Solo un altro blog targato WordPress
Icona RSS facebook
  • Negozi aperti a pasqua?

    Pubblicato il 28 marzo 2013 giampaolo 2 commenti Condividi su Facebook

    Affrontai il tema ancora anni fa e oggi, nel bel mezzo della crisi, l’apertura dei centri commerciali e dei supermercati a Pasqua rimane un tema controverso. Privare i lavoratori di una delle festività più sentite non risponde alla crisi dei consumi, crea un danno sociale e toglie un momento di serenità per le famiglie. È proprio indispensabile? Io credo di no: rischia di essere un un sacrificio inutile perché i consumi alla fine non aumentano, ma si spalmano su tutta la settimana; l’unica a trarne vantaggio – in caso – è la grande distribuzione.
    Il caso è sempre aperto, come testimonia questo articolo del Corriere di Verona:

    Supermercati e centri commerciali, chi alza la saracinesca. Con proteste

    VERONA —La Pasqua arriva per tutti, ma la festa per qualcuno non arriva mai.

    Dopo l’entrata in vigore lo scorso anno del decreto Salva Italia che liberalizza in modo totale le aperture festive e domenicali, qualunque negozio, grande magazzino o supermercato può decidere di tenere aperto qualunque giorno dell’anno. La conseguenza è che anche la massima festività religiosa non viene rispettata da tutti: a Verona, in particolare, la mattina di domenica 31 marzo (giorno di Pasqua) saranno aperti i supermercati Billa. Chi fa le cose all’ultimo momento potrà trovare comodo avere la possibilità di fare acquisti quando tutto il resto è chiuso, ma i sindacati dei lavoratori stigmatizzano in modo molto forte questo tipo di politica commerciale. I segretari di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, rispettivamente Floriano Zanoni, Andrea Sabaini e Cesare Ierulli, sono critici non solo verso Billa, ma verso tutte le aziende che tengono aperto anche a Pasquetta, il 25 aprile, il 1 maggio o tutte le domeniche dell’anno.

    «La battaglia delle domeniche e delle festività – dicono – non è solo una battaglia di fede, ma culturale e sociale. Il senso del riposo domenicale ha un valore religioso, che noi rispettiamo, ma anche una funzione benefica sulle relazioni sociali. Lavoratrici e lavoratori – spiegano – sono donne e uomini, cioè padri, mariti, madri e figli, che hanno bisogno di stare in famiglia nei momenti di riposo. Per questo la materia va concordata tra tutti i soggetti in campo e non può essere lasciata alla semplice discrezione delle aziende».

    Per porre fine a questa liberalizzazione totale delle aperture, i sindacati invitano i cittadini a recarsi alle anagrafi comunali dove possono firmare la petizione «Libera la Domenica», che mira ad annullare questo aspetto del decreto Salva Italia. «Ribadiamo – dicono – che la materia delle aperture e degli orari deve tornare alla Regione Veneto, e a tutte le amministrazioni locali italiane, perché solo gli enti locali possono favorire e migliorare le esigenze dei territori». Il giorno di Pasqua, a parte il Billa, saranno aperti solo alcuni supermercati del lago di Garda, zona particolare a causa della presenza dei turisti. Il lunedì di Pasquetta, a Verona, saranno invece aperti da mattina a sera i centri commerciali Corti Venete e Auchan, oltre che diversi supermercati. Per i sindacati il calo dei consumi dimostra che queste aperture non portano vantaggi all’economia: «La crisi – affermano – non ha aiutato nessuno, tanto meno le famiglie. La conseguenza è che queste aperture non hanno aumentato i consumi e hanno invece alimentato un mercato senza regole, dove vince il più forte a danno del più debole».

    Davide Pyriochos

     

    2 risposte a “Negozi aperti a pasqua?”

    1. Illustre Onorevole

      Solo per ricordarLe che la liberalizzazione delle aperture domenicali è contenuta nel Decreto Salva Italia che il Sen. Monti ha promulgato nel dicembre 2011.

      A distanza di 15 mesi i risultati prodotti da questa ottusa decisione ha prodotto nel tessuto commerciale relativo alle micro imprese danni devastanti.

      Gestisco 5 negozi posizionati all’interno dei centri commerciali, dove non esiste la possibilità di applicare il suddetto decreto, ovvero non possiamo esercitare la facoltà di aprire o meno ma solo l’obbligo di farlo.
      Per le micro imprese (ho 22 dipendenti) il danno è letale.

      Sono incrementati di 52 giorni i costi fissi delle utenze ma soprattutto del personale a discapito di un fatturato in netto calo.
      L’utile è ridotto ai minimi termini e oramai insufficiente a far fronte ai costi crescenti.
      Una rivalutazione del numero di aperture su scala nazionale con facoltà di decidere le date in funzione delle esigenze locali si rende quanto meno indispensabile per cercare di salvare una situazione fuori controllo che finora ha portato beneficio solo alla Grande Distibuzione Organizzata.

      Se così non fosse molti imprenditori saranno costretti a lasciare e chiudere le loro attività.

      Cordiali saluti

    2. […] solidarietà come misure per mantenere l’occupazione. Ho affrontato molte volte il tema delle chiusure domenicali, a partire dal caso dell’apertura pasquale di Upim nel 2007. Le ragioni del valore simbolico […]

    Lascia un commento