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  • Grillo urla, ma in Europa non conterà nulla

    Pubblicato il 15 maggio 2014 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    Il voto si avvicina e come sempre si alzano i toni dello scontro: in quest’arte Beppe Grillo è maestro. Ma non ci convince: le sue ricette sono puro populismo e chi lo segue da tempo ormai dovrebbe aver notato come ondeggia tra destra e sinistra cercando solo di screditare ogni avversario senza mai sporcarsi le mani nel governo della cosa pubblica.
    Con chi farà squadra in Europa Grillo? Non si sa, rimarrà isolato a urlare e non porterà nessun risultato concreto all’Italia; più o meno quello che fa a livello nazionale, dove però ha una percentuale di seggi rilevante.
    Dopo gli ultimi gravi scandali dell’expo propone di chiudere tutto: a sentire Grillo dovremmo fermare il Paese: niente Tav, niente expo, nessun investimento: il classico caso di chi preferisce ammazzare il paziente anziché cercare una cura per tenerlo in vita.

    Ho letto questo interessante passaggio sull’Huffington post che riassume bene il populismo di Grillo:

    Dopo aver pescato a mani basse nell’immaginario identitario della sinistra italiana, da Pertini a De Andrè, da Gaber a Berlinguer, una volta conquistata quella fetta di elettorato deluso, non senza motivi, dai partiti progressisti tradizionali, Grillo ha indirizzato i suoi cittadini verso una deriva conservatrice

     

    Una risposta a “Grillo urla, ma in Europa non conterà nulla”

    1. Giovanni Massensini

      Purtroppo è vero cio che leggo, Grillo,
      come ha detto Il Maestro Riccardo Muti, è come Jago nell’Otello di Verdi, denuncia,sparla,tira i sassi e poi nasconde la mano. Ma gli italiani che li voteranno per le europee si rendono conto che parlamentari Italiani manderemo in Europa?

      E poi ci lamentiamo se a livello Europa deridono l’Italia, fin che mandiamo a rappresentarci certi “Italiani”

      Speriamo bene,ho letto ieri l’ultimo articolo sul Giornale fatto da Montanelli il
      12 Gennaio 1994, non è cambiato nulla, anzi come si stava bene allora.
      Cordialità
      Giovanni Massensini

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