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  • Liberalizzazioni, stesse regole per tutte le tabaccherie

    Pubblicato il 22 marzo 2012 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Abbiamo accolto con favore la possibilità di esercitare le rivendite di tabacchi presso i distributori di carburante, però bisogna chiarire la normativa: devono valere le stesse regole tra le nuove tabaccherie  e le rivendite attuali, che ricordiamo devono sottostare a severi controlli.

    Qui il testo del mio intervento in aula:

    Ho presentato l’ordine del giorno 25 al fine di sollecitare una doverosa riflessione affinché il Governo provveda ad adottare ogni più adeguato e celere intervento per risolvere una questione che rischia di compromettere seriamente la portata di una disposizione che, nella logica di liberalizzare anche questo segmento di mercato, ha esteso l’esercizio delle rivendite di tabacchi ai distributori di carburante con superficie non inferiore a 500 mq.

    Infatti nella disposizione di cui all’articolo 17, comma 4, lettera a) capoverso 8, lettera b), non è specificata in modo rigoroso, come invece dovrebbe essere doveroso, stante gli elevati interessi pubblici in gioco, la normativa che deve disciplinare lo svolgimento di tale attività, facendosi riferimento esclusivamente ed in modo eccessivamente generico alle norme e alle prescrizioni tecniche che disciplinano le attività di cui alla presente lettera.

    Io ho accolto con favore la possibilità di esercitare le rivendite di tabacchi presso i distributori di carburanti, tuttavia rilevo la necessità che si chiarisca quanto prima ed in maniera esplicita quale sia la normativa tecnica di settore, permanendo altrimenti un pericolo vulnus nel corpo della disposizione che riguarda un ambito di attività che assicura, lo ricordo soprattutto in questo momento storico in cui si sono messi in campo numerosi interventi a salvaguardia della stabilità finanziaria del nostro Paese e della nostra economia, un gettito di circa 45 miliardi di euro l’anno in gran parte incassati per conto dell’erario.

    Pertanto se le attuali rivendite di tabacchi debbono sottostare a severi controlli e ad una disciplina anche fiscale molto rigida nonché a norme dirette, attraverso una razionalizzazione dell’offerta, a tutelare la salute prevenendo il fenomeno del tabagismo quale quelle di cui all’articolo 23 della legge 22 dicembre 1957, n. 1293 nonché quelle di cui all’articolo 24, comma 42, del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, è di tutta evidenza che tali norme debbano essere necessariamente quelle di riferimento anche per i distributori di carburanti che esercitino le rivendite di tabacchi.

    Si tratta di un mero ma necessario chiarimento del riferimento normativo che si rende assolutamente indispensabile per evitare la strumentale lettura secondo la quale la regolamentazione di settore già prevista ai sensi della normativa vigente sia applicabile esclusivamente nei confronti della rete già esistente e disciplinata da fonti diverse del decreto legge in esame. In sostanza, attraverso il richiamo inequivoco della esatta fonte giuridica nella quale si iscrive, si tratta di esplicitare oltre ogni dubbio che la regolamentazione tecnica del settore cui fare riferimento rimane quella ispirata dai criteri generali che presiedono alla disciplina della distribuzione di tabacchi nel nostro ordinamento.
    Per concludere auspico che il Governo, accogliendo il mio ordine del giorno, dimostri la doveroso sensibilità che un settore, come quello delle rivendite dei tabacchi, per la preziosa attività che esso svolge anche nell’interesse dell’erario, sicuramente merita.

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