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  • Fisco, responsabilità ed esclusive per i commercialisti nella lotta alle frodi

    Pubblicato il 19 maggio 2011 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Contro le frodi fiscali bisogna attribuire agli iscritti all’Ordine dei Dottori Commercialisti responsabilità ed esclusive di certificazione della documentazione e dell’operato delle singole società. Se il rogito lo fa il notaio e dal giudice serve l’avvocato, innanzi all’autorità fiscale deve esserci il dottore commercialista. Lo ho dichiarato ieri in commissione Finanze  l’audizione con l’Agenzia delle Dogane.

    Dietro a molte società coinvolte in frodi nell’importazione di beni dall’estremo oriente operano professionisti senza scupoli, pronti ad ogni copertura, che gettano discredito sulla categoria.  Per questo chiedo di responsabilizzare i commercialisti fornendo loro delle esclusive.

    Nell’audizione di oggi in Commissione Finanze con la delegazione dell’Agenzia delle Dogane, guidata  dal dott. Giuseppe Peleggi, sono stati infatti affrontati importanti aspetti fiscali ed in particolare la questione relativa ai “depositi fiscali” con attenzione alle frodi possibili in questo settore, in modo particolare per quanto attiene la situazione di alcuni porti e di alcune regioni; si è evidenziato il delicato aspetto dell’enorme importazione di beni dai paesi orientali ed in particolare dalla Cina che spesso hanno grande danno alle imprese italiane ed alle entrate fiscali del Paese.

    I dirigenti hanno illustrato alcuni degli interventi messi in atto in modo particolare nella regione Campania, con assunzione di elementi presuntivi quali: la breve storia fiscale di un’azienda, l’importazione di beni da parte di società non rientranti nel loro oggetto sociale, rappresentanti legali di società cessate in poco tempo e altri elementi tali da portare l’ufficio centrale antifrodi ad una analisi e conseguente azione mirata, con richiesta alle società operanti di tutta una serie dettagliata di atti e documenti.

    Tale azione ha comportato, dal cosiddetto “regime 45”, la fuga di società nel 2011 rispetto all’anno 2010, pari a 1378 unità.L’on. Fogliardi nel suo intervento ha approfondito dettagliatamente tutto il delicato aspetto relativo a società fasulle e fantasma, giustamente perseguite dall’autorità fiscale, evidenziando però come molto spesso, dietro a queste società illegali, operino professionisti senza scupoli pronti ad ogni copertura con discredito della più ampia gamma di seri professionisti operanti nel settore.

    A tale riguardo ho ribadito quello che ormai è diventato un punto fermo della propria azione di parlamentare impegnato nelle commissioni Finanze e Vigilanza Anagrafe Tributaria, di attribuire agli iscritti all’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, responsabilità ed esclusive di certificazione della documentazione e dell’operato delle singole società.

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