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  • Pericolo per i vini italiani: la deregulation europea

    Pubblicato il 15 luglio 2011 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Un settore strategico per l’economia italiana e Veronese rischia di essere danneggiato da alcune misure europee. I colleghi in commissione Agricoltura hanno sollevato la questione. E’bene seguirne da vicino gli sviluppi.

    La completa liberalizzazione delle superfici vitate da inizio 2016 rischia infatti di creare una sovrapproduzione.

    La deregulation stabilita dall’Europa porta ad una industrializzazione della viticoltura e gli effetti negativi saranno particolarmente evidenti sul settore dei vini di origine controllata, la cui eccessiva produzione porterà al crollo dei prezzi, ad una perdita consistente dei posti di lavoro, nonché ad una caduta della qualità. Per le produzioni dalla nostra provincia sarebbe un duro colpo.

    I diritti d’impianto sono strumenti necessari per salvaguardare il comparto vitivinicolo italiano, sia per preservarne la qualità, sia perché nell’attuale periodo di crisi economica l’offerta del vino prevale sulla domanda e la produzione è superiore alla capacità di assorbimento. In questo contesto la liberalizzazione potrebbe davvero generare un danno.

    I diritti di impianto, oltre a consentire la regolazione dell’offerta, rappresentano anche uno strumento di gestione ragionata delle zone di produzione a beneficio del patrimonio viticolo collettivo e del binomio vigneto/regione; la perdita di tale strumento favorirà la delocalizzazione dei vigneti verso zone facilmente meccanizzabili e in cui la mano d’opera costa meno con conseguente spostamento degli investimenti e concorrenza sleale tra vini IG e vini che ne sono sprovvisti.

    La risoluzione presentata dai colleghi in Commissione agricoltura impegna  il Governo a valutare un’adeguata interpretazione della norma, snellendo procedure in  materia troppo pesanti, ma evitando possibili fenomeni di inflazione del prodotto sul mercato, a lavorare per arrivare in sede europea ad una revisione delle scadenze e delle norme previste per la totale liberalizzazione, a determinare strumenti alternativi di regolazione della produzione con particolare riguardo ai vini Italiani Doc, Docg e Ig.

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