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  • Fisco, spesa pubblica e costi della politica

    Pubblicato il 19 settembre 2013 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    “Fisco, spesa pubblica e costi della politica” è stato uno degli incontri più interessanti della festa di Scelta Civica. Sono temi che seguo quotidianamente nella mia professione e, dopo l’esperienza in Commissione Finanze, conosco ancora meglio i lacci e lacciuoli che impediscono alle nostre imprese di concentrarsi sulla produzione di valore. Non potrà esserci nessuna ripresa se non semplificheremo il fisco. La burocrazia è una zavorra per le nostre partite IVA, i nostri artigiani, le nostre imprese.
    Linda Lanzillotta ha parlato in apertura di “tante complicazioni” e Nicola Rossi ha liquidato subito la querelle sul taglio dell’Imu: è una misura temporanea che per l’economia non darà risposte e il prossimo anno tornerà con un diverso nome…

    Anche Oscar Giannino ha insistito sul “gioco delle tre carte dell’Imu” per poi allargare il campo affermando che si deve riaprire un grande confronto nel paese sul fisco perché la leva di incentivi e disincentivi deve seguire un disegno, un obiettivo, mentre fino ad ora si è proceduto a tentoni. Ad esempio, secondo il giornalista, il fisco per gli autonomi è “un disastro”. Basti pensare all’applicazione degli Studi di settore o al contenzioso tributario che non prevede un giudice terzo. Un sistema più chiaro, inoltre, darebbe anche più forza alla lotta all’evasione.

    Oscar Giannino ha fatto un intervento condivisibile. Nonostante le controversie dell’ultima sua campagna elettorale si è dimostrato realmente preparato e attento; abbiamo anche avuto modo di parlare di alcuni provvedimenti sui quali avevo lavorato in Commissione Finanze.
    Concordiamo nel merito di alcune riforme indispensabili, a partire dalla necessità di diminuire le imposte su lavoro e imprese.

    Purtroppo le riforme, o, a dire il vero le mancate riforme, sono legate a una situazione politica che preoccupa. Se cadesse il governo ora torneremmo nelle condizioni in cui eravamo nell’autunno del 2011. Forse molti lo hanno dimenticato, ma allora rischiammo il default…

    Inoltre ci attende il semestre italiano di presidenza in Europa. Dobbiamo arrivarci con proposte concrete al fine, come ha ricordato Giannino, di “cambiare la governance europea dopo le elezioni tedesche, mettendo un po’ più di crescita e riuscendo a contrattare con i paesi euro-forti”.

     

    Una risposta a “Fisco, spesa pubblica e costi della politica”

    1. Quello che trovo incredibile è che scelta civica ORA discuta di alleggerire il fisco (?!), di istaurare un sano rapporto con il contribuente (?!), di fare riforme (?!) quando sono andati fin dall’inizio del governo Monti nella direzione opposta diffondendo tramite la voce del sig. Befera quello che chiamava la necessità di incutere un sano timore nei confronti del fisco. ORA ?

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