalità e delle procedure relative alla predetta dichiarazione, nonché degli elementi rilevanti ai fini dell’individuazione del rapporto proporzionale tra attività commerciali e non commerciali esercitate in uno stesso immobile, sono demandate ad un apposito regolamento da emanare con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze.
    In tale contesto la novella recata dal comma 6, con riferimenti agli immobili per i quali non è possibile individuare la frazione su cui si svolge l’attività non commerciale esente da imposta, affida al predetto decreto del Ministro dell’economia il compito di individuare i requisiti atti a qualificare le attività come svolte con “modalità non commerciali” (in relazione alle quali sussiste l’esenzione), nonché di individuare gli elementi volti a individuare il rapporto proporzionale tra uso commerciale e uso non commerciale dell’immobile.
    Al riguardo si evidenzia come le modifiche recate dal comma 6 sembrino finalizzate a superare i rilievi espressi dal Consiglio di Stato nel parere recentemente adottato sullo schema di regolamento predisposto ai sensi del comma 3 dell’articolo 91-bis.
    In particolare, i giudici amministrativi hanno rilevato come la normativa appena richiamata non demandi “al Ministero di dare generale attuazione alla nuova disciplina dell’esenzione IMU per gli immobili degli enti non commerciali” e come dunque parte dello schema esuli dall’oggetto del potere regolamentare attribuito dall’articolo 91-bis, in quanto “è diretta a definire i requisiti, generali e di settore, per qualificare le diverse attività come svolte con modalità non commerciali”, mirando dunque a delimitare, o comunque a dare una interpretazione, in ordine al carattere non commerciale di determinate attività, in assenza di criteri o altre indicazioni normative atte a specificare la natura non commerciale di un’attività.

    Articolo 11

    L’articolo 11 contiene una serie di disposizioni che integrano o modificano la normativa per il superamento delle conseguenze del sisma del maggio 2012.
    In particolare, il comma 1, lettera a), ai numeri da 1) a 4), modifica gli articoli 1, 3, 4 e 5-bis del decreto legge n. 74 del 2012.
    In dettaglio il numero 1) concede ai Presidenti delle regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, in qualità di Commissari delegati, la facoltà di delegare a loro volta le funzioni attribuite dal decreto legge n. 74 del 2012 ai sindaci dei comuni ed ai presidenti delle province nei cui territori insistono gli interventi per la ricostruzione.
    Il numero 2) esclude i contratti stipulati dai privati beneficiari dei contributi per l’esecuzione di lavori o l’acquisizione di beni o servizi connessi agli interventi di ricostruzione e riparazione delle abitazioni private e di immobili ad uso non abitativo dall’applicazione di talune disposizioni riguardanti i contratti pubblici, fermi restando comunque gli obblighi di assicurare i criteri di economicità e trasparenza nell’uso delle risorse pubbliche ed i controlli antimafia.
    Il numero 3) prevede che le risorse per il ripristino degli edifici scolastici danneggiati dal sisma sono prioritariamente destinate alla costruzione di edifici in sedi nuove o diverse nel caso in cui la programmazione della rete scolastica così preveda.
    Il numero 4) rafforza i controlli antimafia sugli interventi di ricostruzione post-terremoto.
    Il numero 5) della lettera a), esclude i comuni interessati dagli eventi sismici del 2012 dall’applicazione delle sanzioni per il mancato rispetto del patto di stabilità interno relativo all’anno 2011
    Per quanto riguarda gli ambiti di competenza della Commissione Finanze, il comma 1, lettera b) chiarisce l’ambito di applicazione dell’articolo 3-bis del decreto-legge n. 95 del 2012, il quale consente che i contributi per la ricostruzione degli immobili ubicati nelle zone colpite dal sisma siano concessi anche mediante finanziamenti agevolati, con garanzia statale nel limite di 6 miliardi di euro. In tale contesto la novella stabilisce che le modalità attuative del predetto articolo 3-bis sono quelle stabilite nel Protocollo di intesa tra il Ministro dell’economia e delle finanze e i Presidenti delle regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, sottoscritto il 4 ottobre 2012.
    Il comma 2 integra le disposizioni recate dall’articolo 16, comma 6, del decreto – legge n. 95 del 2012, al fine di escludere, per gli anni 2012 e 2013, i comuni delle province di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo interessati dagli eventi sismici dei giorni 20 e 29 maggio 2012 dall’applicazione della riduzione delle risorse del Fondo di riequilibrio ivi prevista.
    Il comma 3 interviene sull’erogazione di specifici strumenti di tutela del reddito per determinate categorie di lavoratori impossibilitati a prestare attività lavorativa o che abbiano dovuto sospendere l’attività a seguito degli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012, .
    Il comma 4 prevede che i soggetti aderenti alle forme pensionistiche complementari residenti nelle province di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo, interessate dal sisma, possano richiedere un’anticipazione sulle loro posizioni individuali maturate ai fondi pensione cui sono iscritti, per l’acquisto della prima casa, per ristrutturazione edilizia o per ulteriori esigenze a prescindere dal requisito degli 8 anni di iscrizione al fondo pensione.
    Sempre per quanto riguarda gli aspetti di competenza della Commissione Finanze si segnalano i commi da 5 a 13.
    Il comma 5 intende superare le incertezze che sussistevano circa l’applicazione ai sostituti d’imposta della sospensione dei versamenti tributari prevista per le aree terremotate del magio scorso.
    La disposizione, nell’esplicito presupposto che la sospensione dei termini per l’adempimento degli obblighi tributari, stabilita in favore dei contribuenti nelle aree terremotate dal decreto del Ministro dell’economia 1° giugno 2012 per il periodo dal 20 maggio 2012 al 30 settembre 2012, non si applica agli obblighi di calcolo e versamento delle ritenute sui redditi di lavoro da parte dei sostituti di imposta, consente a questi ultimi di regolarizzare, entro il 16 dicembre 2012, gli adempimenti e i versamenti omessi a partire dal 20 maggio 2012, senza applicazione di interessi e sanzioni. In particolare si fa riferimento al riversamento delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente e assimilati, nonché sui redditi di lavoro autonomo e le relative addizionali, già operate alla data del 20 maggio 2012, e all’effettuazione e al riversamento delle stesse successivamente a tale data.
    Inoltre la disposizione prevede che, dopo aver effettuato il versamento, i sostituti d’imposta operino le ritenute IRPEF sui redditi di lavoro dipendente e assimilati e relative addizionali nei limiti del quinto dello stipendio, ai sensi dell’articolo 2, del D.P.R. n. 180 del 1950.
    Il comma 6 proroga al 16 dicembre 2012 il termine entro il quale effettuare, senza sanzioni e interessi, i pagamenti dei tributi, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria, sospesi attualmente fino al 30 novembre 2012 ai sensi dei citati decreti del Ministro dell’economia 1° giugno 2012 e 24 agosto 2012, nonché dell’articolo 8, comma 1, del decreto – legge n. 74 del 2012.
    Il comma 7 concede ai titolari di reddito di impresa che hanno i requisiti per accedere ai contributi per la ricostruzione degli immobili danneggiati dal sisma, in aggiunta ai predetti contributi, la possibilità di chiedere ai soggetti autorizzati all’esercizio del credito nei territori colpiti dal sisma stesso un finanziamento, assistito dalla garanzia dello Stato, della durata massima di due anni per provvedere al pagamento dei tributi, dei contributi e dei premi sospesi, nonché di quelli da versare dal 1° dicembre 2012 al 30 giugno 2013.
    A tal fine la disposizione stabilisce che i soggetti finanziatori stipulino contratti tipo, definiti con apposita convenzione tra la Cassa depositi e prestiti e l’Associazione bancaria italiana (ABI). Tali contratti prevedono finanziamenti assistiti dalla garanzia dello Stato, fino ad un massimo di 6 miliardi di euro, e prevedono l’intervento di Cassa Depositi e Prestiti S.p.A.
    La norma rinvia quindi ad un decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro 7 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto – legge, la concessione delle garanzie dello Stato e la definizione dei criteri e delle modalità di operatività delle stesse. Si specifica inoltre che le garanzie dello Stato sono elencate nell’allegato allo stato di previsione della spesa del Ministero dell’economia e delle finanze recante l’elenco delle garanzie principali e sussidiarie prestate dallo Stato a favore di enti o altri soggetti.
    In base al combinato disposto tra il comma 7 e il comma 10 (il quale prevede un credito d’imposta a favore dei soggetti finanziatori pari agli interessi dei finanziamenti erogati), sembra evincersi, anche sulla scorta della relazione illustrativa del disegno di legge, che i soggetti finanziati dovranno restituire la sola quota capitale del finanziamento, a partire dal 1° luglio 2012 secondo un piano di ammortamento, mentre le spese e gli interessi saranno accollati dallo Stato.
    In merito alla formulazione del comma 7 si segnala l’opportunità di esplicitare con maggior chiarezza che i soggetti finanziati dovranno restituire solo la quota capitale del finanziamento erogato nei loro confronti.
    Ai sensi del comma 8, i soggetti finanziatori di cui al comma 7 comunicano all’Agenzia delle entrate i dati identificativi dei soggetti che omettono i pagamenti previsti nel piano di ammortamento, nonché i relativi importi, ai fini dell’attivazione della procedura di riscossione coattiva, prevedendosi in tal caso che gli interessi di mora gravino sul soggetto inadempiente.
    Il comma 9, lettera a), definisce quindi le condizioni per accedere al finanziamento: si tratta, in particolare, di una serie di documenti da presentare al soggetto finanziatore, che certificano – mediante autodichiarazione – il possesso dei requisiti per accedere ai contributi nonché la circostanza che i danni subiti sono stati di entità tale da condizionare una ripresa piena della attività di impresa.
    In base alla lettera b) il soggetto richiedente deve altresì fornire una copia del modello presentato telematicamente all’Agenzia delle entrate, nel quale sono indicati i versamenti sospesi fino al 30 novembre 2012, l’importo da pagare dal 1° dicembre 2012 al 30 giugno 2013 e la ricevuta che ne attesta la corretta trasmissione, mentre la lettera c) richiede l’esibizione di copia dei modelli di pagamento relativi ai versamenti dovuti nel periodo dal 1° dicembre 2012 al 30 giugno 2013.
    Come accennato in precedenza, il comma 10 introduce un credito d’imposta a favore dei soggetti finanziatori di cui al comma 7, volto a coprire gli interessi relativi ai finanziamenti erogati, nonché le spese strettamente necessarie alla loro gestione.
    Tale credito di imposta è utilizzabile in compensazione del debito tributario, senza applicazione del limite annuo alle compensazioni (fissato in un miliardo di lire ed elevabile a 700.000 euro con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze), ovvero può essere ceduto nell’ambito del gruppo cui la società appartiene.
    La quota capitale è invece restituita dai soggetti richiedenti a partire dal 1° luglio 2013 secondo il piano di ammortamento definito nel contratto di finanziamento.
    Il comma 11 demanda ad un provvedimento del Direttore della Agenzia delle entrate, da adottare entro il 31 ottobre 2012, l’approvazione del modello telematico, previsto dal comma 9, lettera b), nel quale sono indicati versamenti sospesi ai sensi del comma 6, nonché i tempi e le modalità della sua presentazione. Con analogo provvedimento possono essere disciplinati modalità e tempi di trasmissione all’Agenzia delle entrate, da parte dei soggetti finanziatori, dei dati relativi ai finanziamenti erogati e al loro utilizzo.
    Ai sensi del comma 12 l’Agenzia delle entrate comunica al Ministero dell’economia e delle finanze, ai fini del monitoraggio dei limiti di spesa, i dati risultanti dalle dichiarazioni telematiche, i dati delle compensazioni effettuate dai soggetti finanziatori per la fruizione del credito d’imposta e i dati trasmessi dai soggetti finanziatori.
    Il comma 13 reca la clausola di copertura finanziaria degli oneri derivanti dal credito d’imposta di cui al comma 10, stimati in 145 milioni di euro per l’anno 2013 e in 70 milioni di euro per l’anno 2014, ai quali si provvede mediante utilizzo di quota parte delle risorse destinate al Fondo per la ricostruzione delle aree colpite dal sisma del 20-29 maggio 2012 dall’articolo 7, comma 21, del decreto – legge n. 95 del 2012, pari a 550 milioni di euro per ciascuno degli anni 2013 e 2014, provenienti delle complessive riduzioni di spesa previste dal medesimo decreto – legge n. 95.

    Appunti del relatore

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