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  • L’estate più calda

    Pubblicato il 3 agosto 2012 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Ci avviciniamo alla pausa estiva. E’stato un periodo intenso, caratterizzato da molti interventi del governo di grande impatto, sullo scenario di una crisi economica globale che rischia di minare il progetto dell’Europa alle sue fondamenta.

    E’un momento difficile, cruciale, uno snodo fondamentale per la politica e per l’economia del nostro continente. La crisi morde e troppo spesso i governi faticano a tener testa alle fluttuazioni della finanza e agli attacchi degli speculatori, anche se l’Italia ha ritrovato in questi mesi un ruolo sullo scacchiere internazionale.

    Stiamo vivendo una stagione rapidissima di riforme dopo anni di immobilismo. I tempi sono stretti e spesso in parlamento dobbiamo fare in fretta per recuperare gli anni perduti e per dare al Paese un assetto per competere nel contesto internazionale.

    Viviamo una fase anomala. Per senso di responsabilità la politica, logorata dagli anni bui del berlusconismo, ha dovuto fare un passo indietro e contribuire al lavoro dei tecnici.
    Ma l’emergenza non deve farci perdere di vista la missione del Pd, la definizione di una proposta completa per il rilancio del nostro paese. Non c’è solo il presente, l’emergenza. Dobbiamo fornire una prospettiva di governo, solida, equilibrata, seria, lontana tanto dal populismo sguaiato quando dal conservatorismo più stucchevole che vorrebbe ancora in pista il Cavaliere.

    L’ipotesi del voto anticipato sembra sfumare e sulla riforma della legge elettorale regna l’ipocrisia del tira e molla. E’chiaro che chi ha creato il porcellum tutto sommato non lo disdegna fino in fondo…Ma la riforma va fatta per ridare voce ai cittadini e per ridare respiro alla politica.

    Anche a Verona la pausa estiva dovrà essere un momento di profonda riflessione, soprattutto dopo il risultato delle amministrative. Mi auguro che la conferenza programmatica non si riveli un rito stanco, ma una analisi lucida per rilanciare la nostra iniziativa anche a costo di mettere in discussione l’assetto del partito. Guai a creare un evento autoreferenziale e ipocritamente rassicurante. Il toro va preso per le corna.

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