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  • Flexecurity per dare valore al lavoro, il documento che porteremo a Genova

    Pubblicato il 15 giugno 2011 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Ho aderito al documento sul lavoro predisposto da Pietro Ichino ed Enrico Morando in vista della conferenza di Genova.

    Delineamo le linee essenziali di un’iniziativa incisiva, capace di superare il dualismo del nostro mercato del lavoro e al tempo stesso di adattare il nostro sistema delle relazioni industriali alle sfide della globalizzazione.

    Prima di tutto serve una drastica semplificazione della nostra disciplina di fonte nazionale dei rapporti di lavoro, il cui ammasso disorganico occupa oggi migliaia di pagine.

    Cerchiamo soluzioni da applicare a tutti  i nuovi rapporti di lavoro, superando il dualismo attuale fra protetti e non protetti, e anche quello fra dipendenti delle imprese di dimensioni medio-grandi e dipendenti delle più piccole: tutti a tempo indeterminato (tranne i casi classici di contratto a termine, quali le sostituzioni per malattia o i lavori stagionali), a tutti le protezioni essenziali (in particolare quella contro le discriminazioni), ma nessuno inamovibile.

    A tutti, in caso di perdita del posto di lavoro, va garantita una forte  continuità del reddito e di investimento nella loro professionalità, in funzione della più rapida e migliore ricollocazione. È evidente la rottura drastica che una riforma di questo genere può segnare rispetto al regime attuale di vero e proprio apartheid tra lavoratori protetti e lavoratori poco o per nulla protetti; e dunque il significato che la riforma stessa può assumere sul piano dell’equità sociale, della lotta alla disuguaglianza e della protezione dei più deboli, che oggi nel mercato del lavoro sono soprattutto i più giovani.

    La riforma nel segno della flexsecurity qui prospettata non reca alcun pregiudizio ai lavoratori regolari stabili al momento della sua entrata in vigore, poiché non modifica il vecchio regime di stabilità che è ad essi applicabile.

    La flexecurity giova invece:

    ‑ ai lavoratori destinati a entrare nel tessuto produttivo da quel momento in avanti, poiché le prospettive di sicurezza che essa offre loro (protezione contro le discriminazioni, continuità del reddito, copertura previdenziale e investimento sulla loro professionalità) in caso di licenziamento sono incomparabilmente migliori rispetto a quelle che si offrono loro nel contesto attuale;

    ‑ alle imprese, poiché il maggior costo che la riforma accolla loro con la disciplina dei licenziamenti di natura economica od organizzativa è ampiamente compensato dalla maggiore tempestività dell’aggiustamento industriale e prevedibilità del relativo costo.

    Inoltre è indispensabile incentivare e rafforzare l’impegno delle Regioni sul terreno del servizio di orientamento scolastico e professionale, che deve raggiungere capillarmente tutti i ragazzi al termine di ciascun ciclo scolastico, assicurando loro – sul modello dei migliori guidance o career services del nord-Europa – un bilancio ben fatto delle competenze e informazioni precise sulle opportunità che si offrono loro, sia sul versante scolastico e della formazione professionale, sia sul versante degli sbocchi occupazionali effettivamente possibili;

    Scarica il documento

    Stefano Ceccanti, Sergio Chiamparino, Giampaolo Fogliardi, Paolo Giaretta, Pietro Ichino, Alessandro Maran, Ignazio Marino, Enrico Morando, Magda Negri, Vinicio Peluffo, Simonetta Rubinato, Ivan Scalfarotto, Federico Testa, Giorgio Tonini, Salvatore Vassallo, Walter Veltroni

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