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  • La spirale della crisi

    Pubblicato il 20 giugno 2013 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Unioncamere Veneto ha lanciato l’allarme: le manovre di austerity e il previsto aumento dell’Iva toglieranno nella nostra regione quest’anno oltre 2,1 miliardi di euro di Pil, di cui 1,4 miliardi di consumi.

    Questo è ancora un anno difficile, e si parla di ripresa per il 2014. Significativo, come ha ricordato il presidente di Unioncamere del Veneto, che dal 1973 (anno di inizio delle analisi dell’ente) non si è mai assistito a sei trimestri di Pil in calo.

    Alla fine dei conti il risultato è pesante: manovre e aumento dell’ Iva produrranno insieme quest’anno un taglio dell’1,4% del Pil regionale.

    Continuando così si innesca una spirale che trascinerà l’economia sempre più in basso.

    Se la spesa pubblica non viene razionalizzata, il debito aumenta e aumenta anche la pressione fiscale. Così la crisi si aggraverà, soprattutto nelle aree d’Italia più produttive (che garantiscono anche il gettito maggiore all’erario). In pratica si rischia di mettere delle zavorre ai virtuosi e far sprofondare l’intera nave.

    Lo Stato deve anche proseguire nell’opera di pagamento dei propri debiti verso le imprese: queste vengono “bastonate” dallo Stato stesso se ad esempio non riescono a versare l’Iva, ma spesso queste aziende vantano dei crediti nei confronti della pubblica amministrazione. Un altro chiaro esempio di spirale negativa.

    L’unica speranza è che questo governo riesca nell’impresa di portare avanti delle riforme strutturali. Se rimane fermo, bloccato dai tentennamenti dei maggiori azionisti, sarà la rovina.

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