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  • La presa del potere

    Pubblicato il 14 febbraio 2014 giampaolo 3 commenti Condividi su Facebook

    Che senso ha questa crisi di governo? Cosa porterà il governo Renzi al Paese? Siamo sicuri che non sia la conclusione di uno scontro tutto interno a un Partito democratico che in queste settimane ha tenuto il paese ostaggio del duello tra i suoi due leader più promettenti?
    Il rischio reale è che li brucino entrambi in questi giochi di palazzo.

    È uno schema che ricorda più la Prima repubblica che il futuro radioso evocato dal sindaco di Firenze nelle sue campagna elettorali per le primarie.

    Altra quastione: il rottamatore rottamerà se stesso in qualche posizione o rimarrà contemporaneamente alla guida di Firenze, del Pd e del Paese?

    Il timore è che sia una corsa tutta personale al potere, una sorta di “batti il ferro fin che è caldo” che molti, anche tra i suoi estimatori, faticano a capire. In effetti la maggioranza parlamentare è sempre la stessa: se avesse voluto incidere nel governo non poteva “semplicemente” proporre alcuni suoi uomini? Qual è il senso ultimo di questa presa del palazzo d’Inverno? Cosa c’è oltre al gusto del potere per il potere? Dove sta la rivoluzione in una vecchia pratica come la trama di palazzo?
    Ovvio, mi auguro per il bene del Paese che qualsiasi governo arrivi riesca a essere veramente incisivo e riformatore, ma da un Partito democratico che ha dato il benservito a larghissima maggioranza e senza indugi a Enrico Letta non so cosa aspettarmi.
    Confesso di trovarmi un po’ spaesato.
    Renzi, per quanto si affannasse a negare l’evidenza, ha perseguito lucidamente questo piano da mesi; appena ottenuta l’investitura delle primarie ha iniziato a logorare ai fianchi il presidente del consiglio.
    Uno scontro che ricorda duelli epici e autodistruttivi nel centrosinistra; duelli che non hanno portato nulla di buono per il Paese. Spero, anche in questo caso, di sbagliarmi.

     

    3 risposte a “La presa del potere”

    1. Giovanni Massensini

      Caro Giampaolo,
      condivido in toto il tuo pensiero,hai espresso
      e non in politichese la realtà.
      Io ho ancora un po’ di speranza, un passaggio del discorso alla direzione del PD di Renzi mi è piaciuto, in particolare quando dice ” portiamo fuori l’Italia da questa palude”
      Come Italiano, cittadino che ha sempre lavorato,che ama la sua Patria, che quando sente l’inno nazionale si alza e si emoziona, dico Speriamo.
      Ciao e forza abbiamo bisogno che tu faccia sentire la Tua voce.
      Giovanni Massensini

    2. Ricordo Renzi all’epoca del Governo Monti unirsi al coro delle critiche pretestuose allo scopo di raccogliere consenso.
      Quel che successo è nella logica delle cose.

    3. Ti ringrazio

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