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  • Parlare del dramma povertà anche a Verona

    Pubblicato il 13 marzo 2012 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Lunedì abbiamo ricordato Giorgio La Pira in un convegno dedicato a uno dei suoi scritti più significativi “L’attesa della povera gente”. E’un dovere della politica cittadina ritornare a parlare di povertà senza nascondersi dietro alla facciata di una città sempre e comunque benestante. Oggi la stampa parla proprio dell’emergenza povertà in riva all’Adige, con cifre che preoccupano.

    Il prof. Tani, della fondazione La Pira di Firenze, ha ricordato come il grande politico sollecitasse tutti a occuparsi dei poveri, considerando lavoro e occupazione temi centrali. Una fede forte e mai nascosta animava La Pira, la fede era una grande spinta alla ricerca della giustizia sociale, senza sfociare mai nel fanatismo.
    Purtroppo i temi sollevati dall’ex Sindaco di Firenze sono ancora attuali: la crescita dell’economia, dall’epoca di La Pira ai giorni nostri, non è andata mai di pari passo con l’eguaglianza e ora la crisi ha peggiorato la situazione.

    Il collega Andrea Sarubbi nel suo intervento ha sollevato il problema della percezione della povertà dal momento che “i poveri non fanno notizia, i poveri sono anonimi: di fatto non esistono”. Infatti i media cercano di parlarne il meno possibile. Però la realtà del paese è più grave della sua rappresentazione: 1/4 delle famiglie italiane sono al li mite della soglia di povertà, e la percentuale si alza tra gli immigrati. Il 33% delle famiglie italiane non riuscirebbe a sostenete un imprevisto d 750 euro. La percentuale di sofferenze bancarie nella capitale è al 12%. La povertà non colpisce solo i diseredati: l’intera classe media è a rischio. Ci sono persone insospettabili che affollano le mense della Caritas; bastano un imprevisto, una malattia in famiglia, un divorzio per ridurre molte persone in condizione di povertà.

    Il nostro candidato sindaco Michele Bertucco ha sottolineato che il primo tema in agenda per la città non è la sicurezza, ma la crisi economica, la povertà. E non è un problema solo degli immigrati o degli anziani: molti giovani si reggono in piedi grazie al welfare famigliare, ma questo modello non può durare per sempre.
    Questa amministrazione, come ha ricordato Bertucco, ha creato politica sulle contrapposizioni, ma noi vogliamo ritornare a una politica che sappia parlare ai cittadini.

    Dobbiamo pensare a una idea di città inclusiva, come ha ricordato anche Stefano Vallani nel suo saluto.
    Le politiche di questa amministrazione sono state fallimentari e i dati che stanno emergendo fanno temere anche per la “ricca” Verona. Non dobbiamo aver timore di portare alla luce anche il tema della povertà nella nostra città: non ci interessano i lustrini e la propaganda dell’era Tosi. Ci interessano i cittadini veronesi, ci interessa un progetto di città che sappia rilanciare l’economia, che sappia affrontare i temi cruciali per lo sviluppo del sistema senza mai dimenticare i nostri concittadini che si trovano in difficoltà. Questa è la città moderna, solidale, dinamica e inclusiva che vogliamo.

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