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  • Primarie? Sì, ma veramente aperte

    Pubblicato il 13 dicembre 2012 giampaolo 2 commenti Condividi su Facebook

    Berlusconi ha fatto precipitare la situazione, lasciando in sospeso anche la legge elettorale. Torneremo a votare con il porcellum, sistema elaborato, non dimentichiamolo, da Calderoli ai tempi dell’asse Pdl-Lega.

    Io ho sempre insistito per la reintroduzione delle preferenze in modo da tornare alle urne con una consultazione aperta, chiara, nella quale i cittadini potessero esprimersi.

    Come antidoto al porcellum, il Pd ha indetto le primarie per scegliere i candidati al parlamento. Bene.
    Ho lavorato sodo in questa legislatura e so di essermi speso per il territorio ascoltando la voce di tanti cittadini. Con molti di voi che leggono il blog e la newsletter il confronto è sempre aperto e penso di essere stato un interlocutore valido.
    Quindi ribadisco: bene le primarie, ma siano primarie vere, aperte, serie. Non un palliativo giusto per dire nei talk show “noi le abbiamo fatte”.
    Le primarie sono uno strumento formidabile, se usato bene, ma possono rivelarsi un boomerang se danno l’impressione di un lavoro fatto a metà, come ci insegnano le “parlamentarie” di Grillo, che hanno attirato più critiche che elogi e spaccato il Movimento cinque stelle.

    Ragioniamo su un esempio concreto: la platea dei votanti. Dalle prime indicazioni pare che possano votare gli iscritti del Pd più gli elettori che hanno votato alle primarie per il candidato premier del 25 novembre e che si dichiarano elettori del Pd al momento del voto per le liste. Perché burocratizzare a tal punto, riaprendo l’elenco dei 3 milioni e 200 mila votanti delle primarie e verificandoli uno a uno?
    Ora affrontiamo una consultazione diversa, legata al territorio, e dato che ci si deve dichiarare elettori del Pd al momento del voto, tanto vale aprire la platea a chiunque, anche a chi non si era appassionato alla sfida Renzi-Bersani.
    Questa è una nuova sfida, con un obiettivo diverso, perché mai dovremmo mettere vincoli alla partecipazione?

    Mancano ancora delle regole sulla scelta dell’elettorato passivo, ma confido che la prossima settimana si chiariscano le cose. In effetti il tempo stringe, ma preferirei si evitasse una data durante il periodo delle festività, sempre per allargare il più possibile la partecipazione dei cittadini, gli stessi ai quali chiederemo il voto da lì a un mese alle “scondarie”.

    Quindi, se primarie sarannno, che siano serie, aperte e inclusive. Guai e dico guai a tenere il profilo basso o peggio a dare l’impressione della conta interna, dei piccoli giochi di corrente. Usiamo lo strumento per allargare il più possibile la base del Pd, non per guardarci l’ombelico. Io sono pronto, avanti tutta, senza paura, è il nostro momento.

     

    2 risposte a “Primarie? Sì, ma veramente aperte”

    1. Carissimi,
      Seguo sempre con interesse le notizie che mi mandate e ve ne ringrazio.
      Trovo che aver deciso di fare le primarie per i candidati alle camre, sia molto bello e ci diferenzia ancora una volta dagli altri (sempre che da bravi copioni questi non vogliano seguire le nostre orme).
      Purtroppo vi devo avvisare subito che se le primarie saranno come sembra alla fine di questo mese,anche questa volta dovrò mancare all’appello perchè sarò a Milano.
      Comunque sono sicura che anche questa volta tutto andrà per il meglio.
      Saluto tutti e vi auguro Buone Feste.
      Saggia Vella

    2. Sono d’ accordo, devono essere aperte a tutti, senza condizionarle alla partecipazione o meno a quelle precedenti.
      Francesco

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